INGANNO
L'angelo finto
sbagliò nome d'indomito illuso
e il dente d'oro di questo
disertore a cervello plagiato
capì l'inganno
fuggì dal bacio
becco di falco
al premio di posta
-Aprì varco
a compresso atterrito respiro
come quello d'acrobata in pena
che rende sudore
all'ultima luce
di gloria
-Calamitato
l'incisivo finì
incollato
sul freddo cuore di Lei
orologio a scaltro mercante,
a ogni battito
una menzogna
un compenso
una fuga
-Nel sibilìo del vento
tra fremiti esplosi
da fauci essiccate
e abbeverate
in solco di ruga
torrente d'ultimo occhio
socchiuso a sorpresa
....verme il ricordo....
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Da:Destini E Presagi
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SVOGLIATAMENTE
Oggi sono apatico, svogliato
indeciso se farmi una sauna,provare una canna
oppure andare dalla Dottoressa
una ricettaia miope col prontuario malanni
e le dico d’accorciare la mia finta malattia
per tornare in ufficio-mobbing a collegarmi gratis
(paga lo Stato)a internet e sbirciare
qualche impiegata oca sorridente in minigonna
mentre raccoglie insensato foglio
fatto cadere con malizia di mostrare
gambe fresche d’estetista al bavoso capo
magari se trovo ispirazione
scrivo pure una poesia falsa lagnosa
da pubblicare su qualche sito-combricole ove
parole zuccherose fanno tendenza,socialità
poi è bello guardare dalla finestra
il giardino variegato,accudito da bontemponi
raccomandati da qualche Azzeccagarbugli
e poi ascoltare cinguettii d’uccelli
sfuggiti a fucili e veleni a dismisura di gretti contadini
e trasferiti nell’idifferenza urbana
dove si sentono al sicuro in quanto per legge
si può sparare qualsiasi essere ma simile a umana taglia
DAL GIARDINO
Saltella sul ramo un pettirosso
con coda a molla
dirige canti circostanti
interrotti da rombi bulli
Sopraggiunge un merlo
e dal becco si contorce un verme,
più in là carnei triangoli
sbocciano da pugno ceppeo
tremuli in mira a fogliame cielo
attendono scelta a giro
di saggia madre,perpetuo dono
Come ricciolo ribelle d’angelo
tagliato a sfizio da Supremo Padre
e rimesso in vita a divertire
intrigare a terra,uno scricciolo
ballerino in gioco a sipari foglie
e di tanto in tanto pizzico di violino
il canto a burla d’orecchi tesi
a carpire mai precisa deliziosa fonte
ma l’anima mia finalmente ristora
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Da:Destini E Presagi
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COPERTONE
Povero me
vecchio copertone
col battistrada consumato
stanco di baciare
asfalti per direzioni
che mai al cuore
diedero sollievo
e quando anche la pioggia
derideva il volto di melone
accantonato
tra mille sporcizie
ma all’improvviso
arrivasti tu
mio cerchione arrugginito
ora in unica ruota
abbracciati
per le campagne
in ruzzoli d’amore
Oh! anime sole
burlate dal tempo
non disperate
alla fine anche un copertone
dismesso può trovare
un cerchione con cui
felice invecchiare
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Da:Vite Tremule
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INDICAZIONE SUD
Non so in quale contesto
m'apparve un cartello
......SUD CAMPOBASSO...........
mi venne subito da dire
oh! mio Signore perchè tanto ingegno
per simile stortura?
A poca distanza rispose un contadino
...ogni uomo ha in tasca un itinerario
basta saperlo leggere
l’inferno è quella zona franca
tra lo stomaco che brucia
e le bugie che raccontiamo all’anima
La vista si rifiutò d'assorbire paesaggi,
ci ritrovammo dritti in tribunale
il Giudice con la faccia scarna
con le vite nel cappello
e le sentenze nelle tasche
accusò mia madre di vilipendio
alla grammatica
pensai...povera donna
per le fatiche non è riuscita a capire
che il mondo vomita le sue angosce
in un giornale
Uscimmo dall’aula con la condanna
....a non far parte della storia....
di fronte,un nuovo cartello
......SUD IRA DI DIO...............
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Da:Voci Dall’Inferno
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MISTER X
Sempre avvolto nella nebbia
infilzato alle spalle
da malizie velenose
Si trascinò senza nome
in un’esistenza di dubbi
nascondendo l’anima
da trappole che parvero
giorni e notti
Morì in solitudine
senza sapere
che arcieri di calunnie
non ebbero coraggio
di fingere un pianto muto
Poi l’erba del suo giardino
divorò ogni fiore a lui caro
e il suo cane disperato
continuò ad abbaiare
a lune finte
e....tutti...
se lo ricordano ancora
..il cane...senza padrone....
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Da:Vite Contromano
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LOCALE NOTTURNO
Due figuri unti grassi
come porcelli
da ingrasso promettente
e che in montagna
in isolata alta quota
tra un freddo
che inchioda anime ai piedi
e un vino traditore
sarebbero andati incontro
a un’equivoco alimentare
..si avviarono per le scale
con le ballerine Lituane
che mentalmente stavano
già spendendo i soldi
Erano belle
avevano vinto ripugnanze
e i fiori del cliente
con anima nobile e innamorato
persero alcuni petali
che rotolarono come piombo
verso un nascondiglio
mentre questi
si mise una mano sullo stomaco
e una sulla fronte
fulminea corrugata
a fermare il sangue
Caddero ali di sogni
tra fumi sparati da qualche illuso
Io dissi
non è questo il posto
per cuori che vogliono volare
in alto
non è questo il posto
per pregare
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Da:Destini E Presagi
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IL PETTIROSSO
Sospinto da tiepido
carezzevole vento d'autunno
attraversò il mare
e allo scorgere
di nuova terra
salvifica a svernare,
in entusiasmo
raccolse forze
e in velocità elevata
smarrì misure di plano,
si schiantò
sulla vetrata d'un bazar
Un gatto esperto
paziente
di mestiere
agli approdi
con artigli affilati
lo fece brandelli
e lo divorò
Ogni evento
punisce o premia qualcuno
e Dio al dubbio cinico
d'esaudire
speranze
preghiere
incrociate
agli antipodi
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Da:Destini E Presagi
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NEL BOSCO
Nel bosco
al tramonto
lento, guardingo
s’adagia tremolante
stridulo piede
su secche foglie morbide
incollate
da stagnante rugiada
in compatta cotica
forata da sogghigni d’inferi
peli di funghi
avvelenati
e accarezzati
da sibilii di fiati
pregni di lamenti
orfani
a carne dispersa
emigrata
di morti lasciati indietro
da sbrani violenti
e incastonati
a radiche grinfie
Aleggia mistero
in ombre infilzate
da fili di flebile luce,
occhi evasi, vaganti
scompaiono
morsi da silenzi d’agguati
D’improvviso
fruscii
gelano sangue
..la mente sconfitta
soffoca paura e pensieri
azzittisce
con tonfi respiri
tremuli cuori
incavernati nell’anima
Senza cielo
si voltamo presagi
a guardare in faccia
vibranti tentacoli
Impalliditi alle vene
globuli chiedono aiuto
a ossa scricchiolanti
gelate
Fauci invisibili ovunque
e il sudore granitico
si scioglie
..più in là, fari
una strada
la vita urla ai rumori
in cerca di timpani
..da violentare..
nell’inferno di compagnia
dove sagome senza paura
muoiono consapevoli
vegliate
...da solitudini estreme...
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Da:Destini E Presagi
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LA TRIGLIA
Oh!porco d’un rognoso randagio cane
qua va tutto in malora a puttane
se poi penso alla mia unica figlia
infatuata di quella faccia da triglia
che vuol mettere su famiglia
giuro,lo riduco in poltiglia,
mia moglie Contessa Arcipiglia
dice ma chi matto se la piglia
quel salame per lei fa mille miglia
-Io sono il Barone Sinarca Losiero
blasonato illustre gran condottiero
una vita seria consacrata agli allori
lungi da me lamentare a causa dolori
ma quando è troppo è davvero troppo
quel presunto genero non vale tappo
-Orsù mio dolce amato devoto marito
tra moglie e marito non metter dito
affibbiamo al bacucco l’ormai zitella
se non altro le manca qualche rotella
sempre allo specchio a mangiar nutella
senza poi trascurar l’occhio guercio
che la portano fuori d’ogni commercio
-Cara Arcipiglia a pensarci hai ragione
la storia va adattata alla situazione
nostra figlia è ingombrante cataplasma
io in salute minata da inseparabile asma,
al nostro andare avanti con gli anni
invece che sollievo ci porta affanni
e come dice il proverbio chi si somiglia
s’impiglia,s’acciglia si triglia si piglia
ogni cerchione trova il suo copertone
prima o poi ogni coperchio un bidone
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Da:Destini E Presagi
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FEBBRAIO
Febbraio
pesante carro
fischiante
al lento giro
d’eccentriche ruote,
carico di scheletri
d’alberi,
trainato nel fango
da testardo mulo
con briglie tese
a mano di fanciulla
di ciliegie guance,
baldanzosa
irrequieta
più in là
al prato
attesa in sorriso
da una margherita
effige di primavera
da appuntare
su creoli capelli
in grazia al vento
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Da:Destini E Presagi
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