ADATTO
Ingranaggi imprecisi a giri veloci
disarmonici a perfetta meccanica
destinati a certa rottura
e rivoluzione tardiva in nuovo progetto
-Spesso però,lenti a ruotare
in olio elisir ad attrito,il rodaggio
e lento adatto porta a godere invenzione
salvo poi constatare panacea in scadenza
pasto d’errore al satollo tempo sprecato
-Così, poveri plagiati da offerte
in ricorrenze candeggio a coscienze
s’abbandonano a letargie ignorando reazioni
perdendo mire a cause di mali aggiustati
-Identica cosa in amore
affinità in abbagli,gemme mai frutti
e perdere,lasciare innescano sensi di colpa
plagiati da palliativi funzionanti all’inizio
poi tarlati da malinconica fredda ragione,
inevitabile conduce a logorio doloroso
spesso sfociante in odio fuori controllo
-Saggio il poeta consiglia,mai vi sia
nessun adatto in stolture accudite
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Da:Destini E Presagi
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LA CROCE
Croci d’oro
al collo di magnaccia
a proteggere marchette
-Nei covi a rassicurare assassini,
negli alberghi a ore a celare
tresche vizi sproloqui
-Imitate da pugili
in aiuto a stendere avversari,
da calciatori a ringraziamento
d’un goal,
da empi moribondi a farsi ponte
alla sponda giusta,
da soldati affinchè sia il nemico
a morire
-Povera croce
a quante stolture e futilità è chiamata
-Sia proibita ad ognuno
e diventi alto premio solo a coloro
che spendono la vita ad accendere
sorriso al prossimo da armonizzare
col cosmo
-Era questo l’intento sublime
di colui che martire l’indossò
-Salvate la croce da blasfemie
di falsi credenti
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Da:Destini E Presagi
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CARNI FUGACI
Candele Polifemo
alla frutta
in ultima cena
lungo viali
d’ormoni indotti
fugaci
-Carni uscite dal libro
illuminate da stelle polari
incastonate in avantreni lamierati
-Mercati intimi
nella notte farinosa,
cuori su bilance cartacee
indicizzate in rossetto
portate a zero sfregando
-Nebbie di menti
avvolgono lampioni in risate,
spari in marmitte la festa
cosce e seni banchetto
-S’affaccia l’alba
baule dei trucchi
sveste,depone fantasmi
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Da:Destini E Presagi
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L'ULTIMA CENA
Come saliva
che scompare
in bocche assetate
così il tuo silenzio
inghiotte il mio cuore
amore di un tempo
nell’odio di oggi
Vedo i tuoi passi
riflessi
sulla lastra di pioggia
in quest’autunno
che sembra
la sala d’attesa
di un mattatoio
e le foglie rosse
macchie di sangue
nei disegni del vento
Distante
dalle cose
che ho amato
coi coltelli degli anni
alle spalle
mi sento solo
mentre disertano
i più duri pensieri
Strappo la tua foto
dagli occhi
e irriducibile il disprezzo
lancia uno sputo
che si perde nell’acqua
Mi dico
si è suicidato anche l’odio
povero me
sono solo
sul banchetto degli anni
addobbato
coi fiori del male
nell’ultima cena
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Da:Voci Dall’Inferno
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IERI DISMESSI
Stradari su pelle
volti di vecchi
mai aggiornati,
ruotano persi
a lambire chi furono
parlano d’uomini,
loro stessi
nei ieri dismessi
evitando straziarli
al presente
-Prototipe voci
da gole rottame
urlano limiti
di ricordi accettabili
-L’anima
pellicola in disfacimento
gira gioventù
che solo lei vede
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Da:Destini E Presagi
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LETTI CASUALI
In vita i miei morti
furono amo ed esca
del destino nevrotico,
li chiamò li sorteggiò li spedì
vagarono foglie in tosse di vento
sempre col cuore atterrito da miserie rapaci
vissero aggrappati a code in minaccia
di pennellarsi nel fango
-Bizzarri agli occhi i respiri
vedette di sciagure e rimedi
piloti di cuori senza tracciati
-Ora dormono in letti di marmo
distanti con ognuno una scritta
appena più lunga dei nomi
confinati da numeri di lotterie fallite,
hanno alle porte murate una foto a cartello
....non disturbare.....
negli occhi c’è ancora allerta al precario
-Al posarsi d’un fiore sparisce il dolore
s’accende sorpresa,rivede trappole
benevolenze recitate di ieri
-Tutt’immobile in quest’albergo sequestro
dove s’ignora compagnia d’ospiti
impegnati a rielaborare distacchi
-Non ci saranno più discorsi di cene
siamo ormai noi pasti,chi a tavola
chi prenotato dal tempo affamato
e una tovaglia di neve in comune
l’appartenerci silenzioso che nessuno vedrà
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Da:Destini E Presagi
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PROFESSOR VONFRUSTEN
Scienziato Tedesco,lui
io rudere stanco di farmi abitare
da figura ossessiva
che mai salutava parlava,
cavia all'operazione
d'asportare al cervello
molecola d'amore
Il luminare diede garanzia
di felicità...facendo a meno
forzare denti al sorriso
diventavo preciso orologio
senza sobbalzo alle ore
e le stagioni ininfluenti sul cuore
fornivano solo più a lungo
misura del tempo tranquillo
Mi sottoposi all'operazione
e al mattino seguente
come rinato,leggero
col cranio fasciato
pervaso d'indescrivibile pace
sentii il riposo degli occhi
insensibili al circostante
ma a un tratto al canto
di un merlo associai
al suo nero piumaggio
i creoli capelli setati di lei
fonte del mio tormento
prefisso alla dimenticanza
e la rividi in selvaggia
malvagia bellezza al che sgomento
un urlo spalancò la bocca serrata
e il respiro chiese aiuto
alla saliva bollita
Iintervenne il Professore
e con voce rauca asserì
...è troppo tardi
cacciare la donna dal sangue
ignaro s'era già
impossessata dell'anima
S'allontanò claudicante
e dopo qualche minuto
uno sparo raschiò le pareti
-Accorsi tremante
e vidi l'uomo riverso
in una pozza di sangue
e alla morsa di mano una foto,
capii era un suo ricordo
e io solo ultimo tentativo
a sperimentare
ad estirpare il suo male
molto più radicato del mio
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Da:Vite Tremule
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ITALIA IN LINGERIE
Governatori
borotalco alle narici
perizoma in testa
reggiseni a sventolio di saluti
-Poliziotti
a far reggere pistole ai ladri
mentre li ammanettano per gite
-Giudici
a stabilire se
sagome finite intralci
a proiettili o viceversa
-Alla TV lezioni di dizioni
a distinguere cornee e corna,
manicomio e manico-mio
culinaria e culi-in aria
mutande e mutante
-Italia
cappi a cravatte
giarrettiera elmo di letargie ghiro
-Tassa,moglie di tasso
fracasso è Fra-Casso d’Assisi
-A sera il telegiornale
la Patria va sempre male
sporcata dall’ennesimo maiale
che sbaglia anagramma
da occhio-fino,finocchio
-Attenzione! a particolari
scopa e sega
in lavori diversi
ma in metafore a unico intento d’arrivo
solo una in compagnia
l’altra in solitudine estrema
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Da:Disincanti E Presagi
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PROMISCUITA'
Sazio,annoiato un cane
mise da parte antiche divergenze
copulò senza cercarne consenso col gatto
e questi anch’esso appagato ozioso
nei giorni a seguire fece identica cosa
forzata con un topo,il quale per non essere
ultimo anello debole passivo alla catena
andò a rintanarsi nella topa
della moglie del padrone che
quando venne a sapere del giro
trovò vendetta nel sodomizzare il cane
poi esclamò..ecco a cosa porta l’ozio
perciò in giro tutto questo parlare d’amore
-Un Politico venuto a conoscenza
di tutta la promiscuità copulativa
fece una sola legge e si scopò
intera categoria d’ognuno dei suddetti
-Dal cielo una Divinità,con un terremoto
e un alluvione mise tutti col deretano a pecora
alle bramosie del destino
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Da:Poesie Cialtrone
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IL MECCANICO
Stanco affamato,a fine lavoro
nel tornare a casa seguì d’istinto
per kilometri il camion, masticando
la foto pubblicità del pollo arrosto
sul portellone e con la mente srotolò
i ricordi sui kilometri fuori conta
-Poi si rese conto che la benzina
consumata costava il doppio del cibo
e la pellicola d’asfalto a fine corsa
era benda di sequestro agli occhi
-Rinunciando all’esca pensò ai pistoni
del motore che inseguivano le valvole
e che le avrebbero potuto acciuffare
solo a fine tragedia di grippaggio
smontate,rotte sul banco di preventivi
-Subito la mente si incupì,
certi organi meccanici al pari d’umani
in contesto d’amori platonici
per stesso progetto d’armonia,
ne condividono il fine col mezzo
senza mai colmare desiderio di toccarsi
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Da:Avanguardie Irriverenti
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IL ROVO E LO SCOIATTOLO
Cinto da un folto rovo
un pero carico di gustosi frutti
-A fatica uno scoiattolo
pungendosi lo scalò
e dopo essersi cibato
maledisse lo spinoso intralcio
minacciando di reciderne radici
e questi in replica...
ti pare che se non ci fossi stato io
a scoraggiare mire a simili leccornie
avresti trovato tanta abbondanza?
-Lo scoiattolo comprese
gli ostacoli spesso sono scudi
alle battaglie della vita
e ringraziò il rovo
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Da:Avanguardie Irriverenti
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RITORNO
Al ritorno dalla campagna di Russia
uomini piuma con zampe d’elefanti
trascinavano fardelli di piombo
e i morti nella neve,punti d’inchiostro
a pause di bufere
-I corvi,canarini di tenebre
felici gracchiavano abbondanza
di tanti insetti incollati a bianca pece
-Così raro il sole che i cani ignari
li doppiasse ombra,tentavano di scoparsela
-Tornavano sconfitti,non valevano una pallottola,
carni avvolte da stracci,all’amo di pensieri
verso puzzle d’animali in Patria stalla
-Superstiti a cottimo nel viaggio
dispersi a dimenticanze in atto,
eroi dell’inutile,ingombri e sorprese
a cuori in pace,fuori catalogo nella storia
-Oggi nei salotti nessuno li vuole memoria
furono uomini mandati a combattere da Fascisti
contro Comunisti e i moderati centristi
al menzionarli non vogliono ingraziarsi
a imperanti odierne scie ideologiche
-Tuttora il fiume Don canta la canzone trappola
e in certi punti increspa al cumulo scarto d’ossa,
aspetta ancora si dia nome di valore al suo pasto
considerato avanzi da vincitori e sconfitti
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Da:Avanguardie Irriverenti
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BADANTE
Sopra orizzonte
fulcro d’altalena
che a propendere
allo sprofondo
azzera rilancio,
due corpi a bilanciare
nuova alba e tramonto
-Stremati
livellano i pesi
sorridono al chiaroscuro
uniscono i nomi
in lingue diverse
per anagramma,
parola chiave
a porsi pari
a evitare
il baratro
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Da:Avanguardie Irriverenti
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ANGURIE
Nettare colloso a mosche
su baffi di bimbi
parentesi a lanci di semi
Refrigerio di sole
rosso cuore
circoscritto in verde
speranza
Scorze spolpate
virgole in spiaggia
tra ferie e ricordi
Organetti d’acqua
affettati
al richiamo di condivisioni
smarrite
Frutto di pianta
non più alta d’un piede
parodia a teste umanoide
svagate
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Da:Avanguardie Irriverenti
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LAMENTO IN GENNAIO
Cadono foglie e capelli
tremano scheletri e denti
inzuccherati al mattino
replicante a occhi vagiti
Micce d’amori al distacco,
i crisantemi presagi a funesto
diventano fiori solo quando recisi
per doni di veglia a dormienti
L’affetto esplode agli addii
tenta di sposare sangue caldo
con grumi freddi alchimie alla terra
esperimenti al dolore
Vagano al cielo zuppe di implori
mendiche ad afferri di mani,
son nuvole dice qualcuno
se le buca un bastone,aureole
a dimenticanze auspicate
Per ogni domani,ci sono foto
di album al rimando di sfoglio,
ogni pianta s’eleva dal seme se muore
così i ricordi fortificano
sopra vite consegnate all’oblio
Gennaio,asso di giostra eccentrica
a ogni giro in premio a un solo giostrante
una coda di volpe e quando già presa
nasi restanti fiutano slanci a seguire
e anime timer a sperare proficuo rilancio
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Da:Avanguardie Irriverenti
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POETI
Su scie comare
riuniti in salotti combricolari
Preti laici
che hanno sparato il lavoro
mettono su carte
farneticazioni inascoltate
-Satolli opulenti
mani a cerchia di pancia
parlano d’amori se vanno male
quando bene si dileguano
come lepre al cane
-Su scie mediatiche
impastano compianti
dispensano altruismi
salvo poi al chiedergli una mano
in aiuto a uscire dal fosso
rispondono che ne hanno solo due
al massimo più in là una a prestarla
-Sono aspiranti Santi
all’apice del peggio
risalto al contrasto postero
di conversione annunciata
-Meglio perderli che trovarli
per conservare miraggio
che false bontà professate da costoro
non arrivano a tal peggio constatato
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Da:Avanguardie Irriverenti
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UN GRANDE AMORE
Un grande amore,
spesso definito tale
solo perchè duraturo
è come albero maestoso in salute,
più le radici s’allontanano
a succhiare verso il basso
più imponente il tronco
e rigoglioso il fogliame al cielo
-In scarso nutrimento
aleggia sempre la fine
e qualche nuvola in siccità estiva
è solo flebo,flebile a rinvigorire
-Certi connubi,durano tutta la vita
pur avendo anime diametralmente opposte,
sanno che il legame è utile a entrambi
-Quelle che al pubblico
appaiono corna di tradimenti e sconfitte,
altro non sono che il prezzo
da pagare al bosco(società)
ove tresche radiche sottoterra
ed alibi di venti ad abbracciarsi
tra rami verso l’alto
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Da:Avanguardie Irriverenti
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LUMACO'(Lettera al mio Asino)
Oh! Lumacò
quando ti comprai
avevo ancora i capelli
da pettinare con le dita
quando si avvicinava
la scadenza del foglio
di cambiale
e guardavo le ragazze
che mettevano paura
al sangue che nascondeva
le parole
ora tu sei vecchio e stanco
col deserto sulla pelle
e i tuoi denti accarezzano
soltanto i ceppi duri
della lupinella
mentre piombi di bava
ti inchinano alla terra
che corteggia le tue ossa
per un sonno sordo
alle alle mie bestemmie
che furono pretese
senza ricompense
-Lumacò scusami
col tempo ti ho capito
ma il progresso avanza
animali nuovi sono venuti
col cuore di ferro
parlano in rumori
divorano petrolio
avanzano e rendono
fumo nero,
il merlo la quaglia
scappano alla vista
-Lumacò siamo vecchi entrambi
con due condanne simili
e distanti
tu per una mortadella
e io coi tuoi soldi
verso il decoro del silenzio
scusa se ti ho scritto al tramonto
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Da:Voci Dall’Inferno
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