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MICHAEL SANTHERS

 

 

 

POESIE DI MICHAEL SANTHERS 12

         

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CAPANNONI

Culle d'ingegno e orgoglio
a incroci, capannoni e recinzioni
finestre rotte, alloggio di sassi e bulloni
cani randagi a difenderli o a fuggire
tutto dipende dal saper leggere mani alate

Fabbriche dismesse,mense di ricordi
flebili arrivederci vinti dagli adii
resi meno tristi da telefoni e lettere a raggiri

Ogni tanto qualche macchina
con concavi sportelli, saltellante
schiaccia pori d'asfalto curati a erbe,
il pilota fa un appello senza voce
risponde una gazza che bussa
a tetti di lamiere,s'affaccia un gatto
omaggia un topo,saluta con la coda

Pozzanghere, specchi di preghiere
rese grasse da bestemmie
perdono equilibrio e tonfo al riflesso
frantumano un cartello capovolto,
AFFITTASI il suo messaggio

E' la città dei morti cacciati a vivere
per pagarsi decorose esequie
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Da:Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
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CASE ABBANDONATE

Cineree pietre,porose,
levigate da sguardi
furono accostate da rena e terra
pigra amalgama percossa   
e spolpata da intemperie
e nel lasco di sollievo
semi alati germogliarono

Tetti a schiene percosse
avvinghi sfuggiti
tegole al tonfo e in appiglio
alcune dormiente
sopra ninna nanna 
di tarli a tavole 
promesse a funghi

Odori d'anni e sconfitte
da finestre paralitiche
immortalarono sguardi
omisero volti,pagine al vento

Gufi sbriciolano presagi
scivolano su pulsanti lucertole
assolate a contorta luce
rimando di fessure
occhiaie di noia
note fischianti del vento

Calendario del tempo vero
il muschio, fradicio e assetato
segna stagioni al vuoto
giaciglio ove qualche viandante
v'alletta una lacrima
e un dente che si rifiutò
ad azzannare la vita
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Da: Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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CORIANDOLI

Ognuno si fa il suo cielo
coi coriandoli
stelle dei propri umori
cadono sui pensieri
o finiscono sotto i piedi,
nel tempo che volano
l'illusione girata al vero

Maschere che cercano
di far ridere e intimorire
e in altrui sguardi il responso
che l'anima non accetta
e la fantasia, aquilone senza filo
non ritorna mai da chi lo libera
e cade al riposo del vento
nel posto sbagliato

Coriandoli, fiori di burle
lanciati agli altri
deridono chi li fa volare
poi si posano sul ricciolo di un amore
e una mano estranea li coglierà
tra scie di profumo
che trafiggono un broncio
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Da:Sorrisi Pignorati
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TIC...TIC...TIC...

Tic..tic...tic. l'orologio
taglia a fette il tempo
e ognuna pagina vuota
di ciò che fummo,
il libro s'intitola Vita
e non si sa quando finisce
l'ultimo a rilegarlo,il baratro,
ogni tanto qualcuno leggerà
qualche capitolo inventato
per dimenticarlo del tutto

Non bastano  stagioni
e calendari,servono dettagli
sommati da lancette,
minuti e ore ladri assoldati
magheggiano il bottino,
nei ricordi illusorio accumulo

Nel pulsare, il cuore
va più veloce, a volte rallenta
e la media intransigente
la fanno i tic..tic.. tic..
a protestare si guadagna
un biancore o un rossore
additati e subito a conferma
da uno specchio baro

L'orologio,un pastore  
vestito da canarino ci pascola
magri e grassi ci consola,
d'improvviso  in metamorfosi a lupo
ci divora e ci abbandona alle ossa
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Da:Soste Precarie
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RISVEGLI

Campagna maculata
tovaglia a dadi giocati,
neve si sta sciogliendo

Isole senza approdi
piatto vuoto d'animali
-il merlo indaga
cespugli per il nido,
un'edera lo chiama
pronto ad ospitarlo
a patto s'avvinghi
al suo cuore vagabondo

Le campane
perdono rintocchi freddi
allertano orologi
a ingoiare nuova luce

Stordito il ghiro s'affaccia
chiede tempo a gemme ardite
appende al ciondolo
una noce stipata,
salta su una primula
effige a richiamo
di nuovo amore
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Da:Soste Precarie
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CAMPO 57

Fumo e polvere
macina e sollievi
rughe divorate
fronti a sassi levigati
anime dissolte
mattoni monchi
infilzati a ferri spinati
occhiali di stracci
-carri armati
srotolavano fango
e ai bordi denti e mani
spintonati agli affacci
-preghiere boomerang
di vincitori e vinti
esibivano la resa
e i morti a spartirsi il silenzio
serpenti viscidi 
tra croci forfettarie
-cruciverba il nome
ad assemblare puzzle
-Dio, nome estorto
e ragioniere al default
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Da: Sorrisi Pignorati
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OSPEDALI ALBERGHI A 5 STELLE

Ospedali,un tempo officine
anticamere a rottami
ora alberghi a cinque stelle
tutti  ci vogliono andare
tra fiori sorrisi e applausi
e spesso non trovano posto
allora alloggiano in corsia
anche per giorni in attesa  
si liberi una stanza, culla a delizie
ma intralciano i medici camerieri
costretti a dimagrire, a schivarli
e tanto si abituano a farlo
che imparano gratis a sciare

Ci sono i soliti furbi,tra estasi e ozio
che non rispettano la fila
fingono ad arte di stare male
e si fanno in urgenza ricoverare
al pronto soccorso per un maquillage
e poi in qualche modo con piccola mancia
strisciata a un crocefisso
salta fuori ovattato letto

Lamentano sleale concorrenza
le agenzie turistiche
e il governo promette
di mandare tanti profughi
alle loro dismesse strutture
a patto siano confortevoli
al pari degli ostelli sanitari

Ormai è emergenza
tutti a fingere cagionevole salute
per andare a deliziarsi
alla sanità pubblica
un paradiso in terra d'ali spiegate 
su correnti ascensionali
ove il creatore ha gran da fare,
alcuni addirittura dicono
..Signore toglimi dalla succursale
portami dritto in cielo
lassù ci sono più posti

Il governo ha chiesto ai giornalisti
di non divulgare queste oasi felici
onde  evitare flusso incontrollato
e imboscaggio di statali
che recitano malattie
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Da:Poesie Cialtrone
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NOTTE D'INVERNO DALLA FINESTRA

Asfalto lucido gelato
e i copertoni vogliono vendicarsi
per andare altrove, a infangarsi,
i piloti fuggono dai doveri coniugali
mentre i lampioni riflettono filigrana
e aspettano la mancia
un bacio di tacco a spillo
oppure una carezza di fondoschiena

Alberi spennati,inzuccherati
osservano ai loro piedi, piume croccanti
e ogni tanto qualcuna si riscalda
con lo sbuffo dei motori
vortica verso l'alto e il viaggio inverso
cattura due occhi brillanti a pentirsi

Un gufo si ricorda di cantare
e la sua voce,sbarba un muro
cade un pelo di vernice
bussa a un davanzale
e dalla finestra un'ombra Cinese
fa di una bocca un cuore deformato

Incinta di mistero,la luna
si fa lisciare la pancia da una nuvole
e la radiografia dalle stelle,
la guarda in controluce un magnaccia
biascica uno scongiuro
e salta col pollice un anello di catena 
al crocifisso d'oro che rimpiange il legno

Erutta il sole l'alba
e l'odore dei caffè incenso al baratro
di una notte come tante
che ha pasteggiato solite illusioni
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DA: Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
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IN TRENO

Sguardi si trafiggono,
piombo il sangue
seccato da un fulmine
pendolo ad ansimi,
mani alate al mento 
e ai capelli, eterna foresta 
rifugio d'imbarazzo
a indurire  mimiche
subito a tempra
-al fischio del treno
un ciuffo coprì l'occhio di lei
ondeggiante a curve e sobbalzi
e farsa al diniego
velava e svelava
in attimi pregati al lento
marmorea trasognanza di lui,
due cuori tremuli
freddi a scintille
nello stesso involucro
su due rotaie parallele
convergenti all'addio
sancito di lì a poco
dallo stridio dei freni
-per qualche giorno
ognuno albergò
nell'anima dell'altro
e al checkout segugi
a rivedersi in somiglianze
flashback ai palpiti
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Da:Sorrisi Pignorati
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GELIDI PENSIERI

Pensieri stecchiti ai piedi
calciati nella cenere,
ansie congelate
occhi  scheggiati
lucidati al vuoto,
il fuoco cerca compagnia
scoppietta altruismo
ma rasoiate d'aria
tagliano la fiamma
e scintille dal tizzone
stelle di sogni abortiti,
la vecchietta contempla la pentola
dipinta scura di promontori
bolle anni passati
e nel vapore fotografa un amore
col soffietto lo manda nella brace
ravvivata disegna un buco nero,
zampillante l'acqua spegne il sogno
-il gatto capisce tutto
gli annoda una gamba con la coda
miagolando dice non è colpa tua
era scaltro destino
poi una mano calca il foulard
e la riporta sull'altalena
del tramonto
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Da:Sorrisi Pignorati
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INDIZI D'INVERNO

La lepre pasteggia rami secchi
croccanti allertano la volpe
che sulla neve legge mappe
e punta annusi laser sulle tracce

Il picchio bussa a un tronco
ma il falco non ama intrusi
quando ospita chiude il conto
e in vorticanti piume il prezzo

Un mondo di farina
ove tutti si truccano da angeli
e qualcuno con ali inzaccherate
attera nella pentola degli occhi
con gemiti saluta il silenzio
che non ha saputo ascoltare

Pagina bianca la campagna
ognuno cerca di firmarci appropri,
notaio il tempo li sigilla agli stomaci
in lamenti il lascito

Comignoli sputano atmosfere
subito stecchite da rasoiate
cadono su impronte
che qualcuno tenta di doppiare

Licenzia l'arruffo
e saltella il pettirosso
in scatti d'assensi
imitano il cibarsi
s'ammorbidisce la fame
al miraggio di briciola
rovesciata dalla tasca di un bimbo

Binari di strascichi
ruotano traguardi sconosciuti
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Da:Soste Precarie
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NOTTAMBULI

Nell'adiacente campagna
trame di faine ai pollai
galline atterrite da presagi
cani in allerta stendono catene
e geometri abbaiano
misure mancanti,
la luna spia dietro le nuvole
ogni tanto una macchina
insegue le sue luci
e il pilota porta la sua stupidità lontano 

All'ombra  di luci anemiche
monumenti filigranati
finiscono nella valle dei seni
e funerale degli istinti

Rumori di vetri rotti
raschiano sillabe di elisir
e teste sull'asfalto
limano le stelle
le dipingono di rosso

Corrono ambulanze
verso inconsci vomitati
con iniezioni li faranno rientrare
e una pacca sulla spalla
li chiuderà al sonno

Ansimi amorosi
sollevano a scatti le tegole
e nella ricaduta sigillano
furti di passione

Finestre a pagine di libro
sfogliano riflessi
letti da gendarmi
ma qualcuno non capisce
e spara un colpo di pistola
e i palazzi diventano presepi
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Da: Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
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SFARFALLANDO

L'avvoltoio volteggiando
guarda agnelli traballanti
lo stato ingialliti pensionati
entrambi in fede nel precario

Il venditore di cappotti punta nuvole
augura freddo e salute dispari
e l'inverno sia tetro e rigoroso
ma siano salve penne e uova

Ognuno mette occhi propri 
in  altrui sguardi a vedere il proprio amore
mediocre a concorrenze in corteggiamento,
bello dopo  consumata copula
e sciatto ad avallare l'addio,
incolpevole perdita 

Ogni sciagura è lucro di qualcuno
e tanti insonni per paura 
che le cose vadano bene,
solo i fiori nel bello e nel brutto
ci lasciano sempre la pelle

Lo Stato è nostro padre,
sposato da politica a Cleopatra
divertita ad arrapare il popolo

Ad irritarmi non sono i malvagi
ma coloro che non li vedono tali
solo per il fatto che ogni lupo
sazio lascia sempre un osso
da spolpare agli sciacalli
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Da:Poesie Cialtrone
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LAVANDAIE

Chinate su rosari di stracci
slacciavano assensi
alavano capelli
evasi a foulard
irrigidivano seni
giocosi al dondolo
ruotavano aneddoti
tra smorfie e sorrisi cuciti
a volte strappati
da zigomi porpora
e rossi all'audacia ribelle,
gossip dell'epoca
fotografati da ciglia
scritti da punture di gomiti
avvalorati da silenzi strizzati
-Attori al distratto
a storie carpite
bambini precoci
con collari di muco
tenuti a bada
nel recinto di voci
fantasticavano stupori
elettrici frugavano rimandi
-Sotto schiuma di sapone
scivolavano storie
a segreti del fiume
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Da: Un Temporale Acclamato Con Nuvole Dirottate
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RICORDANDO L'OROLOGIO

Vigeva in campagna una regola,
da bambino per avere l'orologio 
bisognava cresimarsi
ma io rifiutai questa pratica
e quando lo rubavo a mio padre
che lo custodiva come reliquia
fiero me ne andavo in giro
col braccio sinistro come un'ala
e quello destro premuto al petto
a confermarmi fosse tutto vero
ero così felice di rientrare nel tempo
che mi lasciava indietro
con quel piccolo roditore 
che rosicchiava contando 
attimi minuti e ore
e masi sazio fino a mangiarsi le giornate
e se la giocava con le campane
vanitose ad annunciare la conta 
-Ora colleziono orologi
ma il tempo che prima inseguivo
m'ha zavorrato di ricordi
e veloce mi spinge verso un podio
ove il premio è l'oblio
-Oh! miei amati topi meccanici
perchè non vi unite
a camminare indietro
e venite a ristorarvi
dal mio cuore
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Da:Sorrisi Pignorati
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LADRI

I ladri in gran segreto
scelgono chi derubare
-i politici invece si fanno scegliere
da coloro ai quali ruberanno
-I politici dovrebbero condannare
i colleghi che in occulto agiscono
ma un chiaro conflitto d'interessi
vieta la punizione 
e gli onesti eletti a Giudici,
per capire la materia del furto
devono studiare da ladri e quindi rubare
-la chiesa ,l'unica che fa qualcosa
dice pentitevi e sarete assolti
ma lasciate da noi la refurtiva
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Da:Poesie Cialtrone
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SALICI D'INVERNO

Rami spogli, con qualche foglia
che non accetta il distacco
filtrano voci strappate alle labbra
danzano,litigano, si frustano,s'inchinano
poi un attimo di pace e ricominciano,
scaltro l'inverno dirige le scene
e quando il sibilo non lo soddisfa
s'infervora e col gelo spezza diserzioni
-Gli uccelli  su trespoli d'addio 
leggono le ire
barattano qualche piuma ribelle
s'arruffano, s'appallottano
cantano stridenti presagi
-Spugnose nuvole in tetre aureole
vorticano marmorei nasi
ridono agli ombrelli
tremanti a ciechi voli
e sperano mani maleducate
che ignorano saluti
-Salici antenne della terra
collezionista d'umori
spoglie di redenzioni
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Da: Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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FREDDO

Il freddo congela sogni e  fantasia
i pensieri asserviti alla ragione
cadono in una bottiglia vuota
e nel cielo a cupola
vedono denti a macigni
li implorano a farsi da parte
a fin che un gomito cieco li rovesci

Sparate dalle ansie, nuvolette di fumo
ritornano alla sigaretta
con la scusa di vergognarsi
dell'angelo custode
ma sbuffi a guardia degli occhi
li disperdono tra rasoiate d'aria

Mani si frugano  senza riconoscersi
e sul dorso a dirupo imbalsamo una carezza
caduta dal sorriso schiodato l'altro ieri
poi si riscaldano appollaiate alla fronte
e gli chiedono dall'oggiare
per la notte il bacio di una fata

Sul camino addormentato, un libro
ogni pagina una lapide
delle cose che si potevano fare

S'apre una porta sospinta dal cane
entra il sibilo della cinghia dell'inverno
evadono atmosfere appesantite dagli inganni
una voce al tabacco dice pussa via,
tremante il gatto riconquista il trono
avvita la coda a una gamba di legno
e da un tizzone una scintilla l'incorona
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DA : Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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QUANDO L'OROLOGIO SI FERMA

L'orologio al polso si ferma,
forse stanco d'affettare attimi 
a pigri imbolsiti respiri  
o per fare riposare gli occhi
dal continuo atterraggio
e decollo dal quadrante
o le lancette annoiate a copulare
brevi nelle solite soste
e nei tic di arrivederci
una spenta passione

L'orologio,un tarlo del tempo
rosicchia, rosicchia nel vuoto,
affamato spera nelle frattaglie dell'anima
volubile lo illude o l'ingozza
a volte l'uccide di noia

Al polso gioca col cuore
ma questo capriccioso, 
veloce o s'attarda
e lui nel solito andare
si prende colpe di non riuscire 
a stabilizzarne il carattere
e spesso secondino agli amori
crepa tra spasimi e addii
sul terremoto di un polso
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Da: Sorrisi Pignorati
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31 DICEMBRE

Bevono
come cani
a fine corsa
arresi a una lepre

Guardano il cielo
pieno di carboni accesi
che circondano
una falce senza manico
la luna
ormai priva di misteri
con le sue favole sbranate
dalle verità
..è mezzo occhio di un pirata
che baratta il bottino
di elettriche coscienze
e illumina rancori
rovesciati sul dorso
di parole senza senso
mentre l’orologio
con due lancette
in un amplesso
sul numero dodici
compiacente
fa dal letto al tempo

Mille spari
frantumano l’esilio
dei timpani
si spezzano sogni
appena costruiti nei disagi
e salutano il vino
in mille spruzzi scuri
accolti nella placenta
delle tenebre

Un altro anno
fa da ponte
a cadaveri ambulanti
che barcamenandosi vanno
verso il non ritorno
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Da:Soste Precarie
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PATACCHE

Oggi i Cinesi dopo aver copiato,inventano
e gli stilisti firmano nuove patacche
che vanno oltre i tempi brevi della moda
e le cose originali sempre vecchie ad inseguire,
la durata non fa più la differenza
anzi aumenta l'involuzione della propria anima
bloccata sugli sguardi da dimenticare

La gente  si fa firmare
e riempie il proprio vuoto
che non sa di quale mancanza,
alla fine è originale chi s'affida al proprio nome
e le vere patacche, gente che ha bisogno
di più firme in gran nomea
per varcare la dogana
del proprio inconscio
e quando oltre la frontiera
dimentica il proprio volto
e se lo controlla sui documenti
ma ormai la foto varia a seconda
dei tanti avalli ricevuti al varco,
ormai il cuore assemblaggio
......di patacche
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Da:Pensieri Alternativi
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RUMORI DI FESTE

Campane e treni
entrambi chiamano a raduno
entrambi lanciano
anime e preghiere
e campanili e stazioni
aeroporti di suspance

Formicai di lamiere
nel carnevale d'ogni giorno
a dicembre girato a feste,
sognano di divorare la regina,
corna e strombazzi la resa

Natale, alibi dei vizi
la noia partorisce regali
e scartarli ebeti sorrisi
riciclarli il fine

Statue di porcellane
al banco dei pegni
e nelle piazze
presepi di cartone
ancora poco commestibili
a ladri e politici

Ultimi vecchi
collezionisti d'atmosfere
affondano i bastoni
in fresche pezze di catrame
(vegliate in gran rigore da gendarmi)
e sciancati guardano una luce
che vergognandosi omette il deforme
poi sussurrano soffiando
su un sigaro bavoso
spento a rate,
era meglio il Duce
almeno non si mangiava
..come questi parassiti
anche l'asfalto
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Da:Poesie Cialtrone
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DUE RIGHE AL MIO CANE

In questo inverno col calendario ad intuiti 
le stelle caramelle dorate
scartate da ingordi viziati
tremano alla paura di spegnersi
e la luna di cristallo felice e perplessa
a una proposta indecente del sole
si rannicchia dietro una nuvola
in pretesa di compenso al sipario
è così che vedo queste notti
che tentano di ingoiare ogni storia
e io tengo stretto la mia 
dove ci sei anche tu amatissimo cane
pastore di malinconie testarde
e geometra di traiettorie
dei nostri sguardi a binario e di incroci
dove il matematico silenzio
somma i nostri battiti unisoni
e quelli che rimangono indietro
ogni volta che punti una fitta
al mio ricordo di lei,la conoscevi anche tu
e quando l'esile mano ti carezzava
il pelo irto a delizie
e il sorriso illuminava l'incanto
grugnavi geloso e perplesso presagivi
...................l'addio..........................
------------------------------------------------
Da :Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
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PARTENZA

Tra vocio di prede braccate 
da fauci del tempo affamato 
sventolìo di mani 
alla stazione 
bandiere bianche di gesso 
arrese al distacco 
e fungo velenoso,maligno 
sembrò il berretto rosso fuoco 
del capo treno 
che fischiò tutto il male 
nelle orecchie tese 

Claudicante il cuore 
sputò una lacrima, 
fece da interruttore 
tra i binari e le corna del mostro d'acciaio 
e fruste i corvini capelli di lei 
al vento di velocità in aumento 
sul pallido viso-Modigliani 

Mi legai le budella all'ultimo vagone 
per non perdere il filo di quell'amore 
ma l'anima morì prima del capoline 

Sapevo che ci saremmo rincontrati 
quando di noi avevamo perso ormai 
le somiglianze...e così fu, 
persino il saluto un lontano giorno ci fu sorpresa 
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Da:Pietro e Utopie 
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POMERIGGIO DI NOIA

La stanza, barattolo di respiri
Il pranzo reclama i suoi rutti
la bocca si vende agli sbadigli
gli occhi imitano farfalle
ma non trovano fiori
le mascelle vanno al luna park
e ruotano sulle lancette dell'orologio
il tramonto inizia il tiro alla fune con le rughe
sogni e noia dirimpettai fanno un comizio
per farsi eleggere dall'anima indecisa

Se ne accorge il gatto
sonda con la coda le atmosfere
e si prende licenza di rovistare
gli cade un pelo e lo mette 
a virgola del fato

L'apatia, clandestina scava nei ricordi
e al presagio di quello giusto
legge la fronte divenuta umida
e come gendarme  a veglia di reperti
la mano arresta l'intruso
e la consegna a una mosca

Elastico ai respiri l'aria
illusa dal tempo a mollare ogni veglia
trascinata dall'orizzonte
fresca viene colpita da parole
e cade nel sussulto risveglio
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Da: Sorrisi Pignorati
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VIETNAM CAMPO 51

Convegno di corvi
contano carri armati
giocano a presagi
e parlano di quanti occhi 
da spartirsi

Interrotti dagli spari
volano su un tempio
ove anime in fila
attendono metamorfosi

Spelacchiati cani
ognuno ha donato 
un ciuffo di peli a fiori
nelle mani di bambini
che ridono piangendo
e li omaggiano a una ciotola
ingorda di riso

Salme di pietra
labirinto di mani
e stracci sulle frasche
mosse da elicotteri
sventolano
ma nessuno è bianco
per la resa

Tutt'uno cielo e terra
pasteggiano con le urla
brindano con ansimi
cantano col fuoco

Sulla scia di un proiettile
s'avvita una preghiera
poi si spezza
e cade nel rosso fango
--------------------------------
Da:Sorrisi Pignorati
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BALLERINA BIANCA

Arruffata, sonnolente
su scheletrico ramo,
all'improvviso ritmi di coda,
ognuno per un cinguettio
poi freccia all'orizzonte
-m'ha suggerito
la combinazione
per aprire all'anima triste
i sogni del giorno
-----------------------------
Da:Soste Precarie
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VETRINE

Vetrine separè di bon ton
e specchi di fantasmi
in questo Natale
di zeri e tredicesime
di alberi capricciosi
e carboni spenti a sputi

Lavagne appannate
e qualche dito a zonzo
disegna una croce
o una freccia sul regalo,
tremano le luci
arroventate da sguardi gelidi
e i riflessi pellicole
girate all'infanzia
o a copule di cani con se stessi

Sorridono le commesse
pagate a sguardi
e a contratti allusivi
firmati con tacchi a spillo
su seni a davanzali

I lampioni aspettano il loro turno
scambiano per occhiolino
un lampeggiare in ritardo
s'innamorano nell'intermittenza
e qualche traiettoria
deviata da un palo
lucidato a schiene
disegna al muro 
un orologio di Dalì
--------------------------------------
Da: Un Temporale Acclamato Con Nuvole Dirottate
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VIRUS

Più che un mistero
l'amore è un virus
col compito di bonificare
una tetra esistenza
e prende il cervello
mentre stai con fatica
navigando nei mari inquieti
della vita
...si pone nuvola
alla stella polare
si perde la rotta
e nella sorpresa 
il dolore è l'antidoto
poi il faro guida nel cielo
man mano ritorna
a illuminare le ferite
degli urti agli scogli
ma il marinaio è
finalmente
all'ombra di un fico
a fumare la pipa
stanco
senza più voglia
di rotte e tempeste
e pensa a un sabato
tranquillo
in compagnia di
una sbrigativa pulzella
non sveglia il cuore
e con maestria lavora la carne
almeno questo vede
nelle sue nuvolette
della fata-tabacco
------------------------------------
Da:Vetriolo
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BOMBE INTELLIGENTI

Bombe intelligenti
con strategie prima di partire,
rispettano i semafori
e le strisce pedonali
hanno catarifrangenti
airbag di filigrana
suonano melodiose sirene
sorpassano coi laser
-arrivate all'obbiettivo
con freni all'uranio
gentili dicono scansatevi 
a chi proprio non c'entra
e deflagrano dopo la selezione
ma se proprio per sbaglio
finiscono nel mucchio d'innocenti
questi vengono risarciti 
con mille scuse
tra inni e fanfare
con bandiere e medaglie
fossero anche di cartone
poi diventano famosi
contesi da televisioni
per un contratto in Paradiso
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Da:Poesie Cialtrone
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STELLA  A SUD

Sud, gigantesco cane da riporto
e la gente tra i denti animali feriti
forse il Re cacciatore li curerà
per abituarli al richiamo

Sud , tagliola dorata
non uccide ma vuole
a cimelio un brandello
e l'esca troppo prelibata
per non ritentare

Sud, androgina amante
tra morale e capricci
interrompe gli amori
poi si traveste da mamma,
acquasanta una lacrima
molla a tutti uno schiaffo
e un bacio alla fronte
e a ogni età ognuno
si rivede bambino

Sud, stella bruciata
caduta dal cielo,nel mare
diventata terra
cerca in eterno
in nuovi elementi, l'amalgama

Sud, eterno treno che parte
chi sale cammina all'indietro
sventola bandiere di resa,
il nemico i ricordi
speranza una lingua veloce

Sud, un pianoforte
suonato dal destino
accompagna addii
e ogni tetto un tasto
con la stessa nota
...dolente...............  
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Da: Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
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TORNANO A NATALE

Tornano a Natale
a raccogliere l'infanzia
il primo sguardo all'arrivo
cade nelle muffe di muri vecchi
poi su un nido di piccioni in una buca
ove fuoriescono pagliuzze
che sembrano uno stradario di ricordi
persi oltreoceano

Tonde e levigate pietre del selciato
palloni a cui ognuno ha dato un calcio
per disfarsi della noia ora impiccata
ad antenne arrugginite

Il campanile addobbato a esche
si tiene stretto il suo cielo
come a dire è troppo l'infinito
e le preghiere sempre rare
devono prima germogliare nelle anime
e poi il fiore al Supremo

Prima dei parenti si incontra sempre
un viandante claudicante
che spara aria ai solo due denti
e calendario degli anni andati
addolcisce il distacco
e l'emozioni di rivedere le facce,
quattro chiacchiere
che diventano calamite
alla malinconia

Quest'anno non è la stessa cosa
gli alberi truccati a implori
l'intonaco ha più rughe
e alcuni nomi sposi forzati a un'icona
scritti in nero a una bacheca

Meno male un vagito stridulo
inietta una speranza ai cuori
stanchi e meccanici
a pulsare ciechi nell'oblio
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Da:Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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ADDOBBI

L'albero prega una porta, 
le palle dondolano a sbuffi d'ansia,
il muschio aspetta 
una lacrima per ravvivarsi,
la cometa punta il ritorno
e gli angeli sorridono in playback
-impervio il percorso di cartapesta
traballano pastori e animali
e il cane vicino al camino
non vede la sua statua
ringhia a un intruso
firma con la lingua
una carta di caramella,
il lasciapassare
 -Fruscii di bimbi
grugni allo scarto
ennesima illusione
già consumata
nel pensiero stanco
scudo a ogni sguardo
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Da:Sorrisi Pignorati
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PELLICOLA DI PIOGGIA

La  strada bagnata 
pellicola di un film
e i passanti ci sono dentro
ma col naso in aria 
non se ne accorgono
e quando i copertoni 
solcano una pozzanghera
il ciak per una nuova scena

Alla luce dei lampioni
la pioggia sull'asfalto
sorride agli ombrelli
che sul marciapiede veloci si baciano
e strappano sorrisi indignati
a guinzagli attorcigliati

Una voce oliata
dice quanti implori
ritornano pianto a terra
e vanno a consolarsi al mare
ma qualcuno seduce una scarpa
a scivolare a barca
e una caviglia a timone
la fa navigare a cerchio

Su vetri appannati
i bambini scrivono codici segreti
letti da acerbi amori
coperti da  sudari soffiati
incartati da una mano
imitando un diniego 
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Da:Tramonti Clandestini
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UMANI MERCATI

Come spietato mercante che certifica 
reattività di vecchi cavalli 
con mazzate alla schiena 
così l’uomo con torrenti di cicatrici 
alla faccia confusa all’età 
diede una grossa pacca sul culo alla donna 
con calze a rete e vestito rosso 
che liberò una miscela di profumi sofferti 
e scosso, il corpo, si irrigidì senza 
nascondere l’ormai pomeriggio degli anni 
se del tramonto s’intende il declino 

Una lercia battuta a lama di bocca 
ebbe il gravoso compito di strappare un sorriso 
per meglio controllare ogni varco dell’inferriata 
dei denti aggrediti dal fumo 

Nel sollecito di quattro passi lungo il viale di sempre 
a mostrare all’acquirente la merce, 
giustificò la danza dell’anche allenate a smuovere 
gli occhi e poi le all’acciò una mano alla cinta 
fino al voluto sconfino a toccare fugace 
anche il seno ma ne seguì una smorfia 
alla sua dubbia durezza vanto di un tempo 

Stanco di troppe verifiche, rosso in viso 
adirato il magnaccia sbottò 
tu guardi carcasse e ignori il mestiere 
questa donna è pur vero che del cielo non è 
più la regina ma ne ha stesi di uomini 
e sul suo carnè non ci sono date da commemorare 
per perse battaglie e se proprio vogliamo 
scendere nei particolari è stata causa 
di abbandoni di mogli e tagli di vene 
seguite da fiumi di pianto che conservano 
solchi di tracce 

Ne seguì un giuda abbraccio 
e il cambio di portafoglio dei soldi 
con sguardo al cielo della schiava venduta 
e mani congiunte per il nuovo breve 
sbarco del cupo lunario 
----------------------------- 
Da:Voci Scomode 
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NEVICA

Candide Farfalle 
s'adagiano danzanti
su lenzuolo d'ovatta
tra rumore di pace
e incensi di comignoli

Orme di occhi
lucidate da palpebre
indicano oltre  drappi d'angeli 
ai pensieri smarriti

Abbai spugnosi
svegliano solitudini
drogate d'incanto

Sbuffi di vento
tosse del tempo

Maquillage di vecchi
imbrogliano rughe
dietro vetri appannati

Un sigaro acceso
si segnala trespolo
a una lama di luce
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Da:Soste Precarie
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ROSE

Dolore le spine
a rammentare il calvario
esca il profumo
a indicare la via
bellezza d'approdo il fiore
brevità d'incanto i petali
a sfogliare l'effimero
tanfo il gambo in acqua
palude a sogni 

Rose di plastica
lentamente sbiadite
da luce di verità
e polvere su grigi ricordi
-rose in soffitta
rosicchiate da topi
cimelio d'amore
da appendere alle rughe

Rose troppo fragili
a reggere
cuori di piombo
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Da:Sorrisi Pignorati
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CLANDESTINI

Diari del mare
fogli approdano nel fango
brutte copie mai lette
il rosso depenna esistenze
c'è chi scrive per ricordarsi
e chi per imbrattare
ai teppisti il giudizio

Facce  mappamondo
rughe i confini
occhi i laghi
tracimano
per macine, 
a chi la farina
a chi la pietra 
ruotata a frustate,
nel viaggio inverso
le rondini
riportano il sibilo
--------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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*NEVE*

Batuffoli di cotone 
si legano compatti 
a lenzuolo di morte 
lo sanno bene i barboni 
più che scivolare
sorridenti 
sulla settimana bianca 
vengono trascinati 
imbalsamati 
nel tempo nero
---------------------------
Da:Destini E Presagi
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IL DISOCCUPATO

Diagonale invisibile
tra punte di scarpe e occhi
gambe a molla
furto di passi
e le vetrine esche
per chi non può abboccare

Bavero a orecchie di lepre
per catturare  vento
e vorticarlo all'anima
nel turbine il cuore si nasconde

La piazza una scacchiera
i quadrati dello stesso colore
solo il destino vede le mosse
nel dubbio al rimando
gioca e non dice chi vince 

Sosta alle panchine
per commemorare ali rotte
e l'alibi di escludersi
dal formicaio umano

Cantano i motori
pregustano traguardi
mentre immobili respiri
al capolinea di partenze

Gong a mezzogiorno
tornare in sicura gabbia
ove finestre lapidi senza data
e il soffitto un tamburo
suonato da pensieri,
la solitudine uno scudo
a lame di giudizi
-------------------------------
Da:Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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RANDAGI NOTTURNI

Di notte i bastoni sono ciechi
e le pietre scommettono scarpe,
la luna assolve tutti
e arbitra paure

Quattro zampe
ognuna per conto proprio
e qualcuna suona il vuoto

Calamai a secco le ombre
ove code simulano penne
e scrivono fruscii
da sottolineare in rosso

Abbaiare preludio a fuga
e scudo a sassi rotolati
a incauti annusi

Il cielo una tenda
bucata da scintille
nell'attrito tra denti e occhi
e le lingue pezze zuccherate
tra uova alate

La battaglia è vinta
lo dicono i cappelli
d'orologi ubriachi
non riescono ad arrestare
irti capelli al ringhiare
e la notte nero velo seducente
-----------------------------------
Da: Amori Scaduti Di Un Essere Qualunque 
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GUERRE E NATURA
 
Un vento forte sradicò un pino
e senz’ombra scura riprese vita
l’anemica rosa baciata dal sole,
a fianco un’ortensia e una felce
esposte a luce diretta a breve perirono
mentre non più soffocati da aghi di muta
in grande splendore le viole
si sostituirono a funghi e licheni
-A poca distanza il rovo
vibrò le foglie,pregustava
fra qualche mese,invasione,strangolamento
-Un cardellino,uno scoiattolo
e una gazza persero per sempre
casa sicura,sotto occhi felici
di falchi,di volpi
-Due confinanti in contese d’abbatto
fecero volare affilati coltelli
e diedero lucro ad avvocati,
zuccheroso sangue a formiche
incitarono figli,nipoti a vendette
-Guerre e natura,
cibano la storia ingorda
che da millenni pasteggia violenze
e mai nessun pacifismo l’affamerà
-Religioni,morali e leggi
umani palliativi placebo
---------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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SIAMO

Siamo pietre in mezzo ai muri 
sui quali altri appendono spaventosi quadri 
che non capiscono ma qualcuno 
ha stabilito che il loro prezzo salirà

Siamo consumatori consumati 
denti piccoli di un mercato mai chiuso 
stritolati da mostruose fauci 
di poteri occulti

Le macchine che dovevano aiutare 
hanno tolto lavoro a tanti 
e sovraccaricato ai pochi

Tutti quelli che hanno subito guerre 
smettono religioni e randagi a lumi 
pregano se stessi 
affinché il coraggio duri 
e i ricordi si dileguino

Siamo pesci al bivio tra esca 
e secca al fiume 
cotti al sole o in padella 
e l’ultima nuvola speranza 
dissolta al mare

E' società civile,ricordano imbonitori 
in propagande elettorali, 
agli invalidi dignità assoluta 
e nei canili ampie cucce climatizzate 
poi ignorano chi in buona salute 
offre un rene per campare 
o vende un figlio da usare a ricambi 
----------------------------------------- 
Da:Soste Precarie 
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CORNA DI NOBILTA'

Ogni porta ha la sua serratura 
con la sua chiave
ma la fantasia e le tentazioni
entrano dalla finestra
disse sbronzo il Barone Macera Vreccia Selciascarrupa
non che Conte di Giuncaglia di Secchiosiero 
Duca di Vragliaverpera di Lupinella
Principe di Rotomballa di Zeccionia

Sono tutti matrimoni di convenienza
scudati dalla parola amore
ma in realtà promiscui intrighi ovunque
oscure affinità
le donne amano i polli,
preti e politici le pecore,
le pantegane i maiali, 
gli statali i boschi,
le volpi gli asini,
i cani le bistecche,
Io ad esempio,un vecchio trombone
suonato con filigrana
sposato a un farfalla 
che va di fiore in fiore
-mah! rispose la Contessa Pericle Degli Acchiappi
non che Baronessa di Tresconia
Principessa Delle Faggete
Duchessa Dei Dirupi
Marchesa Di Serrapica
tra un sorriso a tagliola,
se proprio vuoi ragionare a metafore
possiamo dire si tratti il Vostro
del connubio tra una volpe e un cervo

Per la battagli di Lepanto
Abyssus abyssum invocat
in questo Regno di palchi
ci sono più corna che capelli,
tutti falsi adulatori
per un ducato
venderebbero la madre
sul più squallido marciapiede

Chiuse il discorso la Contessa..
Les cornes sont comme des chaussures
 tout dans la vie ont eu au moins un couple
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Da:Poesie Cialtrone
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UCCELLI

Gli uccelli
unico esempio reale
per farci sognare 
che l'anima può volare
perciò  anime zavorrate al tetro 
li sparano per invidia

Emigrano e ci insegnano
che il mondo è di tutti
e gli umanoidi confini
sono recinzioni al furto

Sono timidi angeli custodi
ci rimproverano gettando le piume
e si nascondono
ma non sono ruffiani
non dicono mai a Dio
dei nostri sbagli

Dio è in mezzo a noi
dubbioso tra le stelle
col capo pensante 
e alberi e animali
sono le sue vene, i suoi globuli
e ogni istante cerchiamo di fargli male
ma siamo così piccoli,
lo solletichiamo appena
ma se un giorno decide di grattarsi
schiaccia qualche pulce 
e per lavarsi le grandi mani
un rubinetto aperto
uno schiocco di dita
terremoto e alluvione
per pulirsi le unghia
d'annerita colla d'ingordi insetti
schiacciati
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Da:Pensieri Alternativi
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TALE E QUALE

Raramente un tempo i contadini 
andavano dal fotografo 
a chiedere una -tale e quale- 
ovvero una foto 
e quando costretti da legalità 
si mettevano in posa 
stravolti a tal punto 
che non parevano se stessi, 
stiracchiavano le ossa 
rastrellavano con dita i capelli 
sui volti a dirupi levigati dal vento 
muscoli e rughe,recinti a scoraggiare lupi 
occhi da topi a fiuto di trappole 
orecchie da lepri controvento 
labbra a mura cannonate 
allora il fotografo spesso anche 
barbiere,cestaio,fabbro 
cercava di riportarli umani 
anche per non dover poi litigare 
quando sulla carta s’imprimeva 
un’immagine sconosciuta 
-Era solito dire.. 
quest’anno non basteranno sacchi 
al troppo grano,oppure ci sarà 
più vino che acqua 
-A tal sentire mollavano la recita 
estasiati,trasognanti congedavano le vene 
e un lampo a sorpresa li congelava 
originali……tale e quale 
--------------------------------------- 
Da:Destini E Presagi 
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CONCISTORO

Lupi in pellicce di spine
spie nel drogato gregge,
ovini in preghiere
e pastori in odor di transumanza
sventolano arlecchini tabarri
-Cani coiffeur in frac
preparano e plagiano
candidi agnelli per l'altare
-Corvi cosparsi di borotalco
in metamorfosi a colombe
su ossidate statue
gracchiano redenzioni
-Picchi rossi omaggiano
a tutti per l'evento
pasturate larve
-Un bianco cigno reale
 indignato approva
e vola a marcia indietro
-Una campana di mille leghe
tempra d' antico sangue
spinge con rintocchi roventi
in salita al cielo grigio
 amen scuciti a cottimo....
----------------------------------
Da:Pensieri Alternativi
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NOIA NOTTURNA


Non passa mai la sera
la luce dorme
l'interruttore cerca un dito
ormai ingessato da  pigrizia

Tossisce muta la sigaretta
e sbuffi di fumo dalla bocca
incenso all'omelia ai pensieri

La televisione trasmette nebbia
che ha divorato le parole
e nei lampi reclamano la voce
a orecchie sorde

Tre occhi si puntano
uno del cane e due del padrone
il quarto chiuso 
a localizzare un sogno

Prova aeroporti l'unica mosca
e atterra dove non può frenare
dal naso rotola a un bottone
e s'addormenta cullata da ansie

All'angolo del soffitto
una tela di ragno veleggia
il tempo andato 
e le spoglie di un amore 
che andranno via a Pasqua

Applaudite da sbadigli
giocano a letargia 
a saltare i fossi dei respiri
le lancette dell'orologio 
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Da:Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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NOTTE D'INVERNO

Trema e sorride la luce dei lampioni
e l'asfalto viscido e gelido
schifa  frettolosi baci di copertoni,
pattina zampe di gatti in allerta
a non essere stirati

Da qualche finestra
sgorbi d'ombre pressate da follie
pronte a esplodere nel guercio silenzio
di snervate mimiche atterrite

Tuoni sterili il rombo di motori
e il lampeggio di qualche lampadina
a fine carriera partorisce
una lacrima subito girata a vetro

Sui tetti, foglie a carta vetrata
raspano tegole e al rumore
innescano pipistrelli 
a ispezioni di sogni imbalsamati

Di ferro le ombre posate
lungo cantieri a strisce ove la paura 
dirige tentacoli di respiri affannati
e ansimi in playback di prostitute
che con tacchi a spillo
disegnano cronometri a marchette

Sussurro di ladri 
si spartiscono refurtive
davanti a una chiesa
e  fanno il segno della croce
con la mano mancina,
risparmiando la destra 
per quando un giorno si pentiranno
-------------------------------------------------
Da:Sorrisi Pignorati
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ATMOSFERE PERSE


Nella pignatta 
al bollito di maiale 
la vecchia aggiunse delle rape 

Piccole bolle 
come da bocca di naufrago 
che lotta per rimanere in vita 
uscivano ai lati del coperchio 
che di tanto in tanto si sollevava 
come crosta di terra 
spinta da un animale alla scadenza 
di letargo 

Ai bordi 
simile a bava di lumaca sazia 
una piccola schiuma 
si allungava e si ritirava 
intenta a voler disegnare in premura 
una geografia soddisfacente 
e lontana da ogni guerra 

Tenuto alla distanza giusta 
il fuoco a imitar un atleta che chiude 
la carriera partecipava al gioco 
con distacco e di tanto in tanto 
una fiammella confermava la presenza 
del calore più intento ad allearsi 
all’atmosfera serena e non alla cottura 

Vorticava nel silenzio la melodia di una fanciulla 
e nell’aria le delizie del suo cuore 
accarezzavano le orecchie del gatto 
che si trovava a metà tra il paradiso dei profumi 
e il nettare dell’anima che si scioglieva in voce 

Soave dormiva il bimbo nella culla 
con la bocca aggiustava le mascelle rosa 
rapite dai sogni dietro le scie di un seno 

Da cornice che racchiude occhi di pace 
le finestre facevano vedere i coriandoli di neve 
che lenta scendeva a volersi scusare 
dei passi nel disagio di forme di vite 
attanagliate dalla fame 
incantate dalla pace 
assorbite dal silenzio 
---------------------------------------------------
Da:Soste Precarie
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CIPRESSI 

Un pò casuali
a propendere a invocate ombre
verdi di bile a chi distante
spugne a lamenti
orologi del tempo perso
ondeggianti dinieghi a implori
segugi di lapidi
guardiani dell'ignoto
scale di preghiere
funghi del sonno eterno
segnalibro di pagine marmoree
chiodi della luna
effigi di morte e rinascita
pilastri di sguardi
rifugio di uccelli dai fucili
bandiere del silenzio
porri di malumori
fruste del vento al dolore
stendardi di pace
-nella tempesta 
si piegano al monito d'umiltà
al volere di Dio
con la neve, monumenti
a superstiti denti d'ultimo sorriso
-----------------------------
Da:Sorrisi Pignorati
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BREZZA D'AUTUNNO

Brezza di declino
misurata dalla danza delle foglie
e da occhi umidi le cui ciglia
paiono farfalle inzaccherate
di miele amaro

Si ravviva il muschio nei cimiteri
e le lapidi orfane di fiori e orpelli
scrostate dal gelo temono traslochi

Nel gioco duro, poco spiegato
i bambini riserve dei vecchi
pronti a sostituirli
nell'arena dei fantasmi

Gli amori che hanno superato l'estate
girano cartelli d'addio 
e tremanti scrivono sul retro
a caratteri cubitali..ti amo
e a qualcuno s'interrompe l'inchiostro
e il presagio spezza un'ala al cuore

Sui campanili,gocce di pioggia
imitano diamanti e nel peso
sassi alle lancette d'orologi
che in salita arrancano, si fermano
tentano di tornare indietro
a volere restituire  scanditi imbrogli

Stipa il ghiro le sue noci
e a ognuna arrotola nel guscio
un candido sogno caldo
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Da:Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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SUPERSTIZIONI E PRESAGI

Se un gufo, di notte appollaiato
canta insistente sul vostro comignolo
vi sta solo ricordando amichevole
che andate a dormire troppo presto

Se un corvo assopito,arruffato,annoiato
sul balcone del sindaco al municipio
vuol dire che questo è agli arresti domiciliari
insieme alla giunta 
mentre gli impiegati tutti al bar
ad attenuare il dolore al triste evento 

Se un politico vi taglia la strada
chiudete pollice medio e anulare
e puntate indice  e mignolo al basso ventre
e poi toccate un mazzo di chiavi

Se un gatto nero vi taglia la strada
dategli dei croccantini
e se randagio adottatelo
vi porterà molta fortuna,
darà sorridente luce
all'anima da tempo incupita

Se un cane vi ringhia minaccioso a un cancello
sta solo proteggendo ciò che il padrone
con arguzia nel tempo ha rubato

Se incontrate un poeta, seguitelo
esso vi insegnerà l'ozio
e come trasformare ogni realtà
in apprezzate bugie

Se nel cielo scorgete anche una sola nuvola nera
comprate subito dall'ambulante  Marocchino 
un ombrello prima che raddoppi 
alle prime gocce il suo prezzo

Se non avete niente da fare
leggete questa poesia e capirete
che l'ovvietà può diramarsi con sorpresa
in strade diverse
------------------------------------------
Da:Poesie Cialtrone
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NEBBIA

Scheletri spolpati dal latrare
i rami degli alberi
o anemiche vene
di sogni rifiutati dal cielo

Voci unte scivolose incontrollate
sfuggenti al rombo di motori
che reclamano l'asfalto
avido di foglie

I comignoli rimarcano  grigiore
a orizzonti murati ai nasi,
umidi gocciolanti cercano sciarpe
sotto terrazze di capelli persi e ribelli,
visiere di berretti

Friggono l'aria i fari
e la spalmano sulle scarpe
e alcune fradice sorridenti
mostrano linguacce di calze

Tacchi di ragazze bussano
a cuori di cartone
e a insistere bucano l'amore

Appannate le vetrine
fanno da velo trasparente
a spogliarelli immaginati
------------------------------------
Da:Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
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SAGOME D'AUTUNNO


Gonne al vento
mani a fermagli
sorrisi a distrarre
occhi roteanti
e appesi al cielo
poi cadono sulle scarpe

Barbe bianche s'increspano
si riprendono l'argento
e gli anni usano altalena
peli ribelli

Facce turchine
passi striduli
bastoni a bussola
i vecchi trovano la loro isola
e la segnano con filtri di sigarette

Nel cielo terso
nuvole a chiodi
trema l'aria
infilzata da cormorani a freccia
indicano altrove 
che ognuno si fa a misura
e spilli di freddo
scuotono sogni
già su cartoline

Erba in feritoie
in spugnose  mura
tisane d'ossa
addolcite da piccioni e corvi

Tambureggiano palloni
di educatori persi
e la pace fa eco
a finestre chiuse,
dribbla superstiti denti
fischiante  frase
farfugliante al peggio
di un volto innevato
su divisa nera
--------------------------------
Da: Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
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STATALI

Gli statali, convinti animalisti
al punto che disertano il lavoro
per portare a spasso il cane

Sono ambientalisti
abbandonano gli uffici
vanno a cercare funghi
e tengono puliti i boschi
ma i forestali invidiosi
li denunciano alla finanza

Hanno il dono dell'ubiquità
e la magistratura li vorrebbe
in letargia a un posto fisso

Anche lavorando pochissimi giorni
pagano per interi anni all'inps 
i contributi pensionistici
cosa che non fanno i disoccupati veri

Oggi tutti si danno al Buddismo
per esercitarlo e trovare pace e riposo
spendono soldi e vanno in posti lontanissimi
invece basterebbe consultare gratis
gli statali,maestri d'ozio e beatitudine

In un mondo che va veloce
e asfalta le coscienze
con l'unico credo, la competitività,
bisognerebbe ringraziare
addirittura ossequiare
questi eroi che sfidano ogni insulto
e cavie ci insegnano silenziosi
l'arte del dolce far niente
--------------------------------------
Da:Poesie Cialtrone
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NOVEMBRE

Foglie variopinte
vento traditore
gioca a fremiti
a saluti forzati
danzanti al macabro
e i rami si preparano alla solitudine
e al sorteggio di accette ubriache

I ruscelli si riprendono il letto
saccheggiato dall'erba
e suonano la marcia sui ciottoli
che al sole avevano fatto
da cuore ai serpenti

S'involano i giornali
pieni di retoriche
lette dalle foto rubate a cena 
dal sonno senza pace
perso nei meandri di una cabala

 Perde gradi e guadagna catarro
l'asfalto forno di piedi incerti
al pesto alzato unico sollievo
e agli angoli ora riprendono
soste di espulsi dalla vita

Striduli tappeti
inviti al rimarco d' anni
appesi al filo di coppole aquiloni
pilotati da balbuzie e starnuti

Folate e fruscii
all'ombra della luna
rastrellano spasimi dei morti
e qualche nuvola li traduce
ai gatti che miagolano presagi

Lame di luce
sguainate da casolari
stelle polari ad animali
e a solitudini che hanno perso
le figure

Prega da sola su una chiesetta
scoperchiata da implori
qualche croce arrugginita
insediata da una banderuola
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Da: Una Farfalla All'ombra Della Luna
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E' LO STESSO MARE

E’ lo stesso mare 
di crociere e gioielli 
acqua battesimale 
e d’estrema unzione 
dondola sacrestani e camerieri 
al rodeo di delfini e cozze 

Lo stesso azzurro 
limpido increspato e grigio 
a seconda degli occhi 

Abisso di lacrime,risate e urla 
nei fondali croci 
e parentesi di lune
a riva rosario di caviale

Specchio truccato 
raddoppia miraggi
inghiotte urla d’addio
cratere a carrette 
culla panfili e brindisi

Rigurgita ossa precotte al sole 
percuotono a tamburo l’acqua, 
requiem di pesci
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Da:Sorrisi Pignorati 
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TEMPORALE

Timidi innamorati
recitano distrazioni
impattano gli ombrelli
e a scusarsi si scambiano
per la prima volta le voci
e scintillano sorrisi

Pozzanghere
girate a specchi da monelli
a riflettere sotto le gonne
e i copertoni si divertono
a interrompere l'agguato

I cani scrollano acqua dalle schiene
e gli spruzzi nella fretta
sui vestiti evaporano a grugni

Berretti colorati 
oltre il raggio dei pensieri
puntellati dalle mani
ostili a geometrie 
indicano portoni
lapidi al piattume

Qualche lampo muto
cade all'orizzonte
limite al grigiore

La vecchietta osserva i suoi fiori
assaliti da lumache
e benedetti dai ricordi
e uno passa per gli occhi
e fugge con le gocce

Uno squarcio azzurro al cielo
cratere di missive
ritornate agli implori
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Da : Un Temporale Acclamato 
Con Nuvole Dirottate
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CIELO NOTTURNO

Sigarette accese le stelle
bucano la coperta nera
spasmodici fumano i sogni

Tonfi negli stagni
gracidano le rane
evocano il domani
simulano abissi d'anime

La notte è una lavagna
e ognuno ci scrive segreti
e il mattino li cancella
alla vigile ragione

Gufi e cani
custodi di presagi
tessono trame al destino
e qualcuno tenta
disfarle con preghiere
magari cambiando religione

Macerano gli amori
distillano idilli
sbagliano le dosi
avvelenano l'unisono

Nelle città
i motori trafiggono la pace
e i cuori inseguono  pistoni
avidi d'orgasmi

Falce la luna
miete ombre
l'accatasta al buio
le vende ai lampioni
occhi di meretrici
l'inglobano al mestiere
al suono di filigrana
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Da: Soste Precarie
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BIDONVILLE

Lasciano campagne arse dal sole
dove i leoni allerti a sbranare
turisti pronti a rischiare
pur d'emozionare il meccanico cuore

All'ombra mentale di minareti
e di un progresso specchiato
s'ammassano in baracche, nidi di pulci
sognando un'Europa che non esiste
ma gli ha tolto oro giallo,nero e vetri riflessi

Tra placenta del mare annegano, rinascono
superstiti traslocano a puzzle bidonville
alle periferie delle nostre città di pece
e zombie dirottati a vagare
tra esche, macelli,loculi di vivi
e coscienze al bucato

Uranio di miseria arricchita di croci
carnosa bomba rinviata ad esplodere,
artificieri i politici chiamano armonia
.....la deflagrazione
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Da:Voci Dall'inferno
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SPORT PROMISCUI

Rimpinzati con fette di salame
dai loro allenatori,i cacciatori
con  pance a davanzale
sostenute da treppiedi
guerci aggiustano la mira
e sparano all'impazzata tra i cespugli
mentre il presidente del circolo
conta  animali abbattuti
poi un fucile passa con gli avversari
e lo sparo dilania il proprio atleta
-S'interrompe la gara
i corvi gracchiano nel cielo
un usignolo stonato dal terrore
canta il requiem di Mozart
e una lepre  zigzagando
a perito topografico
in matematiche osservazioni
metriche fotografie
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Da:Sorrisi Pignorati
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DIARIO DI SPIAGGIA

L'avvocato Pelandra ripassa il codice
e le zanzare curano la punteggiature
ma ogni tanto s'inchioda un pensiero fisso
e una macchia di sangue alla fronte

Orecchie d'ombrelloni mosse da leggera brezza
salutano il ristoro e scoprono qualche occhio
appollaiato su schiene finte a distendersi
e nel crac mimato svelano anni persi

Giungla di berretti colorati e labirinti di randelli
ove la calura insegue vibrante le sue vittime
scudate da ventagli a coda di pavone
che nulla possono al fumo di sigarette
stracarico di messaggi criptati

Vecchie Thenardier, pascolano figlie
intente più al restauro che al sole
impietoso lustra errori camuffati
e allora le madri tentano seduzioni collettive
e assemblee di sorrisi
 s'adombrano a mani tegolate

Sciaborda il mare pelli invisibili
lasciate mentalmente a muta di serpenti
e invece identiche in nuova veste
con aggravio del sale a irritarle a repulsioni

Schiamazzi di bimbi inducono a serrare
con giornali orecchie in divago 
e le notizie retoriche diverse solo nei titoli
s'insabbiano per essere dimenticate

Sguardi posati su qualche seno prosperoso
interrotti da gomitate s'alzano al cielo
alati da mormorii e subito 
accecati da lame roventi
e tornano a memoria a rimirare piedi frenetici
ingordi d'oltre sognato

Instancabile il mare da millenni
respinge sulla battigia le anomalie aggiornate
sempre risucchiate dall'acqua disobbediente
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Da:Soste Precarie
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CAPRICCIO IN UN MIRACOLO	

E ...butto una moneta nella fontana di Trevi 
all'improvviso in mezzo all'acqua 
che si fa sempre più scura 
come d'incanto m'appare il tuo volto 
i tuoi capelli che si fanno cullare dall'acqua 

Un bimbo raccoglie la moneta 
e io non vedo più niente 
niente nemmeno quando me la restituisce 
e ansioso la lancio di nuovo 

Capisco,un tuo capriccio di sempre 
che ferisce e riempie il cuore di gioia 
-Ne è passata di gente alla fontana di Trevi 
ma nessuno ha visto mai niente 

Hanno tutti lasciato un sogno sott'acqua 
hanno tutti lasciato un soldo di tristezza 
mentre io sono partito contento