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MICHAEL SANTHERS
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POESIE DI MICHAEL SANTHERS 2
CICCIOBELLO
Era nato ad Alberobello
basso,grassoccio e bello
con malattia detta d’agnello
gran pancia ad occultar pisello
lo chiamavano Cicciobello
portava sempre l’ombrello
Cicciobello aveva pure un somarello
lo abbeverava fischiando al ruscello
poi l’incitava a galloppo con un fuscello
per i vicoli dell’amato paesello
Un giorno in ispezione camuffata passeggiata
a spiar tomo tomo fedeltà sotto casa dell’amata
forse emozionato e gli sfuggì gran scorreggiata
esacerbato pensò d’aver per sempre la storia rovinata
e che non rimaneva coprir vergogna con vino d’annata
Infatti gran clamore suscitò il nefasto evento
dai balconi a gran voci amplificate dal vento
l’incitarono a rifugiar ad espiar in convento
i troppi spari di gran clamore in tal sgomento
Cicciobello conosceva ingenuità d’ogni villaggio
con astuzia inventò una scusa e in gran coraggio
invei e mimò percosse all’asino colpevole d’oltraggio,
tosto e rinfrancato di lavata offesa,riprese il viaggio
Rinfrancata dal chiarimento la piccioncina
esternò in vanto orgoglio ruolo di fidanzatina
apri finestre e in melodia una canzoncina
intervallata da risatina sarcastica birichina
A due passi un menestrello con chitarra a terra
azzittito ad accaduto parso presagio di guerra
ricominciò a pizzicar corde in onor di lieto fine
e in coro il popolo,l’amor non ha confine..confine
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Da:Avanguardie Irriverenti
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LOGORIO
Passi a percuotere
costruite dimenticanze,
vermi d’anima
-muta terra
rifiuta armonie
a comando
-Voce solista di coscienza
in stanza serrata
urta pareti
rifionda a cervello
dolore,stanca onda
cerca sepoltura
s’infrange perpetua
su levigato scoglio
-Amore è specchio
d’occhi riflessi
assorbe narcisi rimiranti,
orfani d’identità
in bando di taglia
la cercheranno
-In globo cerchio a ruotare
ognuno è capo e coda
in turno
a fuoriorbita riposo
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Da:Avanguardie Irriverenti
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MIMICHE
A volte il decoro sospeso a giudizi
chiede radici che abbiamo su aride vergogne
e buttiamo fumo agli occhi
a creare in chi ci ascolta
bugie trasognanti
e nel mentre indossiamo in ausilio
maschera di finzioni,
purtroppo più svelatrice
dello stesso volto esposto a piena luce,
lo stesso specchio ci applaude mimiche
e poi bugiardo le vende all’inconscio
-Giochiamo ombre sugli umori
e vinciamo paresi facciali
convinti correzioni a sbagli vistoci d’impatto
-Eterni aggiusti su scie di manipolazioni
adoperate sommando estorti consensi,
adescando falsità a circostanze
-Per essere noi stessi
dobbiamo prima svenderci al rifiuto
e poi in nostalgia pensarci in rarità assoluta,
tra autodisprezzo e megalomania
bilanciati al centro, forgiamo l’anima
e in mediocrità acquisita,assorbita
possiamo scendere a fossati o salire agli allori
immuni d’altrui attese, elogianti,denigranti
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Da:Avanguardie Irriverenti
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VECCHIA QUERCIA
Aggrappata su ernia di terra tumefatta
maestosa dominava la valle una vecchia quercia,
corteccia a pelle di coccodrillo ferito,
tronco come obeso che ritrae a stretta di cinghia
pancia allo specchio
-I lunghi rami muschiati, dalla cima che sfidava il cielo
s’inarcavano al suolo,obbligando inchini
a chi s’addentrava in abbraccio di frescura
cupa mai doma al sole incarognito di mezzogiorno
-A primavera,diveniva condominio affollato d’animali,
festanti in svariati canti ritmati da salti
e batter d’ali,allerta di gatti e bimbi
che percepivano la fine del rigore d’inverno
e l’apertura a giochi vagabondi,di libertà
mentre per gli anziani era biblioteca e con mano
a taglio di fronte archiviavano nelle gemme un altro anno
-Ne aveva contati di secoli la vecchia quercia
e chissà quanti umori di esseri catapultati al mondo
senza che l’avessero chiesto e delusi
del gioco baro della vita, costretti al dovere
d’andare fino in fondo,sapendo che il traguardo
era severa punizione ma lei sempre pronta a confortare
tutti con la sua ombra,oppure con fruscìo a incoraggiare
timidi amori inceppati a far partire il primo bacio
-Ne Aveva sfidate di tempeste e fulmini
dei quali portava fiera indelebili segni,
era stata rifugio e aeroporto di partenze di migranti
e quanti arrivederci, croci al cielo divenuti addii
-Un giorno sentii una motosega e poco dopo enorme tonfo,
morì l’ultimo testimone d’infinite storie mai dette
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Da:Avanguardie Irriverenti
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SCUOLA DI CORNA
Oggi i matrimoni più longevi durano
nel tempo che va da fulmine a tuono
e da questo alla pioggia già in caduta
il divorzio e il risposarsi ravveduti
magari a Los Angeles da un prete ricotta
con accento Francese,smoking e barba Cavour
in un tempio ove al posto del crecefisso
giganteggia litografia d'orologi molli di Dalì
-Donne a carponi,postura teatrale a spiacevole addio
affacciate a balconi e amante volpino nascosto
col viso sotto minigonna firmata, salutano cervi mariti
che s’affrettano a lavoro,attesi da concubina
segretaria impaziente a regalo promesso
-Nascono figli a consumo, somiglianti al futuro
costretti a sorteggiare fratelli, Padri e nonni
d'età invertite e ruoli dubbi da leggere,
chiamano ciò,fieri,mimando con braccia cerchio a restringere
famiglie allargate,forse alludono anche a corna ramificate
-Le chiese al passo coi tempi, visto che nascituri
precedono matrimoni, si stanno attrezzando
nell’affiancare sala parto dietro sacrestie,
le doglie potrebbero non andare oltre metà sermone
o addirittura, poppate in anticipo al dispenso di ostia
-Autorevoli giornali,faro guida a costumi
chiamano amori queste olimpiadi di stoccaggio mercantico
e spendono fiumi d’inchiostro per attenti adepti lettori
-Oggi si festeggiano nozze-saetta e al massimo in ceti medi,
nozze di piombo, però a compenso esistono fidanzamenti
di diamante e d’altri preziosi metalli
CUMULO DI NOCI
D’inverno,col sole trafugato
i paesi si spogliano di storia
le case, cumuli di noci senza verde scorza
custodiscono rimedi letargie anguste
sbuffanti da camini o ferite laterali
-Sui tetti le antenne,termometri d’umori
forse croci d’allenamento al distacco,
qualcuno le sostuitusce con padelle,paraboliche
per friggere le voci da pasteggiare al risveglio
-Spugnose pietre,arrese al freddo
screpolate mute non riuscite di serpenti
tremule all’abbaio dei cani,esequie di noia ai vicoli
-Di tanto in tanto tambureggia qualche passo
sul selciato mendico di anni,porroso di catrame
moderno cerotto a batoste del tempo
-Sperano in caffè dall’erta, anime mosse da miraggio
per la ragazza creola,ladra di due scaglie di cielo
posate sul viso a nord di una rosa
e fantasma ai labirinti indossati da paura
DANNATI D'INVERNO
Certe sere d’inverno,seguito d'un sole nero,
il freddo salda l’aria all’orecchie,antenne a presagi
e i respiri piombo fuso nei polmoni,
-I demoni si tuffano nel vino sanguigno
a eludere vigilanza di barlume speranze
e ponte levatoio il braccio artritico
s’alza e scaraventa bicchieri pieni d’intrusi
nello stomaco,lago lavico in tempesta
ove veleggiano piromani pensieri
-Ritornano veloci ricordi destituiti
s’appropriano d’abulie reggenti
e feroci in vendetta sguinzagliano
dannazioni all’indifesa pace,
si compie l’inferno nella carne
s’infiammano deliri,stanano cuori codardi
brucia in sudore linfa vitale
-La notte,coperta a celare a Dio implori
ammanta al mondo dei giusti lo scenario,
ogni figlio deve pagare segreto, dolore integro
per riprendersi conciata al mattino
la propria anima,arlecchino cappotto d’angeli
inermi a vegliare espiate follie, d’esempio
METROPOLI
Cravatte lamierate
teleguidate
su croci asfaltate
orfane di Cristo
sostituito
da colorati lumini
-Andirivieni
d'omologate formiche
soverchiate
in spot di nuove bibbie,
moltiplicano rigurgiti
-Mausolei condominiali
di vivi rateizzati,
sole di pasturati
ombra a derelitti
-Guinzagli
tra mani e bestie
isolanti a maschere
-Claxon,sottofondo
a minigonne,ladre di natiche
bussole a mani
incorniciate smog,
sferzanti a ripassare
archi e schiocchi,sottocoperte
-Divi è volo
-guardoni consolazione
-esclusi capolinea
MIRACOLI
Un pino e un noce
s'innamorarono
senza speranza d'abbracciarsi
-Un uragano li schiantò
e l'un sull'altro
seppur nella morte
felici si baciarono
-A noi una brezza d'orgoglio
ci gelò piantati per sempre
nell'indifferenza
-I miracoli sovvertono
l'impossibile
e nel loro rovescio di medaglia
cancellano desideri possibili
RUOTA
Nell’arsura estiva
il sereno è grazia e disgrazia
-Calamita gli occhi al cielo
il contadino allo scarico di ciminiera
e lo crede nuvola ristoratrice
per campi assetati
mentre ai turisti appare nefasta vedetta
a saccheggiare ferie
-Implori e scongiuri di uomini
per un Dio a farsi
in mille pezzi ognuno per un potere
accomodante
-Divinità tirata per la giacchetta
per il proprio egoismo
ma alla fine la ruota della vita
schiaccia e porta in salvo
sorteggi casuali combinati al giro
e le preghiere di ognuno
rumori di tempo a scandire
attese incalcolabili
SOGNO AQUILONE
Scrissi su tela rossa d'aquilone
una poesia d'amore
per farmi perdonare
e l'affidai al vento
che veniva a sud dalle tue parti
-S' impennò e poi
vorticando a picco
finì schiantato
su una corna di bue
che a tal vista lo fece a pezzi
-Una maga
parlò di malocchio e fatture
e per scioglierle suggerì
di evirare il bue
ignara, finito da tempo al macello
PIOVE
Sputi di fumo in faccia
sigarette a minaccia di decisioni
sotto i portici a costringere riparo
all'Io vagabondo
-In due colonne,quadro di cane triste
in smarrimento d'antiche tracce
e a non vedere piscio,
-Berretti d'ombrelli
su tacchi a spillo,funghi evasi
da incendio di cucine mentali
-Lumache fuori guscio
amori irrisolti alle finestre
l'acqua confonde pianti
oleosi sul selciato
a letture di malocchi e rosari in attrito
-Dio ha tirato il lungo sciacquone
dal cielo sulla terra-fogna
CAPPONI
Lisciare di mano
a testare grasso
omaggiante
al Natale tuo
-Bambino
puoi contare
unicamente
sul bue e l'asinello
-Umani ignavi
ti cresceranno da pulcino
per stessa sorte
di capponi
-Unico distinguo
di te rimarrà perdurante croce
degli evirati galli
nessuna piuma
CAMPO ROM
Cenciosi bimbi
dai selvaggi sguardi,
una narice a galleria
di binari, moccoli secchi
e l'altra soffio a violaceo midollo
in bolle
-Masticano strudel di farina e fango
che in distrazioni a giochi
fulmineo furto di lebbrosi cani
e creoli maiali
-Fuoco e freddo
appaltano facce e schiene
tavole e topi
-Parole mitraglia
sposano sembianze umane
LIMBO PROTOTIPO
Non riuscì a digerire
una vecchia pecora malata
disotterrata e cucinata
insieme ai suoi amici accattoni
e sognò talmente forte
che alcuni capelli caddero
a mo di trave su ispida barba
e disegnarono croci
una per ogni desiderio
seppellito nel cuore
mentre il vino evaporava
e ridava vene al sangue
-La memoria bruciò gli anni passati
e lei apparve nel suo splendore
e lo invitò a seguirla,
lui disse io sono già morto
e tu sei venuta per ricordarmelo
oh! morte
-Sorrise lei come all'ultima promessa
mascherata addio
sotto al ciliegio reincarnato in bara
-Fu l'ultima cena infetta
il miracolo di rivedere
l'amore che lo uccise la prima volta
e ora per sempre
BRUTTI TEMPI PER LA POESIA
Ormai s'è detto tutto in poesia
tranne la verità
-Oltre ogni fantasia,le metafore
lune inerpicate
mari trasversali
cieli ribaltati
ruscelli in retromarcia
-Avverbi,aggettivi,accenti
pronomi,in gran frittate
-Sogni,deliri e bugie
macerati nel cervello
in unico distillato
a sparare più secco dalle bocche
-Ora penso sia giunta
l'ora di fare una poesia
di realtà
ma credo
la gente non abbia coraggio e voglia
di poetare contro se stessa
RIFLESSIONI TRA VIVI E MORTI
La differenza tra certi vivi e morti
è che quest'ultimi li puoi pugnalare
anche alla schiena e non sentono dolore
-Certe vite sono così tetre,
abuliche, sciatte
hanno affittato l'interiore di carcassa alla morte
e giorno dopo giorno il piattume su binari
li conduce pascolando alla fossa capolinea
-Eppure un tempo furono brillanti
inseguirono utopie, volarono con fantasia
si misero in tasca una stella e la battezzarono
scrissero una poesia d'amore su un foglio
lo fecero barchetta, l'adagiarono sul fiume
incisero un cuore su scorza
d'albero e lo baciarono,
trepidanti sfogliarono al responso margherite
pregarono con una rosa in bocca
si regalarono collane di fili d'erba
contarono anelli al lancio di sassi allo stagno
scrissero un nome su aquilone senza filo
aprirono la bocca al vento
a farsi strappare timidezze
fecero postino d'una frase una farfalla
poi doppiata la notte da una lucciola
ma una società che brucia meriti
considera l'anima metastasi al profitto
pianifica umori, telecomanda sorrisi,
vende a peso
parti intime, incentiva qualunquismo,
uccide l'estro
ha ridotto larve, zombie questi umani
I SOLDI
Sono piume alle ali
per decollare dalla galera vita
e non averli è come tentare di volare
con due rami spogli
piantati sulle spalle
-Tutti in finzione li disprezzano
i ricchi per sminuirne il valore,
i poveri per non svelare il segreto
del sogno di averli
-Impostori, tutti offrono l'anima cassaforte
a custodirli e nascondono la chiave
in una banca chiamata cuore
e ogni loro fruscìo è osso ai cani e scodinzoli
ai sorrisi schiusi dal torpore
-Gli avari li chiamano litografie
di coloro che hanno fatto la storia
e s'immedesimano collezionisti
per salvarle dai barbari
mentre il diavolo pieno di doppioni
da barattare, tre per un'anima ,
due all'angelo custode e uno all'ospitante
-Sognano le donne il principe azzurro
ma al risveglio basta un gaglioffo
e un asino con bisaccia piena d'oro
e per amore s'offorno a quattro zampe
alla soma di merce e cavaliere
col vento in faccia che fa da frustino
in corsa per praterie fino al riposo di lenzuola
-Forse solo Dio li disprezza
ma sa anche sono solo mezzo a succursale in terra
per pasturare adepti all'amo
CUORE
Ma lasciatelo stare
questo povero muscolo
condannato a pulsare
settanta battiti al minuto,
a trasportare in salita
sangue appesantito da veleni
grassi d'ingordigie
fumo di vizi
aria di scorregge
e voi lo incorniciate Re
dei vostri capricci
intitolati amori
e lo rendete prezzemolo
sulle vostre apgine
vittima in alibi d'orrori
e povero diavolo
quando scappa veloce in affanni
non è altro che schiavo impaurito
frustato dal vostro cervello
-Povero cuore muto
fatto prostituire
in mielose poesie
reso zimbello d'ogni sorte,
sfruttato falsamente
elogiato Francescano dai tiranni
-Lasciatelo in pace
questo devoto operaio di fabbrica
in solo umile mira di pensione
invece eletto con violenza
in metamorfosi
di infinite farse
METAFORE D'AMORE
Mi dicesti...amore
atteniamoci agli esempi della natura,
guarda quelle tortorelle
con quanta delizia si coccolano su quel ramo
si lisciano col becco,s'annodano il collo
fanno le ali a capannelle per proteggersi
e quelle rondini leggiadre
che si corteggiano in volo
disegnano nel cielo fiorellini
-Poi mi invitasti a scegliere due animali poetici
di riferimento alla nostra storia d'amore
e io in furbizia scelsi il riccio e il mandrillo
e tu sorridendo maliziosa replicasti
..toccano anche a me due scelte
da alternare alle tue un pò ardite,
acconsentii frugandomi le mani
ma due nomi dalla tua bocca mi furono
piombo nello stomaco e saette al cuore
quando li immaginai al femminile
...il cane e il topo
MOBBING
Sotto occhi che non vedono,
imbalsamato icona
del tempo che non serve
col cuore sottovuoto
ti assegnano lavori inutili
per confermarti lo zero che non vale
anche se fingono di credere
che gonfi le cifre
ma non hai nessun numero
d'appoggio,
persino l'orologio
ti è disertore
non conta per quelli che non contano
-Come ogni sera a casa
indosserai l'anima stipata
e accenderai un sorriso
faro alla tua barchetta
in mezzo al mare buio di solitudine
e porterai al largo
il sangue del tuo sangue
e forse Dio
un giorno ti ridarà sereno candore
e depennerà per sempre
dalla lista nera sul tuo viso
...gli aguzzini
INVETTIVA
Spero ti caschino
i denti come fagioli
da un barattolo rovesciato
e che ti fumino i testicoli
come i copertoni
in frenata
per evitare il cane moribondo
tagliato in due che hai abbandonato
sull'autostrada
-Che le vacanze
ti siano così nefaste
da voler tornare subito a casa
a quattro zampe abbaiando
-Che il rumore del motore
si trasformi
in un latrare
-Che il gatto appena ti vede
sulla soglia di casa
si scagli agli occhi
creduti due topi
-Che i vicini ti accolgano
con un guinzaglio
per portarti a sbranare
al canile municipale
...amen...
RICAMI
In genere il dolore
è ricamato da chi non l'ha provato,
mente lucida ad immaginarlo
e renderlo letterario
perchè questo male si prende il cervello
lo rende pelle di tamburro
lo suona in litania all'anima,
regalo di funerale,
il dolore all'inizio è un bambino
con tante mimiche di prove a smaltire
poi adulto ti spara le rughe in faccia
imbalsama le sopracciglia
e tenaglia i denti a stringere il decoro,
rende gli occhi torvi,dorso al sereno
e stampa la carta d'identità per l'inferno,
spasmi d'obiezioni le parole
solo vocaboli incisi nei ricordi
virus che divorano pensieri,
il cuore è una vecchia pompa
scorreggiante in uno stagno
manda l'acqua all'orto di collina
agli ortaggi già venduti,
-porta di respiri in fuga la bocca
mantice d'organetto
percosso da vagabondo
per nutrirsi d'elemosine-
se siamo fortunati, il vomito d'allevio
al male oscuro insopportabile
adescato da un orecchio mezzo sordo
sarà steso sopra un foglio ad asciugare
mentre altruista, l'artista tracanna un vino
per smaltire l'immedesimazione
...dolorosa...
AUTOSTRADE
Fughe dei dannati
sulle autostrade,
i cani leccano le frenate
e danzano macabri presagi,
le donne tossiscono
al brusco rallento
mentre fumano inginocchiate
sui sedili di potenti jaguar,
incenso nero tra i numeri
delle tavole di Mosè appese ai culi,
esodo Bibblico verso il mare
a sposare i peccati,
-ambulanze contromano
riportano indietro i doppioni,
il sole arrostisce
le formiche in fila
leccornie per tacitare la fame degli inferi,
un gatto maciullato
è scossa alle anime
e vero autovelox
che multa i respiri prestati a sbadigli,
un cartello dipinto di onde
esca per affaccio di denti
-si sente in lontananza
il rumore di seghe
in rottura d'ormeggi
e la nave rutta la digestione
dei salvati diretti all'abisso
per dimenticare
...l'umanità...
FIGLI USATI
Figli
semi sospesi in ferree idee
o germogli all'ombra
a non superare la razza maestra,
arbusti bonsai tra minaccia di motosega
e futuro,
pagine bianche per copiare
una storia già scritta,
treni di riserva
ad allungo di binari,
nuovo capolinea,
figli a uso e consumo d'egoismo
funi annodate al proseguo
d'ingordigie
ereditieri di morte
quando la linea del tramonto
è sotto il cavallo stanco
delle loro gambe,
-genitori despoti
li avete allevati concimati
fiori da esibire e tavole in progetti
per un pontile che
v'innalza e in vanità
allarga avari possessi
più in là in esubero a confini
tra vita e loculo
..figli usati,
orfani d'ogni carattere
occultato,premediato
...abusato...
OCCHI DI FANCIULLE
Zaffiri dell'est
per ladri del tempo
occhi di fanciulle
ignare
malizie ingenue
per anime consumate,
accese
nel rimirar di facce
a specchi per sputarsi
falsità,
rughe sui vetri
pelle liscia nella mente
e il cuore è un fiore
che non svela l'età del tronco,
peccato la velocità
del sogno con piumaggio
allascato mai lascia terra,
inciampa
su un pizzo ribelle
di mattonella
e un filo di bava
riflessa al sole
è la collana d'oro
in regalo
alla propria ombra
L'AVVOLTOIO
Ho sempre perso ogni battaglia,
ognuna era nel sogno di gloria
e ogni volta son ripartito
ardimentoso in riscossa
con impeto maggiore,
mi son distratto un momento
nell'unica inattesa vittoria,
mentre incredulo,per il sapore scialbo,
un avvoltoio,dicono sia
in migrazione forzata
la rondine dei dannati,
mi ha mangiato l'anima,
poi ha messo delle spine intorno al cuore
e le sta imbottendo di lana di pecora,
è il suo nido,
il suo nome è...depressione.....
PIANTI LICENZIATI
Approfittai del sole
rotolato stanco dietro la collina
e licenziai in tronco le lacrime
e da quel momento gli occhi
evitarono il tramonto
per non contare i giorni scialbi
da appendere alle spalle
curve dal dolore che come lievito
voleva ingrossare i pensieri al cranio
fino a scoppiarli e sostituirsi a loro
Pensionata dagli amori l'anima ormai muta
s'affidò ai ricordi e capì che le storie
che contano sono come un pallone
fuggito col filo dalla manina d'un bimbo
col sorriso stampato sul pianto
a riassumere felicità di libertà di volo
e l'improvvisa perdita
Le storie d'amore non vissute ma solo immaginate
sono un impasto di creta alla follia d'artista
nel continuo malleabile alle mani nervose
per una figura armoniosa che mai prende forma
alimenta la smania d' incompiuta arte
così alla mente nel rimpianto d'errore o fato
nell'eterna diatriba tra sogno e ragione
per un finale variabile all'inconscio di volta in volta
alla trama e a seconda dell'umore
gioia o rimorso,sorriso o pianto
e quest'ultimo spezzato con rughe del dorso di mano
come spugna satura d'imbroglio argina
il rigagnolo che va dal cuore agli occhi,
perciò i vecchi saggi nascondono le lacrime
e piangono in silenzio con gli occhi lucidi
e le spalle volte al tramonto che li chiama.
ANTIPATICO
Il tempo mi ha talmente cambiato
che ormai in certe ore del giorno
cammino trasversale
per non dare soddisfazione
di cedere il passo all'ombra
e diventato così antipatico
che al sentirmi dire solo buongiorno
rispondo accigliato
..sono fatti miei,
così avvelenato
verso il mondo che
dopo aver accusato
lo specchio del bagno
per falsa testimonianza
ho deciso di querelarlo
per violazione della privacy
ZEPHA' ZERUPPHA
Si chiamava Zephà Zeruppha
veniva dall'oriente
aveva gli occhi neri lucidi
all'ombra di un turbante
color oro antico
Aveva strane erbe
per combattere il dolore
sempre acceso
degli amori ormai dissolti
Disse alla donna
sei ancora giovane
e il tuo seno è una fonte
d'inesauribile affetto,
io qualche cosa posso fare
ma non è più la stessa strada
quella del ritorno
per chi da troppo tempo
se n'è andato,
gli alberi hanno perso molte foglie,
i fiori del viale
sono stata calpestati
e il fiume sotto il ponte
non fa più rumore di vita
La ragazza accennò a un sorriso
e chiese l'erba giusta
almeno per far dormire il cuore
Tieni è un decotto d'illusioni
per un tempo lungo
ad attenuare i tuoi pensieri
per aprire lentamente
la tua porta a un altro amore
Guarda il mio turbante
è il regalo di una stella
che mi fece visitare il cielo
e poi non l'ho mai più rivista
e non per questo mi son perso
nelle tenebre
Un'altra stella ce l'ho quì di fronte
sei tu ragazza mia
e la luce che emani
felice nell'incanto mi porterà lontano
per una strada senza tempo
Nessuna stella mai si spegne
solo si allontana
per andare a illuminare
altri mondi
amore caduto nel mio cielo
sono io la meta del tuo viaggio
LE MORTI BIANCHE 4
Per terra
transennato
monumento monco
di stracci e ossa
nè di ieri nè di domani
Disturbi,sfociano in implori
a una nuvola
a cancellare una storia
mai scritta e firmata in rosso
inchiostro per gli errori
A coprirti
un lenzuolo dal colore
come le piume degli angeli
oh! Icaro clandestino
nel viaggio inverso
dal suolo al cielo
mai decollerai
anche se il padrone
sa che la burocrazia
di un autopsia,se unta
sdoganerà per sempre
il volo dall'imbarazzo
Sono morti bianche
proprio come la neve
che allo sciogliersi
cancellerà l'arabesco incanto
dei rami zuccherati ai bimbi
e darà sollievo
a un passo facile sveltito
agli adulti in affari
che hanno uscciso
con bugie e ingordigie
i sogni d'un numero
che pretendeva un'anima
RACCOMANDAZIONI
A Campobasso,già il nome
in depressione
frena ogni decollo ai sogni,
le parole..fabbrica,produzione
creare,sono severamente
bandite dal vocabolario
di tal nefasto luogo
e a nominarle solo in sussurro
la pena di forzata emigrazione,
una città di burocrati raccomandati
con intento di tramando eterno
del ferreo costume al vanto
...bene,ci si fa raccomandare
per un lavoro che consiste
con sottili trame raccomandare
ed arruolare in istruzioni altri adepti
di questa redditizia dottrina,
-A quelli che non si assoggettano
alla suddetta mistica e nobile arte
non rimane che un paliativo,
un rosario per pregare
di aver forza a finire
lo stesso rosario e quando finito,
un altro a pregare affinchè
sia l'ultimo e quando ultimo
ancora a pregare per ringraziare
e nel mentre ancora a pregare
per ultimarlo,perciò
se incontrate un Molisano
nel mondo,sappiatelo è allergico
a tutte le palle e palline
legate ad una corda o meglio
se esso è giunto da poco
in nuovo luogo,avrà nella sua
borsa o come cinta,magari cravatta
una corona,l'ultima
fatta di salsicce in ricordo
della terra natia lasciata
dopo aver sputato al suolo
e con l'indice sinistro
una croce su una pietra in
impreco di muschio
a coprir vergogne
LA MISERIA
E' una lebbra con rose nero sul volto
e hanno radici profonde nell'anima
concimate da confronti,umiliazioni
e speranze cadavere
Anche se un giorno,in fortuna
perle al sole i tuoi denti
e avrai tutto l'oro del mondo
sentirai sempre il tarlo
rosicchiare nel dormiveglia il passato
al cervello e il disco incagliato
sull'abbaiare di stomaco
pure se sazio
La miseria è languore
a un pero selvatico
mendicante di linfa,
avvinghiato a un dirupo
e nessuno vi coglie mai frutti
ci scommette un innesto
e lo vede fuoco al camino
per generare una fiaba
e nella fame una mano di bimbo
in azzardo in strapiombo
a servire la bocca,
ci lascia nel tonfo l'esile collo
spezzato tra lo sgomento di madre
che vede ancora una sottrazione
allo zero che si fa specchio
all'ultima lacrima d'occhi seccati
LE MORTI BIANCHE 3
Muoiono in disturbo
della quiete pubblica
ma non possono essere multati
-Sono l'addio senza saluto
di un'ombra sgorbio
su un muro abbattuto
in rimozione
-Sono una spiga di grano ancora verde
mozzata per gioco dalla verga
di un villano e non muterà
il gonfio del sacco al padrone
-Sono un capello strappato
da un ombrello nella sala
d'attesa di un barbiere
-Sono consonanti e vocali
mai sposate a una voce di potere
e finite sotto a un binario
d'inchiostro ...all'anagrafe
-Sono un'omelia che guarda
l'orologio
-Sono morti bianche
giunte al podio del silenzio
tra sguardi stracolmi di vuoto
I MATTI
Se i matti,tutti
fossero un pizzico
meno sinceri,
con un minimo di malizia
e anteponessero
seppur per tempi brevi
in scritto,le follie
al linguaggio verbale,
le sdoganerebbero
a vita con la patente
...da POETI
e nessuno mai
sognerebbe
di reclamare per loro
i manicomi
--parola mia
che non sono stato
mai internato
in quei luoghi orrendi
SCIOPERERANNO I CANI
Un giorno i cani
sciopereranno
per l'ateismo imposto
sotto un soffitto
non possono abbaiare
alle stelle le loro preghiere
fatte di cose semplici
come seguire tracce di una volpe
l'urina di un amore
e poi sono stanchi d'inverno
a trenta gradi nel salotto,sudati
a percepire l'odio dei barboni
che bestemmiano col cuore
la sconfitta umana
per non parlare di matrimoni
combinati,razzisti
scopare a comando
masturbarsi su una gamba
della padrona
...Ah!...rimpiangono l'anarchia
le corse folli
i corteggiamenti
giocare con la coda all'ombra di luna
la speranza a un fruscìo
il refrigerio di un temporale estivo
l'eterna lotta senza scommesse clandestine
col rivale gatto
-Poi la cosa triste
complici di morte d'altre specie
per le bizzarrie di prepotenti umani
-hanno venduto la libertà allo stomaco
-Slogan canino....
vogliamo cacciare con il fiuto
e non con il fucile...siamo cani leali
e non criminali
POETI
Magnaccia
di parole
sfruttano le stelle
per obsolete metafore
Stanchi di retorica
sole e mare
si offrono disgrazie
per riposare
in cattivi esempi
che hanno tempi brevi
Poeti
lo scalpo è nei titoli
per impressionare
destare dal poltrire
vite col pane assicurato
in cerca di leccornie
per nobiltà elogianti
Impastatori di utopie
ciechi a verità ad un passo
cercano gli allori
sull'latrui pelle
conciata con parole
Non c'è differenza
tra preti e poeti
sicuri tra agi di terra
cantano il cielo ai disperati
Nei loro amorucoli inceppati
danno il meglio ispirato
sicura e aleatoria la condivisione
non implica sforzi a giocarsi la figura
e come diceva Dante
aver compagno al duolo
scema...la pena
MEMORIE AL VENTO
Facce con la mappa
dei mille pensieri nei vicoli
con selciato di croci
furono uomini sguinzagliati all'ignoto
fedele copia nel claudicante dei padri
che allo specchio girarono le curve schiene
per non raddoppiarsi le miserie
ora da morti guardano
se stessi in un nuovo calvario
dove si sentono giudei
..è il destino di quelli
che offrirono le spalle martoriate
per far saltare il muro
alle carni fresche
in una storai ripulita
intitolata....FIGLI...........
ma questi non ce l'hanno fatta
e maledicono a denti stretti l'arida terra
avara al seme,azzannano il precipizio
dei giorni e si trascinano
per una decenza da imbalsamare
in una memoria satura che li sputa
-la morte colleziona
le loro voci che poi sono lamenti strozzati
e li suonerà nel vento con l'arpa del sogghigno
per frustare la pace
dei figli.....dei figli....dei figli.......
SEDUTA DI FRONTE
Quasi facesse
vita autonoma
fuori dall'equilibrio
incerto
tra morale e istinto
si affacciò da una camicetta
di seta un capezzolo
vedetta del seno turgido
che aveva trovato sollievo
in coppe di sorelle mani
Notti grondanti di sudore
smanie e spennellate di carezze
avevano smaliziati gli occhi
lucidi vitrei vogliosi
e le gambe lisce
colonne di un triangolo preciso
in chiaro-scuro
punta di freccia
a un luogo calamita di
morte e rinascita
così dritte
che al confronto
il filo del piombo
non avrebbe retto
spezzandosi
a colpa d'errore
e i capelli neri in danza
impudica al richiamo
in orgia col vento
deridevano e cercavano
con gioco acerbo
di offuscare e segnalare il rossore
sulle guance lucide pulsanti
mentre la lingua
ristabiliva il confine
delle labbra roventi
passando a taglio
a separarle e rinfrescarle
Al tavolo vicino
claudicante ai fremiti
accorsi con tremolìo di mano
alla fronte a fare dighe
al sangue in furia
Il rombo assordante
di un motore
scacciò i peccati maturi
La notte sognai di mangiarla
per saturare l'anima
affamata
GALLINE DELL'EST
Galline fuggitive dall'est
a imparare a volare
in un cielo diverso per aver
cibo nel tempo che va tra
bocca e intenzioni
eludendo faticosa ricerca
ma anche quì
dove Leonardo rese l'ingegno
per il sogno di elevarsi dalla terra
il corpo sproporzionato e pesante
alle ali impedisce il decollo
tranne piccoli salti
dal fosso al di là del recinto
dove però la sorpresa
a volte è peggio del lascito
Galli arrapati
promettono grano
in cambio di giornaliere sveltine
tra l'irritazione del pollame nostrano
arrecando schiamazzi
spesso puniti dall'imperante fattore
con lo spennare l'emigrante gallina
o lo sgozzo del re del pollaio
Oh! porco di un cane
dice un agricolo poeta
per ogni intento ci vuole
prima un onesto lavoro
a sostenere un progetto
ad evolversi
non è col culo che si impara
a volare
oltretutto le pollastrelle
abusando del lustro giovan piumaggio
innescano concorrenza sleale
in offesa a bestie che ne han fatte di uova
e sacrificati figli alla tavola
per il buon umore agli umani
ma come si sa anche le regole
hanno eccezioni e ogni tanto
a salutare le nuvole tra rabbia e stupore
di chi non è riuscito all'intento
si vede tra uno stormo di rondini
......una gallina volare
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