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MICHAEL SANTHERS

 

 

 

POESIE DI MICHAEL SANTHERS 3

         

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SCUOLA DI CORNA

Oggi i matrimoni più longevi durano 
nel tempo che va da fulmine a tuono 
e da questo alla pioggia già in caduta 
il divorzio e il risposarsi ravveduti 
magari a Los Angeles da un prete ricotta 
con accento Francese,smoking e barba Cavour 
in un tempio ove al posto del crecefisso 
giganteggia litografia d'orologi molli di Dalì 
-Donne a carponi,postura teatrale a spiacevole addio 
affacciate a balconi e amante volpino nascosto 
col viso sotto minigonna firmata, salutano cervi mariti 
che s’affrettano a lavoro,attesi da concubina 
segretaria impaziente a regalo promesso 
-Nascono figli a consumo, somiglianti al futuro 
costretti a sorteggiare fratelli, Padri e nonni 
d'età invertite e ruoli dubbi da leggere, 
chiamano ciò,fieri,mimando con braccia cerchio a restringere 
famiglie allargate,forse alludono anche a corna ramificate 
-Le chiese al passo coi tempi, visto che nascituri 
precedono matrimoni, si stanno attrezzando 
nell’affiancare sala parto dietro sacrestie, 
le doglie potrebbero non andare oltre metà sermone 
o addirittura, poppate in anticipo al dispenso di ostia 
-Autorevoli giornali,faro guida a costumi 
chiamano amori queste olimpiadi di stoccaggio mercantico 
e spendono fiumi d’inchiostro per attenti adepti lettori 
-Oggi si festeggiano nozze-saetta e al massimo in ceti medi, 
nozze di piombo, però a compenso esistono fidanzamenti 
di diamante e d’altri preziosi metalli 
 




METROPOLI

Cravatte lamierate 
teleguidate 
su croci asfaltate 
orfane di Cristo 
sostituito 
da colorati lumini 
-Andirivieni 
d'omologate formiche 
soverchiate 
in spot di nuove bibbie, 
moltiplicano rigurgiti 
-Mausolei condominiali 
di vivi rateizzati, 
sole di pasturati 
ombra a derelitti 
-Guinzagli 
tra mani e bestie 
isolanti a maschere 
-Claxon,sottofondo 
a minigonne,ladre di natiche 
bussole a mani 
incorniciate smog, 
sferzanti a ripassare 
archi e schiocchi,sottocoperte 
-Divi è volo 
-guardoni consolazione 
-esclusi capolinea 
 





MIRACOLI

Un pino e un noce
s'innamorarono
senza speranza d'abbracciarsi
-Un uragano li schiantò
e l'un sull'altro
seppur nella morte
felici si baciarono
-A noi una brezza d'orgoglio
ci gelò piantati per sempre
nell'indifferenza
-I miracoli sovvertono
l'impossibile
e nel loro rovescio di medaglia
cancellano desideri possibili




PIOVE

Sputi di fumo in faccia 
sigarette a minaccia di decisioni 
sotto i portici a costringere riparo 
all'Io vagabondo 
-In due colonne,quadro di cane triste 
in smarrimento d'antiche tracce 
e a non vedere piscio, 
-Berretti d'ombrelli 
su tacchi a spillo,funghi evasi 
da incendio di cucine mentali 
-Lumache fuori guscio 
amori irrisolti alle finestre 
l'acqua confonde pianti 
oleosi sul selciato 
a letture di malocchi e rosari in attrito 
-Dio ha tirato il lungo sciacquone 
dal cielo sulla terra-fogna 





CAMPO ROM

Cenciosi bimbi 
dai selvaggi sguardi, 
una narice a galleria 
di binari, moccoli secchi 
e l'altra soffio a violaceo midollo 
in bolle 
-Masticano strudel di farina e fango 
che in distrazioni a giochi 
fulmineo furto di lebbrosi cani 
e creoli maiali 
-Fuoco e freddo 
appaltano facce e schiene 
tavole e topi 
-Parole mitraglia 
sposano sembianze umane 




BRUTTI TEMPI PER LA POESIA
 
Ormai s'è detto tutto in poesia
tranne la verità
 
-Oltre ogni fantasia,le metafore
lune inerpicate
mari trasversali
cieli ribaltati
ruscelli in retromarcia
 
-Avverbi,aggettivi,accenti
pronomi,in gran frittate
 
-Sogni,deliri e bugie
macerati nel cervello
in unico distillato
a sparare più secco dalle bocche
 
-Ora penso sia giunta
l'ora di fare una poesia
di realtà
ma credo
la gente non abbia coraggio e voglia
di poetare contro se stessa





RIFLESSIONI TRA VIVI E MORTI
 
La differenza tra certi vivi e morti
è che quest'ultimi li puoi pugnalare
anche alla schiena e non sentono dolore
-Certe vite sono così tetre, 
abuliche, sciatte
hanno affittato l'interiore di carcassa alla morte
e giorno dopo giorno il piattume su binari
li conduce pascolando alla fossa capolinea
-Eppure un tempo furono brillanti
inseguirono utopie, volarono con  fantasia
si misero in tasca una stella e la battezzarono
scrissero una poesia d'amore su un foglio
lo fecero barchetta, l'adagiarono sul fiume
incisero un cuore su scorza 
d'albero e lo baciarono,
trepidanti sfogliarono al responso margherite
pregarono con una rosa in bocca
si regalarono collane di fili d'erba
contarono anelli al lancio di sassi allo stagno
scrissero un nome su aquilone senza filo
aprirono la bocca al vento 
a farsi strappare timidezze
fecero postino d'una frase una farfalla
poi doppiata la notte da una lucciola 
ma una società che brucia meriti
considera l'anima metastasi al profitto
pianifica umori, telecomanda sorrisi,
 vende a peso
parti intime, incentiva qualunquismo, 
uccide l'estro
ha ridotto larve, zombie questi umani





I SOLDI
 
Sono piume alle ali 
per decollare dalla galera vita
e non averli è come tentare di volare
con due rami spogli
piantati sulle spalle
-Tutti in finzione li disprezzano
i ricchi per sminuirne il valore,
i poveri per non svelare il segreto 
del sogno di averli
-Impostori, tutti offrono l'anima cassaforte
a custodirli e nascondono la chiave
in una banca chiamata cuore
e ogni loro fruscìo è osso ai cani e scodinzoli
ai sorrisi schiusi dal torpore
-Gli avari li chiamano litografie
di coloro che hanno fatto la storia
e s'immedesimano collezionisti
per salvarle dai barbari
mentre il diavolo pieno di doppioni
da barattare, tre per un'anima ,
due all'angelo custode e uno all'ospitante
-Sognano le donne il principe azzurro
ma al risveglio basta un gaglioffo 
e un asino con bisaccia piena d'oro
e per amore s'offorno a quattro zampe
alla soma di merce e cavaliere
col vento in faccia che fa da frustino
in corsa per praterie fino al riposo di lenzuola
-Forse solo Dio li disprezza
ma sa anche sono solo mezzo a succursale in terra
per pasturare adepti all'amo




CUORE
 
Ma lasciatelo stare
questo povero muscolo
condannato a pulsare
settanta battiti al minuto,
a trasportare in salita
sangue appesantito da veleni
grassi d'ingordigie
fumo di vizi
aria di scorregge
e voi lo incorniciate Re
dei vostri capricci
intitolati amori
e lo rendete prezzemolo
sulle vostre apgine
vittima in alibi d'orrori
e povero diavolo
quando scappa veloce in affanni
non è altro che schiavo impaurito
frustato dal vostro cervello
-Povero cuore muto
fatto prostituire
in mielose poesie
reso zimbello d'ogni sorte,
sfruttato falsamente
elogiato Francescano dai tiranni
-Lasciatelo in pace
questo devoto operaio di fabbrica
in solo umile mira di pensione
invece eletto con violenza
in metamorfosi
di infinite farse





METAFORE D'AMORE
 
Mi dicesti...amore
atteniamoci agli esempi della natura,
guarda quelle tortorelle
con quanta delizia si coccolano su quel ramo
si lisciano col becco,s'annodano il collo
fanno le ali a capannelle per proteggersi
e quelle rondini leggiadre
che si corteggiano in volo
disegnano nel cielo fiorellini
-Poi mi invitasti a scegliere due animali poetici
di riferimento alla nostra storia d'amore
e io in furbizia scelsi il riccio e il mandrillo
e tu sorridendo maliziosa replicasti
..toccano anche a me due scelte
da alternare alle tue un pò ardite,
acconsentii frugandomi le mani
ma due nomi dalla tua bocca mi furono
piombo nello stomaco e saette al cuore
quando li immaginai al femminile
...il cane e il topo




AUTOSTRADE
 
Fughe dei dannati
sulle autostrade,
i cani leccano le frenate
e danzano macabri presagi,
le donne tossiscono
al brusco rallento
mentre fumano inginocchiate
sui sedili di potenti jaguar,
incenso nero tra i numeri
delle tavole di Mosè appese ai culi,
esodo Bibblico verso il mare
a sposare i peccati,
-ambulanze contromano
riportano indietro i doppioni,
il sole arrostisce
le formiche in fila
leccornie per tacitare la fame degli inferi,
un gatto maciullato
è scossa alle anime
e vero autovelox
che multa i respiri prestati a sbadigli,
un cartello dipinto di onde
esca per affaccio di denti
-si sente in lontananza
il rumore di seghe
in rottura d'ormeggi
e la nave rutta la digestione
dei salvati diretti all'abisso
per dimenticare
...l'umanità...





FIGLI USATI

Figli
semi sospesi in ferree idee
o germogli all'ombra
a non superare la razza maestra,
arbusti bonsai tra minaccia di motosega
e futuro,
pagine bianche per copiare
una storia già scritta,
treni di riserva
ad allungo di binari,
nuovo capolinea,
figli a uso e consumo d'egoismo
funi annodate al proseguo
d'ingordigie
ereditieri di morte
quando la linea del tramonto
è sotto il cavallo stanco
delle loro gambe,
-genitori despoti
li avete allevati concimati
fiori da esibire e tavole in progetti
per un pontile che
v'innalza e in vanità
allarga avari possessi
più in là in esubero a confini
tra vita e loculo
..figli usati,
orfani d'ogni carattere
occultato,premediato
...abusato...





OCCHI DI FANCIULLE

Zaffiri dell'est
per ladri del tempo
occhi di fanciulle
ignare
malizie ingenue
per anime consumate,
accese
nel rimirar di facce
a specchi per sputarsi
falsità,
rughe sui vetri
pelle liscia nella mente
e il cuore è un fiore
che non svela l'età del tronco,
peccato la velocità
del sogno con piumaggio
allascato mai lascia terra,
inciampa
su un pizzo ribelle
di mattonella
e un filo di bava
riflessa al sole
è la collana d'oro
in regalo
alla propria ombra



PIANTI LICENZIATI

Approfittai del sole
rotolato stanco  dietro la collina
e licenziai in tronco le lacrime
e da quel momento gli occhi
evitarono il tramonto
per non contare i giorni scialbi
da appendere alle spalle
curve dal dolore che come lievito
voleva ingrossare i pensieri al cranio
fino a scoppiarli e sostituirsi a loro

Pensionata dagli amori l'anima ormai muta
s'affidò ai ricordi e capì che le storie 
che contano sono come un pallone
fuggito col filo dalla manina d'un bimbo
col sorriso stampato sul pianto
a riassumere felicità di libertà di volo
e l'improvvisa perdita

Le storie d'amore non vissute ma solo immaginate
sono un impasto di creta alla follia d'artista
nel continuo malleabile alle mani nervose
per una figura armoniosa che mai prende forma
alimenta la smania d' incompiuta arte
così alla mente nel rimpianto d'errore o fato
nell'eterna diatriba tra sogno e ragione
per un finale variabile all'inconscio di volta in volta 
alla trama e a seconda dell'umore
gioia o rimorso,sorriso o pianto
e quest'ultimo spezzato con rughe del dorso di mano
come spugna satura d'imbroglio argina
il rigagnolo che va dal cuore agli occhi,
perciò i vecchi saggi nascondono le lacrime
e piangono in silenzio con gli occhi lucidi
e le spalle volte al tramonto che li chiama.






EPITAFFIO 92

Mare calmo gli occhi
ad assorbire cibo
a piovre dell’anima 

Cometa del Natale oscurato
l'amore, volto creta alle dita
d’artista ubriaco d’ispirazione 

Mille raggi di fede
sotto il peso del tempo
a ruotare intorno al dubbio di Dio 

Tra vita e oltre sperato
a metà il dolore
accattone vegliato
a cercare famelico,sconfini
e in finta al placarsi,
parassita la noia
a rigurgitare sbadigli 

Fermò gli anni al dirupo
un dolce sorriso di fanciulla
subito imbalsamato in poesia,
ai tempi supplementari
in impari truccata partita
filo di luce,fessurò
nero sorriso alle tenebre,
segnò con lampo di gioia
speranza dell'oltre
in annali d'addio..............
...amen.........
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Da:Destini E Presagi
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GOVERNARE

Da bambino venivo assegnato 
a Governare gli animali, 
fornire loro il vitto 

Monello perspicace sentivo dire ai politici 
su scie di suddetto compito, 
di provvedere a necessità del popolo 
ma i conti non tornavano, 
loro i fattori e noi le bestie 

Pensando cosa succedeva a maiali,asini, 
galline,vitelli,conigli,tacchini 
si amorevoli assistiti 
ma per Bacco con secondi fini 

Stilai la mia acerba filosofia.. 
meglio vivere alla giornata in Anarchia 
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Da:Destini E Presagi 
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FESTIVAL

Cani microforati 
parlano di randagismo 
e vengono premiati 
con leccornie e cucce d’oro 

Assumono guardiani 
agli agi conquistati, 
uomini col collare 
impacchettati nei cartoni 

Streep teese di code 
cadono pidocchi ai piedi 
nuova dimora, fiori 
case popolari 

Comici vinili 
slittano aghi di partiti, 
giro a vuoto,spettacolo 

Cure salassi 
ospiti d’onore 
predoni telematici 
dal palco ai mattoni 
sigillo dei risparmi 
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Da:Destini E Presagi 
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CENTRO COMMERCIALE

Tre per due,offerte
meno uno al numero figli
aumento divisore
inalterabile dividente 

Pony d’acciaio
briglie ai mariti
some sali-scendi in dogana
cassiere invoglianti al valico,
responso slot machine 

Semafori d’idee
illuminati reclame
precedenza,risveglio
giallo,sogno 

Scaffali,biblioteche d’enzimi
scale d’acquolina
aeroporti a mani aquiloni
zavorrate algebra 

Rombano motori
carichi al parcheggio
diretti in via fato d'ognuno
attesi da congelatori di sorriso
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Da:Destini E Presagi
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MATRIMONIO FANTASMA

Seduto sulla sponda del fiume 
gettavo turpi pensieri in acqua 
decisi poi di pescare 
ma avevo in tasca solo un filo 
ci legai la carta di credito 
e la lanciai con forza lontano 

Attesi davvero poco 
e sentii vibrar la mano 
e quando tirai la preda 
grande fu la sorpresa 
vidi una dentiera che mordeva la carta 
e subito dopo apparve mia moglie 

Decisi d'andare a caccia nel bosco 
sparai con scarsa mira dei fagiani, 
sgomento mi voltai a rassicurare il cane 
e invece del segugio apparve 
con un secchiello la mia consorte 
aveva recuperato i pallini e li contava 

Al ritorno entrai in una chiesa 
c’era solo una donna vestita di nero 
raccoglieva preghiere e implori 
e le scambiava con le offerte 
era di nuovo lei la mia amata 

Il giorno dopo consultai uno psichiatra 
disse hai sposato un fantasma 
se non ci credi controlla il tuo conto in banca 
infatti telefonai al direttore 
e nessun gruzzolo giaceva al risparmio 
mentre i carabinieri m’informavano 
di mia moglie nessuna traccia 
e mi misero una camicia di forza 
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Da:Destini E Presagi 
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RIVOLUZIONI

Più sembra ci sia
serafica eterna collaudata calma
più le rivoluzioni
sfociano in violenza estrema
che annulla convenevoli
amicizie e parentele

-Quello del piano di sotto
solitario idealista
deriso precario da una vita
figli dadi lanci di fato
finalmente sfoga repressa rabbia
col dirimpettaio spaccone
in sazietà filosofo al vanto,
sei persone in famiglia
messi in posti chiave
sigillati da prestigiata politica

Violenza non è funghi
ma semi archiviati al deserto
e quando finalmente
in fortuna rara al dissolversi
di smarrite nuvole
cambiano paesaggio
fulmineo germogliano
fiori e spine
mischiano archeologiche carte
speranze e trappole
a gazzelle e serpenti
metamorfosi incredula al viandante

Il poeta saggio raccomanda
state attenti furbi egoisti
potere è fucile spavento al ribellarsi
ma guai in mani avverse
guidate da repressa rabbia
d’ingiustizia

Non cercate poi religioni
a bonificare cappi
millantati prima in arroganza
..cravatte in festa
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Da:Destini E Presagi
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PRESIDENTE

Colorò di rosso
 il bianco delle zebre
e appese un grosso pallone in Parlamento
a simboleggiare il mondo in mano
 
Cambiò la grammatica
distrusse la seconda persona
del presente indicativo
del verbo Rubare
 
Ordinò solo toghe rose
in aule giudiziarie,
imperativo fu
la legge è uguale per tutti
quelli che vengono governati
da uomini illuminati
 
Si fece fotografare
su  croce di marmo di Carrara
poi s'ordinò al collo d’adepti
stampato su crocefissi d’argento
e chiese a Dio… mi consenta
 
Scrisse una canzone
del presidente operaio
lungo una catena di montaggio
da Mosca a Roma
passando per Milano,
la fece cantare dal suo menestrello
 
Sulla terra un nuovo Messia
senza Sinedrio,Erode e Pilato
dal nome Cesare
sempre pronto a dare consigli
in modestia si fece chiamare
semplicemente
….Presidente……..
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Da:Destini E Presagi
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CARA TI SCRIVO

Per egoismo e per sentirmi ancora vivo
ti scrivo e ti chiamo amore
per dirti che ho resuscitato fantasmi
ho dato le ali a tanti sogni
ho dato voce a piante animali e cose
ho distribuito riscatti per le mie illusioni
di cambiare il mondo
ma come tutti quelli che credono
di governare il tempo non ho ascoltato
le lancette del mio cuore che inseguivano
i gemiti dell’anima per me stesso
e dal mio deserto che avanzava
vedevo rigogliosi campi che si diradavano
si allontanavano dai miei occhi falsati
che perdevano la vista fino a una piatta linea
che mi trascinava oltre orizzonti nuovi
immaginati mentre le forze mi abbandonvano
e mi sono ritrovato povero di idee
con le ossa scricchiolanti a imitare il passo
che un tempo nell’impeto trattenevo
-Nello scrutare il cielo per una nebbia
di miracoli, tutte le stelle si sono messe
alle spalle e io come una trottola a finire
in un fosso con l’equilibrio precario
che si smorza sotto lo sconforto di un bambino
..ora solo tu seme del mio fiore sotterrato
e custodito in segreto nell’arida anima asciutta
con la mia pioggia di lacrime puoi ridare
nuovi germogli in questa terra dimenticata
dalla vita.....amore mio..........
eri dentro di me e io nell’inganno
ti cercavo altrove
-------------------------------
Da:Voci Scomode
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STRANI AMORI

Una grossa pietra
con le uniche amicizie
le intemperie
si lamentava della solitudine

Un giorno un seme
sulla schiena del vento
si posò a poca distanza

Complice anche la pioggia
in un marzo che scalciò
anzitempo l’inverno
nacque un fiore
bellissimo
e la pietra se ne innamorò

Il dolore fu tanto
quando capì
che non si potevano
mai abbracciare

Il fiore le disse
che comunque sarebbe stato
un amore breve
breve come la sua vita
ed entrambi
si abbandonarono
al dolore truce
e non parlarono
mai d’amore

Verso sera del giorno dopo
passò un uomo col martello
e fece a pezzi la pietra
che serviva per un selciato
e nella foga del lavoro
stese il fiore
con una grossa scarpa

Ebbero il tempo io pensai
per la felicità d'un momento
ma lo sprecarono
in calcoli e presagi
senza liberare
mai unisone emozioni
.... e dirsi..ti amo......
----------------------------
Da: Una Farfalla All’ombra Della Luna
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ALCOOL

Alcool,banchetto di demoni
nell’inconscio,
è questo tetra galera
di malconce esperienze
che all’usuale festa si rallegrano
ma quando gli inquilini
saturi oltremisura
vomitano e defecano
al fegato e al cervello
depuratori intasati,scoppiano
e la deflagrazione frantuma occhi,
finestre d’ogni affaccio d’anima
-Quando sotto i piedi
stridulano vetri,tutti dicono
quel silenzio apparente normale
carico di presagi e vuote preghiere
bestemmiate con labiali a scatti
poteva essere interpretato
prima di leggerlo cubitale
ai piedi di croci
crucce di crisantemi
-----------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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RONDINE

E’ la stessa rondine
tornata da lontano
sulle delizie del vento
ha raccolto i nostri
eterni lamenti
lo vedo dalle traiettorie
come a voler spezzare
i nostri sguardi
che si sparano il dolore

Gira su se stessa
poi riparte danzante
fa un’aureola
per incorniciare
due cuori vagabondi
disillusi che si cercano
e si temono

Fa uno stridulo canto
per regalare le parole
e sciogliere due anime
imbalsamate dall’orgoglio

Amore mio
lei sa che siamo due ali
separate
e tu non vedi con quanta forza
vuole insegnarci a volare

Arresa ritorna nel suo nido
ci lascia coi piedi per terra
si riprende il cielo
che in questa primavera
che ha svegliato tutti
ci voleva regalare

Vedrà due nasi
che punteranno il sole
e occhi rossi
per l’alibi al bagliore
di due lacrime
che invece hanno sorgente
tra le nostre rocce
di dolore
-----------------------
Da:Vite Contromano
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ESTATE

La terra è pentola rovente
piena di granchi
con retromarcia inceppata,
la poesia preferisce altre vie
e le parole kamikaze al cervello
-L'afa stupra la pelle
si dilegua sudore
-I cani, lingua a termometro
che esplode mercurio vitreo e fritto
in fili di bava argentea
collane all'ilarico diavolo
festeggia presagite evacuazioni
di cuori a farfalle
dei prossimi morti
-Non è per tutti così
tanti nell'ozio, in privilegi usurpati
hanno l'anima in frigo
e le colpe sono cubetti di ghiaccio
ai loro drink, scudo elisir
a stecchire bestemmie d'invidie
-Rifà il tappeto agli ignavi
il catramista e lo sogna pece
che incolli ogni piede
all'indifferenza calpestata ogni giorno
-Tossiscono antiche fontane
in diatriba se sputare acqua santa
o lava a seconda di inermi o aguzzini
-Il sole strizza calura, rosorio
da mescere sonnifero al tramonto
testimone inattendibile
-----------------------------------
Da:Voci Dall'inferno
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PARADOSSO

E’ più facile rincollare
a una a una e rinverdirle con vernice
tutte le foglie sparse cadute
all’albero sotto al quale
abortì il cullato apputamento
e non che un solo mio ricordo
delle tue infinite moine
al rivederti mi smuova
un millimetro di labbra
a far intravedere anche
un decimo di dente
in accenno a una scintilla di sorriso
commemorativo a un istante tra milioni
in cui credetti il cuore alle stelle
-E’ morto l’albero, orfana la panchina
e tu in questa poesia non esisti
o meglio sei identità fulminea variabile
in centomila volti espulsi dall’inconscio
e un nuovo sogno gioca e si diverte
a non farli prendere forma
----------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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DESTINO

Amore
fummo puleggia
e cinghia
in milioni di giri vanitosi
-ora ibalsamati
da ruggine e muffa
vicini e distanti
in finto abbraccio
in immenso rottamaio
-Ah!
se passasse
un monello curioso
a farci ruotare
pochi secondi
e ridarci voce
per scambiarci
quel ti amo
infinite volte sepolto
per orgoglio
dalle lingue
-----------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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A RENO BROMURO

Amico mio
polline di mille arti
te ne sei andato
come piuma al vento
evitando di distrarci
forse solo i bambini
ingenui,puri e curiosi t'hanno visto
avvitarti silenzioso verso Dio
-All'ennesimo mio lapsus dicesti
come padre delizioso
che corregge sorridente al figlio
i primi sforzi di parole
..non chiamarmi Remo
ma Reno
come il grande fiume
che dai monti alle pianure
raccoglie ogni rigagnolo
e lo culla verso il mare
così io le voci d'ogni cuore
stridule e dolci
ognuna per una poesia
che sempre ci colgo
e dà  felicità o dolore
al mio animo assetato d'amore
e quando sorpreso risposi
..che in invidia
alla limpidezza
di porti a dubbie coscienze
t'avrebbero riversato in seno
fango e veleno,oppure ignorato
la risposta fu
...alla fine è sempre acqua pura
che lascia le scorie
evapora invisibile al cielo terso
per ricadere pioggia purificatrice
sulla terra dei lamenti eterni
orfani di pace agognata
-------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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DOMANI

A uno a uno 
come i capelli 
i sogni son caduti 
-Una piazza lucida consumata 
da striduli pensieri 
finiti sotto i piedi,il capo 
cinto di rughe al belvedere 
e cactus in supplica 
a nuvola del deserto,il cuore 
e tu amore mio 
sei il passerotto 
che spia briciole al bambino 
-Domani ormai 
non è traguardo appagante 
solo tappa forzata 
d'inizio percorso 
dellla fine 
-------------------------- 
Da:Avanguardie Irriverenti 
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LA NOTTE

La notte
una fata invocata
toglie catene all’inconscio
e libera desideri incalliti,
anestetici sostituiscono
zuccheri al sangue
d’amori impossibili
sperando al mattino
diventino pane alla luce
i loro cuori di pietre
-Spesso illusori
gli intenti nel tempo,
magià in regresso
ogni pianto somma calcare
ai già nel petto macigni
su cui si può
solo scolpire
la parola...fine...
---------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti






STASERA LA LUNA

Falce d'oro
appesa
a un lenzuolo nero,la luna
ogni tanto affumicata
da nuvole
-Scintille d'arrotino
le stelle,
stasera il cielo
ispira fatiche
ai mietitori di sogni
e io ho l'unico amore
la mia ombra segugio
morde i passi
e rimane incinta sui dossi
povero me
domani avrò idee
abortite ai miei piedi
e becchini i rumori
le tumuleranno
nel vento
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Da:Avanguardie Irriverenti
www.santhers.com






LESBICHE

Nel mare dei sensi
inesplorato ai più
danzano armoniose onde,
di tanto in tanto
impennate da gelosie di vento
scoprono isole dorate
escrescenze collinari
radicate ad abissali
foreste marine
pettinate da lingue di lava,
sgomento all’occhio
del navigante al primo battezzo,
euforia riaccesa a natura diversa
al pescatore con consumati adatti
che alla scena risorge emozioni
e sogna ostriche diamantante
ai fondali in valli senza orpelli
 





L'IMPICCATO

Lo impiccarono all’alba ignorando le stelle
interrompendo il sonno dei poveri
disturbando la serratura del giorno alle civette
-Bisbiglii e tamburi fusi unico coro
predominio di silenzi gendarmi
-Assenti i benficiari dei suoi reati
filtrarono ipocrisie dietro lo schermo
lo sdoganarono da eroe a bandito
-Ah! come ignavia la folla dopo l’ingrasso
sa di dover pendere a ogni palo di luce
col cappio alla gola per favori abusati corrotti
ma si prende elogi di Cristo alla pena
invece oscuri Giuda nel tratto che va
dall’incasso all’ulivo dove la corda è già piena
-Hanno tutti un salvadanaio di frasi e commenti
da elargire a respiri archiviati tra la parola
"fratello" alla buonanima è passaporto altruismo
-Guardateli i pali che trasportano tecnologie
c’è per ognuno,appesa una foto invisibile
che attende l’originale malvagio
-Dio sprecò tempo col sacrificio in esempio





GOSSIP

Ricottari, cagliatori e palafrenieri
Cagliostri erranti alchimisti
mutano porcillaie in vivai maggesi
giarrettiere e pizzi,icone bibbliche
-Mariti e mogli in tempi fulmini
e insermonati,ballerini di natiche ondeggiate
poi rafferme ornamenti a serrature,
chiavi occhi giornalisti
fratelli maggiori di contabombe
sgomenti a pace,cancrena di scoop
-Scrofe binariate capezzoli in colombe
dismessi allatti e placente,cellofan
incarto a mestiere antico,miccia d’ormoni
-Direttori di mazze e buche
convogliano in schermi,guardoni
maggiordomi di pruriti
mano sinistra tergicristallo d’occhi
destra a segare spasimi




FOTO

-Capelli irti
antenne di vita,
occhi serpenti
a prede d'entusiasmi
-Visi dossi di giochi,
pelle campo seminato
anni da crescere
ora  mille gradi a fuoco
di ceramiche refrigerate,
mietè in anticipo la bomba
applaudita confetto
 





ORGOGLIO

Indossammo ferree maschere
d’indifferenza
e sotto i visi si storcevano fieri
in mimiche d’adatto
poi i cuori senza più finestre
gelidi in letargo in un cantuccio
e quando cercammo di svegliarli
ciechi andarono per conto proprio
-Fummo due sagome nel cerchio di sguardi
grossolane calcolate in spazi d’inciampo
-Freddi i cervelli memorizzarono
le scintille che all’incontro
ci alteravano i respiri
e l’odio generato in rivalse s’ammutonì
trovando dentro noi la causa del dolore
pasturato fiero dall’orgoglio
-Ci condannammo ad amarci
maledicendo noi stessi
 




EPITAFFIO 42

-Qui giace Clementina Tenaglia
angelo custode di ogni genero e figlio
-Oh! Signore onnipotente Re dei cieli
Accogli nel Tuo infinito regno 
la mia amatissima suocera
-Riservale stesso trattamento
che ebbe per me in interminabili anni
..ti prego,tuo sempre devotissimo
..Calogero Lo Chiodo
...Amen...
 



IN CHIESA

Un pò sbronzo 
A gran falcate fino all'ingresso 
e poi tomo tomo 
sul punto dell'omelia 
sono giunto in chiesa 
-In dimenticanza d'occhiali 
orribile visione 
nei paraggi dell'altare 
tigri,iene,volpi,ermellini,leopardi 
e mancavano il bue e l'asinello 
ho pensato li avessero divorati 
-A due passi un amico 
vede lustrarmi gli occhi 
e quando gli faccio capire dello zoo 
sorride e mi dice,sono signore in pelliccia 
accompagnate da politici falchi 
-Trattenendo un rutto 
generato da sorpresa, 
mi dileguo all'uscita 
 




ZOLLA-MOLISE

Cadde dal cielo una zolla
al centro d'una lingua mozzata
stesa nel mare a raffreddarsi,
rimase altura indotta di salti e ruzzoli
a pidocchi, maiali, pecore e cani,
-Circo fu fame
migrazione, magia di Circe,
per sempre li rese uomini
 





LUCCIOLE

Al chiaro di luna 
maitresse di caos infiniti 
tra gerarchie d'inquiete ombre 
lampeggiano lucciole, 
a ogni intermittenza 
parodia a battiti di cuori 
sogni prenotati al cielo 
e zavorrati 
sempre ad altezza d'uomo 
a vagare di notte nei misteri, 
cadono in anfratti al mattino 
nascosti a verità del giorno 
gradino al baratro 





KAMIKAZE

E’ delirio
e fanatismo
scala al paradiso
ove pioli sono morti
incolpevoli
sorteggiati
ma a volte
indigenze d’oppressione
micce lontane
a dar tempo
ai tiranni a rinsavire
bruciano lentamente
fino al cuore-bomba,
morire in libertà
vendette di straziate voci





MULTINAZIONALI

Falchi e iene 
in divisa da crocerossa 
salvano allodole 
uccidono serpenti 
concorrenti 
e s'appropriano di veleno, 
su larga scala servirà 
al genocidio progettato 
di cavie da resuscitare 
 



FUTURO

Si legalizzeranno umani ricambi
sarà facile trovare al banco
un cuore un rene,una prostata
direttamente importati dal terzo mondo
-Vedremo cani al volante
prendere da soli una camera
e dare la mancia al portiere
-Ci saranno macchine
capaci di leggere intenzioni
ci terranno fuori dal male,galanti
strozzeranno sbadigli,starnuti,
segnaleranno combinazioni chimiche
adatte a fare l’amore,
i bambini nasceranno già adulti,istruiti
-Nel mare pieno d’ormoni,in eccesso
i pesci si suicideranno da soli alle reti
-La notte si potranno scegliere i sogni
e al risveglio spegnerli senza ricordi
-Cambieranno le guerre (ecologiche)
saranno fatte da nuvole teleguidate,
siccità e alluvioni i proiettili
-Svaniranno sindrome da prestazioni sessuali,
distributori automatici
rimetteranno negli ani vigori perduti
e così anche la parola Gay non più
a discriminazione ma come a dire,fare benzina





VIETNAM CAMPO 7

Tra sassi e fango
con fucili di rami secchi
i bambini
giocavano alla guerra,
uno, si finse morto
l’altro esultò e poi lo aiutò a rialzarsi,
entrambi sorrisero,s’abbracciarono
-Dall’alto gli adulti lanciarono bombe
rasero al suolo l’intero villaggio,
lo fecero per istruirli alla pace
e far capire che non si gioca con la guerra,
infatti nessun morto sorrise
o minacciò di vendicarsi
 





GUERRA=NATURA

Un vento forte sradicò un pino
e senz’ombra scura riprese vita
l’anemica rosa baciata dal sole,
a fianco un’ortensia e una felce
esposte a luce diretta a breve perirono
mentre non più soffocati da aghi di muta
in grande splendore le viole
si sostituirono a funghi e licheni
-A poca distanza il rovo
vibrò le foglie,pregustava
fra qualche mese,invasione,strangolamento
-Un cardellino,uno scoiattolo
e una gazza persero per sempre
casa sicura,sotto occhi felici
di falchi,di volpi
-Due confinanti in contese d’abbatto
fecero volare affilati coltelli
e diedero lucro ad avvocati,
zuccheroso sangue a formiche
incitarono figli,nipoti a vendette
-La guerra è nel DNA della natura,
ciba la storia ingorda
che da millenni pasteggia violenze
e mai nessun pacifismo l’affamerà
-Religioni,morali e leggi
umani palliativi placebo





INCONSAPEVOLI POETI
 
Due ragazzi
all'uscita di scuola
mi vengono incontro
dicono....maestro
insegnaci poesia
...ba...sorpreso..
vogliono prendermi per i fondelli
mastico due sarcasmi
da confezionare al vetriolo
questi percepiscono il grugno
e in volto gli si posa un biancore
rincorrono il fiato a singhiozzi
capisco che fanno sul serio
e imbarazzato
recupero il contegno
e con la mano aggiusto al mento
la mimica di recupero
entro nella parte
e...ragazzi..se per poeta
s'intende una vecchia marmitta
che attenua ai tuoni di tempesta
all'anima il boato
per graduale rumore
al quale vizioso l'orecchio
persino s'adatta
allora son io
...ogni poesia è già scritta
sono fiori presenti in natura
e soffocati d'erbacce non li vediamo
al cercatore di versi il compito
di strapparli alla gramigna

Grazie maestro
e si allontanarono
nei loro occhi vidi gemme
ansiose di volgersi al frutto
da cogliere
forse non si resero conto
ma avevano scritto per me
una bella poesia
...il loro candido stupore
e il seme di un mondo migliore





GREGGE
 
Pascolavano soavi e sonnecchianti greggi
e ogni tanto qualche pecora vanitosa
ruminante dismetteva il guercio
si specchiava in altri occhi allerti
per rimirare la sua lana dorata al sole
e ultimava il suo maquillage strofinando
il collo su albero unto da  imitazioni
-Tal gesto sintomo di addatto
rasserenava pastorelli con volti brecciati
da brufoli essiccati,sindone d'ormoni
in altro impiego sosegno a irti capelli
 intenti al responso per un amore 
nello sfoglio di margherite e al si innescavano
sorrisi fenestrati da carie,indizio a dolci rubati 
a una nonna cavia consapevole
-Folli artisti dissidenti i cani con code a martello
inchiodavano mosche,farfalle e grilli
per un mosaico ingraziante al tempo
che nel rumore di tosse e raucedine
di ruscelli sembrava avere la sua voce
impreziosita da raganelle
-Quando il tramonto vittorioso
al tiro alla fune col giorno si rovesciava
sulla collina,fremito di piedi al ritorno
al raccoglimento di animali e bimbi
a plasmare il proprio IO alla fantasia,
spedire una lettera segreta di biascichìo 
alle lucciole
-Sigillava i sogni una preghiera




MOLISE

Denti cariati incollati 
a scheletri di lupi estinti
le montagne
-Schiene d'asini
 le colline,
-Pagine d'un libro mai aperto
da analfabeta
la sua gente
in terra di partenza e capolinea
di vite astratte,
-Fischi di treni
il vento 
liscia sangue bianco di  torrenti
vene di patria
mendicano rosso di conformità
-Coriandolo d'ultima farsa
perso nel sonno indotto del cuore
posizione geografica
-Un cane stanco che morde una pulce
effige di riscatto
-Mamma porta le doglie al nord
sogno d'embrioni
-Oh mia penna! sposa la mano
il disperato canto
 





SCAPOLI D'INVERNO
 
Transumanza d' occasioni perse
dal cuore secco alla memoria
di vecchi scapoli senza amici
coetanei innescano ricordi,
ammogliati a cuccia da despote
giovani ridicoli,pesci all'amo d'amori,
zitelle in vendetta di virtù ai bei dì ingnorate
e baldanzose fanciulle sono lepri a cani zoppi
-Il freddo spazza via persone dalle strade
e quelle che sfuggono tentano di piazzare
al primo orecchio una dannazione
-Litigano alla mente il vino dittatore
e un sogno che vuole partire da solo
lontano da fumi d'alcol ma poi
finisce sempre con mediazione di qualche Nigeriana
affiancata da copertone incendiato ,
calore d'Africa esportato
oppure di un calendario,letto d'occhi
e viale- passeggiata andirivieni d'una mano 
-Alla fine il telefono trasporta scorie di sproloqui
all'udito di qualche conoscente
mentre la notte condisce  vomiti ai gatti,
frusta e manda a cuccia deliri ribelli





EPITAFFIO 33
 
Quì forzatamente angusto
giace (si fa per dire)
il contrario di tutto
il "Somma" poeta (tutta una vita a 
contare spiccioli)
universalmente "Ignorato"
dagli ignoranti
-Amici e parenti
posero ( con speranza di testamento)
in lapide pignorato elogio
...amen...




PRECARI D'AUTUNNO
 
Truccato il cronometro in cielo
con una pallina di rosario
negli ingranaggi del tramonto
i vecchi ai supplementari
si giocano le foglie sugli alberi
e a ognuna che cade
vibrano ingialliti denti molli
e contano a quante folate
possono resitere
-Un germoglio  di torrente in secca
ora galleggia in acque ubriache
nel letto d'addio e nuovi parti
-Una campana conta le offese
del baro,ininfluenti 
alla sconfitta terminale




MASCHERE
 
E' strana la nostra smania
di volerci lasciare i giorni alle spalle
sia per dolore,noia,ambizioni
-Il nostro viaggio senza ritorno
in infiniti percorsi e tappe
eppure conosciamo il traguardo
che somma tutto e cancella
compreso le moine di circostanze finali
-La certezza del podio che non vedremo
e senza alzare nessuna coppa,
non ci sarà nemmeno premio di consolazione
forse solo una magra pioggia nascosta
negli occhi di quei pochi che capiranno
la nostra anima sempre letta in frasi estrapolate
e messa in contesti errati che danno
vite che non sono mai nostre
e pur di esistere in qualche memoria
rientrare in un sorriso, a un consenso
le accettiamo come ci appartenessero,
sono maschere alle quali ci adattiamo
e con dolore di volta in volta a studiarle
per nuove mimiche convincenti mentre il cuore
si prostituisce a sfornare false emozioni a misura
-Quante interpretazioni senza applausi
per recite così vere da farci sembrare
semplicemente noi stessi
e mai pare arte la finzione collaudata ma solo normalità
-Forse per questo ci arrampichiamo veloci
sui pendii impervi dei giorni che hanno in meta
solo il baratro,vogliamo per sempre
mostrare il vero volto nella speranza non spaventi
e terminare l'infinito calvario del vivere






CENTRO STORICO
 
Nei vicoli
un tempo canne di voci,
anelli al muro
dove si impiccarono
i sogni degli asini
 
La muffa
restituisce a dosi
tosse e raucedine dei morti
che in vita non ebbero legna
tra le mille croci di rondini
sfreccianti
sulle antenne di speranze
 
Sulle tegole
coperti di muschio
denti che scioperarono
ai sorrisi
 
Affacciati
gli ultimi vecchi
smistano fiabe
a misura
ai recalcitranti bimbi
lepri alla storia
 
Nidificano i piccioni
nelle buche esplose di miseria
e al volo perdono pagliuzze
ondeggiando al vento
fanno da paracaduta
a preghiere lanciate
da fiati piombati dagli anni
 
Nel gobbo selciato
il lucido di qualche chiodo
perso nel trasloco
frettoloso di Dio
 
Ogni tanto un urlo
per segnalare
la perdita di due piedi
ceduti ad ali
e più uno all'oblìo




TV RICOTTA

Trappole
scrofe e maiali
in porcillaie giocano
a gatto e topo
poi si accordano
per toro e vacca
dietro al sipario
gli amplessi

Giulietta e Romeo
in un bordello
lo spettacolo
al pubblico ricotta

L'audience
cronometra marchette
al gong per vincere
un vaso Cinese
o un reality show
al gioco di fame
in Somalia

Culi tondi
schermo piatto
come le coscienze

Artisti del male
celato
virus
via cavo




TERRA
 
Ambisco al riposo eterno
nel fresco ventre di madre terra
che mi mancò fissa ai piedi
e lenta inghiottirà
la croce fradicia dimenticata
per far spazio a un aratro
che forse mi sorteggerà
alla storia da interpretare
ignara del qualunquismo in vita
che mai mi appartenne
mi fu dato condanna
e mi crederà un Santo
un poeta,un guerriero
 
Non lasciatemi sospeso
al vostro dubbio di cielo e inferi
nel pollaio di loculi infetti
d'ipocrisia
al rovente sole
lo stesso che mi pigiò come uva tra
compiacenze di padroni
per un sudore falso argento
costatomi l'addito
e la galera dello sguardo
mai dell'anima che sempre vagò
lontana dai vostri pregiudizi
 
Sarò concime per
gran vigore a una coperta d'erba
dove si anniderà paziente la vipera
uscita dalla bile
e vi restituirà il veleno
....bastardi....
non vi basterà un mausoleo
a eludere il disprezzo
a riaprire gli occhi
il due novembre