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MICHAEL SANTHERS

 

 

 

POESIE DI MICHAEL SANTHERS 4

         

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AUTOBIOGRAFIA DI UN FANTASMA

Vide passare la vita
lenta
come  treno a vapore
che mai  prese
...era già al capolinea
con i suoi sogni
pieni di incubi
con nuvole nere
Di anime mute
nel cielo detto
....sereno...

Lo videro figlio
lo condannarono a vivere
col ricatto del loro pianto

Legarono i loro denti
col filo sottile ai suoi denti
e dovette sorridere
sempre
con le farse alle labbra
per le gioie degli altri
mentre  trascinava pensieri
morti alle spalle
chiedevano riposo
stremati nel parlare al silenzio

I suoi amori
se ne erano già andati
allo specchio
si amavano troppo
...Lui giravo il volto ai cadaveri
incollati al bacio di terra
e cercava se stesso

Sente
ancora i cani abbaiare
alle ombre sinistre di luna
che lo aiutarono a cercare
i fantasmi di quello che fu
senza mai vedersi

Ora  vedete due fiori
 in luce riflessi
alla distanza degli occhi
sono solo due lacrime
sfuggite alla sete dell’anima
si prostituiscono al ventre di api
per l'ultimo volo di nettare

Saluta dagli inferi
il suo ultimo ciclo
offerto in dolce
sgradito ricordo

A voi
l'indifferenza
il fastidio
o  paura di leggerlo
con l'angoscia
di tenervi da lui
solo...lontani....
---------------------
Da: Voci Dall'Inferno
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VERSO L'INDIFFERENZA

La luna ritirò le ombre 
il fantasma  aprì lo stomaco 
verso il nulla da confondere 
e il buio lo separò dal ritegno 
-vomitò rancori 
con zuppa di vino 
e cibi scagliati dentro 
a distrarre 
il circolo del dolore 
e mettere sotto traino 
delle dimenticanze 
il cuore ballerino 

Le nuvole 
andavano di fretta 
scoperchiarono la luce 
della grossa palla d’oro 
posta premio 
di mondi lontani 
...S'illuminò la violenza 
arresa a farmaci scaduti 
spruzzati a terra 
dalla ribellione d’anima 
esplosa da forzature 
d’adatti rodati 

Si svuotò della figura amata 
s'accinsi a ritornare a casa 
(tomba vuota) 
a distruggere medaglie 
ormai cimeli orfani di storia 
inutili a vegliare 
il fantasma d’un amore 
nel sentimento del disprezzo 
di lì a poco fievole 
verso l’indifferenza 
regalo finale 
alla sua vita, 
lungo buco nero 
nel passato 
e coda di candela 
ultimo ricordo 
....nel divenire... 
-------------------------------- 
Da:Soste Precarie 
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SOMMELIER

La prima volta che sentii
questo nome pensai
a un allevatore d'asini Francese,
trovavo qualche attinenza
con la parola "soma"
poi vidi un figuro funereo
vestito da pinguino
con una grossa catena d'argento al collo
legata a un piattino lucido
e credetti fosse un aiutante del prete
pronto a intervenire con adeguato misurato liquido
se qualche ostia di partita andata a male
fosse scesa di traverso ai confessanti
ma ancora sbagliavo
era un assaggiatore di pregiati vini
e con misticismo innalzava vorticando
l'elisir alla bocca,simile
a una tagliola al collaudo e in pause
biascicando ad occhi alzati roteanti
in postura a imprecar perdono al vizio
dei messaggi a forze Divine,
comunque trovai un pò irritante
che quell'imbonitore era lui che suggeriva
il gusto a gente talmente snob ed apatica
immersa in tal piattume di pensiero
da non avere una percezione di palato proprio
poi il rincaro per tal suggerimento
era un vero salasso al che io
passato per gli aceti più orribili
a bottiglie con etichette
invitanti più che al relax o idillio
a una vera guerra col proprio inconscio
di già per se turbato
allora dissi...ma vaffanculo
dò piena libertà ai miei sensori
inoltre ogni succo di frutto per averlo
in sintonia d'anima va curato
a partire dalla pianta
e non esitai ad elargire al suddetto
l'invito di andare a zappare
che avrebbe impreziosito
e reso più credibile il suo ciarlare
bugiardo,solo a lieto fine di lucro
omettendo di raccontare
il tempo,le rotture di schiene
le imprecazioni al fato
e il sudore versato alla coltivazione
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Da:Pensieri Alternativi
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L'OSTRICA

Nei fangosi fondali
un’ostrica triste
di non poter vedere
il mondo sopra il mare
recise una grande alga
e vi s’adagiò sopra
e questa approdò in superficie
trasportata dalla corrente
per giorni galleggiò
fino a un approdo dove
potè ascoltare uomini
ammirare fiori,sentire musica
-Un giorno un vecchio la prese
e credendo fosse morta
la lancio rabbioso a terra,lontano
ove la poveretta senza cibo
lenta aspettava la morte
ma ebbe un lampo di gioia
figlio di riflessione
aveva avuto modo di viaggiare
e conoscere due mondi
sfuggendo umane fauci
e mentre serrava il guscio
sussurrò…vale più una vita
intensa e breve e non una
lunga,noiosa, triste nell’oblio
-Come sempre io passai per caso
e a tal sentire cupo pensai…
per essermi aggrappato a misere certezze
di un sicuro stipendio da fame
senza voler rischiare cambiamenti
ho avuto esistenza piatta e grigia
al contrario di un’ostrica
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Da:Destini E Presagi
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L'INVIDIA ( Aforisma)

Se l'invidia si manifestasse diarrea,
l'intera umanità passerebbe tutta la vita
con le brache in mano
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Da:Poesie Cialtrone
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PRECONCLAVE

-Disse il Cardinale Rullo
la chiesa va livellata,pressata
si rispose il Vescovo Puleggia
le idee ruotano troppo veloci
intorno a un cerchio ristretto,
d’accordo annuì il Vicario Mazza
bisogna percuotere gli assopiti
al che fece una smorfia
il Cardinale Spagnolo Siesta
-Ponderiamo bene proferì
il Parroco Lettiga,a volte
bisogna lasciarsi trasportare dalla sorte
-Calma esortò il Vescovo Arraffa
a volte si deve arrivare prima
su un’idea e strapparla ai malefici
-Io sono per la filosofia delle attese
è il Signore che sceglie i tempi giusti
disse il Cardinale Poltrito
-Se posso dire la mia,con voce flebile
esordì il Curato Volpe,dobbiamo
andare noi a caccia dei fedeli 
-Il protodiacono Stecchetto
chiese la parole e…si deve mantenere
la linea del rigore,le preghiere
devono essere pane quotidiano
-Voglio chiudere sentenziò
il Cappellano Pisolos,
dormiamo tranquilli solo
se incondizionatamente facciamo del bene,
d’accordo ma l’albero denutrito
non dà buoni frutti seguitò
il Cardinale Cenone Pace
al che replicò il Cardinale Cinghia
quando il lupo è sazio e persino 
incapace di difendersi perciò
Indica ai suoi cuccioli di stringere la fame
-Neque imbellem feroces progenerant aquilae columbam.
Le focose aquile non generano mai una pacifica colomba.
Con questa citazione chiuse il convegno
il Cardinae Piccione
…………………………………AMEN…………………………..
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Da:Destini E Presagi
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LA DIVA

Ancheggiava su tacchi a spillo
rubò cinque anni a una vetrina
s’aggiusto' i capelli e sorrise

Riprese baldanzosa il passo
poi fulminea s’arrestò su una cromatura
che gli restituì l’età vera
più cinque anni,dazio di vanità

Frustati dall’anima gli occhi
si rinfrescarono con lacrime
e scavarono rigagnoli truccati

Sotto casa incontrò il vecchio portiere
con volto a scaglie di coccodrillo
a separare e raffreddare dolori
intuì la mimica dell’inquilina
e…Signora le sue pagine usurate
hanno avuto tanti lettori
hanno dato gioie a tante noie,
a che serve un libro immacolato
con copertina in dorata pelle
ma di contenuti scialbi
in bella mostra allo scaffale
e mai letto?

Una luce nello sguardo
arabeschi incanti disegnati
parvero le rughe in cornice
di fascino mai domo agli anni

Baciò il vecchio sulla fronte
e gli regalò le lamette da barba
comprate per fermare il tempo
----------------------------------------
Da:Destini E Presagi
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NUVOLE D'INVERNO

Gregge multietnico
in sosta veloce
di transumanza
bruca l'azzurro cielo
e di tanto in tanto
fruste di vento
lo spingono lontano
al traguardo del dissolversi
-La terra brulla
invoca per il letargo
lanosi batuffoli
di coperta a rate
-L'aria suona violini,
voci tese dal gelo
-Gli amori sognano
di saldarsi
in unico cappotto
-----------------------------
Da:Sorrisi Pignorati
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LUMACO' (Lettera al mio Asino)	

Oh! Lumacò 
quando ti comprai 
avevo ancora i capelli 
da pettinare con le dita 
quando si avvicinava 
la scadenza del foglio 
di cambiale 
e guardavo le ragazze 
che mettevano paura 
al sangue che nascondeva 
le parole 
ora tu sei vecchio e stanco 
col deserto sulla pelle 
e i tuoi denti accarezzano 
soltanto i ceppi duri 
della lupinella 
mentre piombi di bava 
ti inchinano alla terra 
che corteggia le tue ossa 
per un sonno sordo 
alle mie bestemmie 
che furono pretese 
senza ricompense 
-Lumacò scusami 
col tempo ti ho capito 
ma il progresso avanza 
animali nuovi sono venuti 
col cuore di ferro 
parlano in rumori 
divorano petrolio 
avanzano e rendono 
fumo nero, 
il merlo la quaglia 
scappano alla vista 
-Lumacò siamo vecchi entrambi 
con due condanne simili 
e distanti 
tu per una mortadella 
e io coi tuoi soldi 
verso il decoro del silenzio 
scusa se ti ho scritto al tramonto 
---------------------------------- 
Da:Voci Dall’Inferno 
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ORGOGLIO

A fuggire l'indifferenza
l'anima muta si tuffa
nel tempo inventato
via di scampo alla guerra
dove il trono è
l'orgoglio

Si contano in mostra
i morti a cimeli
ma con sgomento
sono anni sul volto
a sequenza
..i nostri
dipinti da
sudditi e tiranni
in alternanza a spartirsi
in bottino il dolore

Temo...
vincerà
chi nel viaggio inverso
da redivivo
arriverà secondo
alla radice del ricordo
quando un unico respiro
ci infilzò i cuori
e questi iniziarono
a combattersi
negarsi in sorte comune
per capriccio
di supremazia
......all'amore........
-----------------------------
Da:Vite Tremule
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GEMME

Fremono fremono
le prime gemme
ll sole le invita
il freddo le pugnala

Si rintanano
ascoltano gli uccelli
cronisti di presagi
ma il merlo già cova
tra rami spogli
aspetta che il verde
sia ombrello al nido

Passano le nuvole
pecore tirate dal pastore
azzannate dal lupo
fanno da interruttore veloce
a luce e ombre

lacrima alle ferite la vigna
freme la linfa
e c’è già chi la vede vino

La primavera
gioca la sua carta
di vento garbino
si scontra col maestrale
urla il calendario
e dal cielo scendono
lacrime di vetro
piombo sulle gemme
ingannate

Getta il berretto a terra
e lo pesta coi piedi
il contadino
poi con mano a coltello
fa un taglio verticale
e uno orizzontale nell’aria
sussurra…amen
----------------------------
Da:Destini E Presagi
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CIALTRONI

A settembre, spesso il mare 
piatto non dava segni di vita
pareva terra coperta di verde rame
e spruzzi di zolfo i raggi del sole,
si ravvivava sol quando statuaria
la bionda in età che ognuno aggiusta al sogno
con raffinati calcoli atletica si tuffava
delizia per gli ultimi bagnanti,
qualche pensionato,bontemponi,
ciucaglia di sQuola,cialtroni vari
 
Il Candela chiamato cosi per magrezza
tra silenziosi incitamenti 
di consumati gesti e ilarità generale
era solito all’ora della scena
bucare il giornale al ragionier Pertica
vecchio scapolo perso nei numeri
 fingeva mal celatamente d’arrabbiarsi ma
contento gonfiava il collo come vecchio tacchino,
simulava dedito di continuare a leggere
e guercio attraverso il foro godeva delle delizie
di quell’angelo tormentatore

Inutile dire che tal mirabile visione
causava notti insonni e tra le lenzuola
era tutto un arrangiarsi in fantasie
tra sudori e tremori liberatori
visibili al mattino in facce smunte
ove occhi sembravano paurose caverne 
preoccupazioni d’ingenue madri
pronte a preparare amorevoli zabaioni
e bicchieri di alcolica ferro china
mannaia allo stordimento 
e non era raro sentire,questo figlio mio
studia troppo senza divagarsi
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Da:Poesie Cialtrone
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INDICAZIONI SUD

Non so in quale contesto
mi apparve un cartello
.......sud CAMPOBASSO......
mi venne subito da dire
oh! mio Signore perchè tanto ingegno
per simile stortura ?

A poca distanza rispose un contadino
ogni uomo ha in tasca un itinerario
basta saperlo leggere
l'inferno è quella zona franca
tra lo stomaco che brucia
e le bugie che raccontiamo all'anima

La vista si rifiutò di assorbire i paesaggi
ci ritrovammo dritti in tribunale
...il giudice con la faccia scarna
con le vite nel cappello
e le sentenze nelle tasche
accusò mia madre di vilipendio
alla grammatica
pensai...povera donna 
per le fatiche non è riuscita a capire
che il mondo vomita le sue angosce
in un giornale

Uscimmo dall'aula con la condanna
.......a non far parte della storia....
di fronte un nuovo cartello
.........sud c..o di Dio...................
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Da: Voci Dall'Inferno
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SORRISO

Il sorriso
un tappeto
elegante
fiorito
steso 
dal cuore
tra gard-rail di denti
con invito
a entrare
nell'anima
-Purtroppo
quasi sempre
copre una botola
aperta
sul baratro
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Da:Sorrisi Pignorati
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NONNA CATERINA

Avevo circa sei anni,pochi e tanti
per quel mondo bello e selvaggio
con grilli e farfalle nella testa
e le scarpe a bocca aperta senza denti
per i calci a ogni oggetto rotondo

Avevo occhi furbi in sguardi a scatti
e viso emblema di monello perso
e tutti mi davano pizzicotti sulle guance

Quando a mano si mieteva il grano
nei campi lontani dal casolare
sotto un sole che bastonava divaghi
raccoglievo rare spighe disperse 
nelle stoppie,spade alle ginocchia
intarsiate da ferite secche ravvivate con saliva
ma coltivavo secondo fine
scorgere qualche nido di quaglia

Consumavo energie non tanto per movenze
ma a combattere risse furibonde di tanti sogni
e all’ora di pranzo come volpe in attesa
a resa d'allerta a calura di galline 
assopite inermi all'ombra,guardavo da lontano
materializzarsi il fantasma di nonna Caterina
col cesto di viveri in testa e mani ai fianchi,
sembrava equilibrista del circo su filo contorto
lungo un viottolo,lenta s’avvicinava graziosa
ma il tempo ad un certo punto si faceva granchio
e partivo veloce per andarle incontro e aiutarla
a liberarsi dal peso e dividerlo tra l’afferro
di due maniche,certezze al sodo 

Gran smania nell’ultimo tragitto
domandavo quali leccornie custodite
e lei sorridente diceva..indovina…
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Da:Ricordi Agresti
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ATTRACCO

Insetti in gusci di noci
gettati a mare da corvi
e scrollati da schiene d’onde
arrivano all’attracco

Pelle rubata dalle ossa
e barba a volersi scusare
per l’aggravio al nutrirsi
mentre gli occhi ruotano
a fatica, striduli infuocati
dall’assenza di lacrime evaporate

Denti gialli di nicotina
oro a buon prezzo
a sorrisi boomerang
che pinzano  labbra
già palizzate da smorfie

Ad attenderli uomini stellati
con berretti fregiati
e guanti scudo al sudicio
non sono angeli emissari
al decollo di libertà

Sollevano occhi al cielo
guardano una croce al campanile
e l’anima vola e ritorna
a posarsi sopra una mezza luna
sul minareto oppure semplicemente
su un fantoccio vigile al rito
sopra una capanna di paglia
che salutarono
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Da:Destini E Presagi
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VILLAGGIO

Dalla collina
porro del tempo
s'incantò lo sguardo sul villaggio
seduto in assopito eterno
e dai suoi piedi partiva serpente in muta
una stradina polverosa e bianca
macchiata di neri asini
in fatica di soma,
granelli d'ultima rimanenza di clessidra
in abbandono di conta
tanto il ritmo delle ore smosse
non serviva alle anime fuse al creato

Passamano di tal percorso
fili di telefono
trespoli d'assonnati uccelli
che di tanto in tanto s'allertavano
a un fruscio di creature deste al
cambio d'ombre su riposo
e con breve canto che carezzava la valle
segnalavano il falso evento
addolcivano il proseguo di pace
ignari che all'appiglio di zampe
scorreva ogni tanto con andirivieni
la voce metallica silenziosa di qualche sogno

Dall'alto si vedevano anche
fazzoletti variopinti di mille colori
espressioni di variegate colture
frutti al sole caldo
insaporiti da oleoso sudore 

All'improvviso, litanie d'omelie
si scusavano al silenzio mistico
accompagnavano un'anima
in un confetto verde a fianco
per porla nel luogo degli inamovibili
di rispetto eterno

L'emozione fu così forte,
il cuore bussò alla gola
seppur volevo andare alla fonte
da dove schiusi gli occhi
mi sentii un animale di sfortuna 
che ritorna dopo aver tradito il branco

Mi voltai ma a pochi passi
il grano giallo e maturo
solleticato da tremolio di calura
mi riportò al cuore due riccioli d'oro
sulla fronte arancione di un amore

Capii che i ricordi sono gli unici
che possono metterti sulla schiena
il fardello degli anni....e io ero già stanco
per la lunga strada e avevo
le forze appena per il ritorno
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Da:E!...Le Rose Piangono Al Tramonto!...
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SOTTO LA PIOGGIA

Sotto pioggia battente,
in macchina
dai vetri appannati
spiava a un portico
mentre lei incantava una vetrina
che beveva l'immagine
e restituiva armonia
sorridente alle luci
cornice al risalto

Chiese a se stesso
se quell'amore poteva volare,
trovò risposta dai tergicristallo
impazziti imitavano due dita
a confermare ferreo diniego

Una pozzanghera
al torbido restituiva riflessi
di un cielo opprimente
e percossa da pneumatici
velava l'incanto di lei
che si dilaniava nei cerchi d'acqua
sospinti da gocce dispettose cadenti

Pensò...in genere la pioggia
lubrifica desideri di piombo
in andirivieni sui binari
dagli occhi all'anima assetata
e stavolta pareva benzina
a incendiare speranze in attrito

Sciolse i cavalli al motore
ma la velocità inseguiva i ricordi
e allora si fece sorpassare in uno schianto,
scaltro pilota il dolore vinse l'ultima gara
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Da:Destini E Presagi
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OMBRE SUL GHIACCIO

Alberi zuccherati 
al taglio di luna 
su lago ghiacciato 
si deforma 
l’ultimo bacio 
d’amore supplente 

Si chiude una borsa 
coi ricatti del cuore 
ancheggia la farsa 
sotto bionda parrucca 
di voce comprata 
rasoio affilato 
su peli di trame 

Stanotte 
non lo sai 
ho visto anche te 
imprecando il tuo nome 
tra pulizie di carni 
nel finto calore 

Nevrotico ride un lampione 
due morti al saluto 
nell’ombra sul ghiaccio 
il gioco di due anime ai vivi 
.....desolato riscatto.... 
-------------------------- 
Da:Soste Precarie 
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GIUSTIZIA DI MORTE

Occhi nel nulla
staccati dall’anima
che sussulta
alle urla raschiate
alla gola dal vento secco
che ruba le lacrime

E’ un uomo in vita
col cuore già morto
con la faccia già lapide
con epitaffi di invettive
di gente tranquilla

Pende un cerchio
di corda che penzola vuoto
ai preparativi inclini
alla forma della legalità
sempre pronta a porre rimedio
allo sconfino con danni
della pecora nera
che belerà per l’ultima volta

E’una spugna lo sguardo
di un uomo che muore
nasconde ogni coscienza
amalgama ogni rimorso
che uscirà unico sputo
dove di ognuno ogni colpa
si fonde, si mischia
e Dio avrà un unico male
da dividere in pene leggere

Col rito di raccomandare
la nefasta anima al limbo
un pennello di ferro
muove il sipario del gesto
che scorre tra pioggia
addolcita tra parole di fede

Tornano a casa col sollievo
del male estirpato
ma col terrore che quello sbaglio
a portata di mano è in ognuno di noi
gli stessi che...che hanno azzerato
l’umana pietà
e nella notte tra il ricordo che viene
e il sogno come un fungo al rimorso
molti urleranno...era una vita
che si poteva salvare
e soltanto punire
...di nostro figlio
non conosciamo il cammino
ma di certo se sbaglia o confuso
il suo cuore si fermerà
sotto un pollice puntato alla terra
------------------------------------
Da: Soste Precarie
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POESIA AGRICOLA

Amore,azzardo a chiamarti tale
così questi miei pensieri per te,euforici
rincorrono agnellini scapricciati,baldanzosi
che fanno capitomboli nel prato
pieno di margherite bianche come fagioli
di buon raccolto stesi su un verde telo
mentre il mio cuore quando ti vede passare
diventa una motozappa scarburata,ingolfata
e pagliuzze di fieno grattate dai rovi
alla soma di un asino testardo le mie vene
-Ti scrivo da questa campagna desolata
mi dicono piena di suoni,di colori ma io vedo
solo i neri solchi d'aratro del destino
binari morti che non portano a niente,
il solo viaggio di se stessi è aspettare lo sgretolar di zappa
nell'eterno posto per l'eterno sfruttamento intensivo
-Povero me sono un vecchio trattore sgommato
abbandonato sotto a un pagliaio fradicio
sloggiato anche dai topi e ormai arreso alle intemperie
che dalle fessure sorridono all'avida ruggine
mentre un tempo in meccanica sfumacchiante
rombante con orgoglio in bella mostra 
sulle aie teatri di brindisi e canti
-Anche papere e galline si divertono
a sciogliermi col becco i lacci delle scarpe
nei rari momenti di pace,seduto,assopito sotto al pergolato
e le pecore mi annusano il cappello
per farlo poi cadere sugli occhi a voler dire
..dormi rassegnati e non pensare a niente
-Spero leggerai questa poesia agricola
purtroppo l'ispirazione con tutti gli sforzi non va oltre
anche se sopra ho avuto un guizzo di genio
come un certo Leo-Pardo,famoso poeta continentale
eppur lui sapeva scrivere e a nulla valse
con struggenti versi non incantò l'amata
ma ognuno si arrangia e spera a modo proprio
me lo fa intendere anche il cane che non
sa leggere ma ha capito che ci ho messo l'anima
nell'inchiostro e per questa sua solidarietà
invece di dargli due uova l'ho premiato
con un intera frittata con salsicce,
deludendi sono stati alcuni animali della stalla
solo in pretesa di cibo e ozio dai quali mi aspettavo
solidarietà,almeno sull'asino contavo
mentre in ragli non usuali sembra gioir
al mio tormento per te,capisco il maiale
-Illustrissima mia amata Teresina
come faccio a scordare i tuoi occhi gialli
come lo zolfo della vigna,i tuoi capelli
color grano a carciofo sulla fronte,le labbra
rosso pomodoro e al sorriso si fanno arancio carota
dando luce a denti bianchi come farina,
la pelle più liscia d'una anguria,
-Aspetterò con ansia il postino,ogni giorno
per eventuale tua miracolosa risposta
al punto che ogni cosa viva all'orizzonte
la scambierò per il suo tre ruote in arrivo scoppiettante
-Con stima e amore sconfinato,
sconfinato non mi riferisco al varco di terreni
e a tutte le liti contadini con avvocati
ma al mio sentire senza limiti
..sincero come il vino
..tuo devoto..Rizieri Sceppalupini fu Arcibaldo
detto Baldo,per i bambini zi Baldo,per le persone
inportanti Don Baldo
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Da:Pensieri Alternativi
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EXIT POLL

All’ippodromo Molise
in pole position,
un cavallo zoppo,
seguono a ruota
-un asino spelacchiato
-un mulo vecchio
-un appiedato fantino con l’ernia 
-Al podio dei maiali
una coda di cane
incassata all’ovile  
di una pecora zoppa
con la dentiera
--------------------------
Da:Poesie Cialtrone
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GIOSTRA

Poi alle volte le stelle 
non le vediamo più 
si rovescia come 
un portacenere 
il cielo e inciampiamo 
in questi coriandoli di fuoco 
e 
l'unico desiderio che 
possiamo chiedere 
è quello di non scivolare 
sui vomiti causati 
da questa giostra capovolta 
che continua a girare 
senza averci fatto 
mai divertire veramente 
...la coda di volpe che premia 
un'altro giro,
non è altro 
che una dentiera da indossare 
per un sorriso 
freddo d'iscrizione 
all'albo della vita 
un elenco di epitaffi 
in gara 
per un refolo di tempo 
nel ricordo.. 
..transitorio.. 
----------------------------- 
Da:Vetriolo 
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EPITAFFIO- IL VOLUBILE

Volubile,frenetico cambiai mille mestieri 
e in tanti fui considerato astro nascente 
poi in età avanzata mi fermai 
su un lavoro duraturo 
ove mai eccelsi abbastanza 
ma garantiva sicuro discreto compenso 

Passarono impercettibili gli anni 
fino a una crisi economica 
e con essa la disoccupazione 
mi prese nel vortice 
e ruotai in ozio e sconforto 

Stanco,tentai riappropriarmi 
delle tante giovanili arti 
ove mai arrivai a perfezione affidabile 
e diedi di esse solo cenno d’allori 
ma ormai tutti mi dicevano troppo tardi 
per ritrovare fasti d’un tempo 
impossibile in qualità d'opera 
investire su apprendista 
che volge al declino 

Lenta la belva chiamata depressione 
fece pasto d’ogni stimolo e luce 
e il vino solo spiraglio s’arrese 

Giaccio qui prototipo 
di mal riusciti collaudi 
-come terra di vigna frequente rimossa 
nella quale selvaggi si sovrappongono semi 
trasportati in capricci dal vento 
mai in germogli attecchiscono 

Oh! voi che leggete 
incatenate al suolo questa croce 
fate che sia fissa al riposo 
e non sia volubile alle preghiere 
che il muschio segno di staticità 
sia sigillo eterno di pace 
------------------------------------------------------ 
Da:Destini E Presagi 
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DAVANTI A UN MOTEL

Gli oggetti raccontano la nostra vita

Se passate davanti
a quei motel mordi e fuggi
basta sbirciare al parcheggio
per rendersi conto di scene di vita

Allo scorgere un ape ai suoi piedi
state sicuri si tratta di un commerciante
o un contadino che s'è portato a letto una pecora,
una capra

Nel caso vi sia una centoventisette
qualche squattrinato cialtrone
accompagnato in camera da una guardiana di copertoni
rimorchiata lungo un viale d'impiego

Se una fiammante ferrari
sicuramente il tizio è a copulare
con una bella giovane onesta donna innamorata
con miglior referenze di piazza
ovvero le gloriose virtù del gentil sesso

Può capitare di vedere nel piazzale ben altro
ad esempio un carro funebre
non è un autista al trasporto di feretro,fermo per riposare
ma qualche vecchio bacucco
che con giovane pulzella ci ha lasciato le penne

Rimane ancora un'ipotesi
una bici a fianco all'ingresso
non è atleta fuori corsa al riposo
semplicemente un disgraziato in camera,solo
alle prese con l'antica arte di masturbazione

Il lettore più ardito,lungimirante
potrebbe ipotizzare di un pullman,
allora in questo caso
basta cambiare semplicemente il nome
di motel a bordello
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Da: Sorrisi Pignorati
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SCRUTINI

Colli,rami d'umana foresta
al vento 
agitati a fermarsi addosso
sguardi  di Re al trono

Stesso pensiero a milioni
ultimo sgarbo occulto
dal lunario al lusso
e divento onesto

Scroscianti applausi
al distorto interpretato
già di per se irreale
e pronto a invettiva
in collettivo allevio
all’inappagato

Poi basta una cabina
a deposito di scettro
e quando fuori
ignoro muro ai visi
saluti radiosi
coriandoli a suole

Calcoli e percentuali
trono ai pastori
bilancia di macellai
al gregge sposato 
ai dileguati lupi
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Da:Destini E Presagi
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METEO 2

Popolo,occhiali al c*lo 
e fiori sulle corna 
reclama al meteo slavine 
e piscia a monte della neve 

La TV dice ci sarà Italia imbiancata 
state a casa nel week end 
ma partono ugualmente 
aspiranti eroi dei lamenti 

La neve è di destra 
il ghiaccio di sinistra 
anarchici sole e soccorsi, 
inchiesta ai disagi 

Dieci ore di fila 
su vie senza sale sottratto alle zucche 
per andare a sciare 
col fuoristrada satellitare 

Al parlamento ci sarà un'inchiesta 
sul ministro del clima 
troppi sperperi a sparar imprecisi le nuvole 
e i termometri faziosi 
rendono misure solo in quel posto 

Lamenta un disoccupato 
ma andate affa***lo pecore e caproni 
sono due anni che m'alleno a masticare 
a bocca vuota per illudere lo stomaco 
e ho l'inverno gelido nel cuore a tutte le stagioni 

Tra se sussurra un barbone 
quanta gente infervorata 
per un solo giorno casuale nei miei panni 
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Da:Destini E Presagi 
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IL PASSERO

Su un ramo spoglio
sacrificato anzitempo
a bandiera al vento
di benvenuto d’autunno
sosta incerto un passero
arruffato per convincersi
di arrivare in carne
alle porte del freddo,
muove a piccoli scatti nevrotici
la coda come lancette di orologio
ubriache da progresso veloce
che chiede conto a ogni agio
..canta con melodie nostalgiche
che raccolgono tramandi antichi
di libertà perse nel cemento
che ha ingoiato imperfezioni
nel muro...piccole fessure per il nido
forse sviste volute di un fato amico
per condividere l’equilibrio
uomo animale
...e l’anno prossimo
grondaie nuove sigilleranno
gli ultimi sogni,
l’ingordigia non ha pietà
degli indifesi e lui con stridula voce
lascerà posto alle mosche 
che l’hanno sfamato
le uniche capaci di prendere
in giro mani malvagie
e farsi il nido in occhi ciechi
.......di egoismo...
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Da:Voci Scomode
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STANDBAY

Odore di polvere e addio 
strilla il passero sul ramo 
il bimbo lo addita 
e gli intitola un dentino 
una foglia scossa dal battesimo 
si stacca,vortica,saluta 
plana su un ricciolo 
innesca un sorriso fessurato 
e uno sbuffo di vento 
l'avvita al cielo, 
muore il primo stupore 
il pianto vela lo sguardo 
inghiottito dall’orizzonte 
-Un seno riannoda il filo 
del primo distacco 
riporta la mimica in standbay 
-------------------------------- 
Da:Destini E Presagi 
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LA GALLINA

Additate a scarso cervello
a simbolo di parlare a vanvera
a prede di facile approprio
a femmine di facili raggiri
a eterno dilemma scientifico
prima l’uovo o la gallina
-a proposito dell’uovo
onnipresente a tavola,
in pasta,frittata,dolci
ma nessuno ha il coraggio di dire
che per regalarci delizie culinarie
povera bestia veramente
si gioca ogni volta sofferente
a scarso prezzo
…..il culo………………..
Si abbia più rispetto
per questo pseudo volatile
che ha le ali e castigata dal fato
non può volare
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Da:Poesie Cialtrone
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LA LIBERTA'

La libertà
non esiste,
lo stesso orizzonte
appare agli occhi
confine,recinzione
e nel volerlo varcare
man mano che andiamo incontro
verso quella linea
che ci circonda
tra cielo e terra
essa si sposta
ci mette in nuovo cerchio
e ciò già ci rende prigionieri
di un sogno
che non vuole limiti
------------------
Da:Pensieri Alternativi
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STELLE

Stelle 
figlie clandestine del sole 
appaiono quando il padre riposa 
o isole di sogni nelle tenebre 
approdi di sguardi 
evasi dall’anima 
rincorsi dal dolore 

Faville 
di coperta nera 
incendiata da fatiche del giorno 
oppure lumini funebri 
a desideri morti 
o forse ognuna luce ai ricordi 
vampiri sulla via del sonno 
a scassinare cervelli incustoditi 

A me sembrano 
occhi di topi 
apparsi a chiusura di porta 
a razziare pensieri 
quando il gatto non c’è 

Oh! Stelle 
cosa m’avete ispirato 
dopo avermi adescato l’infanzia 
dietro bagliori cadenti 

Stasera il cielo 
nera terra rovesciata 
e voi carboni ardenti 
al fuoco di follie 
ad arrostire speranze 
--------------------
Da:Soste Precarie 
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METEORA

Delle rose il vibrar 
ad ali di farfalla 
nell’aria i tremuli petali 
e del glicine lo sputo 
di profumo di riserva 
al passar della fanciulla 
dal ciel piovuta 

Nel cortile il pavone 
a tal visione avvertì 
insidie allo scettro 
e il lustro del piumaggio usò 
a confronto 
e al rimirar di stagno corse, 
colpa in ira si diede 
alla sconfitta 
che ancor più grande apparve 
al danzar sull’acqua 
di piume evase 
tremolìo ai riflessi 

Fosco il cielo terso 
all’azzurro d’occhi incorniciati 
dalla dorata chioma 
parve al mio cuore 
in dileguo al sangue 
e a seguir per sempre l’incanto 
meteora alla vista 
tatuaggio all’anima 
-------------------------- 
Da:Parole Fredde 
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DISINCANTO

Nella pausa 
di una nuvola 
una stella 
affettò la notte 
tracciò un sentiero 
interruppe i tentacoli 
del dolore 
coperto dal miagolio 
dei gatti 
che nell'amore 
si salutavano 
per gli agi 
della solitudine 

Puntai una luce 
e un camino 
che nello sparo dei fumi 
alleggeriva le abitudini 
di apatiche convivenze 
lo capii dai vortici 
sospinti dai respiri di noia 
distanti dall'anima 
di lì a poco pronta 
a congelarsi per l'inverno 

Quando entrai 
vidi la donna 
che un tempo tra smancerie 
chiamai...amore.... 
non rendersi conto 
che tornavo dal buio 
a cui avevo ceduto 
qualche follia 

Con la testa 
fece un assenso 
nel silenzio 
e tra i piedi rotolò 
l'abbraccio di due vite 
col futuro 
nel ricordo di ieri 
---------------------- 
Da: Soste Precarie
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CAPITANO

Capitano 
tre stelle sulla giacca 
ma nessuna brilla 
le hai catturate per la veglia 
di guidare la morte 

Urli ai comandi 
per scacciare i conigli 
nel petto dei soldati 
e fare in ognuno una caverna 
per le iene 

Atterrisci 
per bruciare ogni etica 
e nel saluto che pretendi 
braccio obliquo 
mano al cielo e gomito all'orizzonte 
ti senti padrone del mondo 

Inciti al coraggio 
di sposar la patria 
ma le pallottole non 
sono confetti 

Non ti importa 
vivi nel miraggio 
di trasformar la carne 
in una tua medaglia 

A casa con tua moglie 
parlerai di battaglie 
sulla matematica dei morti 
e poi dirai arrivammo 
e citerai solo una piazza 
e siccome troppi 
....nessun nome.... 
------------------------ 
Da:Vetriolo 
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MANIFESTI 2

C’è sempre qualcuno 
che finge di tossire 
all’odore di fresca colla 
a più strati d’affissioni abusate
e sputa sui manifesti elettorali
-chi colto d’improvviso prurito
e come a voler negare
soste a un malefico insetto,
stiracchia le spalle,torce il collo
a scongiuri si gratta al basso ventre
-chi chiude il pugno
a sgranchire mani callose
e solleva il dito medio a bandiera
oppure l’indice e il mignolo
a volerli pari in misura
-chi vomita o veloce piscia
al riparo di slogan,marmi di busti
-Alcuni scandalizzati
per quei sederi in cravatta
liberati dalle mutande
invocano Santi in rimedio al volgare
-Di solito saggi gli anziani
al vederli foto di briganti,
tremanti affrettano il passo
tremanti fanno accenni a una croce
stringono il misero portafoglio
-Solo i bambini,piccini sognanti
chiedono alle mamme,scocciate
quanto quei maghi 
faranno diventare rondini in cielo
….pecore e asini al circo
------------------------------
Da:Vetriolo
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MARZO

Con timide gemme
provano ripresa di vita
scheletrite piante

Fiumi stanchi di vomiti
e lacrime di silenzi lunghi
riflettono i primi amori
che allentano il cuore
incatenato a certezze scialbe

Passanti infreddoliti
pensano a un camino
pensionato anzitempo
e si salutano veloci

Nei boschi
faine con spia di sangue
in riserva
aspettano stremo di prede
stordite nel risveglio
adescato dal sole

Cerca qualche porta semichiusa
il pettirosso
per rubare semi nel granaio

Un pò per finta
bambini malati
disertano la scuola
e il catechismo

Giungono urla di paura
nelle pause del vento
per sbando e scontro
di veicoli nella neve
che si scioglie

Si perde il grigiore
dell’anima dei poveri
e sognano a colori

Dio sazio di preghiere
si spoglia e stende i panni
delle offese

Marzo sparo d’avvio anticipato
e vano premio
per chi sordo rintanato
non può partire
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Da: Voci Dall’Inferno
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RISVEGLI

Lucertole al sole
geometrie di gazze
suspance di merli
nuvole diradate
gargarismi di torrenti
foglie macere sospinte
da ciclamini in vedetta
ispide barbe licenziano tremori
cuociono orme al sole
regalo d’erba al tempo
-Confetti di margherite
al matrimonio di tutti
suonato dal vento
con l’attrito dei colori
-La morte attende
nuove redenzioni
-------------------------
Da:Destini E Presagi
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INVERNO

L’inverno 
arrivato
impercettibile
come vecchia lama
di rasoio in mano tremante,
liscia visi per dovere
a stento su vene fredde

E’ stata dura giocare
col rumore di parole
col silenzio
vedere i pensieri
farsi le smorfie
nello specchio del vuoto
dietro una lampada bugiarda
nello stomaco
di quattro mura

Carte al cielo
caramelle consumate
donate per il plagio
tradito dagli angeli
i fiocchi di neve
ritornati
sogni bianchi sulla terra

Il melodioso canto
di uno scricciolo
e un filo di sole
la speranza,
riparte il sangue
e stavolta andrà veloce
amore
non ti aspetterà
e il ricordo
nell’unica scia
di neve
all’ombra d’un faggio
----------------------
Da:Soste Precarie
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A PIERO 

Maestro di mille arti
sprechi contento il tempo
a trovare bontà sconosciute
che non sappiamo
d’avere nel nostro peggio

Non chiedi nulla in cambio
lo fai per insegnarci
che la luce senza il buio
non avrebbe neanche il nome

Vai oltre le parole
bene o male da noi stese su un foglio
e quando l’anima s’arrotola
nel dubbioso buio 
di pensieri disarmonici
ecco arrivi a illuminarci la poesia
che si stava perdendo

Noi siamo poeti
megalomani trasognanti
in un puzzle di frasi perse
e tu dai senso compiuto
a ciò che volevamo di dire

Siamo tante pagine
belle e brutte
sotto fermagli di respiri
lanciate al destino
e tu libro d'ogni storia
ci accogli tutte
-----------------------------------
Da:Destini E Presagi
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EPITAFFIO 0

Qui giace 
morto di letargia 
Giorgio Ghiro 
impiegato Statale 
promosso da una sedia 
a un letto a castello 
inoltre in premio 
esentato per sempre 
dal timbrare il cartellino 
il due novembre 
-Ah! dimenticavo 
mi ci portarono qui,
dopo una vita
senza fare un c…zo 
mica potevo venirci a piedi 
...ronffff..ronfff 
--------------------------- 
Da:Poesie Cialtrone 
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L’ARROTINO

In date d’albe germogliate
in lunatici pensieri
adescati da duro pane
e tramonti caduti addosso
in calendario casuale
gira a serpenti paesi
staziona in piazze
oasi di novità
dopo aver urlato
al rosario dei vicoli
-Gronda sudore
gobbo pedalando
concentrato
orfano d’orecchie
disertrici a carpire
elogi e reclami
fruscii e tintinnii
termometri a compenso,
ruota la mola 
accarezza ruvida
eccentriche lame 
fabbrica scintille
stelle per  bimbi
oro consumato
agli adulti
con occhi ingordi
a cerchio tutt’intorno
fila forfetaria,
salotto di strada
per ozio e riposo
specchiarsi sull’acciaio
fendente al tempo
e bisturi in cucina
-------------------------------
Da:Soste Precarie
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MODERNITA'

Oggi le donne evitano allattare figli
per non sciuparsi il gioiello seno
e mille ne fanno in dubbie alchimie
a conservarlo sodo e prosperoso

Di gran moda i biberon interrompono
naturale corso d’umano svezzo
e in raggiri i pargoli poco soddisfatti
spesso danno voci in protesta
al dirotto pianto o a nevrosi fremiti

Va bene che i tempi sono cambiati
e l’estetica faro d’ogni sguardo
ma non capisco tanto ingegno a preservare
se poi si dona sciupo a bocche d’adulti
che ai capezzoli giocano all’infanzia

Se proprio a tal gioco vogliono far ritorno
credo sia il caso seguire loro l’artificio
restituendo naturale istinto ai bambini
anche per evitare spregevoli scene
di calvi,grassi,porcelloni d’ogni sorte
sottrarre vitale nutrimento a chi gracile
alla vita inerme ,spaurito s’affaccia
------------------------------------
Da:Destini E Presagi
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STALLE

Nella mano destra
un po’ di fieno,
manca la mucca
e il toro per copulare
e le stalle infestate 
eppure con la sinistra
accarezzano l’invisibile vitello
da arrostire agli elettori
-Il centro,area per il parto
e per cucinare futuri sviluppi
-Finisce come sempre
a scannarsi nel contendersi
il randagio porcello di Sant’antonio
purtroppo già digerito
dai maghi del parto
…..i politici………..
ormai ratti a caccia
di placente
-----------------------------------
Da:Poesie Cialtrone
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I MATTI

Se i matti,tutti
fossero un pizzico
meno sinceri,
con un minimo di malizia
e anteponessero
seppur per tempi brevi
in scritto,le follie
al linguaggio verbale,
le sdoganerebbero
a vita con la patente
...da POETI
e nessuno mai
sognerebbe
di reclamare per loro
i manicomi
--parola mia
che non sono stato
mai internato
in quei luoghi orrendi
----------------------
Da:Pietre e Utopie
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LETTI CASUALI

In vita i miei morti 
furono amo ed esca 
del destino nevrotico, 
li chiamò li sorteggiò li spedi' 
vagarono foglie in tosse di vento 
sempre col cuore atterrito da miserie rapaci 
vissero aggrappati a code in minaccia 
di pennellarsi nel fango 
-Bizzarri agli occhi i respiri 
vedette di sciagure e rimedi 
piloti di cuori senza tracciati 
-Ora dormono in letti di marmo 
distanti con ognuno una scritta 
appena più lunga dei nomi 
confinati da numeri di lotterie fallite, 
hanno alle porte murate una foto a cartello 
....non disturbare..... 
negli occhi c’è ancora allerta al precario 
-Al posarsi d’un fiore sparisce il dolore 
s’accende sorpresa,rivede trappole 
benevolenze recitate di ieri 
-Tutt’immobile in quest’albergo sequestro 
dove s’ignora compagnia d’ospiti 
impegnati a rielaborare distacchi 
-Non ci saranno più discorsi di cene 
siamo ormai noi pasti,chi a tavola 
chi prenotato dal tempo affamato 
e una tovaglia di neve in comune 
l’appartenerci silenzioso 
che nessuno vedra' 
---------------------------------------- 
Da:Destini E Presagi 
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CACIOTTE

Latteo danaro Polifemo 
conio di contadini Molisani 
a valicare burocrazie 
a raddrizzare stenti 
-Caciotte avvolte da cilindri 
in giunchi intrecciati,fruscelle 
-Caglio segreto alchemico 
di Zecca casereccia 
celante ovini,caprini simboli 
intarsiati all’anime 
-Giganti monete alternative 
dismisure a convenzionali tasche 
congeniali a pezze rubate al c..o 
-Caciotte unte a preservare tanfo 
in uffici a guidare mani 
a spostare carte 
a scalare elenchi 
-Caciotte,valute-cialtrone 
di parassita Regione 
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Da:Destini E Presagi 
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VOTAZIONI IN MOLISE

Quattro galoppini
faro di ruffiani 
sdentati  e mangiamosche
a occulte tresche 
chiamate convegni,
cremeria 
lamenta fossa 
a  sfogo di caduta al peggio

Piano d’azione, riordino
in simboli necrologi
amalgama al deturpo assorbito
soliti ruffiani 
a baratto di bandiere

Quote rosa,gialle rosse
mutande VIP ai tropici
e mani a toccarselo 
ai guardoni attivisti
incalliti a occhi guerci
in cera lacca al buco

Destra,sinistra,centro
pecore al tratturo
cani ai binari morti
capolinea promesse

Un mondo migliore
a maghi e imbonitori
morbido ai passi
su piume d’oche e polli

Non vano oltre un anno
i veri porci fieri a dire
meglio ai coltelli
che stuprati a raggiri
-------------------
Da:Destini E Presagi
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CASALINGHE

Tra scrosci di rubinetti
cigolii di lavatrici
tremori di frigoriferi
tic-tac di lancette
stridii di piatti
pentole sbuffanti
rumori di caldaie
guardano telenovelas
scommettono intrighi
sviluppano trame
tra inserviente e padrone
maggiordomo e signora,
filtrano il romantico
fanno proprio una storia
entrano nella parte
attrici trasognanti
nel reale accantonato
e si chiedono se
il bello e dannato
finalmente se la scopa
-Passi per le scale
serratura al lavoro
odori di fritto misto
-Si rassodano seni
lingue al rintano
al riparo da disastri
del telegiornale
-----------------------------
Da:Destini E Presagi
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TRAVESTIMENTI

La pecora non ha sintonia
al linguaggio del lupo
e se li vedete dialogare insieme
armoniosi annuendo
uno dei due è travestito
così il povero e il ricco
l'affamato e il satollo
l'avaro e lo sprecone

Così tu amore
mettesti una pelliccia
di volpe argentata e tanti cani
ti vennero dietro
sbavando mansueti
scodinzolando
alle tue parole
mentre io cercavo
vanamente di decifrare
le sorprendenti affinità
i vostri intenti
-solo dopo accurate riflessioni
capii che eri una cagna
travestita
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Da:Vite Tremule
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I GIORNI DELLA MERLA E DELLA PASSERA

Una merla prese in giro il freddo gennaio 
e candida bianca in una tana si rifugiò 
e al trentuno del mese,baldanzosa vittoriosa 
alla luce riapparve ma il Re dei tremori 
sovvertendo matematica e calendario 
chiese in prestito tre giorni a Febbraio 
e scagliò con rabbia insopportabile gelo 
al che la pennuta furba trovò nuovo rifugio 
in fuligginoso caldo tranquillo comignolo 
e quando scaduto tempo d’impeto punitivo 
felice spiccò volo fino a rimirarsi a un torrente 
ma con gran sorpresa si ritrovò nera 
e a nulla valse lavarsi,indelebile nei geni 
il nuovo colore 
-Ben diverse le sorti d’una passera 
sempre infuocata in cerca di refrigerio, 
vide cosa Santa quella che fu punizione 
e credetemi cari lettori,ancor oggi 
arduo compito portare a giusta temperatura 
accaldata passera salvo nel breve periodo 
nefasto alla merla 
---------------------------------------------- 
Da:Poesie Cialtrone 
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MANOVALI D'INVERNO

Temperatura sotto zero
in un mondo di vetro e farina
ove i fiati cocci di vetro rotto
taglienti sulle scarpe

Orsi di pezza gli operai
s’aggirano per i cantieri
e i ferri del mestiere
gelidi scottano le mani

L’orologio,un granchio
trascina indietro le ore
per impiccarle al freddo
accusate d’aver ucciso
ricordi d’ogni tepore di casa

Il disco ruotante d’un flex
smussa una trave
fabbrica stelle in miniatura
nel cielo di un uovo d’aria
espulso dal nido del mondo

Traguardo la sera
sembra sfuggire al podio d’ossa
e variabile si sposta più in là
alla luce stanca  ai lamenti

Sporchi,col cuore vitreo
masticando il domani
già ombra al risveglio
s’avviano all’ormai tana
sperando s’umanizzi
a pargolo sorriso in attesa
al loro varcar di soglia
------------------------------
Da:Destini E Presagi
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MMXIII

Si spera che ogni giorno
sia quello della befana
e tutti nei centri commerciali
a svelar doni impacchettati
dalla lingua di notte
e va bene a punizione
anche solo carbone
a dar tepore a speranze
ma c’è sempre qualcuno
che di notte ruba all’attesa
la calza

Ci vuole coraggio
sia per vivere che morire
on egual dolore la scelta
e nella primavera indotta nel cuore
s’impollinano con pensieri a farfalla
rami di retorica secca
ove folle la mente ci vede fiori
preludio a leccornie di frutti

Macigni del tempo
sigilli a sepolcri
mai domi alla croce
scheletro d’ali librate
-----------------------------
Da:Destini E Presagi
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POESIA CONTADINA

Cara,ma non come prezzo
ma di affettività sincera
vorrei esserti necessario
come il manico alla zappa,
provare stessa gioia d’asino
che a sera stanco rientra in stalla
-Fruscìo di grano in caduta al sacco
le tue parole sussurrate,
tuorlo d’uovo i tuoi occhioni
stupiti dal pollame che copula
e due pomodori alle mascelle,l’imbarazzo
-Spesso in sogno m’appari
furba gallinella sfuggente 
che lascia piume tra mani deluse
si perdono nel vento rapace
e io vuota damigiana insultata
da ubriaco squattrinato
-Con sovrumani sforzi
ho rastrellato queste metafore
a dichiararti immenso amore,
mi concedo in accesa speranza
che un giorno appena lontano vicino
possa esserti io secchio
emergente al pozzo a dissetarti
in estate torrida
-Baci,abbracci e poi si vede,
in scongiurato non recapito di missiva
tuo devoto... Puleggia Girolamo
fu mastro Liborio
---------------------------------
Da:Destini E Presagi
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GIORNI D'INVERNO

Cielo e terra tutt'uno
incollati dalla nebbia
bagnata da pioggia sottile
benedizione volatizzata
da sbuffi impazienti

Nell'invisibile i cani scambiano
per nemico alle spalle la coda 
e si girano per azzannarla

Alberi,tentano recinti
a indizi e possesso
con rami vene di mostri 
in surplus di sangue
nero avvelenato da rancori
peso di lumi a vendette

Lamenti arresi a misteri
voci filtrate all'invisibile
miste a versi d'animali
ingegneri di traiettorie
verso fughe,agguati,pace

Tra addii e incontri
di stomaci vuoti
fiocchi a farfalle
a cancellare tracce di passi
di sangue e voli implumi

Lucciole nel limbo
automobili claudicanti
verso pensieri immobili
all'aeroporto della mente
per andare oltre
anime inquiete
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Da:Destini E Presagi
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FIGURE

Le gambe,operai bonaccioni
basta dargli i loro diritti sindacali
e fanno il loro dovere

Le braccia,artigli per il cibo,
e per ferire ma anche accarezzare
persino l’aquila li usa per prede
o quando amorevole a proteggere
i suoi piccoli al nido

Lo stomaco,pentola di cucina
del Natale d'ogni giorno
con la quale la mamma cerca con sapori
di mettere in armonia la famiglia

Le orecchie,porte ai suoni
aprono festose a musica e poesia
ma spesso sfondate da urla e minacce

Il naso,un cacciatore di profumi
e nella caccia s’imbatte
in odori nauseabondi,
fa anche altro lavoro 
per guadagnare qualche complimento
si pone a mira di occhi
quest’ultimi attori schiavi delle follie 
dell’anima invisibile che tutti cercano 
e mai nessuno la trova

Messaggera di cibo,di dolori,emozioni
la bocca,a volte in vacanza
si comporta come acida zitella al mare
in finta meraviglia trova difetti a tutti

Poi,il cuore,mitico cane pazzo
maggiordomo erudito d'ogni scenario
gioca a fare il duro padrone
poi fa buon viso e cattivo gioco alla mente,
senz’ali,segreto pretende di volare
o appende la divisa al volto
ruba il fiato al sangue affannato,
capriccioso,corre a dismisura,
certe volte ruffiano,invadente,presuntuoso
si sostituisce allo sguardo in allerta,
imbronciato si ferma,s’impunta
minaccia la gola e bisogna assecondarlo
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Da:Destini E Presagi
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COSI' GLI AMORI

Il cane 
icona di fedeltà 
affamato 
disconosce padrone 
e scodinzola 
abbocca al lancio 
di polpetta avvelenata 
del ladro 
così gli amori 
affamati di novità 
col bruciore 
di retorica nell'anima 
abbracciano
il primo vagabondo 
d'oscure trame 
tra misteriose radici 
di provenienza e novità 
enigmatiche d'incertezze 
caviale alla mente 
ali al cuore 
nelle correnti 
senza meta del cielo 
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Da:Sorrisi Pignorati 
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MOBBING

Sotto occhi che non vedono
imbalsamato icona
del tempo che non serve
col cuore sottovuoto
ti assegnano lavori inutili
per confermarti lo zero che non vale
anche se fingono di credere
che gonfi le cifre
ma non hai nessun numero
d'appoggio,
persino l'orologio
ti è disertore
non conta per quelli che non contano
-Come ogni sera a casa
indosserai l'anima stipata
e accenderai un sorriso
faro alla tua barchetta
in mezzo al mare buio di solitudine
e porterai al largo
verso attracchi di finzioni
il sangue del tuo sangue
e forse Dio
un giorno ti ridarà sereno candore
e depennerà per sempre
dalla lista nera sul tuo viso
...gli aguzzini
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Da:Pensieri Alternativi
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LA CODA

Paramosche
e bandiera di bizzarrie
stendardo di fughe
e segnaletica
divieto d’accesso
perizoma d’animali

Ultimo grado di gerarchia
agli umani
e traino di speranze

Falò di bugie
trofeo di vanità
e sconfitte
mappa al dileguarsi
timone al vento
afferro d’illusi

Penna di poeti
su pagine d’aria
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Da:Poesie Cialtrone
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