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MICHAEL SANTHERS
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POESIE DI MICHAEL SANTHERS 4
ADATTO
Ingranaggi imprecisi a giri veloci
disarmonici a perfetta meccanica
destinati a certa rottura
e rivoluzione tardiva in nuovo progetto
-Spesso però,lenti a ruotare
in olio elisir ad attrito,il rodaggio
e lento adatto porta a godere invenzione
salvo poi constatare panacea in scadenza
pasto d’errore al satollo tempo sprecato
-Così, poveri plagiati da offerte
in ricorrenze candeggio a coscienze
s’abbandonano a letargie ignorando reazioni
perdendo mire a cause di mali aggiustati
-Identica cosa in amore
affinità in abbagli,gemme mai frutti
e perdere,lasciare innescano sensi di colpa
plagiati da palliativi funzionanti all’inizio
poi tarlati da malinconica fredda ragione,
inevitabile conduce a logorio doloroso
spesso sfociante in odio fuori controllo
-Saggio il poeta consiglia,mai vi sia
nessun adatto in stolture accudite
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Da:Destini E Presagi
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LA CROCE
Croci d’oro
al collo di magnaccia
a proteggere marchette
-Nei covi a rassicurare assassini,
negli alberghi a ore a celare
tresche vizi sproloqui
-Imitate da pugili
in aiuto a stendere avversari,
da calciatori a ringraziamento
d’un goal,
da empi moribondi a farsi ponte
alla sponda giusta,
da soldati affinchè sia il nemico
a morire
-Povera croce
a quante stolture e futilità è chiamata
-Sia proibita ad ognuno
e diventi alto premio solo a coloro
che spendono la vita ad accendere
sorriso al prossimo da armonizzare
col cosmo
-Era questo l’intento sublime
di colui che martire l’indossò
-Salvate la croce da blasfemie
di falsi credenti
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Da:Destini E Presagi
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CARNI FUGACI
Candele Polifemo
alla frutta
in ultima cena
lungo viali
d’ormoni indotti
fugaci
-Carni uscite dal libro
illuminate da stelle polari
incastonate in avantreni lamierati
-Mercati intimi
nella notte farinosa,
cuori su bilance cartacee
indicizzate in rossetto
portate a zero sfregando
-Nebbie di menti
avvolgono lampioni in risate,
spari in marmitte la festa
cosce e seni banchetto
-S’affaccia l’alba
baule dei trucchi
sveste,depone fantasmi
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Da:Destini E Presagi
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L'ULTIMA CENA
Come saliva
che scompare
in bocche assetate
così il tuo silenzio
inghiotte il mio cuore
amore di un tempo
nell’odio di oggi
Vedo i tuoi passi
riflessi
sulla lastra di pioggia
in quest’autunno
che sembra
la sala d’attesa
di un mattatoio
e le foglie rosse
macchie di sangue
nei disegni del vento
Distante
dalle cose
che ho amato
coi coltelli degli anni
alle spalle
mi sento solo
mentre disertano
i più duri pensieri
Strappo la tua foto
dagli occhi
e irriducibile il disprezzo
lancia uno sputo
che si perde nell’acqua
Mi dico
si è suicidato anche l’odio
povero me
sono solo
sul banchetto degli anni
addobbato
coi fiori del male
nell’ultima cena
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Da:Voci Dall’Inferno
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IERI DISMESSI
Stradari su pelle
volti di vecchi
mai aggiornati,
ruotano persi
a lambire chi furono
parlano d’uomini,
loro stessi
nei ieri dismessi
evitando straziarli
al presente
-Prototipe voci
da gole rottame
urlano limiti
di ricordi accettabili
-L’anima
pellicola in disfacimento
gira gioventù
che solo lei vede
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Da:Destini E Presagi
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LETTI CASUALI
In vita i miei morti
furono amo ed esca
del destino nevrotico,
li chiamò li sorteggiò li spedì
vagarono foglie in tosse di vento
sempre col cuore atterrito da miserie rapaci
vissero aggrappati a code in minaccia
di pennellarsi nel fango
-Bizzarri agli occhi i respiri
vedette di sciagure e rimedi
piloti di cuori senza tracciati
-Ora dormono in letti di marmo
distanti con ognuno una scritta
appena più lunga dei nomi
confinati da numeri di lotterie fallite,
hanno alle porte murate una foto a cartello
....non disturbare.....
negli occhi c’è ancora allerta al precario
-Al posarsi d’un fiore sparisce il dolore
s’accende sorpresa,rivede trappole
benevolenze recitate di ieri
-Tutt’immobile in quest’albergo sequestro
dove s’ignora compagnia d’ospiti
impegnati a rielaborare distacchi
-Non ci saranno più discorsi di cene
siamo ormai noi pasti,chi a tavola
chi prenotato dal tempo affamato
e una tovaglia di neve in comune
l’appartenerci silenzioso che nessuno vedrà
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Da:Destini E Presagi
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PROFESSOR VONFRUSTEN
Scienziato Tedesco,lui
io rudere stanco di farmi abitare
da figura ossessiva
che mai salutava parlava,
cavia all'operazione
d'asportare al cervello
molecola d'amore
Il luminare diede garanzia
di felicità...facendo a meno
forzare denti al sorriso
diventavo preciso orologio
senza sobbalzo alle ore
e le stagioni ininfluenti sul cuore
fornivano solo più a lungo
misura del tempo tranquillo
Mi sottoposi all'operazione
e al mattino seguente
come rinato,leggero
col cranio fasciato
pervaso d'indescrivibile pace
sentii il riposo degli occhi
insensibili al circostante
ma a un tratto al canto
di un merlo associai
al suo nero piumaggio
i creoli capelli setati di lei
fonte del mio tormento
prefisso alla dimenticanza
e la rividi in selvaggia
malvagia bellezza al che sgomento
un urlo spalancò la bocca serrata
e il respiro chiese aiuto
alla saliva bollita
Iintervenne il Professore
e con voce rauca asserì
...è troppo tardi
cacciare la donna dal sangue
ignaro s'era già
impossessata dell'anima
S'allontanò claudicante
e dopo qualche minuto
uno sparo raschiò le pareti
-Accorsi tremante
e vidi l'uomo riverso
in una pozza di sangue
e alla morsa di mano una foto,
capii era un suo ricordo
e io solo ultimo tentativo
a sperimentare
ad estirpare il suo male
molto più radicato del mio
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Da:Vite Tremule
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ITALIA IN LINGERIE
Governatori
borotalco alle narici
perizoma in testa
reggiseni a sventolio di saluti
-Poliziotti
a far reggere pistole ai ladri
mentre li ammanettano per gite
-Giudici
a stabilire se
sagome finite intralci
a proiettili o viceversa
-Alla TV lezioni di dizioni
a distinguere cornee e corna,
manicomio e manico-mio
culinaria e culi-in aria
mutande e mutante
-Italia
cappi a cravatte
giarrettiera elmo di letargie ghiro
-Tassa,moglie di tasso
fracasso è Fra-Casso d’Assisi
-A sera il telegiornale
la Patria va sempre male
sporcata dall’ennesimo maiale
che sbaglia anagramma
da occhio-fino,finocchio
-Attenzione! a particolari
scopa e sega
in lavori diversi
ma in metafore a unico intento d’arrivo
solo una in compagnia
l’altra in solitudine estrema
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Da:Disincanti E Presagi
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PROMISCUITA'
Sazio,annoiato un cane
mise da parte antiche divergenze
copulò senza cercarne consenso col gatto
e questi anch’esso appagato ozioso
nei giorni a seguire fece identica cosa
forzata con un topo,il quale per non essere
ultimo anello debole passivo alla catena
andò a rintanarsi nella topa
della moglie del padrone che
quando venne a sapere del giro
trovò vendetta nel sodomizzare il cane
poi esclamò..ecco a cosa porta l’ozio
perciò in giro tutto questo parlare d’amore
-Un Politico venuto a conoscenza
di tutta la promiscuità copulativa
fece una sola legge e si scopò
intera categoria d’ognuno dei suddetti
-Dal cielo una Divinità,con un terremoto
e un alluvione mise tutti col deretano a pecora
alle bramosie del destino
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Da:Poesie Cialtrone
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IL MECCANICO
Stanco affamato,a fine lavoro
nel tornare a casa seguì d’istinto
per kilometri il camion, masticando
la foto pubblicità del pollo arrosto
sul portellone e con la mente srotolò
i ricordi sui kilometri fuori conta
-Poi si rese conto che la benzina
consumata costava il doppio del cibo
e la pellicola d’asfalto a fine corsa
era benda di sequestro agli occhi
-Rinunciando all’esca pensò ai pistoni
del motore che inseguivano le valvole
e che le avrebbero potuto acciuffare
solo a fine tragedia di grippaggio
smontate,rotte sul banco di preventivi
-Subito la mente si incupì,
certi organi meccanici al pari d’umani
in contesto d’amori platonici
per stesso progetto d’armonia,
ne condividono il fine col mezzo
senza mai colmare desiderio di toccarsi
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Da:Avanguardie Irriverenti
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IL ROVO E LO SCOIATTOLO
Cinto da un folto rovo
un pero carico di gustosi frutti
-A fatica uno scoiattolo
pungendosi lo scalò
e dopo essersi cibato
maledisse lo spinoso intralcio
minacciando di reciderne radici
e questi in replica...
ti pare che se non ci fossi stato io
a scoraggiare mire a simili leccornie
avresti trovato tanta abbondanza?
-Lo scoiattolo comprese
gli ostacoli spesso sono scudi
alle battaglie della vita
e ringraziò il rovo
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Da:Avanguardie Irriverenti
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RITORNO
Al ritorno dalla campagna di Russia
uomini piuma con zampe d’elefanti
trascinavano fardelli di piombo
e i morti nella neve,punti d’inchiostro
a pause di bufere
-I corvi,canarini di tenebre
felici gracchiavano abbondanza
di tanti insetti incollati a bianca pece
-Così raro il sole che i cani ignari
li doppiasse ombra,tentavano di scoparsela
-Tornavano sconfitti,non valevano una pallottola,
carni avvolte da stracci,all’amo di pensieri
verso puzzle d’animali in Patria stalla
-Superstiti a cottimo nel viaggio
dispersi a dimenticanze in atto,
eroi dell’inutile,ingombri e sorprese
a cuori in pace,fuori catalogo nella storia
-Oggi nei salotti nessuno li vuole memoria
furono uomini mandati a combattere da Fascisti
contro Comunisti e i moderati centristi
al menzionarli non vogliono ingraziarsi
a imperanti odierne scie ideologiche
-Tuttora il fiume Don canta la canzone trappola
e in certi punti increspa al cumulo scarto d’ossa,
aspetta ancora si dia nome di valore al suo pasto
considerato avanzi da vincitori e sconfitti
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Da:Avanguardie Irriverenti
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BADANTE
Sopra orizzonte
fulcro d’altalena
che a propendere
allo sprofondo
azzera rilancio,
due corpi a bilanciare
nuova alba e tramonto
-Stremati
livellano i pesi
sorridono al chiaroscuro
uniscono i nomi
in lingue diverse
per anagramma,
parola chiave
a porsi pari
a evitare
il baratro
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Da:Avanguardie Irriverenti
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ANGURIE
Nettare colloso a mosche
su baffi di bimbi
parentesi a lanci di semi
Refrigerio di sole
rosso cuore
circoscritto in verde
speranza
Scorze spolpate
virgole in spiaggia
tra ferie e ricordi
Organetti d’acqua
affettati
al richiamo di condivisioni
smarrite
Frutto di pianta
non più alta d’un piede
parodia a teste umanoide
svagate
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Da:Avanguardie Irriverenti
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LAMENTO IN GENNAIO
Cadono foglie e capelli
tremano scheletri e denti
inzuccherati al mattino
replicante a occhi vagiti
Micce d’amori al distacco,
i crisantemi presagi a funesto
diventano fiori solo quando recisi
per doni di veglia a dormienti
L’affetto esplode agli addii
tenta di sposare sangue caldo
con grumi freddi alchimie alla terra
esperimenti al dolore
Vagano al cielo zuppe di implori
mendiche ad afferri di mani,
son nuvole dice qualcuno
se le buca un bastone,aureole
a dimenticanze auspicate
Per ogni domani,ci sono foto
di album al rimando di sfoglio,
ogni pianta s’eleva dal seme se muore
così i ricordi fortificano
sopra vite consegnate all’oblio
Gennaio,asso di giostra eccentrica
a ogni giro in premio a un solo giostrante
una coda di volpe e quando già presa
nasi restanti fiutano slanci a seguire
e anime timer a sperare proficuo rilancio
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Da:Avanguardie Irriverenti
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POETI
Su scie comare
riuniti in salotti combricolari
Preti laici
che hanno sparato il lavoro
mettono su carte
farneticazioni inascoltate
-Satolli opulenti
mani a cerchia di pancia
parlano d’amori se vanno male
quando bene si dileguano
come lepre al cane
-Su scie mediatiche
impastano compianti
dispensano altruismi
salvo poi al chiedergli una mano
in aiuto a uscire dal fosso
rispondono che ne hanno solo due
al massimo più in là una a prestarla
-Sono aspiranti Santi
all’apice del peggio
risalto al contrasto postero
di conversione annunciata
-Meglio perderli che trovarli
per conservare miraggio
che false bontà professate da costoro
non arrivano a tal peggio constatato
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Da:Avanguardie Irriverenti
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UN GRANDE AMORE
Un grande amore,
spesso definito tale
solo perchè duraturo
è come albero maestoso in salute,
più le radici s’allontanano
a succhiare verso il basso
più imponente il tronco
e rigoglioso il fogliame al cielo
-In scarso nutrimento
aleggia sempre la fine
e qualche nuvola in siccità estiva
è solo flebo,flebile a rinvigorire
-Certi connubi,durano tutta la vita
pur avendo anime diametralmente opposte,
sanno che il legame è utile a entrambi
-Quelle che al pubblico
appaiono corna di tradimenti e sconfitte,
altro non sono che il prezzo
da pagare al bosco(società)
ove tresche radiche sottoterra
ed alibi di venti ad abbracciarsi
tra rami verso l’alto
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Da:Avanguardie Irriverenti
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LUMACO'(Lettera al mio Asino)
Oh! Lumacò
quando ti comprai
avevo ancora i capelli
da pettinare con le dita
quando si avvicinava
la scadenza del foglio
di cambiale
e guardavo le ragazze
che mettevano paura
al sangue che nascondeva
le parole
ora tu sei vecchio e stanco
col deserto sulla pelle
e i tuoi denti accarezzano
soltanto i ceppi duri
della lupinella
mentre piombi di bava
ti inchinano alla terra
che corteggia le tue ossa
per un sonno sordo
alle alle mie bestemmie
che furono pretese
senza ricompense
-Lumacò scusami
col tempo ti ho capito
ma il progresso avanza
animali nuovi sono venuti
col cuore di ferro
parlano in rumori
divorano petrolio
avanzano e rendono
fumo nero,
il merlo la quaglia
scappano alla vista
-Lumacò siamo vecchi entrambi
con due condanne simili
e distanti
tu per una mortadella
e io coi tuoi soldi
verso il decoro del silenzio
scusa se ti ho scritto al tramonto
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Da:Voci Dall’Inferno
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SPOGLIO ELETTORALE
Di tana in tana volpi galoppine
coaudiuvate da ciambellano pollame
mettono tacche sui quaderni
-Echi di nomi al conclave accendono sorrisi
e smorfie su volti di pellegrini impazienti
in attesa di beatificazioni
-Sigle di parrocchie di credi promiscui
custodiscono miracoli pronti a sfidarsi,
caciotte e caciocavalli piovuti dal cielo
senza passare per latte animale
e bistecche infinite tagliate
da maiali vivi senza ferirli,menomarli
-Giacche,cravatte,strette di mano
e padelle a scongiuro calcate al deretano,
volano numeri su simboli parabole
falci senza grano a esorcizzare carestie,
martelli orfani d’incudini come a dire
si batte dove capita purchè non rimbalzi alla fronte,
dentiere appesa ad aureole a spiegare
il sorriso parodia al nefasto
è auspicio gradito ai Santi
-Squillano telefonini dei portaborse
danno direttive a oliare il carro balocco
e Lucignolo da due giorni passa puntuale
a mezzanotte,diretto alla fabbrica
dei tamburi di pelle
-Si levano in coro voci vittoriose,
con stupore nessuno ricorda divise avversarie
e tutti a sgomitare ad aver prelazione
d’osannare la sola squadra prescelta
-O si rifà l’Italia migliore o si muore
era iniziale eroico slogan al voto ma tutti salvi
madre Patria s’è uccisa da sola
onde evitare amorevole eccesso ai figli
di..gran.........P....atriottismo...
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Da:Avanguardie Irriverenti
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PERDONISMI
Passano lente le stagioni
l’estate arroventa la lapide
l’inverno la gela
e sotto le ossa
a secondo,bollite o in tremore,
è un figlio cadavere
coi suoi teneri anni spezzati
da un assassino spietato
ora in prigione su scie di benefici di legge
ha speranza concreta di vita normale
mentre i genitori della suddetta salma
hanno perdurante morte nel cuore
e i fiori quotidiani alla croce
servono solo a rinvigorire dolore
a lucidare memoria che non vuole ossidare
-Giudici e pacifisti
imbonitori del male a loro distante
specialisti del maquillage assassino
sono ben pronti a perdonare la cronaca,
si perchè per loro è solo granello di storia distorta,
ignari dell’eterna notte scura
di chi un figlio s’è visto ingiustamente
sottratto,
la stessa Chiesa avalla allevio di colpe
delegando al cielo premio idilliaco al soppresso
ed eccesso di caldo in angusto ambiente
a chi omicidio commise
ma il tutto senza straccio di prove
-Spesso ai due genitori è facile imbattersi
in raro ritaglio di svago dall’ormai mestiere
d’ossessivo ricordo
nel sogghigno sberleffo
dell’ormai sdoganato colpevole
e tal visione è coltello a infierire
su ferite che nessun sole ha cicatrizzato
-E’ troppo facile gettare a caso del miele
in pretesa d’addolcirle
su anime che l’ingiustizia
ha reso cancrena
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Da:Avanguardie Irriverenti
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DUE DENTI
Ciuffo di capelli irti al vento
antenna di mille sogni
e il piccolo bimbo
finì di svitare il dente da latte
e dal terzo piano lo lanciò
sul tetto sottostante
..tic.tic...tic..
di tegola in tegola
rotolò nella grondaia
ove accorse una rondine,
lo serrò al becco
e proiettile si dileguò nel cielo
--Sorrise fessurato il monello
poi applaudì il messaggero alato
che Portò a Dio
il desiderio di triciclo
con trombetta spernacchiante
-Un vecchio che aveva visto la scena
mormorò...quanta poesia
nell’ingenuità dei pargoli
e sputò il suo sasso giallo,cariato
arreso all’ultimo morso d’appiglio
alla vita dileguata
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Da:Avanguardie Irriverenti
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GARBINO
Vento Africano
invettive di schiavitù secolari
appiattisce il mare Tirreno
tavola chiodata su lamenti
di clandestini annegati,
urta alle radici gli appennini
vorticando sale alla vetta
e si rotola lungo il pendio opposto,
riprende i fiati
e riparte caldo infernale
ad arrostire L’adriatico
-A destinazione
strappa pensieri
in forni memorie
soffia stolture
arroventa speranze
cucina a secco preghiere
crepa la terra
e ne fa mappa d’intenzioni
da leggere a cerchio di coda
a ruotare per far morire
su se stesso il dolore
-Vento maledetto
assaggio d’inferno
pastore di labiali
raschia pupille
che specchi segnati
moltiplicano volti
didascalici immobili
ad anime,rapinate
da lamenti in cerca d’abbattere
timpani
-Perdono foglie più deboli,i rami
son confetti agli amori
che hanno smarrito
su foglio aquilone il loro giorno
brutta copia di prova
a una data d’unisono assenso
-Garbino, catena al tiro
a forgiare mani tese di avi
verso un futuro già vecchio
in quanto ogni idea è già figlia
della precedente in disuso
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Da:Avanguardie Irriverenti
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ROCCO TAROCCO BAIOCCO
Rocco Tarocco di Serravalle Baiocco
reso improvviso smemorato sciocco
da pesante noce di cocco
fatta cadere in testa da un allocco
in un dimesso giardino Barocco
mentre seduto su tarlato ciocco
a rimirare nel vento un sottile fiocco
-Il suo amore Rosa Coppiglia
gentil donna di buona famiglia
suo padre il Marchese di Castiglia
che era solito dire alla figlia
così eccentrica chi ti si piglia
è più facile veder galleggiare un biglia
ma nonostante ormai privo di memoria
lei amava Tarocco seppur in triste storia,
l’amore non ha bisogno di alcuna gloria
quando non è semplice fuoco di paglia,
nessuno in difficoltà se la squaglia
anzi in nefasta inaspettata sciagura
ognuno dell’altro ha più amorevole cura
e lume si pone alla tempestosa notte scura,
sol’intento parole dolci e premura
speranza è: sciagura a lungo non dura
infatti un bel giorno,uno schiocco
lo stesso dispettoso vecchio allocco
fece cadere in testa altra noce di cocco
al cervello fu miracolo interruttore
ma stavolta non accese terrore
bensì la memoria al presente
rivide la sua vita con tutta la gente
e tra questa l’amata dedita sposa
alla quale donò immediato una rosa
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Da:Avanguardie Irriverenti
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CIALTRONATA
Oh! porco d’un lercio cane
qua manca persino il pane
in compenso ho del buon vino
in bottiglia,poggiato sul tavolino,
la sera, veloce lapidaria avanza
e io non ho nessuna speranza
per un amore ormai molto lontano
a metà strada tra Pavia e Milano
-Dico al gatto serafico sul divano
ho una storia che m’è sfuggita di mano
e son certo a te non importa
hai mangiato zuppone e torta
per scopare a te basta varcare la porta
-Mi affaccio sgomento alla finestra
vedo nel parco la vecchia giostra
e due puttane in postura sul viale
in attesa di qualche grasso maiale
-Ridenti e fiochi paiono i lampioni
testimoni scomodi a vecchi babbioni
col pene molle e in tasca milioni,
pregano affinchè s’accenda un miracolo
oppure solo una voce dia eco d’oracolo
-Questa è una sera di grevi pensieri
inadatta anche al più antico dei mestieri
-Vado a dormire che è un pò come morire,
riposare non è l’intento ma non soffrire
spero che un sogno plachi anima e mente
e svegliarmi domani senza ricordare più niente
poi per l’amore c’è sempre amica una mano
capace d’afferrare un piacere anche lontano
-Lo so questa storia anche se aggiustata
ai moralisti lettori sembrerà cialtronata
ma ognuno in allevio ha una realtà surrogata
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Da:Avanguardie Irriverenti
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QUAND'ERO UN PITTORE
Una rosa
nei neri capelli
che soffici come
questo ricordo
tagliavano malizie
ingenue sottili
su candido viso
di neve
a coprire
timido sangue
in rossi cerchi
su vellutate guance
e come farfalla
aggrappata a stelo di sosta
mi fermavo sul collo
per ripartenza al fiore
di labbra carnose
lento sipario
di sorriso
magnetismo e incanto
ali e nuvole
per anima vagante
in etereo smarrimento
e poi ritrovarmi al seno
duro come i pensieri
aguzzini ai respiri affannati
-Col colore di attimi
dipingevo i sogni
concreti e grevi
cercavano spazio di forma
imprimersi al rifugio
di calda carne violenta
che null'altro voleva
oltre il saldarsi dei corpi
...allora i colori
c'erano tutti
e io artista perduto
nel vuoto dei sensi
dolce nel quadro
esausto morivo
al centro di tela
tra i piedi
e i neri capelli
..in ultimi sussurri
amore dicevo
il regno dei cieli
mai potrà offrire
dipinto migliore
per anime in volo
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Da: Voci Scomode
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IL CAPITANO
Il capitano nuota per restare a galla
e poggia il suo cappello
sull’albero maestro che
avanza dell’ultimo palmo
prima del risucchio addio
-Non attende scialuppa il capitano,
il suo cuore di vetro è già agli abissi
e ciò che resta è ultimo saluto al cielo
ma ha ancora fiato per una litania
..guarda amore mio queste onde
sono lastre di ferro a flagellare un sogno
che cade dall’alto e inconsistente
appiglio alla nostra storia,
l’oceano è il mistero che mi desti
e la scomparsa è risposta che non trovi,
domani si parlerà di me sulle scie d’un radar
e le notizie diranno..ha lasciato
e nel misero elenco non ci sarà il tuo nome
scritto col dito su questa azzurra pagina
che nega ogni vita,inchiostro uguale al foglio
inghiotte ogni risalto
-Lascio ai pesci muti le parole
le accenderanno con gli occhi al faro del nostro porto
e la luna gelosa per confonderle,si farà riflessi
per metterle in bocca a tutti i morti del mare
ma nelle sere d’inverno sentirai il vento
bussare al tuo cuore che decodichiferà
lo strazio di questo addio segreto...
-Un cerchio a restringersi avvitò
agli inferi acquosi l’oblio di un amore
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Da:Avanguardie Irriverenti
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IL PASSEROTTO
Saltella un passerotto oltre fioriere monche
stuprate da cicche di sigarette
gettate con disinvoltura da individui
che se non ci fossero sarebbe un bene
per l’umanità, quella poca degna d’esistere
-Azzarda oltre i dannosi inermi il minuscolo pennuto
molleggia il capo a mo di assenso
e bacchetta la coda a voler dirigere
un requiem lirico in lamento al sottratto
ovvero la campagna invasa e nello specifico
del suo teatro da questo lercio bar
che ha surrogato i profumi della natura
con il DDT di puttane,invitante e pestifero
come a dire venite a noi e sbrigatevi porci
-Bisunto e sudato con grembiule da macellaio
uno pseudo cameriere claudicante
fa il giro a rastrellare bicchieri vuoti
e volta schifato in ritardo lo sguardo sommario
al richiamo sproloquiante di nuove retoriche ordinazioni
-Raffiche di fumi esplodono da sorgenti compresse
si scontrano annullandosi in nebbiume incenso
e valvole di tale fughe le bocche a culi ulcerosi
si giocano un loro superenalotto
che consiste in puzzle di parole estorte
per una frase esperanto degna di tale nome
-Cip..cip,il passerotto come a voler andare incontro
a un miracoloso senso compiuto di qualsiasi discorso condiviso
-Io seduto alla giusta distanza tra abbozzo pietoso
e il tirarmi fuori dall’orribile scenario
decido di seppellire con una penna queste figure fantasma
(vive solo per il fatto che tossendo respirano)
sul retro di una fasulla schedina-totocalcio
che mi doveva portar lontano da queste scene
schifate da ogni memoria
-Fallo tu il mio viaggio lontano sussurro
al passerotto che spicca il volo
e va oltre il campanile di campane sorde,
ormai a suonarle ci sono solo i morti prenotati
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Da:Avanguardie Irriverenti
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CIARLATANE ALCHIMIE=AMORE
Ah! che presunzione assurda
voler far collimare con ogni forza
due egoismi temprati,contrapposti
e farne uno solo d’uso a entrambi
come è assurdo cercare un solo sguardo
con quattro occhi vagabondi
o sintonizzare frequenze
variabili e capricciose già di per se
di due cuori disertori al cervello
o ancora peggio e disumano
fondersi in sola carne
con illusione di riprodursi clonati
-Queste alchimie ciarlatane
hanno nome unico:Amore
in realtà questo calderone aleatorio
di promiscui idilli decantati
da oziosi,megalomani poeti
altro non è che il tempo che va
dai chimici intrugli della mente
alla pseudo-realizzazione
del vano progetto dell’unisono
di due vite disuguali
-I grandi amori veri
sono quelli rimasti teorici sulla carta
nel sogno vano di svilupparli,
il resto è solo gioco-battaglia
deliziatorio accellerato degli ormoni
che si invadono,si ritirano
in una o più partite fino alla nausea
della sfida e nel tempo più o meno breve
dello stesso gioco
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Da:Avanguardie Irriverenti
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MOLISE ATTO 3
Questa galera di autoreclusi
con porte aperte
dove ognuno ha un asino per parente
e una capra che diede allatti
al posto di madri spente da fatiche,
ora terra di rinnegati eredi
tronfi col telecomando
tirano uova alle galline
e mettono un cd in bocca alle pecore
-Terra di dirupi e pianure mendiche
senza gradualità
proprio come la sua gente
da stalle a bibiolteche
e nel tragitto incendiando tradizioni
-Covi di muli,variegati in spelacchi
trasformati partiti politici
e code secche appese ai muri
a parar mosche,lo statuto
-Arcigni prototipi del destino
gli ultimi vecchi
visi cretacei,movenze automa
attorcigliati a croci arrugginite
verso calvari di chiese stanche
s’arrotolano in salita
con un calice di cappello unto
e una fronte lucida
in baratto alla pietà di Dio
-Ciarlano in piazza i bambini
hanno moccoli crostacei alle narici
residuo d’un selvaggio antico
tra radici e dileguo prossimo,
allertano donne d’arpioni pensieri
che non possono seguirli
e zig-zagano con mani screpolate
abbozzi di scianche croci
a volerli incollare al posto
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Da:Avanguardie Irriverenti
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MADREPERLA
Nel vuoto dei giorni
occhi di madreperla
ad arrostire i cuori
attizzati dal vento
delle ingiurie pesanti
-Sono i tuoi
spezzano difese di castighi
recinti di abbozzi di preghiere blasfeme
-Donna che cucini zuppe di colori
con fiori profumati d'altri intenti
un intruglio di peccati
che l'anima ricerca
nell'espandersi al ristoro
-Il passo danzante
che mi regali come incanto
è una cerna di pensieri
ancora nati, già stritolati dal destino
-Rimane
una vita da cani
che oliano abbaiando con bava e rimorsi
il silenzio arrugginito
-Verranno altri giorni maledetti
a coprire i tuoi bagliori scintillanti
a scavare volti nello stomaco
per una somiglianza incerta
azzannata dal tuo infido sorriso
-Sono solo pene grevi
che non posso evitare
ma serviranno all'ossa
scricchiolanti a ricordarsi
che l'inferno l'hanno fatto
a piedi e col rumore
hanno divorato il tempo
sulle scie dei tuoi occhi
maledetti di madreperla
e bocche sdentate
chiameranno tutto questo
a fiato secco e stridente
...ancora...amore mio....
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Da:Soste Precarie
VELOCITA' FULMINEE
Gli esser più veloci al mondo
con tempi superiori a un fulmine
sono a pari merito
un poeta e una valletta
grazie al loro allenatore
che mise per il primo
alla griglia di partenza
una pesante zappa
e questi per sfuggire
all'arnese da lavoro
battè ogni record
invece per la donna
posò un luccicante gioiello all'arrivo
-entrambi misero le ali ai piedi
-Con metodi e intenti diversi
rincorrere e fuggire
con identico risultato
al traguardo
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Da:Avanguardie Irriverenti
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RONDINI
Messaggere dell’evolversi
planano a speranze morte
ai disoccupati,
s’impennano
come sogni espulsi
ai precari
-A caccia di mosche
distrutte da carogne vive
tornano al nido
a imbrogliare beccucci a molle,
ripartono con promesse
della volta buona,la prossima
-A terra mira d’un naso
col domani da sorteggiare
le vede croci nere
scagliate da deliri,
da bambino parevano
speranze in surplus
a imbonire con delizie circensi
cuori adottanti
lungi dal tetro imperante all’oggi
-Su una panchina
un vecchio con tre capelli antenna
vestito dell’ultimo maggio
le vede postino del suo biglietto
solo andata
poi esclama stridulo
ah! Dio ,quante croci
in cerca d’un occupante
e una lacrima
lubrifica l’ochio destro
arroventato al sole
-Rondini
metafore di meteore
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Da:Avanguardie Irriverenti
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MATTINO
Piccoli inferni mattutini
in un guscio chiamato stanza
genocidio dei sogni
e l'anima martoriata
sa di dover passare
per la dogana della realtà,
incorruttibile questa
chiede carte da esibire
che non possiamo avere,
è dura tentare l'ennesimo falso
scartato prima d'essere esibito
ma si spera sempre
nel sogno successivo
che vada ben oltre l'alba
nel sole alto stanco d'indagare
-Speranza è immetterci nel caos
evititando di riflettere
presi a scartarci con la carcassa
...tra gli zombie
a caccia della notte tra la luce
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Da:Avanguardie Irriverenti
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ANELLI DI CATENA
Tirano la vita tra i morti
sono anelli di catena umana
arrivano consumati
sotto al colpo di mannaia
e nel tragitto
si credono collane d’oro
-Poveri illusi
sono solo tramiti allacciati
a finire ossa sgusciate a fradiciare
ignari lasciano germogli
a sostituire il tiro
arrotolato al baratro
-Inferno e Paradiso
esistono solo in terra
maglie
in ruggine e cromature
per lo stesso traino
all’oblìo eterno
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Da:Avanguardie Irriverenti
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1 MAGGIO
Si lamentano milioni di Statali
sempre rosso il calendario
tra ponti,viadotti,funivie
gallerie,trincee,barricate
scioperi e malattie
troppi giorni di lavoro
sottratti all’amata Patria
-Felici
camerieri,benzinai,poliziotti
infermieri,casellanti autostradali
come ogni anno in postura ad angolo retto
voltano fieri le spalle
al resto del popolo
costretto a festeggiare
-In neutralità assoluta
i disoccupati,ignorati
come lebbrosi dai due schieramenti
sperano di passare col nemico
che invaderà l’Italia
-Tristi i poeti,stressati,
s’aggiunge altra tematica spinosa
alle tante arretrate da verseggiare
-Perplessi i religiosi sulle anime,
è una data per riflettere
ma specie se bel tempo
le pecore sazie vanno veloci
.....tutte al mare
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Da:Avanguardie Irriverenti
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IL TORMENTQRE DI ANIME
Come ghigliottina
cadde il sipario del sonno
sullo stremo dei pensieri
del giorno
e il sogno aprì le porte
alla morte
per i giri di prova
La muta voce violò la coscienza
e nella nebbia la lama
inseguiva le teste
di erranti poeti
che driblavano
la nefasta figura
che anche in vita
s'èra posta nuvola al sole
per le misere gioie del giorno
Il sudore ruppe gli argini
delle palpebre chiuse
si schiusero le finestre
dell'anima
mentre un corvo
sul davanzale
si dileguò nel freddo inverno
come messaggero
che avverte le vittime
e gracchiò un nome
......il tormentatore.......
Sveglio...in lapide posi
per la sinistra figura:
Che l'inferno a corto di ossigeno
ne inghiotta la voce
renda arrosto la sua figura
...che sia nullo il ricordo
noia il rimpianto
di ognuno che l'ha conosciuto
nell'unica traccia di un
noioso sbadiglio
...nelle ombre del tempo
nulla ogni memoria
del suo lascito di anima tetra
............amen....................
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Da:Soste precarie
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VISCHIO
-Il despota è morto
e dopo trent'anni
alcuni operai sono rinati
e tu figlio come vischio,
a parassitare
in alto svettavi
sordo ai lamenti
ora l'albero è a pezzi,lontano
e tu palla sgonfia ai cespugli
perciò spera soltanto
in un becco d'uccello
che mandi il culo a portare
qualche tuo seme
a germoglio in altre cortecce,
-La felce, senz'ombra
è sbiadita al sole,
lo stesso ha ridato colori mai visti
a rose biancospini e gerani
-Figlio
quando agli allori
almeno potevi dire a sollievo:
padre muoviti al vento
dirada la chioma
rinuncia un po' all'aspetto pavone
per un'iniezione di luce
alle sofferenze ai tuo piedi
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Da:Avanguardie Irriverenti
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