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MICHAEL SANTHERS

 

 


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POESIE DI MICHAEL SANTHERS 5

         


SOLITUDINE ESTREMA

Notte di rigido inverno
che imbalsamava rumori del mondo,
lui nella sua casetta,covo di solitudine,
come granello di polvere indurita
braccato da bianca spugna abbandonata
si vide rubare agonizzanti pensieri
dalle lancette a spada dell'orologio
poggiato sul camino fuligginoso
custode d'una fiamma irta a capelli
imbrillantati del diavolo,allora
provò col vino a sognare un pò
ma cadde dal bicchiere pietra lavica nello stomaco
che eruttò una tosse raucedinosa silenziata
dalle labbra ridotte saracinesche gommose
-Dei fagioli prima pasteggiati
bloccati indigesti in atmosfere del non tempo
improvvisi ribelli tuonarono
in sonora scorreggia e smossero torpori
battezzarono subbugli intestinali
dando voce,a piccole cose di sempre
rumori di tarli,faville,fusa di gatto
-Lui incominciò a parlare e a rispodersi
col suo corpo seppur in flautolenze,
svegliò la morte,svegliò le anime
dal nulla eterno,le spinse nelle grinfie
dell'alba
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Da:Avanguardie irriverenti
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IL CINGHIALE

Un cinghiale inseguito da cacciatori
approdò verso casa d’un contadino solito ubriaco
e questi quando lo vide..inveì alla moglie
per aver dato a sua insaputa permesso al maiale
di farsi crescere screanzato,folta la barba
-L’animale geniale prese al balzo la palla
e poco più in là dietro a un cespuglio
si strofinò a una pietra tagliente,
si depilò il corpo e in viso sparse borotalco di polvere
e quando giunsero gli sfiancati inseguitori,
ben curato domestico pacifico apparve
-Tutti riuniti a spiegarsi si diedero
l’un l’altro dei matti all’equivoco fin quando
un’asino apparve e inconsapevole aumentò
a causa della nera peluria dubbi alla disputa
fino a confondere totale le acque
innescando riflessioni di sconfino in traveggole
-Sopra una grondaia un passero musicò
ai protagonisti scenziati umanoidi il dilemma
e agli animali l’arguzia
---------------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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Note:La favola non attinge da nessun detto popolare,è frutto della
fantasia dell’autore 





ALLUVIONE

Lampi e tuoni,
fuochi pirotecnici
pagati dal cielo in terra
con monete squagliate,
liquidi argentei in surplus
misti a scrosti di stampi
traboccanti
da forzieri abusivi
si raffermano a lenzuola nere
ai pavimenti in scalata
a crecefissi cani da guardia
-Si poteva evitare,
retorica di vocaboli stampati
su bandiere d’alibi
-Alberi cementati
da mappe dirottate
circoscritte da sorrisi furbi
ora invettive boomerang
-Oggi,ognuno Pietro di turno
rinnegante al canto del gallo,
e a caccia d’impronta
bacio di Giuda
--------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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AMORE,IO ASINO!

Bella bionda,passeggi,ondeggi,fraseggi
sorridi carica di vanità
malata di consensi per respirare
e immetterti in ogni giorno,lieta,
sicura d’alto indice del tuo infallibile
potere seduttivo

So che non sono destriero Regale a darti ali,
solo specie ciucaglia sgraziata in trotto
ma l’anima che ignori non la svenderò frattaglie
separate alla mia figura, mira a lampo
d’un tuo sfizio tra ilarità ai mercati generali

Hai a disposizione cavalli migliori
e io povero asino dietro a residui pascoli
non alzo mai la testa ad insidie di sogni
quando Madonna taroccata,in aureole blasfeme
col tuo bianco mantello fantasma
tagli verdi praterie e ti volti beffarda
mentre continuo a masticare
quel poco di scarto necessario che ho

Sai amore,gli asini sono lenti, pigri
forse un pò stupidi ma testardi,orgogliosi
indomiti e tanto meno assecondano capricci
perciò non puoi nè scrivermi,nè cacellarmi
nel taccuino d’amori vuoti a perdere
-A volte non basta tanto oro luccicante
per comprare da un bizzarro un ferro arrugginito
senza valore in fattura ma necessaria anticaglia
al cerchio collezioni in mostra di vanto
------------------------------------------
Da: Vite Contromano
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EPITAFFIO 64

Toglietevi il cappello
qui giace il Sommo Poeta
-in realtà mi diedi da solo
quest’elogiativo titolo
non per armonie sublime
di parole stese su fogli
totalmente ignorati
ma in virtù d’anima libera,
vissi pecora nera
dissidente a schiavitù ruffiane
di gregge e arroganze pastorali stupide
-Senza vero talento e difese di potere
poesia irradiante al cuore fu anarchia
-Scelsi in speranza a eleudere
fauci di lupi e non facile pastura ingrasso
premio letargia anticamera al macello certo
-Oh!penosi visitatori
calcati in massa su cieca identica strada,
ognuno singola illusoria autocelebrativa gloria
in brutta copia a l’un l’altro,
abbiate almeno flebile coraggio
a designarvi una croce fuori moda
sarà deretano di lucciola
  a illuminarvi attimi d’anonimato eterno
-Che siano tizzoni ardenti,mani
se dopo aver letto quest’epitaffio
  portate al basso ventre
o scagliate al primo ferro
...............amen...................
------------------------------
EPITAFFIO 64
Vissi coniglio
e ogni frusciò
parve postino di morte
in oasi rosicchiata
da deserto tra falchi
addestrati al riporto
da predoni
-Pelle da riempire
mendica di carni
fu il silenzio
-Orologio di dimenticanze
giaccio quì verso fine-corda
in attesa porti ultimo fiore
la mia ombra,unico amore
che mi sopravvisse
-Riposare in un’antologia di lapidi
la mia redenzione sognata,
ma casomai ci fosse,
i morti hanno caverne
e non occhi per leggere
-Oh! voi che vedete l’epitaffio,
venite presto a questo regno
a indicarmi il numero
della pagina col mio nome
..........amen..........
----------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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EPITAFFIO 63

Toglietevi il cappello
qui giace il Sommo Poeta
-in realtà mi diedi da solo
quest’elogiativo titolo
non per armonie sublime
di parole stese su fogli
totalmente ignorati
ma in virtù d’anima libera,
vissi pecora nera
dissidente a schiavitù ruffiane
di gregge e arroganze pastorali stupide
-Senza vero talento e difese di potere
poesia irradiante al cuore fu anarchia
-Scelsi in speranza a eleudere
fauci di lupi e non facile pastura ingrasso
premio letargia anticamera al macello certo
-Oh!penosi visitatori
calcati in massa su cieca identica strada,
ognuno singola illusoria autocelebrativa gloria
in brutta copia a l’un l’altro,
abbiate almeno flebile coraggio
a designarvi una croce fuori moda
sarà deretano di lucciola
  a illuminarvi attimi d’anonimato eterno
-Che siano tizzoni ardenti,mani
se dopo aver letto quest’epitaffio
  portate al basso ventre
o scagliate al primo ferro
...............amen...................
------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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OFFICINE

Nelle officine
medici riparano carni
rimettono liquidi in pressione
ma nulla possono al dolore
truce d’un amore
-Amori,fantasmi
visti solo da anime ospitanti
e modellati da baro inconscio
per una vita bugiarda
-Amori,parassiti
in ali immobili spiegate
viaggiano sui sogni
atterrano nell’indifferenza
-Bisturi parole
in vani tentativi a sincronizzare
cuori in unico plagio
di mendici pietosi sguardi
-Fabbri mefistofili
in inganni a forgiare armonie
mutano baci in morsi,
abbracci,soffochi di piovra
..ti amo,veleno senza tracce
...matrimonio spoglie disertate
-----------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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TRA BURKA E C.LI

Tra burka,saracinesca ai sorrisi
luce di Dio universo
e culi scoperti in retromarcia
grimaldelli al potere
preferisco gli animali
-Tra giarrettiere passaporti
e cinture lucchettate di castità
sogno un mondo ermafrodita
-Tra sermoni oscurantisti
e libertà prostitute
scelgo il silenzio
-Tra croci esche di pietà
e icone nel sacco piantonato
amo scrivere il mio nome sulla sabbia
-Tra letture d’antichi libri guida mai aggiornati
e scuole digitali avveneristiche,preferisco
decifrare suoni di parole al vento
-Tra giudici Divini in comando
a soppressioni omaggianti di maiali e agnelli
prego il mio stomaco a non schierarsi
-Tra amore e odio voto il dolore dell’immedesimazione
-----------------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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MADAME DE COURVASIEUR

Incipriata al profumo di cipressi antichi
a coprire indelebile ristagnato odore d’urine
tra atmosfere lascite di Principessa Egizia,
truccata in rimiro d’inganno a falce
ricevette il Marchese Zebeto Paco Degli Indulti
mai domo in corteggiamenti con chiodo fisso,
d’inesaudito rosario antico a frusciare
al salto di dita, rosea giarrettiera riccia,
lasciapassare invalidato di Madame De Courvasieur
-Passo felpato, mani a schiena lignea
poi stridulo freno e scatto consumato d’inchino roteante
a porgere alato, ennesimo mazzo di rose rosse
e solita accoglienza della Contessa in diversi intenti,
sorridente assenso di gradimento e cenno al fedele Osvaldo
ad abbeverare in vaso Cinese l’omaggio,inoltre tal comando
curva d’imbarazzo svoltante a discorsi vaghi furvianti
ma stavolta lo spasimante tenne linea dritta,
in frasi fiume vomitò sentimenti fermentati
alchè Lei arrestò in viso Modigliani il sangue,
inghiotti un respiro,dischiuse al cuore cieco
le rugose ancor belle labbra e sottile metallica la voce
si fece regale soma a risposta....mio caro Marchese
ai bei dì tu gran puttaniere cercavi me sigillo
in collezione e io trofeo raro più in alto di mani alzate
a gioir all’infinito d’uomini allo spasimo
ma il destino ci ha puniti,or due ruderi in solitudine
avvicinati da slavine in pretesa d’unico tetto
ma troppo tardi,ormai chi invano
 a pisciare oltre le scarpe,
chi con cipria Francese 
ad asciugare inopportuni liquidi
-Adirato,scosso e rosso in viso il Marchese
 si battè il petto
invogliandolo ad aprirsi a maggior rigenerante ossigeno
poi balbuziente replico...
avviciniamo seppur a tempi brevi
queste due carcasse di cineprese 
capaci ancor di svolgere
eccentricamente all’anima la pellicola del nostro sogno
che distratti mai guardammo in realtà
-S’abbracciarono tra profumi di rose e muffa
----------------------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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CORNA

Corna ad impastare ricotte
e termometro di siero
olio Santo sulle fronti
-Indice e mignolo al saluto
antenne a captare ansimi
e compasso a ruotare a basso ventre
in calcolo abitativo d’ormoni espulsi
-Bandiere d’idee caduche
a questa Patria di buongiorno
a retromarcia in tacchi a spillo
-Frecce di mano a binari
percorso d’occhi al capolinea furbizia
-Scudo d’esequie
retrovisori di sorpassi
forchette a infizare gatti neri
ciondoli a collane d’aglio
spie di segreti finti
-Vedette di carne inflazionata e
risa al rimiro di specchio tra due aste
-Crocifissi monchi di magnaccia
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Da:Avanguardie Irriverenti
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CADUCITA'

Cadono dai tetti di viali,
foglie danzanti
s’adagiano a servire
mosaico monocolore
-Telai a lenzuola di nuvole,rami
si cullano al sonno,
provano antidoti d’incubi,
dottori i corvi misureranno deliri
- A lucide panchine s’intravedono barbe 
ruggine, muschio e pori spugnosi
appiglio soste d’ossa sfiatate,
speranze a capillari di denti
superstiti a carie pestifere
-Frutti del tempo in nebulosi pensieri
cardellini altalenanti
su ceppi sottili cinguettano arrivederci
celati d'addii
-Statue,gelide, ponte tra storia e domani
paiono morti,risorti funghi porcini
-Stridule scarpe anonime a lacci e figure
a rendere ninna nanna il fruscio
soffice il materasso al dolore impaziente
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Da: Avanguardie Irriverenti
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I SOLDI

I soldi
sono piume all'ali
-Se poche
accompagnano
all'aria saltelli
-Se abbondanti
portano al cielo
-Se implumi,
costretti vermi
sotto i piedi
o nascosti nella terra
-In genere i folti pennuti
dicono che volare
non rende felici
ma lungi dal donare il superfuo
-Ecco per questa bugia
andrebbero impallinati,
è unica eccezione
d'utilità di caccia
----------------------------
dA:Avanguardie Irriverenti
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NOIA E RICORDI D'INVERNO

C'è chi si sposa per noia 
per sentire un cuore 
battere 
nei paraggi 
e per non sembrare 
l’unico superstite 
nelle notti d’inverno 
quando il freddo 
gela ansie e paure 
e i pensieri 
si sottomettono 
alle tenebre 
in certi posti 
dove si vive 
solo per non incontrare 
la morte 
che peggio 
sembra 
un eterno 
..far niente... 
--------------------------- 
RICORDI 

Ricordo il mio paese 
come un’oasi di riserva 
dove la morte pesca 
senza colpa 
tra ozi sprecati 
lasciando rimpianti 
costruiti 
come giacche fuori taglia 
indossate da bimbi 
con smanie di grandezza 
davanti a uno specchio 
che deforma 
e strappa sorrisi 
che non convincono 
--------------------------- 
Da: Normalità Incondivisibili 
Tra Maschere Clonate 
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DISPUTE SALOTTIERE

Tra il vesuvio sospeso
d’una pipa che eruttava
fumo violaceo di trinciato forte
nel salotto di donna Carmela Degli Incagli
disse Z’Ricuccio Carbugli...le donne
come meloni,belli fuori
e in sorpresa amara dentro
-Zia Sella Dei Galoppi
a tal sentire corrugò la fronte
tagliò le labbra con la lingua
per assicurarsi il non sdrucciolo di parole e
..gli uomini sono broccoli amari
ma basta cucinarli a fuoco lento
per addolcirli a tal punto
che solo aggiunta di sale toglie lo sciapito dolciastro
-Donna Rosalia Delle Schermaglie
sbuffò e poi in fulminea compostezza
s’inserì nel silenzio di ricarica reattiva e..
è cosa nota che i maschi hanno due teste
e quella a sud secondaria,eminenza grigia
detta i vari comandi al precipizio,inoltre come i cervi
negli anni a ramificarsi ma a differenza di questi
che vantano a ogni aggiunta, saggezza
i nostri partners s’illudono di sembrare giovani
segandosi le corna
-Porco d’un cane esclamò il Barone Puleggia
siamo due a uno e palla a centro e riconosco
che sarà dura pareggiare...
-A tale affermazione gli uomini reclamarono
alla servitù i loro berretti,lisciandosi
le teste con mani tremolanti e sudate
-Il primo a uscire dal salotto,borbottante
fu il Marchese Braco Degli Acciacchi e
sulla soglia esclamò...D’altronde queste vipere
che adottiamo a consorte vantano d’aver sconfitto
il diavolo
-Il Commendatore Cinghia Di Strapponia
tentò un colpo a sopresa abbozzando una pseudo-rima
..donna vuol dire danni ma parò il colpo
la Contessa Ermenegilda di Tromboia 
e..maschi solo fiaschi
alchè una miriade di mani a scudo al basso ventre
chiusero la serata
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Da:Avanguardie Irriverenti
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IL CATRAMISTA

Con tuta leopardata
e mascara nero agli occhi
Sparge raucedine
tappeto ai deliri del progresso
-Non è gay ma semplice catramista
ma stavolta il look non importa
al perbenismo dei bigotti
-Spugna al sole
cumuli da spalmare
rendono miraggi calura
che cucinano pensieri
fissi sul tornare a casa
per un sorriso sulla soglia
in abbraccio a spine e rosa
-Pece sotto i passi,
secca sarà pelle di concia
dipinta da mercanti
-Ogni tanto un momologo retorico
...era meglio quando sulla schiena
impolverata di bianchi serpenti
starnutivano cavalli
e a voce ci si salutava
-Una volta le distanze
anima in gomitolo da srotolare
e non tiri al mucchio,di fucili
-Sul percorso si raccoglievano paesaggi
oggi sagome abbattute
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Da:Avanguardie Irriverenti
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OTTOBRE

-Brezza carica d'addii
e nel cielo coppe di pianto
per servirsene in finzioni
a liquidare retoriche di cordogli
convenienti in Ottobre
capolinee di gemme
scese in frutti attesi
-Cercatori d'oro,delusi
passano all'argento liquido,rugiada
che falsario il sole,spaccia diamanti
per un'anello che non salderà labbra
-Una mazza a sorreggere
nuvola minacciosa, ombrello ai delusi
e deposito di feccia a occhi,pozzanghere
invece aureola ruotante a circoscrivere
due cuori in rimiro a specchio
consenziente a terra,ai fidanzati
-Dal mare,stessa barca è
ricchezza a pirati
miseria a depredati
---------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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MAH! LA LUNA

Alibi
inconsapevole
e rosolio
in tempo
vitale
di catene
alimentari
-Specchio,
trasforma
ai piedi
in ombre
subdole
inconsci
-Palla gialla
colleziona
occhi di bimbi
e presagi
di vecchi
-Guardona
e palafreniera
d’amori
-Incinta
e partoriente
su calendari
-------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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PAR CONDICIO

Un occhio chiuso
l’altro sul mirino
e frenetico l’indice
a tastare il grilletto
-Esplose la canna
e cancellò lo sguardo
di punta
-Disse il passero
..stavolta il naso
super partes
ha arbitrato bene
fischiando il buio
anche all’occhio arrogante
che gioiva alla morte,
par condicio d’oblìo
--------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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GITANTI

Pensionati
smemorati
denunciano scomparsa
d’orologio
che festanti
appesero al chiodo

-Sui pullman
spostano orizzonti
bevono paesaggi
da raccontare ai sordi

-Improbabile rivincita
tra fischi di anni
sgambettati dal tempo

-Ora, autostrade dritte
ove rotolano capolinea
calciati a spostarli
più in là dalla vita

-Cappotti in estate all’equatore
gagliardetto al senso dei viaggi
-------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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MENU' AGRESTE

PRIMI PIATTI
-Tagliatelle forfait al profumo di bosco
tagliate a spago cinghiato
con funghi porcini in pausa puttanesca
-Spaghetti capellini annodati da zitelle allo sparlo
su usci tramontana
-Carbonara con uova d’oche starnazze
fecondate in kamasutra elicoidale
e pancetta di maiale imporcellato Messicano
-Maltagliata in distrazione con ricotta guardona
e alici mollicate di paranze dell’adriatico
-Orecchiette sorde Sarde a incavi di pollici scrivani
con rape transumanza del tavoliere, spruzzate
con olio sbircio mestruo Lucano
SECONDI PIATTI
-Quaglie steppaglie Galiziane acchiappate a mano
involte in pancetta del sud tirolo
affumicata con frassino Stradivari
e prezzemolo ampollato duro Pontida
-Spiedini d’allodole retate del Salento,
rosolate al flambè ginepro e gratinate
al Piccante viagrato Calabro di stagione
-Lepre in gambarotta azzittita 
in crosta di patate carciofate
-Agnello all’uccelliera panciata,
contornato da fagioli Afgani,
silenziati al cusciono di Papa
-Capriolo consorte cacciatora in bella vista
con lamponi nasifughi Spagnoli
-VINI
-Dirupos rosso 1960
-Cicorias rosè 1980
-Ciamuorias bianco 2000
-Baccallocco Rosso 1987

DESSERT
-Gelato tamarindato alle barbabietole Cinesi
-Torta zappatora alle zucche gialle
-Bom bon schiattoni al liquore di cipolla

-Buon appetito dal cuoco:Conte Ruttobeso
 Sgancia Farcito Flautolento Di Cornovaglia
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Da:Poesie Cialtrone
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VENGONO DA LONTANO

Vengono da paesi lontani
ove donna è immondezzaio d’ormoni,
passaporto è catena
tesa in miseria catapulta
-Lepri in nuova cattività
davanti a foto d’insalata
e libertà,allerta tra cane e fucile
-Si fanno coraggio con flash memoria
scongiuri d’un rito tribale,
lucertola infizata a spilli
e un teschio passamano,
per noi promordiale basket
-Occhi,spugne di violenze
sature,specchi lucidati da paure
-Sono monete di carne
coniate da coltelli,
poste esempi di mance
lungo viali di calore finto,
spiccioli consumati da sommare
e nel giusto peso convertiti filigrana,
piume d’ali ai Caronte di turno
-Speranza è una rosa persa in corsa
sull’asfalto da una bocca ardente
mentre le mani impegnate in allaccio
d’abbraccio vero
-Viene da dire...
Dio perchè non deleghi all’inferno
il germoglio d’aguzzini,
invece di costruirli
nel ventre bistrattato di donna?
---------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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A QUEI TEMPI

Erano gli anni ottanta,
pioveva a comando anche col sereno
e le nuvole sicari pilotati
di sogni non allineati al potere,
-Sui palazzi delle regioni
si leggeva..CENTRO COMMERCIALE-
gli uscieri galoppini
trasformati magazzinieri
e i vigili urbani frecce segnaletiche
al traffico dei prosciutti

Sulle insegne delle banche
incorniciate da ramoscelli d’ulivi
c’era scritto -PELLICCERIA-
i direttori s’atteggiavano
a Robin Hood di nuova era,
scuoiavano i poveri
per dare ai ricchi

Le donne guidate da fotomanzi
divorziavano dalle macchine utilitarie
ignare appartenessero ai mariti cervi
ma i cavalli veloci scelti
avevano il difetto di cambiare strada
ove piazzole di sosta erano atelier
del vuoto a perdere

A quei tempi avevo un amore
mi disse sorridendo
t’ho imprigionato il cuore
e non hai avuto il coraggio di urlare
e mi lasciò per un’anarchico
che con vino e fumo uccideva il lavoro

A quei tempi parlavo con Dio
e una volta mi rifiutò una preghiera
motivando che oltre gli imprechi
c’era bisogno di rischiare

A quei tempi,sponsorizzato dall’occulto
avevo un fututo e me lo vedo chiaro solo adesso
perciò ora sono costretto a scrivere
su tutto ciò che non ho fatto e mai farò

Amore...cullami l’anima nella pace
fammi dormire sul tuo seno
sussurrami lieve all’infinito
che se non avessi fatto tanti sbagli,
se non m’avessero morso tanti cani
non mi avresti mai incontrato
---------------------------------
Da:Parole Fredde
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UNA FOGLIA

Esequie gratuite
d’un vento garbino
a una foglia di platano
-Accartocciata
come cuore svuotato,
sospinta raschia l’asfalto
in cerimonia giostrante
-A una folata più forte
impenna come a risalire al ramo d’addio
poi danzante in grazia di macabro
plana sul dorso d’un cane a riposo,
questo la crede farfalla gigante
e quando sferra di scatto l’azzanno
uno schiaffo invisibile
la sottrae alle fauci,molle sul vuoto
e si salva nel suo funerale
-A poca distanza,Io su una panca,
coi pensieri di fresco bucato,mi dico
nemmeno la morte pone fine immediata
al precario,ha le sue varianti
al ritorno da madre polvere
-Una ruota di macchina,frantuma la foglia
ormai crosta che si dilania nell’aria
fino a posarsi leggera,concime
a ridente aiuola vicina
-Elaboro la scena e fermo su carta
una riflessione...........
La vita è un pittoresco vestito indossato
soggetto con arte a continui rappezzi
e quando copriamo del tutto la stoffa originale
allora nasce un nuovo arlecchino
sul cadavere dei vecchi fili
-----------------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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SOMIGLIANZE

Persa per sempre,folle
con affanni la cercai
in infinite somiglianze
e quando trovai quelle perfette
dopo averle plasmate felice all’anima,
colto da incalcolato raptus,
le uccisi col veleno che dolce
misto ad antidoti sorrisi
m’aveva iniettato
-L’odio in segreto aveva tarato
sulla sua sagoma una fotocellula
negli occhi e l’amore divenuto
avido collezionista di fac-simili
della sua icona in cassaforte
al cervello
-La vendetta, appagata
incassò i suoi danari dalla solitudine
-------------------------------
dA:Avanguardie Irriverenti
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MOLISE

Porri calcarei
peli gramigna
ruscelli singhiozzanti
oasi derelitte
-Sensori silenzi,antenne
trespoli di corvi
postini necrologi
tutti nel cerchio sfuggito a Dante,
Molise
-Lamenti di motoseghe
colonne sonore
a spettrali cortometraggi
di vite evase da occhi,schermi
affamati servi d’opulenze invidiate
-Serpenti ammucchiati,ansimanti
sfiniti d’amplessi,strade
-Telenovelas cagnacce
osservate dietro persiane rasoi
espiate con palline in catena
saltate da reumatici pollici,rosari
-Amori stesi su diari
sospesi tra fuochi e cassetti,
scruti di madri e bronci di padri
-Zappe,riposano su caprine pelicce
emblema ripudiato, tirato tra storia
e progresso sognato
invocato in labiali su binari di labbra
screpolate dal vento
-Teatro di repliche stanche,piazze
ove realtà è pubblico,apatie attori
e neve,grandine,tuoni unici applausi
-Si restaurano con collette di morti
cimiteri in disuso,quelli attivi
con imprechi elemosine a viandanti predoni
---------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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FINE AGOSTO

Incominciano gli alberi
a incerare frutti
in maschera funerea
per consegnarli ai palati
-L’aria si toglie i panni di cellofan
sporchi che la calura ha cucito addosso
e tersa invoglia anime alla muta
e nel tempo transitorio di nudità
le correzione a nuovi adatti
-Il sole,vecchio croupier
chiude olimpiadi di risvolti,
pulisce tavoli,teatri di rovine e sogni
al rimando di conferme improbabili
-Porta il mare nelle biblioteche dei fondali
il precario indefinibile umano
catalogato da sciabordii,carezze,ora schiaffi
e l’anno prossimo riporterà al vento postino
voci in surplus agli archivi
-Gli amori provano prestigi,
si spalmano su cartoline
con alchimie d’inchiostro sognano
in lontananza d’entrare nella fessura
d’un cuore che lento si chiude
al via vai di nostalgie piegate al dolore
-Le campane suonano il gong
alle voci mistiche dei conventi
in allenamento per il raccoglimento interiore
che il caldo ha disperso nei sudori
-Lentamente s’avvia la natura a divenire
una stazione di metamorfosi,irrequieta e silenziosa,
smista sensi malleabili,dubbi e certezze,
incomincia a distribuire cappotti,fardelli
e sveste scheletri a secondo del viaggio
-Qualche torrente prepara il letto ad acque
schiacciate da palpebre
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Da:Avanguardie Irriverenti
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E’
una foglia sottile
di mille colori
che si culla
nel vento

Quando fai per prenderla
perchè ti ha incantato
con un capriccio
vola via lontano
si mette a danzare
con lo stesso ritmo
del cuore estasiato

Io
per vendicarmi
con una penna
le farei un puntino sul naso
le arrufferei i capelli
e poi...e poi... e poi
se potessi
direi per lei
solo per lei
le parole più belle
più dolci
del mondo
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Da:Piccoli Rumori Dell’anima
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ESCORT

-Parola moderna che vira
gira e rigira in prestigiata mira
cambia popolano modo di dire
poi il culo sempre a scoprire
-Escort accompagnatrici
per non dir volgari meretrici,
-Carne curata da vendere
al lercio osannato potere,
principesse di finto reame
tra champagne e liquame
-Povertà lungi dà gloria
ma solo pane e cicoria
e mostrare abbaglio d’oro
vuol dire consolidato decoro
meglio immoralità chiacchierata
e non casta nomea dimenticata
-Non ci sono più sermoni timori di Dio
e allori terreni significa ogni dispendio
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Da:Avanguardie Irriverenti
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POESIA DEL SILENZIO

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linee sul monitor

...........amen ..............
unica flebile voce di un passante
forse un infermiere
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Da:Voci Dall'Inferno
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UNO SPARO

Uno sparo si dilania a caccia di timpani
ed esangue a terra dietro una siepe
un uomo col fucile automatico
-Abbaia il cane addestrato
verso una nuvola di fumo
-In alto nel cielo terso
l’allodola esegue in perfezione
una sinfonia di Mozart
-Dal pioppo si lancia il corvo
plana gracchiante nella valle,
si posa su una pietra e applaude
con le ali,mima equilibrio precario,
ruota il collo come a dire
il destino gira verso tutti
-Da una chiesa diroccata
fa eco il de profundis della civetta
e il vecchio eremita
si slaccia i pantaloni
infila rugosa mano al basso ventre
ingoia saliva per ammorbidire
l’accaduto
-Il Telegiornale del bosco
parla di giustizia in grazia ricevuta
e il picchio fa una tacca sul tronco
a indicare meno uno al danno
più uno alla punizione
-Il telegiornale degli umani
liquida l’evento col nome...disgrazia
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Da:Avanguardie Irriverenti
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PASSI SULLA NEVE

Sulla neve
ogni impronta una storia

C’è il passo forzato
che sosta oscillante
tra un impreco e il non
sapere dove andare

C’è l’impronta
di chi si sente braccato
dalle cose di ieri

C’è il passo schifato
di chi deve dividere
condividere
questo lenzuolo bianco

C’è il passo di chi si sente
incollato ad un vino
su una tovaglia
che incanta la fame

C’è il passo degli amori
che rallentano e si studiano
sperando che cada un difetto

Ci sono i passi dei bimbi
in questo sogno confuso
che si scioglie da solo

C’è il passo delle prede
e dei predatori
come pennelli dell’anima
che scavano su questa tela
tutta da riscrivere

Macchie di sangue da lontano
come rose fuori stagione
che chiamano la vita
a mettersi in fila
sotto una mano bendata
per uscire dal quadro
e perdersi
nelle cose
....di sempre...
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Da:Una Farfalla All’ombra Della Luna
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25 APRILE

-La dittatura prima era feroce, evidente
e compatti al prezzo della vita
riuscirono ad abbatterla
-Ci fu una partita al sangue
tra ladri di libertà e liberali
vinsero quest’ultimi,perdenti sulla carta
e i cuori danzarono nel cielo
ma poi come sempre si dimentica il male
sconfitto in lotta comune,
il cervello si dà alle gerarchie
e il giorno che rimembra
la gioia del volo dalle reti
diventa numero di parte
somma di micro-dittatture
sapienti occultate da capitalisti,
da statali figuri eletti con raggiri
che usano mobbing e ricatti
spauracchi ad affamare leali uomini
spesso spremuti in fretta dal profitto
gettati alle fauci di morti bianche
-Or dico ai pochi onesti saggi
qui c’è da ricominciare
a liberare il 25 aprile
dalle grinfie dei nuovi poteri
questi con anestesie, in silenzio
cavano l’anima dai corpi
uccidono indolore più di prima
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Da:Avanguardie Irriverenti
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AI NANI

"-Soni bassi,virgole tra il popolo
fondamentali al discorso,
pedine della natura
il raffinato cervello succhia la staura
e l’avanzo si sviluppa nel pene
-Soni alti
la statura si nutre del cervello
e il mancante lo prende dal pene,
-I nani messi alla gogna,
come uno scherzo del circo
e prototipi senza cuore
tra ilarico e malvagio,
additati in esempio a dispregio
dagli stessi che condannano il razzismo
e paladini di diversità
-Leonardo era un nano
ma più alto di un miliardo di
umanoidi-eretti
sovrapposti verso il cielo
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Da:Avanguardie Irriverenti
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CAPORALI

Cani sazi,ingordi scelsero l’umano
a garanzia di malvagità sicura
benedetta da una croce
calvario già d’orgasmi operai
asserviti scimmie involute
in oasi di sabbie desertiche
al cerchio di terra bruciata
-Non ci sono più fruste
e voci dure a minacce
al terzo millennio civile,
lasciano sangue grumo
su carta-pelle di mercato nero
e replay d’incaglio piagnisteo
in disco d’orecchie a terzi,
perciò basta sottile ricatto
tarlo proliferante in anime
lento annulla difese
rende torvi sguardi
marchi servili in gereoglifici
a letture d’aguzzini
-Ciò che più è triste
non è gabbia a inerme cuore domato
ma vedere pari in schiavitù
allo scanno feroce
per trono in fogna
da caporale Giuda
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Da:Avanguardie Irriverenti
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ZOMBIE

A barriera concava
il labbro inferiore
per sputarci fumo contro
e nell’urto unica fuga
a risalire gli occhi
farli lacrimare in velo
a qualsiasi sogno
-Sono uomini
di tempo clonato
con i ieri e i domani archiviati
in cimitero d’esperienze
-Ferma la lingua
a lisciare saliva,ora calcare
a ripugnanti amori
illusero al premio in rimando
-Passi
in sincronia tarata
di piedi precisi a pareggiarsi
ma c’è sempre una punta in avanzo
verso il non sapere del dove irrequieto
-Figure malleabili
come su increspo d’acqua,
premio a un pasto valore
in ricatto d’avariarsi,
granchi in fuga da ogni meta
che il pensiero veloce
variabile,vano pastura
-Incognite del nulla eterno,
zombie a cui ognuno
costruisce anima e volto
e...quanti ce ne sono
palleggiati da sguardi
senza mai prendere forma
-----------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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EPITAFFIO 55

Qui giace Enrico il genio
per gli amici Enricuccio
in arte Z’Ricuccio
miitico sperimentatore,
dopo che al casello autostradale
ignavi gli negarono l’accesso,
a poca distanza aprì con arguzia un varco
al gard-rail per lanciarsi a galoppo
del suo amato asino Tarcisio
-Finirono stirati sotto un camion
ma previdente ai labili onori d’invidiosi
lasciò su marmo Indiano
questo epitaffio al destriero
....Se tu fossi morto da solo
non avrebbe avuto senso
il mio continuare a vivere incompreso
senza l’unico punto di riferimento
dal quale in incontrastati paragoni
si elevava la mia sconfinata cultura
...........amen............
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Da:Avanguardie Irriverenti
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EPITAFFIO 54

Mise una parrucca a una pecora
e tra i presenti festanti
allo spezzo di solitudine antica
la sposò con un bastone
-Il montone,adirato fulmineo
lo incornò a morte
-Le sue ultime parole
qui riportate
...dovevo aspettarmelo
prima o poi i gelosi,ignari cornuti
se la prendono sempre
con chi fa le cose oneste
rituali alla luce del sole
-Gli amici posero
due corna di marmo
a dispetto di chi predilige
l'occulto
..........amen..................
-------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
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EPITAFFIO 53

Qui il capolinea
d'una vita  nascosta
sempre di scorta
come ruota eccentrica
di mal fattura,
in oscuro bagagliaio del mondo
e vide spaesata la luce
solo in rari casi d'emergenza
-Da oblìo a oblìo
con qualche flash di sciagura
il tragitto
per l'ultimo eterno limbo
..........amen..........
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Da:Avanguardie Irriverenti
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EPITAFFIO 52

-Qui giace
Rosa Stecchetto
mia dolce moglie
talmente amata da tutti
che persino
maiali,galline
conigli e agnelli
non hanno retto
al suo prematuro addio
e sono scomparsi man mano
-Io,il cane,il gatto
il canarino e persino i topi
gonfi di dolore truce
siamo terribilemente
ingrassati
e pieni di colesterolo
-Che sia in gloria ai cieli
...........amen..........
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Da:Avanguardia Irriverente
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LA LIBERTA'

Le sbarre,emblema
di privazione estrema di libertà
ma esiste invisibile
una galera per ognuno
e i secondini la paura
con la sua misura
-Libero non lo è il ricco
di girare tranquillo coi suoi averi
in quartieri malfamati
-Non lo è il povero
di mangiare al bussare di stomaco
-Non lo è la rondine
vegliata all’atterraggio dal gatto
-Non lo è l’albero
su tracciato di nuova autostrada
-Non lo è la pietra
in luogo dove qualcuno pensa una villa
-Non lo è l’aquilone
quant’unque fuggisse al filo
dipende dai capricci del vento
-La libertà è percorso concatenato
d’innumerevoli pericoli
e i soldi aiutano solo a volare alto
su tantissimi anelli d’insidie
-La libertà è illusione
e si avvera per ognuno alla morte
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Da:Avanguardie Irriverenti
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TROPPI INERMI

Troppi figli prendono meriti
sull’illecito sdoganato dei padri
e sul podio agli allori
a gridare fratellanze
e poi farsi un segno di croce
omaggiante premio celeste
-Troppi padri
mettono sangue maligno
in banca di prole addestrate
per riprendersi da morti
interessi di sguardi,
di bocche elogiative
al loro nome aguzzino
-Troppi malvagi
danno tozzi d’estorti cospicui
a ruffiani per ognuno a servire
con lettera gigante
più frasi commemorative
scolpite in labili menti plagiate
e su granitica lapide di mausoleo
-Troppi fiori violentati
a vegliare il male di sempre
-Troppi inermi rassegnati
accettano che carogne
imbalsamate all’inferno
con una foto dirigono
orchestra in tremori
di denti e di ossa dei vivi
-Scagliate voi onesti
ognuno un urlo di sdegno
in somma a un tuono che frantumi
l’idolatria ai meschini
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Da:Avanguardie Irriverenti
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EPITAFFIO 51

Chissà
se
quando muore
il loro vigilato
gli angeli custodi
vanno in pensione
oppure destinati
ad altri incarichi?
comunque vada
sicuramente consegneranno
un dettagliato referto al capo
-Nel mio caso è semplice
scrivesse in onestà
che salvo la penna
non ho avuto altro mezzo
per evadere da un porcile
in cui mi destinò
...........amen...........
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Da:Avanguardie Irriverenti
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IL SIGNOR CALLAIOTTA

Ultima coda d’ingegno di vita
in sfortuna stentata
del Signor Callaiotta,
fu un chiodo appuntito
al piede del suo bastone
e in soste studiate riposo
fingendo tastare in ozio
appoggi casuali
infilzava mozziconi di sigarette
e quando lo spiedo ad arte riempito
lo svuotava alla sudicia tasca
festeggiando operazione compiuta
con scollo millimetrico
d’angolo sinistro di violacee labbra
licenza di tesi nervi facciali
libertà d’occhi vitrei all’anima buia reclusi
-Partiva il sogno, addizionava tabacco
d’orizzontale compatto falò
radicato tra denti cariati
e il fumo rintanava a crepe di stomaco
demoni affamati,troppe volte imbrogliati
-Arguzie di povertà
ausilio estremo a dignità
tra sociali indifferenze alla causa
e ilarico spregio additato all’effetto
Da:Avanguardie Irriverenti





I PADRI LO SANNO

Nel rodaggio degli anni
non voluti o cercati
fatti scivolare
nell’imbroglio della conta
tutti gli uomini
mettono una mano
come tegola alla fronte
e si arruolano al tramonto
fanno un’alleanza
con le forze mancanti
con le facce sopportate
con le incertezze di Dio

Accarezzano le periferie
di un grembo
che si chiamava amore
che ora quasi schifo e paura
è uno squarto di terra
dove seminarono istinti
e concime di idee
per ignari germogli
corrotti alle pieghe maldestre

Nel vizio dei padri
li chiamarono figli
e li videro specchi
ora sono distanti
e pagano ancora
per non somigliare
hanno gli errori davanti
i padri lo sanno
chiedono solo
un sorriso che
si concede all’imbroglio
una stretta di mano
mentre una sola
lenta.......
...si gela......
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Da:Voci Dall’inferno
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FIDANZATI

Inseparabili
trasognanti
nel limbo
di suspance
verso bramosie
di certezze,
subito abitudini
dalle quali
s’innescano
pregate divergenze
liberatorie
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Da:Avanguardie Irriverenti
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CILICIO 2

Mano destra d’assoluzioni
succuba operaia a parti intime
e l’altra a round alternati fuori tema,
in dorso ad asciugare sudore grondante
e poi in presa dura
a lancio di frusta a schiena
-Occhi roteanti strabici
frenanti al cielo canonico
a scusare impiccagione d’abito talare
fantasma scheletro attaccapanni
-Notti insonni di pastori neri
assaliti da carni roventi,inquieti spiriti
a separare anima e piacere
-Ormoni s’affacciano rossi a pelle
e dipingono paresi
da guarire con bisturi-crocifissi
-Vince selvaggia natura
su etereo di scritture
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IL CICLAMINO

Timido un ciclamino
solleva una foglia marcia
e un alito di vento
lo vibra e gli assegna una nota sconosciuta

Un filo di luce penetra il bosco
di scheletri in nuove vene
e l’accarezza,l’incoraggia
mentre tutt’intorno brufoli di tappeto marcio
nascondono altri letarghi d’esplosivi colori

E’ breve la vita d’un ciclamino
come illusioni nel mezzo
tra fine sconforto e inizio sorriso raggelato

D’ugual sorte breve ,a fianco un fungo
sfuggito a un cinghiale invidia il suo splendore
e forse una mano li coglierà entrambi
e in destini diversi,chi a una padella
chi al ricciolo ribelle d’un amore
in estasi al profumo
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PASQUA

Ciliegi in fiori
parasole d’angeli
su riccioli di bimbi
con sorrisi accesi
da dita avide a ogni tatto

-Convegni di rondini
al plano in bianco petto
sudario d’ognuno al vento
e crocefissi vuoti al dorso
scagliati redenzioni
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DISOCCUPATI

Milioni di carni mercuriate
numerate a timbro
cacciate dal mercato
non possono vendere più
il loro tempo
-Inservibili
alla conta che conta,
arrestano col marchio la vergogna
e secondini in galera propria
segreti la vegliano
-Oltre,circa,forse
recinti quantistici dei loro nomi
piedistalli d’altrui gioie indifferenti
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SEGANTINI

A marzo
il fuoco inizia ad accendersi nel cielo,
sciolgono canti nei ruscelli i ghiacciai
 
Recalcitranti a progresso
segantini ancora vibranti ad andirivieni di seghe
oliano lame per lungo letargo 
e scendono a valle dai boschi feriti,
iniziano manicure
da calli a velluto carezzevole
per sogno d’amore estivo straniero
estasi di lingua e dialetto in alchimia
sarà provvista a ricordi di nuovo inverno
quando confezioneranno altri sacchi di carbone
per barbecue,radici primordiali
 
-Seghe, note storpie di morte e armonie
avanti indietro a passo zero
vitali illusioni all’anima
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Da:Avanguardie Irriverenti
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MISTER X

Visse da poeta vero
lontano dai salotti
rinnegò il passato
istanti fiamma di candela,
sorteggiò labiali alla gente
e non volle mai leggerli
per paura la realtà li rigettasse,
inventò battiti riserva
a ogni cuore zoppo
conscio non fosse quello giusto
e certo ci avrebbe pensato il dolore
a scavare rigagnoli sul viso
mappe da far leggere a reclusi
fuggiaschi al proprio Io sconosciuto
-Nell’attimo della fine del perdersi
e l’istante d’inizio del ritrovarsi
è questa la felicità pensò
-Mister X, sempre anonimo a se stesso
non riuscì mai a fermare
la sete dello specchio
che dall’anima sorgente divora figure
-Morì in infinite immagini discordanti
in archivi di nebulose menti impolverate
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Da:Avanguardie Irriverenti
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NEBBIA

Striduli canti
e imprechi silenziosi d’alberi,
coreografia connubio
ciminiere zucchero filato
-Tendaggio a breve trasparenza
di zombie spugnosi
a riprendersi carni
-Echi di passi e fruscii
fendenti lamenti
trasfusioni mortali
-Occhi nel nulla
avanzano trepidanti,
anime in enfisema
a spalle imbalsamate brividi
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Da:Avanguardie Irriverenti
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