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FELICE SERINO

 


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LE POESIE DI FELICE SERINO 3



"DAI TETTI"

chi a invadere il campo
"uomo"
se non Colui che a te
in libertà si concede
	(nessuno "incapace"
	del suo amore immenso)

vedi: la vita non tarda a guardare
che in un senso: "dai tetti
in su"






FOSFENI
 
a Maurice Maeterlinck,
drammaturgo

è finestra sul cielo
il cuore invaghito a carpire
fòsfeni lampi

tu custode 
dei sogni – dal cuore puro -
ti libravi come
i tuoi uccellini azzurri
che "si nutrono di raggi di luna"

e
si espandono
	         nell'Inconoscibile
tra svolìo di ali...






NEL CERCHIO DI DOLORE

nel cerchio di dolore
tiri in ballo Lui - ed è sì umano
quel "Padre perché m'abbandoni"
occhi rovesciati e veste
di sangue -
	 tu cerchi una via d'uscita
abbracciando freud
	 non giovanni





L' INVITATO

ho sognato che l'ultimo giorno
era anche il primo della mia 
nascita in cielo come stella
-o se atomo o fiore non so dire
ma ero più che mai vivo-
che annullato ogni affanno
mi vestivano da festa angeli belli
giacché quel giorno ero io
l'Invitato - anche senza
esserne degno -







DEJA' VU

e ci sorprendiamo
a un viverci addosso
noi gli occhi riempiti di luna
smaniosi di un certo
non-so-che
quando tornano le stagioni
delle promesse di luce e voli
i luoghi onnipresenti
fra lampi di memoria
un cancello uno sguardo
rubato oh l'emozione
di quei momenti impressi nel 
sempregiovane cuore
gonfio di vissuto
ora sorpreso da una lacrima
mentre fluttua lieve in uno stadio
di sogno che sa di eterno







COME UNA MADRE

irradiata
benevolenza
da madre cosmica:

fragili creature
a suggere luce
da poppe del cielo







NOSTOS

Siamo... fatti di orizzonte
Andrea Zanzotto

in lampi di visioni
un altrove

vita sognata
con occhi di cielo

il sangue ad ascoltare la verde
età 

fuggitiva






DA UNA PARABOLA

"non puoi servire due padroni"

scrivere con la luce
la vita la morte
vestire
di primavera i gigli

non così l'uomo 
  che preso
nel vortice delle cose
scrive su sabbia l'avere

-nel cuore la paura
del bambino







ULISSIDE

noetica luce 
a trapassare aneliti

su aperti mari dei sensi







L’ALTROVE

questa casa di vetro 
eretta sulle nuvole
concepita forse in sogno
sai cara
si sta di un bene qui
l’erba folta alle caviglie
uscendo nel sole
vieni






DELL’OLTRE IL DOLCE SENTIRE

dell’Oltre il dolce sentire 
apre sogni e lune

mi è specchio il cielo

2011






IN QUESTO RIFLESSO DELL’ETERNO

(lettera)

credimi vorrei dirti che quanto 
avviene anche là avviene
oltre le galassie oltre
lo specchio dei tuoi occhi amore
anzi certamente è presente
da sempre in mente dèi
imbrigliati noi siamo in un tempo
rallentato
noi spugne del tempo
assediati da passioni sanguigne
credi mia cara che quanto
avviene semplicemente
lo rappresentiamo
sulla scacchiera del mondo
noi essenze incarnate
in questo riflesso dell’eterno
dove l’anima si specchia

mentre ci appare 	infinito
mistero la vita - miracolo
tutta questa luce amore
che ci attraversa






INVERNI

quanti ancora ne restano 
nel conto apparente degli anni
incorniciati nella finestra i rami
imperlati di gelo e la coltre 
candida che copre
anche il silenzio dei morti

immacolato manto
come una immensa pagina bianca
la immagini graffiata da 
due righe di addio
il sangue delle parole già
rappreso mentre
è lo spirito a spiare da un
lembo del cielo





SEI DEL CIELO

chiedere a Dio quella protezione 
che il mondo non può dare

rifugiarti a quel nido dove
Egli attende come una madre
il suo piccolo perduto

nuda allo scoperto 
sei creatura nata per la terra
-ma del cielo-

dove sempiterna dimora
Compassione

2010






DENTRO UNA SOSPENSIONE

forme-pensiero dilatò 
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte – col terzo occhio - in un
capriolare all’indietro di dolce
vertigine – fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell’immenso corpo cosmico

2002





AZZURRE PROFONDITA’

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi -il foglio la mano un
vuoto-
mi levo dal sogno bagnato
di luce





SONO UN MISTERO A ME STESSO

da me una distanza mi separa:
attraversa un incendio
la carne: per farla d’aria – vitreo
sperdimento 

mistero a me stesso

e il mondo m’è fuoco dipinto *

* verso da M. L. Spaziani







PORTARE SE STESSO COME UN VESTITO

1.
processo è la vita stessa


il soggetto si racconta

1.a
da acque amniotiche
(da matrice atomica)
gettato dentro il mare-mondo

2.
l’io: tanti io diversi: io-
metamorfosi
(voci di dentro)

2.a
io sospeso spasimo io qui-e-ora
io fatto vertigine e sogno
(stato di trance
un esistere in limine)

2.b
io-onda io moltiplicato
da specchi e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
di braccio amputato







ANANKE

1.
luce/ombra le mie due metà
tendo all’Uno all’androgino
rapito dai vortici di
Splendore
	(dalle Sue Ali di Fuoco)

2.
è l’io la linea che mi divide
in grovigli di vene (avvolto
nella camicia di nesso degli istinti)
sussistono tutti i contrari 	
--------- un tiro alla fune

finché non si frantuma il mio corpo
di vetro





GRIDO IL MIO NOME

s’invertigina l’essere a
mimare la morte
(l’io avvitato in enigma
da koan):
non mi conosco non so
chi è l’essere che è me – buco
nero o anelito sulla
bocca di Dio – perduto io grido
il mio nome nei crinali del vento: discendo
nel mio specchio attendo
una nuova nascita





DOPPIO CELESTE

entrare nello specchio: esserne 
l’altra faccia:
uscire dal sogno di te stesso
apparenza di carne tornata pneuma:

ri-unificarti col tuo doppio
celeste: il-già-esistente di là
dal vetro: tua sostanza e pienezza






TRA ONIRICI LAMPI

tra onirici lampi
ride la tua immagine d'aria
intagliata nell'ombra del cuore





I FUOCHI DELLA LUNA

coi fuochi della luna bivaccanti nel sangue 
baluginare d’albe e notti che s’inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare di
creatura celeste che a lato mi vive
nella luce pugnalata







PAESAGGIO INTERIORE

segreti cosmici ha il sangue: sperimenti 
il mondo immaginativo nuotando
nel sangue come un pesce –
abitando le stanze dei nervi – leggendo
la geografia delle vene:

ti sintonizzi con la danza
delle molecole: sei nella danza: la danza

la circolazione
sfocia nei sensi: emerge un mondo
ispirato – da musica delle sfere –





FUNZIONE DEL CORPO

1.
fatto di polvere stellare
corpo-immagine / specchiato narciso
corpo-mito venere da spuma
	corpo-amore corpo-fame
corpo-terra

2.
corpo vissuto come ferita /
desiderio / vita che non demorde
	(corpo sacco dell’anima)
visto come mo(vi)mento/esperienza
	(carta assorbente)

3.
corpo unico
		irripetibile
	primavera del corpo

3.a
(“si sveglieranno ed esulteranno”
Is. 26, 19)




LA DIFFICILE LUCE

esistere nel mondo: l’Essere 
decentrato estraneo a sé
(lobotomia della propria
Immagine interiore –
da dispersioni di Energia
cristallizzati aneliti in un cielo
strappato voci
spezzate sul nascere)

rimanere in essere
incapsulati in una vita ch’è copia
sfocata dell’Originale:
diminuzione vita
a metà

pure:
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale

la difficile luce




AZZURRO

passaggio dal 
nero al bianco
l’ascendere alla luce
azzurro quello delirante
di mallarmé la vocale
o di rimbaud
la rosa azzurra
azzurro: tutto il cielo
negli occhi
azzurro manto
di Maria







VIA LATTEA

cammino luminoso scala che unisce
il mondo dei morti a quello dei viventi:
a una estremità la costellazione
del Lupo – Antares – sorveglia
l’entrata nel regno dei morti – all’altra
quella del Cane – Sirio – apre
la salita del cielo e guida
i naviganti: è la stella
Maris – la stella del mare e la stella
di Maria





VITA

lascia che m’incenerisca 
per nuovo sorgere
adamantino
nell’aria secca del fuoco
lascia
ch’io mi bagni fino al cuore
della luce della tua saliva

voglio sentire il mio essere
avvolto nel risucchio
del tuo imbuto cosmico del tuo vuoto affamato




L S D

nella magnetica notte allucinata 
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d’amore immagine
accartocciata mortale





LA SERA BLU HA OCCHI DI TIGRE

(a Hemingway)

aureolato di fumo

ma dove va la vita
morte tenuta in vita che fluisce
con te o senza di te

per compagnia una bottiglia e una donna che
almeno per stanotte
ti allentino il suo morso
ti richiudano questo strappo infinito

(domani chiuderai la partita)

Hem
per gli amici

occhi in liquido cielo
capovolto





LA VITA NELLE MANI DEL VENTO

palpebre d’aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d’ombre
annegano il grido
dell’anima giocata a testa e croce




COME SOSPESI

è perdersi nelle stanze arimaniche 
progettando vite in copia carbone
questo disconoscerti poesia
autenticità spolpata da virtuale e stress

è come stare sospesi nello sporgersi
da delirante vetta interiore l’aprirsi
di crepaccio la sua bocca ad urlo






PAROLA

erlebnis del phonema –
conchiglia
d’aria – sul mare della memoria

una stella di sangue è il sole della pagina

parola – tua preda o forse
tu preda della parola

amore zenitale

le nozze del fuoco






SOGNO
a Dino Campana

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta – in un istante

l’anima del 
poema mai concepito
s’imbeveva di alfabeti
ineffabili –
galleggiava in quella luce
bianca





IQBAL
in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
 ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli – il tuo sangue che lavò la terra

quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?




A DAVIDE
morto a 17 anni il 16.4.1995, domenica di Pasqua

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

eri la loro preda
di turno: sul collo il fiato
di quella banda di cani armati di mazze

(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

ti ho rivisto all’obitorio: sentivo
il tuo corpo astrale aleggiare
su quei resti e palpitare un intero
universo nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo: in te racchiuso il Segreto





NELL’INDICIBILE

tu dici è scandalo la morte ma può
esserlo la bellezza perduta del fiore o
della farfalla che vive la luce di un giorno?
dietro il velo dell’esteriore il fiore
il verde la foglia – parte del cosmico
sé di cui è specchio il di qua – vivono ab aeterno
l’indicibile essenza di fiore/verde/foglia





A RISALIRE VORTICI

a specchio di cielo
		cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
		(d’ore 
ubriache)

vorresti tuffarti
nell’azzurro fonderti
con la luce




	
ESSERE

1.
bava di ragno a tessere
unità del tempo
		(gusci d’entità
	masticati da morte
	my body is my suit)

1.a
letto di procuste
	(visitarsi in sogno)
dell’anima

2.
essere
come momento
		 il qui-e-ora
il Sé irripetibile il Sé 
universale
	my spirit is soaring

3.
perdersi in chiarità di cielo
farsi libro aperto

3.a
(dove albeggiano azzurrità di strade alte)





DA QUESTO MURO

da questo muro
trasudo le morti di tanti
sono l’urlo di ginsberg
il grido di munch di guernica
queste parole sono pallottole
dirette al cuore
voce di chi non ha voce verità di Cristo
di certo m’imbavaglieranno

non sopportano di guardarmi negli occhi





ANCHE PER VOI

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte




LA FORZA DELLA PAROLA
a Dalton, Heraud, Urondo

- tre poeti assassinati – mi diceva
(occhi persi nel vuoto
a inseguire chissà quale visione) - tre
in posti diversi – (ne rammentava solo
vagamente i nomi e i luoghi)
- vedi: - puntualizzava – il potere è nemico della luce:
non sopportando la forza
della parola
si mimetizza viscida serpe
tra sterpi e inietta il suo veleno -







LA FORZA OSCURA

l’alba è schiusa palpebra
dell’Orologiaio del cosmo –
col mio emisfero destro
vivo la meraviglia la poesia della vita
credo nell’amore contagioso –
ma mi riconosco in chi non sa guardare
a lungo la Bellezza
negli occhi senza assassinarla
“perché ogni uomo uccide ciò che ama”

e allora cos’è questa forza
oscura che mi strappa
gli angeli dai sogni? chi
viene a violentare il fragile azzurro?





UN DIO CIBERNETICO?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)
vita sovrapposta alla sfera
celeste regno d’immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell’occhio-pensiero




A DANILO DOLCI

risalire all’immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo – limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
che fai intendere e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell’uomo nuovo – del suo
costruirsi incessante –



	
AION

1.
chi ti ha fatto sapere ch’eri nudo?
	l’entrare della morte nel morso
	della mela
	(si erano creduti il Sole
	scordando di essere riflessi)

1.a
il serpente mi diede dell’albero e…
	eva la porta
	di sangue
	per dove passa la storia

2.
nell’incrocio dei legni
la conciliazione degli
opposti (lo scheletro del mondo)

2.a
è il Figlio che pende
dai chiodi
la risposta a giobbe

3.
ancora l’assordare dei martelli ancora
un giuda che fa il cappio
 abbraccia un albero di morte
- sulle labbra il fuoco del bacio




LA VIDA ES SUENO

con calderon* dici la vida
es sueno mentre ti dibatti
in un non-tempo onirico:
sorveglia ogni gesto
un testimone interiore / custode
del sogno – e se nel saperti
forma vuota volessi
uscire dalla vita
		non c’è
grido o sussulto che tenga

* Calderon de La Barca




TRASFIGURATI ANELITI
(a Emanuel Swedenborg)

(quest’abito sta stretto - è
peso di terra

un fuoco passa per la carne)

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

per volare fra le braccia della
luce

profonde azzurrità
l’attraggono - sua origine e
sorgente 

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
- di là - benevoli




NEL PAESE INTERIORE

nel paese interiore eiaculo i miei sogni -
fuoco e sole dell’anima - vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce




NEL ROVESCIAMENTO

non vedi al di là 
del tuo naso scientifico:
è come leggessi sull’acqua
lettere storte: poiché noi siamo
nel rovesciamento afferma
la weil - e negazione
ci appare la grazia




QUALE AMORE

nell’amore sai non c’è ricetta
che tenga: è buona regola giocare di
rimessa / vuoi

possedere l’oggetto d’amore e
resistere all’amore Quello-che-si-
dona

tu cuore diviso tra cielo e
terra carne/amore non più che sparso
seme



CANTO PER NKOSI

(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto
 a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo,
 fu scelto come testimonial contro il
morbo dell’ AIDS)


(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.
Eugenio Montale)

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte -
tu messo in un angolo come vergogna
(lo sguardo orfano rapito
in vastità di cieli) presto non più
che mucchietto d’ossa - Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo - tu
con la purezza di un breve mattino

mentre questa morte - vedi -
già s’ingemma di sole

2002




UN CIELO NUOVO SI PIEGHI
(contro la fame nel mondo)

quelli che espongono una bandiera
di carne - i senza
voce - che calpestano
un tappeto di morti senza
croci:
i milioni di bocche imploranti
dinanzi a uno spreco infinito: i nati
nella parte sbagliata del mondo -
quel gemito di carne che Madre
Teresa coglieva tra i rifiuti: gli
u l t i m i

per questi facciamoci voce
fin nell'intima fibra
da un sangue
innocente germoglino nuovi
virgulti e un cielo nuovo si pieghi
sull'uomo - lo liberi dal suo grido

2006




POESIA ERA IL PROFUMO

nel mezzo della notte un ululato
alla luna (o mi è sembrato?)
ho fatto che voltarmi 
dall’altra parte
come in un sogno lucido mi vedevo
librare oltre le nubi in levità
l’altro lato mi appariva il versante
luminoso in forma di poesia 
un’armonia nel tempo perduta
essa non era che il vissuto compreso
in una bolla d’aria un frammento
d’eterno
mi espandevo su quel versante lucente
linea sottile del sonno dove
poesia era il profumo
del mare
mare aperto





IL SOGNO

(insensatezza della storia)

il sogno di riavvolgere
il film della vita

utopia – sebbene
affrancato è il cuore

dall’essere eterno
e mortale






VERTICALITA’ (AL NEGATIVO)

carpe diem epoca
di trapasso
il linguaggio i riti 
stravolti (e la
famiglia? – e
la sacralità
della vita?)
“civiltà” del ludibrio
verticalità
saccente di chi
si crede dio
l’autentico violentato dal
mediatico
narciso edipo in
annuvolati cieli
ingombranti la
psiche
l’aprirsi
in essa di
crepaccio 
-la sua
bocca ad urlo






COSA RESTERA’

siamo mistero a noi stessi 
cosa resterà quando dopo
di noi sarà a sopravvivere
finanche l’albero 
vetusto del giardino di fronte
e le suppellettili e i cari libri

… la tua la mia storia
scritta sull’acqua






NELLA VALIGIA (NOTE DI VIAGGIO)

(il chi-siamo-dove-andiamo:
dove la mente
inlabirinta) 
l’io
vestito di nebbia
promesso alla morte –

(nella valigia pronta la perdita
originaria la vita a 
metà)

risucchiato come da un tunnel…
attraversato
da flutti di luce

destinazione: il Sé






LA TUA POESIA

quando un capriolare nel mare prenatale
ti avrà fatto ripercorrere a ritroso
la vita (tutta d'un fiato) azzerando l'Io
spaziotempo -
allora leggerai la vera sola poesia aprendo
gli occhi sul Sogno infinito: la tua
Poesia cavalcherà in un' albazzurra i marosi
del sangue fiorirà negli occhi di un'eterna giovinezza





ANGELO DELLA POESIA

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue
io-non-io: in me ti trascendi e sei
d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore





ALBERI CHE CAMMINANO
[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]

a Madre Teresa
e altri ‘grandi’ fino a Gino Strada


il cieco della parabola vide 
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d’alberi
che camminano


oggi dallo scrittoio del cuore 
vorrei dirti gino 
che insieme a te si alzano 
dalla radice del bene

alberi che camminano 
anche se
quasi nessuno li “vede”: santi
di questo tempo






TECNICHE DELLA MORTE

atomi di solitudine
abbandoni / distacchi / fini
assaggi di morte
le morti figurate i
suicidi/omicidi camuffati
la notte blu dell'anima
morte presente dalla nascita
morire porta sul nascere
emigrare di forma in forma
o Dieu purifiez nos coeurs
ora e nell'ora della nostra morte





LA VITA INESAURIBILE

la mente in stand-by (fuori da un mondo 
parallelo) - ti culla un canto
d'alberi e di cielo 
assapori per poco ancora 
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che entra in te: ti scorre
dentro come un fiume 
(batte  rotondo nel sangue il tuo tempo -
ti senti in comunione col sole): 
adesso che afferri 
vita - più vita - nemmeno t'importa
di un corpo che sarà preda 
del disfacimento





LA FORZA GENTILE

Dio è paziente: ha sogni
per l'uomo infiniti - frutti
immarcescibili
(centro del cosmo: non è
il suo un giocare a dadi)
egli visita le nostre
piaghe - manda angeli
a spazzare gli angoli del cuore
(suo disegno è
la Bellezza)
la sua forza è gentile



I LATI DEL VOLTO

tra reale e apparente l'ovale
del volto che ti guarda dal fondo
dello specchio di un locale fumoso -
il non poterti vedere come gli altri
ti vedono - l'altra parte di te l'inespressa
forma che puoi immaginare assumere
nell'aldilà - (scorgerti di spalle o
spiarti di sbieco è perverso
gioco di hyde - incontro con l'Ombra)





GIORNI ORFANI

piange il mio spirito 
un’amputazione

nell’usura dei giorni 
orfani di poesia

la morte 
della Bellezza






IN FONDO AGLI SPECCHI
(a J. L. Borges)

in un moltiplicarsi di specchi (fuga di
nascite e di morti)
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu -
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno (la vita
ci misura) - lì è il centro il mondo
rovesciato: il tuo aleph -
la chiave l'enigma






NEL SEME DELL'AMORE
a Tagore

ascolta
...non senti urgere vita più vita
nel seme dell'amore che
aspetta di esplodere in un abbraccio cosmico?






UNA  LUCE

non sarai tu a scagliarla la pietra 
che negli anni sfasati
più d’una volta tornasti contrito
a casa anche se non ti fu
ammazzato il vitello grasso
che ti specchiasti nel fondo più nero
del nero anche se non s’udì 
canto di gallo quando
tradisti la vita spinto ad un atto
anticonservativo 
che infine piegato
dalla croce una luce
a forma di un angelo fu
a strapparti dall’oscenità
del tuo tempo facendoti espandere
in un’emorragia di versi e di
energia positiva
che nel viola del tramonto
fosti padre e ora nel tempo
declinante sarà forse tua figlia
che ti farà da madre

2010





VITA IN NUCE

entrare nella
morte-vita (sangue del pendolo /
tempo-maya con occhi
di luce -
capovolti)

"vivo" 
è nell'Oltre: cuore
del sole abisso
di cielo - antimondo 






A

1.
vocale
in sospensione come urlo
muto - il bianco
dell'urlo
il nero
di rimbaud

2.
ritrarsi del
fuocosacro a un
vaneggiare di gole
spiegate /
scimmiottanti maiacoschi






NELL’URLO

(mercoledì delle Ceneri)

nel giro delle braccia 
le acque del mutamento – le mani
a impugnare il limite

penetrare in sé
nel profondo – eredità 
di cicatrici – dove si tende 
una strada nel cielo

rigenerarsi nell’urlo
della croce





COGLI IL MIO MORIRE

cogli il mio morire tra una
radice di sangue strappata e un'altra
appena nata dal suo grido







VERSI ALL'AMORE

irradia un sole il mio cuore
che vuole incenerirsi
nelle tue braccia
ove la Bellezza delira

il tuo sguardo s'instella
dove comincia il cielo
anima bella
farfalla imprevedibile del volo







PARUSIA
(nell'ultimo giorno: scaduto il tempo osceno)

sporgersi sull'oltretempo ai bordi
della luce
presenze
evanescenti in chiarità
di cielo: farsi
corpi di luce







INFANZIA

Eravamo nell’età illusa
Eugenio Montale

la tenerezza dei giorni verdi 
sparpagliati
nell’oro del sole appesi 
alla luna

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

quel sentirsi dèi – quasi
alati senza peso – e
non sapere la vita


Innocenza nostalgia del paradiso







EMANUEL  SWEDENBORG

lasciami entrare nel tuo sogno 
adesso che col soffio di Dio
ne scrivi pagine ineffabili
pensieri pettinati di luce
eccelsa danza dell’aria
dalle labbra della notte stanotte
mi pare udire da un-dove-che-non-so
una sinfonia da musica delle sfere

lascia emanuel che entri
nel tuo Sogno

(2010)







ADOLESCENZA ASPRI SAPORI

adolescenza aspri sapori
occhi belli fieno nei capelli
alle spalle della notte
fuggire nello schiaffo del vento

(2001)






CONSAPEVOLEZZA DELL’ESSERE

tanto piccolo sei e disperso 
come pulce sul dorso di un mulo *

ma il cuore che non può morire
infiniti universi racchiude


*da una frase di Erri De Luca
intervistato dopo il terremoto di Haiti





NEL PERDURARE LA LUCE

le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire

le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:

ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno - ricordi? –






IL NULLA LUCENTE

in ka* nulla è casuale
credi morire non è farsi
pietra e silenzio: è grido
liberato pietà che vede -
ruotare
su cardini rovescio
del guanto - essere
sogno? luogo-non-luogo ubiquità
e s p a n s i o n e : lacerante
biancore il nulla lucente **

* ka: il "doppio" incorporeo dell'io
** P.P.Pasolini, da Poesia in forma di rosa






GRAVIDE DI LAMPI

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti 
su pentagrammi di sogni






A STEPHANE MALLARME’
 
tenue rosa d’albore

nel cuore fiorite di cielo






HO SOGNATO DI ESSERE TRASPARENTE

vortico in un vento 
di luce

da fenditure di un sogno
spio il mondo






POESIA ONIRICA

il sogno sfoglia
spirali di memoria
al lume di luna
disegna
il sonno delle rose






LA LUCE GRIDA  

la luce grida aprendosi
uno spazio nel cuore






UN VERSO SALVAVITA

un verso salvavita ti bagna di luce
nell'orfanezza del Sogno





ZEN

(non
studiare il taglio
di luce come l'artista)

non scegliere:

lascia
che sia fa il vuoto
fino
a essere e non essere







Versi per un tramonto sul lago
[fine anno 2009]

(perle d’acqua ed ali)

oro trasfigurato in sorriso 
di sangue /
	     cenere / silenzio
d’ombre







CADUCITA'

il tempo è uscito dal calendario
in un balenìo
di stagioni e amori svolando
obliquo
nel sole con ali d'icaro








A come Amore

(a come Amore
“a-mors” non morte) –
prima del tempo
non c’era che amore – quello-che-muove-
il-mondo: danza nel cielo

della Luce-pensiero: della notte
a scalzare le tenebre






A META' DEL SUO CORSO LA NOTTE

a metà del suo corso la notte
inghiotte l'ultima luce - rende
suoi ostaggi i corpi

su un mondo immateriale - più nostro -
il sogno apre il sipario







SOGNO DI ME

io non io esisto
di qua di là dello specchio (una
distanza mi separa: come
fossi da un'altra parte): vivo mi
agito dentro un sogno
lucido: Sogno di
me - creatura di sabbia







ARCHETIPI O LETTERE CELESTI

sulla pura pergamena
della sostanza primordiale
tutti i pensieri lo Spirito scrive
con l’inchiostro luminoso
della divina emanazione: nel Libro
dei libri sotto forma di archetipi
o lettere celesti si trova tutto
quel che fu è e sarà







William Blake

cielo riflette l’occhio
interiore che veste
luce

specchio
dell’Indicibile dimora di
cherubini a te
benevoli







NEI MIEI SOGNI

nei miei sogni ricorrenti il mare
ne attraverso lunghi tratti io che appena
sto a galla – altre volte mi trovo
in viaggio (nave/treno) o mi vedo nella
casa giù al paese a tavola
coi parenti che mi ricolmano fino
agli occhi e mi accorgo che sono in ritardo per
il lavoro ora nemmeno più ricordo dove
ho parcheggiato scendo di corsa salgo
scalinate eccoli i miei morti i parenti
sorridermi mai che mi dessero
numeri

(ora non sogno più a colori
vividi né di librarmi come
falena contro il soffitto)






HA MEMORIA IL MARE

1.
la forma del vento disegnano
rami contorti
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d’acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

2.
interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce






GIOCO DI SPECCHI

l’ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te – insospettato

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi…







La linea sottile

non crederlo un viaggio 
interspaziale o come andare
sulla luna ora più “vicina”:
è varcare la linea sottile
che divide l’essere dal Sogno
infinito l’oltretempo ai bordi
della luce ove fanno corona
frange angeliche ad accoglierti
veramente  v i v o







ROSA D’AMORE

letificato d’amore angelicato fiore

si schiude la rosa
fra cristalli dell’inverno






Vita in salita

vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in 
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-

incrinata azzurrità
il vetro del cuore








Michael Jackson

peterpan scatenato
i tuoi urletti i passi
incredibili
ch'erano tutto un delirio
ti hanno reso un' icona
insonne hai affidato la vita
nelle mani
di colui che per sempre ha spento
il tuo sangue elettrico






Nascosto starò nella rosa

finché non avrà inghiottito 
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia


perché non intacchino 
i veleni del mondo 
la bellezza del cuore





LE TUE POESIE

sono astruse dici parlano per lo più
di cieli e affini mai di quaggiù – lo
ammetto ma ti pare siamo solo di terra e
non fatti d’infinito e di mistero o
materia dei sogni come il cuore sente?
farsi d’aria e parlare col cielo non
insegna forse a vivere in terra?
a riscattarsi da debole carne?





IO-UN ALTRO

questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte





Libro

mastica piano la morte 
il libro del corpo – orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce




Quel senso di…

aspettando sempre qualcosa 
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
		         quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta

-dove sono “io”?-

          quel senso di…


aspettandomi -
aspettando di nascere








Cuore trasparente

1.
non la doppiezza non l’apparire:
chi sei veramente è più forte di te

2.
fra cristalli dell’inverno è schiusa la rosa:
l’amore sai impollina la morte




Casa di vetro

carne fatta velo d’aria 
dalla consistenza del sogno
ectoplasma o luce-
ombra che si ricrea
questa e non altro la fragile
casa del corpo di vetro





Vita-allodola trafitta

dal buco dell'ozono il tuo grido
verticale: vita-allodola trafitta
da migliaia d'aghi avvelenati -
la tua storia la descrivono cieli
innocenti tra crepe di asfalto - 
palazzi di vetro che s'ergono
come templi specchiandosi
in fiumi d'ossido -
dove non ha lasciato verde
l'uomo tra sé e la sua
fine: qui leggi questa
negazione di te che arde - sottile – 

[1995]






LETTERA 
(frammento)

non angustiarti se non sai pregare
se preghi con la testa tra le nuvole

lo fai e bene se spandi
su foglio metafisica luce

e il soffitto ti si fa cielo







VERTIGINE DEL VUOTO
[leggendo E. M.Cioran]

sognandosi al di sopra dei precipizi

le vene cariche di notti
carpire qualche vertigine all’Abisso






LA NOTTE LATERALE

unghie crescono nella morte

il gravitare dell’ombra che 
ti segue a lato - questo 
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi  a 
scalare la notte





NON POSSIAMO CONCEPIRE

non possiamo concepire come
chi ci ha lasciati
in un fresco mattino di settembre
ci appaia più grande si espanda
corteggiando le stelle 
questo è parte del mistero
non dover essere ma essere-di-più
in pienezza
e perché poi ti sconcerti che l’io
debba disintegrarsi con la sua
tronfia ruota-da-pavone
quest’io a cui credi appartenere?





Di Altrove
[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]

di Altrove 
è lettura capovolta il mondo

chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere

così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue






San Suu Kyi
(scritta il 22.5.09)

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione

non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido d’innocenza
a confondere intrighi di potenti





Riempire i vuoti

riempire i tuoi vuoti di cielo 
e un angelo che ti corre nelle vene 
come sangue e il bianco grido 
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono 
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un 
sorriso ad hoc






Barabba

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?

-non ricordo: in verità ti dico
l’Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato

ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale





AGAPE / EROS / PHILIA

imago dèi: noi chiamati
ad amare (senza essere nostri)
noi abbracciati dalla
Luce: dai tre aspetti dell’amore:
Dio madre / amante / amico
(agape / eros / philia)

l’Uno dai molti nomi:
sole – oceano - fortezza






NEL BUCO NERO DEL GRIDO

nel buco nero del grido
s’attorciglia
la spiralante
vertigine di munch





CHARLOT
(versi ispirati nel dormiveglia il 3 dic. 06)

(la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria)

l'ora si fa elettrica
nel cielo di una risata






FRAGILE FOGLIA

e nel momento del distacco
l'io si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento






VISIONE: M'INONDO' IL SOGNO
(leggendo Jung - Storia del simbolo)

(luce che cresce il grido
della mandragora
l'albero capovolto)

...fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo

vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

coi segreti del vento la musica
delle sfere

il mio sangue confuso col cielo
della memoria

...precipitato nella vita







RIESSERCI

in noi con noi come un
riesserci

spessore davamo alle
emozioni

cercavamo lo stupore


e lo stupore era Dio *

* da un'epigrafe






L’indicibile parte di cielo

indicibile la parte di cielo
ch’è in te e ignori – dice steiner
l’uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:

basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale





RAMMENDI AZZURRI
(per il 25° anniversario di matrimonio)

in braccio al vento
questo giorno dai rammendi azzurri





LA BELLEZZA DELL’ESSERE

la bellezza dell’essere 
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso

[riveduta – 2008]





IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi

si affaccia nel tuo sogno bagnato 
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
 
emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi

[riveduta – 2008]






Di qua del velo

1.
onirica visione dell’eden
dove profuma  Signore
di abele il tuo giorno

2.
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma






A RITROSO

(hikikomori) 

un vivere a ritroso 
le spalle all’oriente 
dove 
cresce la luce 
vuoto delle braccia 
vite 
separate 
tra l’ombra e l’anima 


hikikomori: in Giappone sono oltre un milione. 
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di
 “rapporti” virtuali chiusi nella loro stanza 
fuori dal mondo. 






DOVE PIOVE MUSICA
(a David Maria Turoldo)

ai confini del cuore 
zona rischio lebbra 

dov’è l’io 
luogo-non-luogo dove 
piove musica 

rendimi bianco 
come neve delle vette 


voglio scrivere versi-preghiere 
-emorragia azzurra cielo del mio sangue- 
per glorificarti Signore 





PER METAFORE

a mimare un amore 
anteriore a noi si vola 
nel vortice della luce 

“partire è la vita” 

(farfalla 
di fumo) 

foglio bianco schizzato grido 







PREGHIERA

dinanzi all’Assoluto 
misericordia mi vesta
di un abito di luce

amen







NEL GIRO DI POCHE LUNE

questo corrermi nel sangue 
del transeunte l’istante
mai vissuto appieno

questo accadermi







SOGNO BAGNATO

[dalla parte dei traditi ed uccisi]

vedere l’angelo
della morte
entrare nel mio sogno

ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani

“tu quoque brute”
... per mano di chi
si credeva amico







GRAFFIO

A Giovanni Giudici
[leggendo “Lume del tuo mistero”]

graffio di demone mi brucia 
seguitando sua scia di miele






SOGNO BAGNATO

[dalla parte dei traditi ed uccisi]

vedere l’angelo
della morte
entrare nel mio sogno

ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani

“tu quoque brute”
... per mano di chi
si credeva amico







ABITO CELESTE

(parusia)

“tutta la creazione geme…”

1.
da sogni di vetro e
da pioggia d’uccelli sarai
risvegliato

e
di luce
rivestito

(staccato il pungiglione
alla morte)

2.
e la tua lucy? e il tuo rex?
questi un’animula non sai se
ce l’hanno

di certo gli manca il senso
del trascendente
essi non si sporgono
sulla loro morte 
a cogliere
il proprio profilo finito







IL RAGGIO VERDE

[ad Agnes (Madre Teresa)]

filtra raggio verde dalla porta
della conoscenza

accedervi con la chiave della
compassione

-anima assetata in estasi-
sanguinando amore







DAI CIELI DEL SOGNO

 
precipitare dai cieli del sogno 

fino all’età adulta

richiami di sapori 

di voci l’odore

del mare inalare il vento

salato sibilante sotto 

le porte -

gibigiane echi

liturgie

di memorie

l’iniziazione del sesso

i segreti

… cieli dell’adolescenza

passati come in sogno

 
2010






UROBOROS

tagliato fuori
dal cielo (stato uroborico
di participation mystique)
calato in un io che non sai dire
chi sia: se non presenza passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell’amore:
attesa di pienezza nel pleroma






CONIUCTIO
(a C. G. Jung)

quando si unificheranno gli opposti e il Sé
riaffermerà la propria natura ermafrodita
e dallo squarcio del velo di maya
si manifesterà l’Altro - la nostra
controparte
(sconosciuta e prismatica) che
ci visita in sogno - l’occhio
interiore: allora còlta la totalità
si sarà dissolto insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme
insieme alla rappresentazione della storia
e ai fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime







PLATONE

essere :
notte dell’anima
il cammino
il tempo è la caverna
lancinante
attendere ti trapassi
Amore sole cosmico






CHI SIAMO

caduta la carne
svelati a noi stessi:
non più enigma che arrovelli
            (restano unghiate sulla carne
             del cielo a presenza
             d’un sentire stuprato):

allora l’essere si aprirà
la luce schiuderà le braccia
saremo seme fiore stella - le
prismatiche facce del Sé -
              allora in noi

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma: sarà un camminare
sulle acque

(alla luce dell’epistéme*
avrà la kènosis**
vitrea trasparenza)

* epistéme = conoscenza
** kènosis (qui sta per concetto di)
 = svuotamento del divino






ATTIMO-FUTURO

1.

nell’addentare il frutto proibito
si ritrovò affamato d’amore

1.a

(fu il creare gioco o sogno di Dio / coito mentale)

1.b

(si mordeva la coda il serpente uroboro
racchiudeva in sé l’uovo del mondo)

1.c

in quell’attimo infinitesimo la
storia dell’uomo era già scritta: passato e
futuro un tutt’uno simultaneo

2.

non lui va verso il futuro: esso
gli viene incontro ed è già presente
focalizzandosi in fotogrammi: ciò che avviene
esiste prima di lui: forse in un’altra
dimensione egli l’ha già vissuto (presente
a sé come il sé nel sogno) 
(abitante il riconoscibile istante
dentro una sospensione)

3.

il déjà vu è acquattato tra pieghe dell’inconscio

3.a

come in una sequenza di specchi
gioca con l’alter ego nell’eterno presente

punto da cui si vede il Tutto

versante luminoso del Sé: l’aleph





LETTERA DA UN AMICO

- non serve voltarsi indietro – mi scrivi -:
se metti in conto i limiti
le morti contratte le paure
passate e avvenire se porti in cuore
sventrate lune albe-capestro
se non ti esponi per 
puro calcolo non fai
che raccogliere i frutti d’una vita
spesa male: presto
essa ti presenta il conto – deve questa vita
restarci nelle mani: dare tutto
se stesso a perdere arricchisce:
amare non è forse una scommessa?
dici (e la parola è bisturi): percorri
lo stretto marciapiede a lato
del cuore: nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate ascolta il grido
verticale
che da caduta può farsi preghiera






NIENTE DA PERDERE 

appollaiata sulla tua spalla dalla culla
se la pensi ogni giorno quando
ti radi o vai a letto è per
esorcizzarla o scacciare la paura
dell’ignoto
fartela amica

la morte

-essa
non dissimile dalla vita: seme
che trama nel buio
cospirazioni del nascere-

e dunque: niente da perdere
col disfacimento se sarai tutt’uno
con l’immenso corpo cosmico
nell’eterno girotondo dei
pianeti
nel sorriso di Dio
2010





DEUS ABSCONDITUS

(sempre a metà strada noi: sempre
nella terra di nessuno: il
fratello oscuro che s’agita nel sangue 
(lato notturno dell’anima) che mima
il dolore del cosmo

(attraversando la valle della morte
penetrati da tutto il freddo del mondo: immersi
fino all’ultima fibra dell’essere
in un dramma da consumarsi fino in fondo)

il Dio che sta dietro le apparenze: il Dio
sconfitto nella storia Dio-del-paradosso
che vince con la debolezza - il Totalmente
Altro: l’increato (ab aeterno) che si
a u t o l i m i t a

per recuperare la sua potenza alla
fine dei tempi – grumo di vortice d’astri –
(2001)





LUCE AL TUO PASSO

se il soffrire non coniughi
con l’amare è un niente la vita – avrebbe
detto simone weil
buconero-in-buconero direbbe einstein
(dal crogiuolo del dolore guardare
oltre il visibile oltre
l’io – schermo di carne)
ma più in là tu non vuoi vedere – solo
cattiva stella che graffia l’azzurro del tuo cielo
(ed è gioco perverso pensarla
nel tuo codice iscritta):
credi: è per risorgere che in te
sperimenti l’abisso: impara a guardare
il sole: esci dalla platonica caverna – 
ascolta: non esiste solo nelle favole
il tuo angelo: egli da dietro il velo
del tempo è luce al tuo passo
perché vivibile sia questa vita: perché batta
nel sangue un tempo tuo – rotondo
(non sai che della polvere dei sogni
son fatte le sue ali?)
il tuo angelo – se vuoi – sarà simile
a emanazione di luce/visione
di blake:
attiva il terzo occhio – sii come
la clorofilla che si nutre di luce






VOLTI AL CIELO

(ai martiri della cristianità)

1.
(testimoni –
non maestri coi loro
fiumi di parole)

vòlto al cielo colui
che grida nel deserto – l’uomo
pneumatico - *

2.
in visione celeste rapiti e 
fulminati
sull’altare le mani
a benedire – rosso fiore
sul petto –
gli oscar romero della storia


* per San Paolo è l’uomo spirituale
(2010)






CIELO INTERIORE
(a Gustavo Rol)

cosmonauta di spazi
sovramentali
trasfiguravi il tempo
velandolo d’irreale:

quiddità di un cielo
interiore
aperto su mondi paralleli





SENZA TITOLO

al di fuori di me –
io stesso luogo-non-luogo –
mi espando

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

fremito d’acque e stelle







IL LATO OSCURO

e se fossi stato 
dell’altro sesso in una 
vita precedente 
e ne avessi perso 
memoria? 

(ipotesi remota dici – di certo 
campata in aria)- 
tendendo a tralasciare 
junghiane profondità 
scoprire come in un test 
il lato oscuro del Sé 
totale la parte 
inconfessata (semplicemente 
naturale) – la tua percentuale - 





L'ANGELO

noi lacere trasparenze 
-sostanza di luce e di sangue- 
a superare d'un passo la morte 

solleva l'angelo un lembo di cielo 
svela l'altra faccia del giorno





E TU A DIRMI

lanciarmi anima-e-corpo 
contro fastelli di luce 
specchiarmi 
nella sua follia 

e tu a dirmi: Lui 
-l'irrivelato- 
nasconde il suo azzurro - è 
lamento amoroso




VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti] 

vastità di te solo 
penetrata nei sensi: 

nella tua fragilità 
lo stupore 
di sentirti un mondo 

una “fibra dell’universo” 





NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE

[ispirata all'alba del 19.10.2008, 
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco] 

negli occhi forti della luce 
vive il paese innocente 

-dove approdare l'anima 
esausta 
di vita dispersa- 
(una 
gomena di avemarie 
porge l'angelo a riva)





WELBY

nel giorno acceso 
in trattenuta vertigine avvolto 
nel mantello del vento 
sporgersi da una rupe di passione 
in un amen il ripercorrersi 
di stagioni di là del mare 
cogliere il fiore-essenza del tempo 
sognare d'essere quasi 
una finzione 
- la morte un paradosso 





DA UN'ONDA DI SOSPIRI

da un'onda di sospiri 
in sogno risalire 
la morte fiorita 

dal grido 

di albe di cenere e 
fermenti di voli 
nel turbinio del vento





Dell'indicibile essenza

dell'indicibile essenza -l'altra 
faccia del giorno- 
noi sostanza e pienezza 

solleva l'angelo un lembo 
di cielo: in questa vastità soli 
non siamo: miriadi 
di mondi-entità ognuno 
in una goccia 
di luce




QUESTO PANE

perché lo permette ti chiedi 
permette tutto questo 
ti senti dire: è una prova che ti dà 
“dal male trae un bene” anche se 
non puoi capirlo - allora 
giustificato dal Suo sangue 
spezza insieme agli altri questo pane 
bagnalo di tutte le lacrime 
del mondo 
non una briciola si sprechi di questo 
dolore 




STEP

pensieri distesi nel mezzodì 
incendiato – 
sul letto una lama 
di luce obliqua e nella 
mente in sopore 
insieme a un pezzo 
di mare 

il perdurare la tua immagine 
di poco fa il moto 
dondolante 
del corpo – fatto d’aria –