[email protected]
FELICE SERINO

 


Cynegi Network

Classifica di siti - Iscrivete il vostro!

LE POESIE DI FELICE SERINO 2


Un senso

vorrei con le parole aprirti
questa vita come una mano
Franca Mancinelli
da "Mala Kruna",  Manni 2007

se sei in ritardo sulla vita
sulla sua "tabella di marcia"

... alza gli occhi al cielo
datti un senso


la vita una

pensaci

aggiusta il tiro


da: In sospeso divenire, 2012





Glorificare la luce
(a un martire della cristianità)

complice il buio: a perdersi fra
le cose i gesti - nessuno
ad ascoltare il Grido - Dio
dov'era...

nessun canto d'angelo
-il suo cadavere trafitto
sulla punta delle stelle






NELL'AZZURRO RIFLESSO

(ad un corrispondente immaginario)

un altrove in me ride sereno
-ti scrivo oggi col cuore

come vorrei -in quest'ora benigna-
che la sprezzante tua penna
s'intingesse
nell'Azzurro riflesso
dove sputi






ALLA MENSA DEI POVERI

[ispirata da una intervista in tv
il 21.10.12]

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- la saggia
ultraottantenne (cuore fanciullo)
sentenzia servendo
ai tavoli con fievole voce quasi
d’un fiato

luogo ospitale dove tutti
-alla buona- ci si dà una mano: sono 
per un piatto caldo ma non 
vogliono pietà –
 

(incorniciati nella finestra dai vetri
appannati sagome d’alberi
senza chioma nell’autunno 
inoltrato – al caldo
la nuvola di vapore dalla cucina offre
un che di magico di familiare)




COME IN SOGNO

[a chi è affetto da attacco di panico]

come nel sogno quando 
a quattro zampe ti trovi 
-impotente-
a graffiare la terra in salita


(… poi la libertà del risveglio
mentre ad allentare
la morsa è quella
impressione di morire)




AD UNGARETTI

nel carnato della terra 
d’alessandria –zolla 
palpitante nel sole

nascita di un dio minore
a battesimo d’inchiostro






MILLE E PIU’ PAGINE  *
(ah la poesia!)

sulla spalla mi pesa la merini 
tornando dal mare un cambio
spalla versi da ruminare
in un vago giro di pensiero
nell’aperto cielo
istriano
in questa canicola agostana

[Porec (Parenzo), ferragosto 2012]

* Alda Merini, Il suono dell’ ombra, Mondatori 2010





AD ANTONIA POZZI

Poesia – azzurra
eco del cuore –
sei musica che piove
pulviscolo dorato nelle stanze
della Bellezza

-eterna armonia





IL RIMEDIO

non lo trovi in nessuna 
enciclopedia: malessere e 
rabbia si contrastano
con meditazione e preghiera rubando
spazio alla bile – ripudiando la
pratica di chi
si disistima
con alcool e pasticche a effetto
placebo (col pensiero
-inconscio- di sparire)




IO ERO LA’

(nella ricorrenza dell’11 settembre)

quasi un assentarmi da me (stato
catatonico davanti allo schermo) 
(auto-
difesa inconscia per non viverlo 
quel momento?)

-ma io “ero” là
tra vite spaginate nell’aria:

io presente-assente
stagliato contro un cielo stravolto


…e in me

cadevo






PAROLE

mi chiamano dal fondo 
parole 
dove il sangue ondeggia

mi guardano
ancora senza carne

parole nate 
con quel vuoto
d’un arto amputato

(orfanezza di non essere
intere mai)

ricercate per una 
metafora felice





SOGNO UN MARE D’ERBA
(a Walt Whitman)

amo le tue odi dolce vecchio
Whitman -
un lampo ed ora ti vedo
tra nubi giocare coi capelli
di Dio Padre (tu ritornato
bambino) - ed ecco
ti si ricongiunge l'ex
"allievo" - il profeta *
barba-di-luce - fluttuante 
nel mare d'erba del cielo

* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,
morto il 5.4.97

[poesia del 2000, ripresa nel 2012]





L’ EGO

1.
ovattata vita
di chi l'altro non "sente"
-muro eretto
con impasto dell'ego
2.
inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo




LA BELLEZZA DELLA ROSA

[ispirata da una omelia]

le tue scelte abbiano
profumo di Paradiso
-anche se
verità attira
l'odio del mondo

la bellezza della rosa brilla
del sangue sulle spine




VERTIGINE DEL CERCHIO

vertigine e chiusura
del cerchio

compasso che gira sulla punta
per mano dell'angelo personale
			

... l'uscita dal cerchio

-nella luce






IL ROVESCIO

capovolte
le apparenze

... se era questa la vita - ti chiedi -
figura d'un sogno che
se stesso sognava...






“COLUI CHE INTINGE…”

1.
“colui che intinge con me nel piatto”

… non si estingue questo fuoco
che passa per la carne del cielo
-il mio abbracciare dalla croce il mondo
-il tuo trafiggere nei secoli
questo Cuore senza più sangue

2.
di giuda è piena la storia – tu
guardati intanto da chi
credi un amico:
è quello che con te condivide
il pane la luce l’obliquo raggio
degli occhi




NON E’ CHE UN PERPETUO TRAMARE

la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:

non è che un perpetuo 
tramare
“cospirazioni” del nascere

miracolo d’amore




RADICI

potrebbe accadere che a volte 
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu

un sentirti perso – fuori
dal tuo centro – quasi senza
un io reale

… e in quel frangente
aggrapparti con l’anima
a radici del cielo

-come ad una madre




L’ENERGIA S’ADDENSA

l’energia s’addensa in un tempo
rallentato

-noi qui nel divenire

-palpiti d’anima e cielo

(un
trascendersi)





ESTASI

avvitato nel rosso 
tuo palpito 

m’incielo





VITA CHE TI SVELI

assisa sul bordo della luce 
vita che abbracci
infiniti orizzonti
vita riflessa
che non sai dire se vivi
o sogni
vita in esilio finché abiti nel corpo
vita genuflessa
a adorare il sole-maja
di luce
che apri la fronte del giorno
vita-vuoto affamato

sii te stessa
“vita fedele alla vita”


… rigenerata dalla Croce
Vita che ti compi
che ti sveli





VORTICE DI FOGLIE

distrazione 
del Supremo – dici – la nostra parte
mancante? ovvero caduta 
d’angelo nel mare-mondo?

non siamo
che un vortice di foglie...

ma se il precipitare
in se stessi è in vista di risalita
(alla notte
segue il giorno)

allora non esiste 
–sai- chi potrà recidere
questo cordone ombelicale col cielo




NEGAZIONE DELLA MORTE

inargenta sul mare la fine del giorno

sapere che Qualcuno
da sempre mi conosce


notte d’ossidiana ora m’avvolge

io
non posso morire


morire alla vita…






IL CAMBIAMENTO

(sfogliando la fine anni ’60)

una luce pensante
di sorpresa
visita il cuore
che si è negato all’altro
da Sé
al suo versante celeste
-per giorni spavaldi
da cucire sulla pelle

(ora è un coniugarsi all’opposto
il restarvi connesso
è l’attesa
-in traslucere d’anima arresa-
che Colui che t’invita ti dica
“amico vieni più avanti”
-cfr Lc 14,10)




NASCITA

come appena 
emerso

da naufragio di sangue
a luce 
ferita

rosa 
del tuo fiato - madre -





COS’ E’ IL MARE

non puoi spiegarlo 
alla bimba dagli occhi di luna
se non l’ha mai visto prima

se non è rimasta rapita
dal ricrearsi sull’acqua
di riflessi dorati
-ed è poesia…

lei può solo sognarlo – il mare –
come una carezza di vento 
salato e spazi
aperti e voli…

vederlo nel proprio cielo 
alla stregua in cui s’immagina
un altrove 
chiamato paradiso






EVANESCENZA

in trasognato sfarti figura

-quasi rito-

t’invetri 
   incielata diafana


Da IN SOSPESO DIVENIRE, 2012





IL BUIO DEGLI ANNI

(a tutte le vittime per la giustizia)

negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni
di piombo : la pioggia di sangue -
la vostra morte luminosa -

il sangue delle vostre
primavere
di là dal buio dell'ora
ecco levarsi alto
come un grido
al centro della storia -
a forma d'un indice puntato -

1994






FUOCO CELESTE
[A Dino Campana]

(la tua poesia
è un canto di gallo all'alba
un'apertura di vento

un languido sorriso di donna
"tu mi portasti un po' d'alga marina"

è fuoco celeste del tuo canto 

2001




LO SCHERMO DEL TEMPO

(siamo semplici ombre
in un sogno cosmico)

i morti non sono morti: sono solo 
nel retroscena e non visti
ci osservano da dietro lo schermo
del tempo: si lasciano
incontrare nei sogni

1997





DONNA

l'altra metà
del cielo

(l'anima che si ferma
sulle labbra)

corpo: porta
sulla nascita

estuario

1997





TAU

1.
noi pasta del mondo - ma fatti
anche della stessa materia
dei sogni - nella parusia segno
del tau saremo
"pneuma"

2.
la croce è perdente per la
logica del mondo (Dio
un dio funzionale
per la coscienza addomesticata) -
in fondo al cuore il doppio
o la divisione ovvero
il negativo di sé il giuda
potenziale l'antitesi:
l'entrare
della morte nel morso
della mela -
eva la porta aperta
(per dove passa 
la storia - questo riprodursi di Cristo
nell'uomo divorato da un dio
vuoto: l'assorbirne
la morte)

1990





GLI ANNI SPOGLIATI

meriggi ancora lunghi a morire...

voli a solcare il rosso 
del cielo...

hanno le ferite 
del mio tempo
le crepe dei vecchi muri: quelle
degli anni spogliati nel cuore

... oggi
mi sveno come questa luce

[poesia del 1979, riveduta]






MOMENTO (2000)

orizzonte ingoiato in uno squarcio
rosso
         (ti fermi all'Esso) -
          momento sospeso in
un cielo di sangue - a due passi imbocchi
la cassetta della posta col plico
di poesie scritte in questo fine
secolo mentre annegano nel Po brividi di
luce di questo breve sole capricorno e
senti palpabile nell'aria serpeggiare
la psicosi del 'millennium bag'

2000





SWEDENBORG ( I piani sottili)

libero dall'ego-cecità
corporea 
col terzo occhio varchi le
colonne d'ercole: i piani sottili della
città astrale - dove folgoreggiano
angeli

2001




PAROLA
(per Saba)

(non m'incantò la
rima fiore-amore)

dove si leva il mio canto
per l'uomo di terra
e cielo

sei tu parola
il mio sangue
alato

1998





CORPO-ANFORA

il corpo-anfora ecco svuotarsi

lasciando nell'Infinito mare fluire

la sua anima d'acqua 





VOGLIO CREDERE

in danza attorno al totem
benessere
ho raccolto nella curva della sera
il balenìo d'una vita falsa
asettica -

oggi con tutta la forza
del mio sangue
voglio credere non sia perduto
quel senso d'autentico che

rende liberi - còlto nell'inseguire
voli di rondini e
utopie di cieli d'innocenza

1995




A HENDRIX MERCURY COBAIN

tra luci psichedeliche
allucinogeni e
vivere "on the road"
cavalcano la tigre del successo
ragazzi scontenti e divi del momento

idolatrati imitati
affrettano la propria distruzione -

sui loro sogni si chiude la notte

1994




A EDITH PIAF

t'intagli
nel cuore d'un sogno esile figura

delizia degli angeli
la tua voce arcana:
intreccio di vita e di morte

1994




LA VIGNA

Il Signore della storia
ha offerto la sua vigna
perché portasse frutto - 
ma l'uomo l'ha devastata

la vigna di Dio non è
divisa da ghetti -razza o 
colore-

la pianta dell'amore eleva i suoi rami
nel cielo come un canto

1994




VERSI RITROVATI

(Trittico per mia moglie Angela)
	  1981

I - Oggi raccolgo i frammenti
dell'io e ti sento come
un sole dentro il cuore -
sei alba del mio sangue -

II - Rifugiarmi sul tuo piccolo
grande cuore o amore
è tenerezza che accende
negli occhi bagliori di stelle

III - Nel cielo dell'anima
il tuo amore è grido
di luce che colora
le mattine d'estate.

1993




NELL'URNA

nell'urna-di-vita: cenere
muta?...
palpito rosso che
s'inciela - atomo stella





NASCITA ( Nel giardino dell'amore)

nel giardino dell'amore
tremante fiore 
di carne
sorpreso nel suo
dischiudersi

1993




DEDICA A MIA MOGLIE ANGELA

il tempo passato a scrivere
lettere d'amore, il mio sangue e le notti

non appartenevano che a te





IRPINIA

hanno ordinato lo sgombero
ti hanno assegnato
il prefabbricato - "diritto"
di terremotato -

contro queste mura
resta schiacciato il tuo grido

(brindano col tuo sangue
gli sciacalli del potere - preparano
per tuo figlio emigrato un cielo
di ossido aggredito da fabbriche
robot morte chimica)

ordinato lo scombero - resta
su queste mura
infranto il grido-preghiera: eco
di sangue della tua metà
sepolta sotto le pietre

1989



MICHAEL JACKSON

Peter Pan scatenato
i tuoi urletti i passi
incredibili
ch'erano tutto un delirio
ti hanno reso un'icona
insonne hai affidato la vita
nelle mani
di colui che per sempre ha spento
il tuo sangue elettrico




TIENANMEN

... consumato l'eccidio 
lavato il sangue 
                         (ma non
dai loro occhi e dagli occhi
della storia)

la libertà la vita: unghiata 
sulla carne del cielo: un grido
rosso come il cuore

[1994]




CHARLOT

(la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria)

l'ora si fa elettrica
nel cielo di una risata




VITA-ALLODOLA TRAFITTA

dal buco dell'ozono il tuo grido
verticale: vita-allodola trafitta
da migliaia d'aghi avvelenati -

la tua storia la descrivono cieli
innocenti tra crepe di asfalto  
palazzi di vetro che s'ergono
come templi specchiandosi
in fiumi d'ossido -

dove non ha lasciato verde
l'uomo tra sé e la sua fine: 
qui leggi questa
negazione di te che arde - sottile – 

[1995]




DOWN

questa vita
che apre gli occhi sui giorni
feriti
ti ha lasciato per firma
una cicatrice

- segnata con l'inchiostro
indelebile
della nostra indifferenza

1988




APPROCCIO
[poesia facile ovvero esercizio poetico]

uno di quei pomeriggi
in biblioteca
dove trovi cibo per la mente

tra web e cartaceo la adocchi
immersa come sub
in una ricerca su nietzsche

con una particolare
luce presa in prestito
da monalisa

ecco lei ti sorprende

un'occhiata e...
come calamita
ti attira
nietzsche!

e ti senti uno stupido




DON PABLO

(a Oscar Romero)

diceva tra l'altro (in una
delle sue omelìe
di fuoco): - il terzo mondo
ha le vene
aperte il primo una coppa 
nelle mani

la verità che si faceva
martirio si tinse
di sangue: ancora una volta
volevano
uccidere il vangelo

1988




DELTA

dove
è grido-linfa rappreso
la voce del deserto -
detrito al diramarsi
dell'essere senza
foce: qui col tuo peso
di terra ti consegni
alla morte

1980



ALLO SCOPERTO

entrare nel morire tra seduzioni
dei media è frantumazione
dell'io è uscire nudi
allo scoperto:

spoglio di alibi-corazze
con radice di sangue
e cielo è cuore che risale
in luce sue macerie - la vertigine del tempo
vuoto -

1988



DALL'IMMAGINE SPEZZATA

ricomporre i frammenti vuole tempi
lunghi come la storia - : risalendo dall'immagine
spezzata fino all'ultima ferita
in un sol grido rivivono squarci
d'identità i fantasmi che furono te:
per poco: li inghiottirà una fuga
di luci la città verticale
allucinata: la sua bava
di ragno che tesse latitanze

1988




MEMENTO

(alle madri dei deseparecidos)

dimora nella ferita del cielo
il vostro urlo modellato
dagli squarci della storia

non piangete sui mattini
rossi di olocausti
dal loro sangue
nasceranno colombe

1984



SPIRALE

dilaniate in crogiuoli
d'ingiustizie-torture
coscienze si tendono sulla parabola
del giorno dove alveari-
ghetti inchiodano a spirali
di sangue chi non ha voce e la vertigine
dell'essere si fa carne e grido

1984




ESSERE

s/oggetto schegge & grido buco
nero
nello spacco
del giorno la parabola

(dove si apre la vertigine e la vita è
frantumazione dell'io)

essere
palpito avvitato nei gorghi del finito
essere arco teso e freccia
del divenire luce
& abisso dentro cuore di carne

1984




SVOLTA

caduti i miti sul quadrante
del mondo dove stride verità
che apre la cerniera della notte
l'uomo fuori delle spirali
di città-caos oltre i pensieri
dilaniati si volgerà dove albeggiano
ferite azzurre le tue strade
di cielo

1980




APPUNTI DI VIAGGIO

cielo aperto in uno squarcio rosso

alla radio
"gli ultimi eccidi"

t'inchioda nel suo vortice la
precarietà dell'essere

parabola di carne
come gl'insetti
contro il parabrise

1980




MONDO

ti reggi su cumuli
di escrementi ed erigi
altari di miti grondanti
sangue tra nebbie
di droga e masturbazioni di
coscienze:

dai tuoi genitali di storia
il seme delle
generazioni ruotanti nel tuo
Caos

1980




LA LATITANZA

ipotesi di vita dormono nel seme
dell'amore che aspetta di esplodere
in un abbraccio cosmico

intanto
si aggrappano a troni di sangue
radici nate dal cuore del mondo

1980




BLACK OUT

la città-piovra con i suoi mostri
meccanici e le facce
robot - tra alveari
di vetrocemento in un'orgia di semafori e
insegne vedi lupi azzannarsi: è questo
l'uomo?

(in tempi di crisi
anche l'anima rischia il
black out)

1980 




A DANILO DOLCI

la nostra città
terrestre inizia dove
l'uomo si fa violenza - di là
dai cancri di questa era
suicida -

tu lo insegni al bambino
che tende le sue prime
radici nell'aria:

rivoluzione è costruire
la città terrestre oltre
le notti che si spaccano alla volta
del cuore

1980




CON LE NOSTRE RADICI DI CIELO

in noi la vita lascerà
la firma di una cicatrice -

dibattuti
tra libero arbitrio e destino
sedotti dall'avere richiamati all'essere
fatti di carne nella carne finiti
tentiamo dare un senso a questa
vita avuta in prestito:

con le nostre radici di cielo e
terra
ci attacchiamo a quanto sia antidoto
alla solitudine vuota occhiaia del giorno che
chiudendosi ci ritorna un io maciullato
dentro la sua macina

1980




SISTEMA

sul vento delle braccia
pensieri decapitati

la cattedrale di sangue 
eretta
con la ragione del numero
dell'efficienza

1980




DOMANI ANCORA UNA PENA

dopo otto ore alla catena
neanche la voglia di parlare
davanti alla tivù-caminetto
e morfeo ti apre le braccia

(restano impigliati
nello stridìo della macchina
brandelli di coscienza)

domani ancora una pena
l'anima tesa sul grido 
del giorno

in spirali di alienazione

1980




OLOCAUSTO

immolato al moloch del consumo
deponi la croce delle otto ore lasciando
brandelli di anima lungo la catena
biascichi parole di fumo prima del sonno e sogni
strappare alla vita il sorriso ammanettato
dal giorno tieni in vita la tua morte tra vortici
dell'essere e trucioli d'acciaio rovente ti farà
fuori una overdose di nevrosi-solitudine
cuore-senza-paese immolato al moloch
dei consumi il sangue vorticante nella babele di
pacifici massacri offerta quotidiana

(Poesia scritta negli anni 80)
	



L’ANIMA TESA SUL GRIDO

dopo otto ore alla catena
neanche la voglia di parlare
davanti alla tivù-caminetto
e morfeo ti apre le braccia
(impigliàti nello stridìo
della macchina
 brandelli di coscienza)
domani ancora una pena
l'anima tesa sul grido
del giorno
in spirali di alienazione

1984



 
UOMO TECNOLOGICO

parabole di carne convertite in
plusvalore - l'anima canta nell'acciaio - pensieri
decapitati al dileguarsi di essenze: vuota
occhiaia del giorno dilatato:

coscienza che si lacera all'infinito

1994




MORTE BIANCA

al paese (le donne avvolte
in scialli si segnano ai lampi)
 hanno saputo di stefano volato
dall'impalcatura come angelo senz'ali
- non venire a mettere radici - scriveva al fratello
minore - qui anche tu nella
città di ciminiere e acciaio: qui dove
mangio pane e rabbia: dove si vive
in mano a volontà cieche

1980




LINEA DI MONTAGGIO

lo hanno visto inginocchiarsi
davanti alla centoventesima vettura: come se
volesse specchiarvisi o adorare
il dio-macchina:
46 anni: infarto - parole
di circostanza chi deve informare la
famiglia - l'attimo
di sconcerto poi li risucchia il ritmo
vorticante: come se nulla
sia accaduto: la produzione
 innanzitutto

1980




SPIRALE 

metti la caffettiera sul gas 
il tempo di fare l'amore
la casa un'isola nella nebbia 
di ieri nella testa il grido dell'officina 
non ti avanza tempo per buttare su carta 
quattro versi che ti frullano nel cervello 
 la bimba vuol passare nel lettone sorridi 
per il polistirolo ritrovatosi in bocca 
con la torta ieri il suo compleanno 
trepiderai ancora una volta al ritorno 
davanti alla cassetta delle lettere 
e la moglie a dire qui facciamo i salti 
mortali per quadrare il bilancio 
il borbottìo del caffè ti alzi 
esci e penetri il muro di nebbia 
nella testa il grido stridulo d'officina 
a cui impigliati restano brandelli 
d'anima e carne 
d'un'altra settimana di passione 
stasera deporrai la croce
1980



                  
PROLETARI
1
distinzioni di classi
niente di nuovo la storia si ripete
noi pendolari voi vampiri
dell'industria che evadete il fisco
(imboscando capitali sindona insegna)
ed esponete le chiappe al solleone
sulla costa azzurra o smeralda 
(lontani dal nostro morire -
in città-vortice sangue solare
innalziamo piramidi umane
per l'alba di mammona)
 dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo
di questa babele tecnocratica)
averci diseredati crocifissi
con bulloni a catene di montaggio

2
cieche corse cronometriche
cottimi barattati con la salute
pensieri accartocciati desideri
condannati a morte
uccidi la tua anima per otto ore
sventola la tua bandiera-di-carne
produci-consuma-produci
per il dio-mammona per il benessere (di chi?!)
sei bestia per il giogo del potere
pedina in massacri calcolati

1980

Da: IL CALENDARIO DEL POPOLO – Poeti operai 
[numero monografico n. 730, maggio 2008]





UNA SPALLIERA DI VENTO

distacco 

farsi fragile foglia 
appoggiata ad una spalliera di vento






D' UN PRESENTITO CHIARO D' ARMONIE

d' un presentito chiaro d' armonie
d' un trasognato dove
vivi e scrivi
-tuo credo-
tua casa di mare aperto




L'ALBA CHE SA DI NUOVO

Per fortuna ciò che sta per nascere è il giorno.
(Fernando Pessoa "Il libro dell'inquietudine")

la si vive nel sangue la nottata

ha uno spazio aperto
l'alba che sa di nuovo
al rango della luce




ANAMORFOSI

[ispirata da un sogno
la notte del 20.11.11]

come amante
mordicchiare
lo spazio-carne

... e i denti frantumati

... e non riconoscersi allo specchio
(bambino e vecchio)





MI SPECCHIO NELLA MIA TRASFORMAZIONE

quando il mondo continuerà
dopo di me

a chi vi dirà lui non c'è più
fategli uno sberleffo





DEI ME STESSI

l'esistere
l'evanescente:
un volgere altrove

la vita 
vista come 
sogno di me

dei me stessi





NOI ANGELI

sospesi nel tempo
a frange del cielo

noi angeli
	    caduti

mendìchi d'amore





LADRO DI PAROLE

[l'ispirazione della poesia]

la farfalla immagine-pensiero
sotto la volta del bicchiere
-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo
attimo e poi il volo...-
la destrezza nel carpirne la luce
frangente nei colori -
l'inavvertito suono





AVEVO PERSO LE CHIAVI DI CASA

(conversione del non più ragazzo
 e non ancora uomo)
 
le formazioni delle nuvole che
promettono pioggia

… dai recessi una voce
catartica
a sovrastarmi a farmi 
piccolo

la faccia contro il cielo
mi ritrovo
"assetato"




ALEPH

1.
nell’oltre non c’è ombra
-lo sai- ombra che ti possa
nascondere allo sguardo

è una chiarità che t’attraversa
non come qui che guardi
per speculum in aenigmate

2.
lì non si consultano dizionari
né atlanti: sei tu la biblioteca
il motore di ricerca

-alfabeto voce conoscenza- :
nel Tutto tu sei e tutto
è te – (l’aleph del poeta cieco)*

3.
è dove ti si svela ogni
contrario - la vita non è prima
della morte 


* Jorge Luis Borges





CONGETTURE

1.
si vive
per approssimazione

si sta come
d'autunno...
(vero
ungà?)

2.
o
dall'origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte?
(... fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un'altra cosa...)
-non questo intendevi (forse)
congetture
divagazioni
… ma lasciami sognare
un sogno che non pesa




COME UN IRRADIARSI DI CIELI

Amore è una parola a rischio
Nelo Risi


Amore è

come un irradiarsi di cieli
anteriori
esaltazione al calor bianco
o pane impastato con lacrime
un lungo lungo gemito più
che sospiro di vento e foglie
casa del sole e delle ombre
dove disarmato
è il cuore




MARE DENTRO

riverberi maja di luce

rosso schermo dietro
gli occhi (te supino) in
barbagli a lenti
tratti
le vene del mare coniughi
con geometrie
di gabbiani sul filo arcuato
d'orizzonte

questa vastità
di cielo e mare
dentro - le
anime del mare -

... come perdersi






DI UN DOVE

di un dove
d'un altrove
striscia
di luce verde la mente
l'interrogarsi serpeggia
si morde la coda




L'OFFICINA

[ispirata dalla definizione di sé
di Quasimodo: "operaio di sogni"]

più la insegui e più
ti sfugge - l'ispirazione - farfalla
multicolore o bolla di
sapone che ti scoppia nelle mani

puoi lasciare ti visiti
quando non te l'aspetti
si levi questo sole interiore
in sogno o ancora nel dolce 
dormiveglia prima che sia giorno
come un bianco palpito
... ti alzi la mattina ed è quasi 
un miracolo
il silenzio dell'officina




OLTRE IL VELO

nulla si disperde

la banca del cielo
a custodire i fondi -
bagaglio di vita
dolore-amore


nulla va
perduto - chiusa 
l'ultima pagina
di vita

bagnato di Dio - oltre 
il velo - sarai
al suo appello
presente




FRAGILE PALPITO

in una selva di gridi
come lepre braccata
dal tuo incondizionato amore:

Tu che governi i cieli
"bisogno" hai di me?

perché pungoli questo
fragile palpito

fino al sonno della morte?





SI DICE DI AGOSTINO

[Al Dottore della Chiesa
il quale dava da "masticare" il Verbo]

si dice di agostino - era forse
un sogno? -
gli fosse apparso un angelo-bambino
che voleva raccogliere
con una conchiglia
tutto il mare in una buca

la morale tra le righe: nulla è
impossibile a Dio

(prima che passasse
nell'aria e fosse
aureolato
da giovane agostino era
un dissoluto)



VENNE A TROVARMI LA POESIA

venne a trovarmi la poesia
come un vento lieve
a frugarmi le pieghe dell'anima
io mi sentivo un folletto vagante
nei recessi del sogno
sul filo sottile delle emozioni
ondeggiavo
su quell'alito di brezza che
guidandomi verso stanze inconsce
mondi paralleli mi apriva

d'una cosa soltanto
ero consapevole:
che dalla febbre del mio daimon
ero divorato