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ASCE Asce, cadono bendate, si lagna il legno umiliato sotto i tagli dall'avido uomo assestati, la linfa, affiora e cola come gocce di pianto, un vuoto, ma ree le sue mani sono piene e rimbomba la voce tra le acque dello stagno ove si riflettono ormai solo stelle senza ombre. FOGLIE UMIDE Le foglie umide degli alberi sono nell'immensa solitudine, come un lupo morderebbero il cuore ad ogni uomo assassino; or la notte è su di loro come una porta chiusa senza maniglia, e domani la carta stampata richiamerà l'attenzione su queste creature. Ma sono tagliate per la carta stampata, la loro morte. UNA VITA Siamo in viaggio su uno scomodo treno tra l'alba e la notte ME STESSO Mantengo lontano le maschere per non deturpare i miei segni. NEL SILENZIO DELLA NOTTE Nel silenzio della notte le foglie a tratti si risvegliano agli aliti della luna che spingono i rami a perquisire il cielo, là sul sentiero attendono sguardi di mistero; scorre un'acqua di ruscello che sa ancor di profumi, con le movenze di una nobildonna sembra sussurrare con le fronde antichi moniti, arriverà con la luce della luna a portare purezza alle nostre pene. Il respiro della valle è in attesa , la sentiremo sorridere forse domani... EVASIONI Con le bianche ali d'un vivace volatile l'immaginazione risale le scale dell'ignoto, spariscono le ombre dai miei occhi, e sono libero dal tempo verso un infinito. Il nudo senza identità si veste e sono felice spinto fuori dal mio piccolo mondo: i miei desideri sorridono, li sfoglio come libri dove le pagine sono perle luminose. Finalmente ho un' anima, un corpo… ed ascolto il mio sfogo appagato. LONTANI DALLA SUPERBIA Velata è la piazza dal manto bianco, da uno sguardo di luna emerge la chiesa limpida in cristalli di vita come rifugio all'eclissi dei vinti; tre fraticelli vanno all'ingresso, uno ad uno i passi su scalini di ghiaccio salgono in un puro divenire dell'essere. Non serve cercare lontano l'incanto interiore la salvezza sta in ogni soffio di vento che spira lontano dalla superbia. AVERE TE Ho te nella mia mente ...e intorno il silenzio SPIRAGLI DI LUCE Sulle ali di uno spiraglio di luce sparsa tra le nebbie lungo i pendii ti ritrovo in un'immagine tremula. Il vento ti spinge lontana come me che non cerco il tuo abbraccio, il mio cuore è in quel gelo dei vetri ; anche la luna si nasconde ma a tratti fa capolino e non mi sento più perduto in quegli spicchi di luce. SENZA MASCHERE Tutto sembra chiaro e pulito senza maschere di colori, ho aspettato la neve per guardare negli angoli bui dove cammina la gente. E trovo la mia quiete lontano da ombre nascoste, tutto si trova nel profumo della trasparenza. L'ANIMA S'ATTACCA ALLA LUNA Si scioglie il mio pensiero come quella neve sotto i piedi dei passanti, sembra fermarsi prima di perdersi nel tempo. I miei occhi si soffermano sui tetti imbiancati come per raccogliere le loro lacrime, per portarle via nel silenzio. La luna è là, osserva muri , torri e case, sembra impassibile ma si attacca a lei la mia anima. UN CIOTTOLO PRECIPITA IN ACQUA Un ciottolo precipita in acqua il centro si dilata svanisce come il tuo ricordo ma ti ho amata ed ora amo un'altra il centro si sta dilatando... OCCHI IMMENSI SENZA ETA' Al di fuori dei tuoi occhi non c'è nulla, sono un rifugio al mio vagar ove nascondo del mio cuor i desideri. Sono nudi ed immensi come il mare che si fonde con il sole; sono occhi che amano con la luce del tuo cuore che mi fa vedere l'infinito. Affiderei a loro anche la mia anima bagnata dallo stillar di grigie gocce di tormenti. SILENZI Ascolto la quiete della notte quando sperdo la mia fame di lupo. FORTUNA Le mie ambizioni hanno sete di forte liquore ma della volontà non basta il vento a gonfiar le vele del mare, senza fortuna nessuno si libera dalla noia e dall'ipocrisia degli uomini che a soffocar vanno il nostro fuoco. Fin qui fortuna ho avuto e del gallo mai il canto ha annunciato un'amara goccia di tradimento, ma mi accorgo,per non farmi divorare dalle cimici, di quanta fortuna di buone stelle ancor m'occorre per non fermarmi per strada : d'aspri monti gli sforzi son dietro di me, or s'aprono al mio sguardo rose spinose di un'immensa pianura. VELE STRACCIATE Si ancora il mio sogno di vele stracciate e s'ode il vento soffiar forte sulle foglie ingiallite nell'inganno di cieli azzurri. I miei pensieri nel muto respiro del vuoto scolorano la tua immagine, una goccia amara nell'inquieto silenzio delle mie palpebre lascia i miei sensi inappagati... ECHI DI TRIONFO Quel che si prova sulle ali del successo è difficile immaginar con la mente per chi per error nella folla s'è perso. Neanche chi ha stretto il vessillo in mano con preciso rigor può far capir bene l'euforia maestosa che l'avvolge: sulla vetta anelata ha posato il piede ma quasi non crede nel sogno raggiunto. Sol chi negli artigli neri dell'aquila sotto il fardello della sua sconfitta vittima si sente delle frustrazioni, avvertendo gli orrendi e intensi suoni che trasportano per l'aria l'apoteosi, può capir della vittoria la vera realtà. FAZZOLETTI La pioggia cade fredda, impetuosa, su quelle mani di sogni strani verso di me …quei fazzoletti offerti illuminavano un sentiero celato di un'anima soffocata e non solo dall'autunno. La pioggia cade fredda ancora verso quel mondo senza volto su di una solitudine di verità bugiarde. Gli sorrido , ma mi uccide quel fuoco di rabbia… quella mano spogliata conserva il peso d'un grosso fardello. ANIME INNOCENTI Polvere bianca hai di purezza il tuo colore dietro di te è nascosto l'inferno. Non hai pietà... Ti piace ingannare il cielo di piccoli uomini coi tuoi fuochi d'artificio. Il tuo brutto racconto di fate è un sole che gela e per un'anima innocente è giorno...è sera...è notte. E LA STELLA...ARRIVERA' Mia stella...io sto nel chiaror delle tue mani ma ho paura di sguardi indifferenti all'eco della tua immagine ...io t'invito a fermarti a denudare di fronte a occhi che stanno chiusi quei brandelli di mondo che non gustano l'intenso sapor di vino Non c'è pace pure se si è vivi ...quei brandelli hanno sete di liquor di vendetta tra lacrime e urla sono commossi al baglior del tuo passaggio di speranza mia stella...ho tanta paura di morire …di sapere che chi lascerò non potrà esser felice tu...non lasciare che i pensieri di pace siano vestiti da ombrosi burattini ...solo così eviterai di guardare la nube astratta del mio spirito LA NOSTRA VITA E' un vero peccato capir della vita il significato quando tardi è troppo ormai ed il ricordo del passato diventa l'immergersi in un improvviso accumulo di nubi. Siamo nel futuro davanti allo specchio senza alcun velo sul volto perché par che l'aurora abbia capito tutto ma non ha chiuso i nostri occhi. Così, come debole foglia e ingiallita a quel margine di strada , siamo sbattuti tra odio e amore dal tocco del vento. La vita è tutto ciò che ci appartiene: niente va sprecato banalmente, niente può esser lasciato nelle mani del diavolo. Più ci avviciniamo a lei in manifestazione d'amore tanto più il suo oceano danzerà con le onde sino all'immenso firmamento. E noi potremo cogliere a piene mani l'immortalità della gioia. SENZA FIGLI Se le ali leggere della morte ti solleveranno senza il pianto affettuoso di figli mai nati la notte ti guarderà con la luna senza le stelle e su ogni riva la schiuma adirata delle onde cancellerà le sottili tue impronte. Il sole continuerà ad illuminar d'ogni fiore i petali che non più t'appartengono e ti piangerà la terra come pianta senza foglie. Qual ricordo ci sarà d'una vita inutile? Quel tuo egoismo ha lanciato frecce avvelenate di curaro. IL SENTIERO DEL FUTURO Fumo nero in alto s'innalza come rami alla fame silente del fiore, nuvole grigie nascondono il cielo in militante ricerca d'un azzurro splendente; un grido d'aiuto quasi tremante arriva alla terra che guarda impotente un sol disertore come spago intrigato. S'incolpa il progresso a cui tutto è permesso, qualcuno s'oppone con una voce nel buio che scende sovrano sulle metropoli offuscate. Il vero progresso è saper mantenere il colore del cielo, il verde dei prati, la purezza dell'aria, la quiete del sonno, ricostruendo il sentiero che conduce al futuro. MANI Stava lì col capo chino tra le mani, al rosso del semaforo arrivò mesta la sua mano esitante, m'apparve il suo viso con un urlo di tramontana, solo due parole con dei fazzoletti ma piena era la sua bocca di odio amaro. Solo un pugno di miseri soldi, nient'altro senza che nulla si senta nella mia mano, così non mi sono sentito più l'anima addosso. MISERIE DEL NOSTRO TEMPO Mani incagliate nel filo sottile dell'ipocrisia teso in silenzio mani ruvide dal lavoro bagnate di tristezza che cercano altre mani che arrivano con un verme nella mela ...solo una scheggia di luce su ombre di mani calpestate e il domani deve ancora arrivare con pensieri di pietra di chi non ha bevuto mai il sapore d'un dolore ma quali aiuti per chi indossa la miseria che non vuol essere sfamata quali aiuti per quelle mani stanche di battere i loro petti quali aiuti per quei pensieri di corolle che non riescono a sbocciare per ora solo i raggi del sole arrivano ovunque NOI La volpe uscì dalla tana con gli sguardi oscuri del cielo quando la fame le squarciò il cuore azzannò... e ora l'eco rimbalza su pietre di odio lì non nascerà fiore... con una lampada ipocrita la cerchi nel bosco ma è in noi ...l'aggressività mai rimossa inorridisce le mani della morte e mette la sua maschera sulle nostre facce MANI DI SABBIA Lancio il sasso nel mare , s'aprono tremuli cerchi, la mia rabbia si placa con loro... Il mio orgoglio cade col tonfo, non si vede più niente... solo le mie mani di sabbia, granelli che scivolano come lei che più non m'appartiene. SAPORE DI VUOTO Ho visto il mio letto disfatto il cuscino col rossetto sbiadito ...ho provato per una notte l'immenso che non m'appartiene ...or s'innesca inesorabile quel sapore di vuoto incerto rincorrendo quello svanire...quel fuggir dei suoi occhi struccati e le mie mani si toccano il viso ...più volte come preda e come vincitore VIENI AMICO CON ME Sul muro il corpo freddo della lucertola cerca il sole in quel calore della poltrona ...il dubbio assassino la guarda la scruta... la rabbia s'innesca sino ad esplodere ...era un grazioso ramarro una vittima dei nostri occhi di cristallo che il grido della libertà ancor non sentono... Ma perché abbiamo sempre archi contratti? Bisogna essere uomini non macchine...! Vieni amico con me... STELLE NEL DESERTO Era un iracheno... i suoi occhi nella notte stavano per morire stelle nelle mie mani di sangue ...che ne sarà dei miei figli stringimi a te tra le tue braccia lo so che non volevi uccidermi ...e la mia arma lasciai cadere col mio volto tra i granelli del deserto ...erano tutte uguali le tute di guerra in quella tempesta di sabbia
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