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MAURIZIO TRAPASSO


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POESIE DI MAURIZIO TRAPASSO

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                                           BIOGRAFIA   PAG.  2 -  3


Voglio amarti così 

Voglio 
foreste amorose, 
con i fiumi abbracciati a noi, 
col vento parlandoci all’udito,

voglio
slacciare le nuvole affinché la pioggia 
reciti le sue carezze sul tuo viso,

voglio 
amarti molto lentamente 
assaggiando la terra dei tuoi baci 
che arrivano sempre in tempo,

voglio 
disegnare nella tua pelle montagne, 
laghi e pesci colorati,

voglio 
scriverti una poesia nel cielo 
affinché la leggesse tutto il mondo 
e in essa dirti che ti amo, 
che sei il mio universo,

voglio 
crescere al tuo fianco, 
che le tue radici 
si attorcigliassero alle mie 
e che le mie ossa fossero le tue.





Voglio riempirti d'amore 

Voglio sommarmi alla tua pelle 
scrivere nel tuo silenzio 
prendere la tua bocca di sorpresa 
rubarti l'anima con un bacio

Voglio coprirti di tenerezza 
invadendo 
il tuo ultimo angolo selvaggio 
scuoterti nella mia statura 
divorare la tua innocenza

Voglio essere il Caino 
della tua pietà 
l'insensatezza più dolce 





Sagome di insonnia 

La mia voce non passa
 a raccogliermi l'anima.
Lunghi uccelli di linguaggio indecifrabili 
barche azzurre vuote di sangue 
dove il battito non ha infiammato 
un anima 

lente tristezze si alzano 
come il vapore dalla terra 
perché la pioggia non ha sale 
catenacci 
lunghe paure di trincee senza amici
 
l'amico è una dolce finestra 
la mattina 
scuote largamente notti statiche 
aderite alla pelle 
della gola.





Senza aspettarmi nulla 

Dalla distanza
ti guardo e solo posso sognarti,
il mio sangue è un torrente,
le mie mani un tremore,
vivi lì nel tuo circolo
padrone di te
ed io qui inquieto
impastando parole,
sospirando versi,
fumandomi le ore,
a cuore sboccato,
inghiottendomi i miei baci,
sperando
senza aspettarmi nulla.




Solo tu 

Triste è amare di ginocchia, 
contro la parete, 
senza toccare la luna, 
senza sentire lampi, 
solo freddo, 
nudo di pelle, 
strapieno di niente, 
sazio di domande, 
dimenticato dalla risata 
che ti ha rubato il vento, 
triste è chiudere gli occhi 
e che i ricordi 
ti spingano al pianto, 
triste è la solitudine 
che persegue le tue orme, 
triste è amare 
per fabbricare dolore 
e che nessuno lo sappia, 
solo tu.




Vetro 

Il dolore si accumula
nel sangue
come colesterolo,
secondo a secondo
una piccola lacrima
si radica in noi
senza essere coscienti di ciò,
l’inevitabile fine,
l’impotenza davanti a lui,
sono sufficienti
per svegliare le nostre paure
che a volte dormono
su risate
di vetro.





Rugose sensazioni 


Mi basta questo silenzio 
mi raggiunge questo vuoto 
mi rallegra questo abisso 
mi conforma questo addio.

Respiro il fallimento 
godo il disastro 
non protesto la dimenticanza 
e bacio la tristezza.

La tristezza senza baci 
è una dimenticanza, 
una protesta, 
un disastro senza respiro 
mille fallimenti del piacere.

Questo addio anticonformista 
è un abisso non rallegrato 
pieno di vuoto non raggiunto 
come un silenzio sbozzato.





Mi basterebbe

Mi basterebbe
Mi basterebbe passare un dito sulle tue labbra
dopo averle baciate a lungo 
per cancellare il mio sapore da te.
Mi basterebbe stendermi al tuo fianco 
mentre fingi di dormire
e sfiorarti adagio nel timore di svegliarti
pensando al dopo
a quando il tuo sguardo posandosi su di me
mi renderà conscio della mia nudità
ed allora chiudere gli occhi
per non vederlo
per non voler capire
se ti sono bastato.






Il mio destino sei tu 

Ho baciato i tuoi angoli, 
i tuoi contorni 

Ho dato ragione alle tue ragioni 
non mi opposi mai

L'iride rotonda del tuo petto 
affondò la certezza in me;
mi ha invaso la tua rugiada, 
saziandomi il tuo riflesso

Le tue trasparenze ricce, 
la gioventù dei tuoi venti;
tutta una flora albeggiata, 
le tue parole di corteo

E transito i tuoi dettagli, 
il veleno delle tue lettere;
ogni taccio vibrante 
nella curva della mia demenza

Mi precede la tua sagoma 
che dispongo quale diamante 
sul mio scettro viola 
e ti faccio la mia governante

Nella linea del mio destino 
hai firmato già il tuo nome 

Sei il passo sulla mia strada, 
il mio futuro, 
il mio amore, 
la mia donna




Il silenzio delle tue mani 


Solo trovo statue
senza viso
nella pioggia di parole
che visitano le mie notti,

ti seguo amando dolorosamente,
paralizzato il mio tempo,
ancorato nei tuoi occhi
che guardano verso un altro lato
mentre i miei nuotano
in un mare confuso
di antiche promesse
ed abbracci rotti,

il silenzio delle tue mani
percorre i miei ricordi
quando ti cerco
nella pelle dei giorni
che morirono in noi.




Per notti senza te 

Trovai nel tuo sguardo 
una chiave di cristallo 
che apriva mattine chiare 
e verità nascoste.

Nelle mie mani sveglie 
il sole scriveva le tue ore 
ed un pezzo di nuvola 
dormiva nel tuo sorriso.

Del tuo cielo di farfalle 
piovevano tramonti, 
promesse coraggiose, 
ricordi senza padrone 
ed un manuale di istruzioni 
per notti senza te.




Morso fugace 

C'è un corvo ficcanaso 
che segue i miei passi, 
veletta la mia finestra.

C'è un'unghia affilata 
che lacera i miei sogni 
perturba le mie notti.

C'è un salice piangente
 gemendo in silenzio 
scacciando i miei dubbi.

C'è un Re arroccato 
strapieno di debiti, 
ci sono ore senza fine.

C'è un grido soffocato cercando
 una bocca che gli dia riparo, 
c'è un sorso amaro 
dispetto e formaldeide.

C'è un morto in vita che è stato
 testimone del regno caduto, 
c'è carogna nei denti dell'avvoltoio ladro.



Poeta senza poesia 

Oggi ti regalo la mia carne, 
le mie lenzuola ed il mio cuscino, 
senza poesie, 
solo figure strette, 
e ti regalo la mia abbottonatura aperta 
e la mia barba agitata.

E ti regalo queste parole sporche, 
rotte, 
lente e rigate, 
lascio solo qui un paio di linee bianche, 
affinché tu mi scriva "ti amo" 
sulla mia schiena, 
con la tua lingua lunga.

E ti regalo quel bacio, 
con sapore di solitudine, 
orfano, 
esiliato, 
con un soffio del tuo effimero soggiorno.

E ti regalo questa vita, 
di poeta senza poesia 
senza Dio e senza niente.




Sogniamo 

Penetri nel mio mondo 
e mi denudi il sangue, 
ed ignori i miei lamenti, 
e la notte mi inonda.
Fai che la morte mi sembri una fuga, 
e fai che i pesci di avorio mi mordono le labbra.
Vorrei oziare nelle tue sfortune, 
ma accechi le mie palpebre e diventano eterni.
Un giorno sogniamo di svegliarci nudi in un divano di albe.

Un giorno sogniamo.

La lacrima infinita cambiò sospiri in sacrifici 
e cessò il compasso
rabbonito.
In occasioni mi tocchi resuscitando nei sedimenti del caffè.

A volte.

Scivoli per gli angoli grigi delle libellule
e mi abbandoni, 
recidivo, 
nelle tue orme.
Un giorno sogniamo di svegliarci nudi in un divano di albe, 
ma l'alba germogliò
e tu non c'eri.




Sabbie in me 

Per le sabbie della mia vita 
ti giuro cielo, 
che sono un deserto 
e nel mio corpo 
solo troverai solitudine.



Delusioni 

Nessuno sente 
il dolore che in me nasce, 
nessuno vive le mie lacrime 
come le mie guance.
Duole più della morte 
la mia fronte quando cade 
in ginocchio per strada 
quando la bugia e  l'inganno 
distruggono il mio sorriso.
Si annichilisce l'anima, 
tacciono i fiori 
i fiumi 
la palude, 
ed io..., 
rimango di pietra, 
con i miei aneliti lapidati.



Il tuo silenzio 

E il silenzio cupo viene 
lasciando un grande vuoto nell'anima  
un vuoto vorace che rende la notte
una punizione, un flagello, un rimprovero. 

Un coro che canta nelle ombre del crepuscolo 
nel quale il tuo silenzio balla 
vanitoso. 

La mattina muta diventa oscura  
eclissando l'allegria con parziale scioltezza. 

In lontananza una  promessa di luce 
è il tuo sorriso che mi affascina, 
furtivo si avvicina distillando passione 
e con lei la tua voce si fa canzone.





Petali in silenzio 

Nove lune piene 
portano le stoppie di una speranza inutile.

I secondi assopiti, 
con passi lenti, 
tentano di scacciare le paure 
per un'assenza indefinita 
che lasciò un sentiero inimmaginabile 
di vissuto difficile 
da allontanare dall'inaspettata dimenticanza.

Una lacrima dopo l'altra 
chiede di un ieri nella lontananza.

Il vento, 
con sussurri di malinconia, 
porta durante il tragitto 
la realtà di un ritorno inequivocabile 
sulla strada dell'impossibile.

Volano le campane; 
cantano le cicale.

Aleggiano le rondini ed i nimbi rapidi 
vanno alla ricerca del crepuscolo 
per il pronto rinascere dell'aurora.





Da quel rossore

Da quel rossore di un incantesimo muto 
mi portai il tuo nome tra i ricordi 
intorno alla tua immagine feci un forte nodo 
li conservai ben profondi per mantenerli 

Dal mio silenzio inventai una storia 
per fare reali i miei nascosti sogni 
mescolai i desideri con viva memoria 
e creai un romanzo cavalleresco
 di passione e fuoco 

Dalla distanza ti amai senza barriere 
e nella mia solitudine fui tuo di pieno 

Dal mio rossore ti amai alla mia maniera 
lo seppi io solo e lo vissi in silenzio 
dalla distanza del tempo che veloce 
la tua immagine si perde come uccello nel vento 
mi rimane il tuo nome legato alla mia anima 
mi rimane la storia e quel sentimento





Lacrime di sangue 

Si stanno avvicinando le tenebre 
impadronendosi della luce, 
quella luce che abita nel cuore 
illuminando i sentimenti.

Tutto cambia e si trasforma 
ed a volte senza ragione di essere.

Eccedono le parole 
quando il silenzio parla, 
quando una lacrima cade 
perdendo la rotta, 
quando non si vede ancora l'orizzonte 
sapendo che esiste, 
quando il mare sembra tranquillo 
ma c'è male di fondo, 
quando il fuoco non brucia 
perché ti sei convertito in cenerine 
e quando tutto quello che ami 
si è volatilizzato 
rimanendo solo 
particelle nell'aria.

Tutto cambia e si trasforma 
e le tenebre invadono il presente 
lasciando la sua unica alleata;
la Solitudine, 
affinché si incarichi 
delle poche frange di luce esistenti 
che passeranno alla storia.

Nel frattempo io:
solo in un angolo, 
arricciato 
continuo a rovesciare lacrime di sangue.






Piove a fiumane 

Piove a fiumane, 
la notte è molto fredda 
e mi fa male lo stomaco. 
Disteso sul letto 
ascolto le gocce cadere, 
lo strepito dei tuoni 
e mi vesto dalla testa ai piedi, 
pensandoti costantemente. 
Qualcosa mi inquieta, 
non posso dormire, 
sarà il dolore o il pensarti? 
Manca poco per mezza notte 
e continuo a manipolare la penna 
per vedere che mi esce, 
già senza niente plasmare, 
più che tornare a ripetere: 
Che sta piovendo a fiumane.




Accetto 

Accetto la tua voce inerpicata di liturgia notturna 
e il tuo camminare di ombra nel bicchiere delle mie lacrime, 
diffidenza delle braccia che avvolgevano gli occhi 
tanto amati della lontananza.

Un barlume di caldo nel palmo ed il bacio che sanziona 
la longitudine della bocca 
nel mare acquiescente della magia.

Accetto anche l'ardore che pronosticava il tuo petto 
nell'angelica ansa del cuscino, 
un argomento essenziale per l'insonnia 
fondamentale scusa reclamata.




Discorso nel silenzio 

Recita il mio silenzio un discorso d'amore, 
fiorisce nel mio cuore una profonda petizione, 
le mie mani seminate di tanti sospiri, 
chiedono essere ascoltate dal destino.

Semina le strade dell'esistenza, 
avvicina per favore il tuo sentiero sul mio cammino, 
fa che i fiori delle mie mani conoscano, 
i bei giardini di chi sperano.

Fa che la nostra primavera rinasca, 
nella fertile terra dei nostri sogni, 
fammi popolare questo labirinto di idee, 
unirli ad un nuovo verso di respiri.

Fugace pensiero proiettò i miei aneliti, 
fugace pensiero strappò la mia anima, 
attraversò l'infinito la mia desiderata preghiera
sperando di trovare il suo eco.





Polso di luce 

Ti respiro, 
mentre il mondo si ferma 
ed il silenzio affretta per la mia notte.

Mi inonda la tua essenza vitale 
polso di luce 
equilibrando il mio essere completo, 
favorendo l'assoluto.

Irradi la tua frequenza in me.
In ogni angolo il tuo verso elettrico, 
esime dalla mia aria l'offesa 
ed esala la chiarezza più ripida.

Non c'è niente che mi perturbi.

La mia anima nella tua presenza 
acquisisce la tintura dell'infinito.

La perfezione mi sfiora le labbra, 
che continuano a decifrare i tuoi simboli astrali.

La mia lingua rivela la sua chiave 
nel godimento della mia luna.

Pende dal tuo etereo sussurro il mio battito, 
coniugando la mia devota ispirazione 
ed il tuo fervente azzurro, 
che addentra la mia pazzia senza cessare.

Soffocato della tua immensità, 
riverberando in delirio.

Ardo nella sacra sorte 
di stare con te.




Dolce ispirazione 

Dolce è la tua voce quando dici ti amo, 
è un canto d'amore per questo cuore innamorato, 
sento ogni mattina il tuo abbraccio nei raggi di sole, 
ed i tuoi baci nei raggi di questa bella luna d'argento.

Ti sussurro un ti amo nel vento, 
e nella rugiada della mattina ti lascio i miei baci, 
nella schiuma del mare le mie carezze 
e nel canto degli uccelli una dolce melodia che ti ispiri.




Lacrime 

Ora le mie lacrime sono diamanti, 
uccelli scorrevoli in un viso 
ammutolito pieno di dispiaceri, 
mi sento seppellito, 
con le mie spalle completamente pesanti. 
Nella mia valle 
non ci saranno oramai zagare, 
solo toni spenti, 
corvi e solitudine.
Perché, molte volte ti fai il sordo?
Perché, vieni ed addolcisci le mie città?
Amore..., sei, tanto saggio e doloroso!