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MAURIZIO TRAPASSO


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POESIE DI MAURIZIO TRAPASSO 3

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                                           BIOGRAFIA



Sono finiti i motivi 

Senza meta 
senza senso
Solo questo Tuo vuoto 
in me

Notti di nostalgia, 
svegliarsi e non trovarti al mio fianco 
baciare la tua assenza 
di insonnia suicida

La mia pelle si spacca 
le mie labbra si asciugano
 senza i tuoi baci 
il mio sesso appassisce 
la vitalità mi abbandona

Finirono i motivi 
terminarono le ragioni 
solo questo bicchiere di liquore 
e gli eterei ricordi 
di una vita migliore...





L'ultimo bacio 

Fu una morte tranquilla; 
congelamento delle mani, 
la respirazione ridotta 
un lieve sospiro e dopo niente. 

Volevo abbracciarla e così lo feci, 
presi le sue mani, 
viziai le sue labbra ed i suoi occhi, 
lasciai cadere in essi 
il flusso delle mie lacrime. 

In una notte ombrosa andai al cimitero 
a visitare il posto nel quale era sepolta; 
il vento ronzava misteriosamente 
sulle fosse dei morti, 
la tomba del mio tormento
 brillava abbandonata, 
vangando la terra arrivai 
fino allo scheletro freddo e bianchiccio, 
sulla risata permanente
 del suo denudato cranio, 
stampai un ultimo bacio.




Pastore di versi 

Pascolano le parole 
nei prati dell'universo, 
tra stelle e galassie 
continuano a ruminare versi.

Come pastore io penso 
di riunirli nell'ovile, 
li unisco in una ballata 
nel gregge del silenzio.

Sono un pastore di lettere 
su una pergamena bianca, 
li porto per il campo 
verso le fonti segrete.

Sentimenti porto nella bisaccia 
come alimento di vita, 
che nutrono il mio cuore 
e mi riempiono di poesia.

Sono pastore di versi 
che camminano al mio fianco, 
li pascola il mio pastorale 
per strade diverse.




Universo (di Maurizio Trapasso)

Tra la moltitudine mi espando come il fumo 
e mi dissolvo per le ombre della gente 
preservo puro il mio spirito immanente 
nella narcotica nostalgia in cui mi sommo 

Ma solo con l'emozione di un nuovo verso 
esplode in me un big bang di sentimento 
per creare la tua immagine nel mio pensiero 
e costruire dal tuo viso il mio universo





Grovigli 

È rinata la penombra mistica 
in un altro cuore 
che frustato fu 
per l'amara confusione,
 
mutilato è rimasto, 
ha perso la ragione 
perchè nelle braccia del dolore 
cerca consolazione. 

Geme angosciato 
carcerato dall'oppressione 

il dubbio gli ha giocato 
un tragico tradimento 

e nella quiete della notte 
canta una canzone 

fatta di emozioni aggrovigliate 
che ha strappato dal suo interno.




Suicidio (di Maurizio Trapasso)

PROLOGO

La notte ha aghi nelle palpebre 
e coltelli inchiodati nella bocca.
Piangere con sovrana libertà 
l'epidemia di un dolore vanitoso, 
l'estensione del lamento, 
l'errore delle cose che sanguinano e liberano 
suicidi nella punta delle dita, 
nella punta e nell'angolo delle dita.


PRIMO ATTO

Io sento a volte morti insistenti, 
morti come trapani nelle ossa 
e crepe che si espandono 
come polvere da sparo.
A volte devo chiudere gli occhi 
perché li porto troppo aperti 
e si inondano di polvere, 
mi sono asciugato 
e rimango vedendo uccelli e brine 
e dardi che si inchiodano nella mia ombra. 


SECONDO ATTO

Mi abbandonano la voglia di seguire 
perché comprendo che la lotta è un'altra 
che i posti sono solo luoghi 
e che il tempo non è più di un istante 
che ci sono solo forze per le quali scelgono 
transitare una strada vera:
perché se non c'è strada, 
il viandante non ha usato i suoi piedi camminando. 


TERZO ATTO

Non voglio andare ma è fino al fondo;
l'oscuro rimpiazzo della morte 
come un alone sontuoso che mi agita 
e mi ritorce l'anima contro il petto. 
Le labbra colorate, 
la bruttezza ed il sospiro triste del viso 
dopo l'inserzione dei ricordi 
e il volo fruttuoso della calma.


EPILOGO 

Ho freddo nelle mani, nel petto, 
freddo nel posto della cicatrice, 
sotto la mia lingua dove nasce 
a volte un fantoccio di fango 
ed una maschera sovraffollata tremenda, 
un orologio accurato sull'armadio 
ed una parola intera per me, 
erede di ogni azione persa.


***


Splendore di silenzi 

Globuli di silenzio assaltano il suono, 
l'assediano.

Ogni sfiori di carta smerigliata nell'aspra matassa, 
ogni incessante gocciolamento di pioggerellina, 
il tremore nella foglia del tamburo sibilante, 
nascondono granelli di silenzio, 
ciottoli per lanciare alla vetrata degli uditi 
per svegliare il guardiano che riscatta i sogni.

Pianure, 
chiarezze, 
valli, 
dove riposano larve e si raggomitolano boccioli, 
minuscoli semi, 
fini corpuscoli 
che come atomi implodono battiti 
girando in parallelo.

Sono cime, 
sentieri, 
cisterne, 
salvadanai, 
ci sfida e combatte il silenzio 
il fugace e monocorde esercito del rumore.

Corridoi e labirintici tunnel 
che acchiappano gli arpeggi dell'egregia sinfonia.

Infiniti portoni dove la luce schiocca 
ad ogni palpito del suono, 
salti allontanandosi 
ascendendo in curvilinea sintonia.

Quanti paesi addormentati
 nella mite geografia della musica?

Dentro, 
molto dentro, 
uno scricchiolio di dadi, 
un saltellare di monete.

Oasi di silenzi, 
a galoppo i sensi.

Danza furiosa 
la mondanità della vita.





Sono quei silenzi 

Ancora i nostri silenzi 
sento ameni, 
nella distanza 
profonda 
caverna dei sogni 
ci riuniscono silenziosi e teneri.

Ancora in quelle onde 
del viavai eterno, 
lucciole 
della marea rossa, 
scorgo la sincerità dei ricordi.

Amanti 
ingenui siamo, 
passeggeri 
della fortuna terrena, 
la carne 
non ci unisce mai.

L'altro, 
come ponti 
su qualunque turbolenza, 
amore, 
vero, 
sono 
quei 
silenzi.




Sia in te la luce amando

Con intenzione la luce amando 
è regalando virtù, 
rifiutando pregiudizi, 
gelosia e paure 
sfumando ogni nebbia.

Sia in te ed amati 
come ti piacerebbe essere amato 
è legge universale che l'amore si espanda 
solo così cresce ogni porzione di cosmo 
con la luminosa energia interna dell'amore.

Ama e ti accenderai come bella stella 
nebulose gassose dell'opinione si infiammano 
e i tuoi occhi brilleranno come aurora luminosa 
con assolo rovesciare attraverso essi amore.

Perché il freddo del nostro silenzio
 bolla le labbra amate 
la brina ed il ghiaccio copre la vita 
che aspetta baci di luce 
ma all'interno di ogni essere 
l'amore continua a battere 
come fiorisce il mandorlo nudo in inverno...





Sei Mia 

E ho bevuto il tuo sangue...

E fu percorrendo il mio corpo 
millimetro a millimetro riempendomi di vita, 
come fuoco ardente nelle mie vene 
sentii correre la luce della tua anima.

Sei già mia...

Mi appartieni, 
le tue aurore non esisteranno più, 
l'oscurità si riempie 
ed io ti proteggo sotto il mio manto.

Mi senti...

Sei mia...




Risorgo in Te 

Battè, il mio cuore, per te di nuovo.
Tornò a risorgere il sentimento, 
la nuvola oscura smise di versare acqua 
e il Sole albeggiò in un nuovo bacio.

Resuscitò in me quell'affetto confesso, 
che mi vestì debole, preda nella sua fucina 
e con desiderio mi coprì nel suo racconto 
dove ci prendiamo con staffetta.

Tornò ad incendiarsi il mio sguardo nel tuo.
Arse la mia anima nella brace della tua bocca, 
mi vestii il tuo tocco e le tue mani 
e rise la mattina col ricordo della notte.

Mi sentii lusingato per l'appassionata veglia,
preda nei silenzi pluviali e lontani, 
nel tuo corpo vinto con la tua voce
 che mi fa impazzire, 
con una speranza cantando alleluia.




Ricordi profumati 

Ho molti ricordi nascosti 
nella cassapanca delle mie brame interiori, 
ma solo uno è sempre con me 
occhi azzurri, candore. 

Nonostante tutto appartenga al passato 
lo conservo ancora come una luce accesa, 
sarà il fascino delle ore vissute 
o il dolce tormento di crederla al mio fianco. 

Io la cullo tra i miei sogni più cari 
ricordi profumati della mia felicità troncati. 

Di amarla così e di crederla sempre con me 
sarà la passione che non si spegnerà mai.





Potrei moltiplicarmi 

Potrei moltiplicarmi in mille carezze, 
in tutte le dita necessarie 
mirando al tuo fervore, 
tuttavia il pendolo dei sentimenti, 
questa volta 
oscilla sul lato opposto 
dell'amore, 
quello spazio che si riempie di silenzi, 
né è facile ritornare.

Niente è lo stesso.

Quando ci stacchiamo, 
ci allontaniamo.

Girando il movimento della lancetta dei minuti, 
l'orologio che respira nella mia testa, 
deambula, 
gioco a perdere il tempo 
e tutte le altre ore.

Mi eccedono mani, 
anche i baci.




Piedi di filo 

Ho anima di cane 
e piedi di filo di ferro, 
per equilibrare la mia ombra 
ottusa.

Parlo 
con la metà della mia voce;
la metà della mia anima 
la prestai agli uccelli lunari;
essi divorano 
l'argilla delle mie ossa, 
per essi sanguino 
lacrime azzurre 
e cospiro 
contro l'alba. 

Sono 
tilde rotta 
nell'abbecedario dell'inverno, 
e continuo a rammendare le mie dita 
al letto ovattato 
della poesia, 
dragando tutte le vene 
del silenzio 
per seppellire ognuna 
delle mie morti 
o ingrossare lento, 
dolcemente 
il corpo 
di qualche sogno rachitico. 

Datemi 
una tomba di parole vive, 
una tomba di petali e dimenticanze 
che possano riparare 
questo formaggio gruviera 
della mia esistenza.





L'Alfa e l'Omega 

Io voglio essere l'Alfa e l'Omega, 
principio e fine di tutta la tua tenerezza.

Il freddo e il caldo della tua avventura, 
l'ispirazione della tua mietitura.

Siccità e pioggia tenue, 
quella che irriga il tuo essere 
dove abita la dolcezza, 
sarò anche rimedio che si cura 
di ogni disamore che si piega.

Di giorno vestirò di sole radiante, 
se è notte emulerò la luna bella 
e lascerò nel tuo petto un bacio ardente.

Ripeterò un ti voglio appariscente, 
ed inzupperò la tua bocca silenziosa 
con lacrime di giubilo fervente.



L'emozione del mio cuore 

Con te tutto è distinto, 
rimane una pace 
immensa nel mio interno, 
quando ti guardo, 
riempi di emozione 
il mio cuore.

Ti scriverò 
tutte le mie lettere, 
descrivendo 
ognuno dei miei sentimenti.

Tu sei, 
fonte ispiratrice, 
dove germogliano le poesie d'amore 
bollate con il tuo nome, 
inconfondibile, 
perenne, 
tu sei amore.

Il mio dolce e tenero amore, 
diletti i miei giorni 
con sinfonie che arrivano al mio cuore.





Io sono il vento 

Io non sono poeta, 
scrivo solo versi 
che non osò dire la mia lingua.


Io non sono pittore, 
dò solo al mondo 
un pò di colore.


Io, 
quello che sono veramente, 
è vento.


E navigo attraverso l'aria.
Senza freddo. 
Senza paura.


Ed a lombi della mia piuma, 
scrivo, 
disegno, 
penso.


E volo a causa del suolo.
Ed osservo a chi mi osserva.


Perché voglio.
Perché posso.
Perché sono.





In Questi Indegni Versi 

Ahi! 
Le mie labbra riarse 
in arcaici falò, 
cantano ancora felici 
vibrando con anziane nostalgie, 
ingenui sognando il tuo dolce 
sguardo.
 
Peregrina la mia anima 
illusa ti aspetta, 
in onirici campi 
di terse sabbie.

In profondi abissi 
di dolore e solitarie 
chimere, 
un corvo disegna 
speranze rigide.

Il brutale inverno 
che affligge il mio petto, 
primavera diventa 
quando ti ricordo.

Ed ancora in grigiastri 
paesaggi piovosi, 
le mie ali sorridono 
il tuo ricordo coprendo.

Sgozzasti la mia anima, 
ammazzasti il mio petto, 
asciugasti i miei sogni, 
appassisti il mio ego.

Ed ancora dissanguandosi 
la mia putrida essenza, 
ti Amo e ti Bacio 
in tutti i miei pravi, 
e spregevoli versi.



Eternamente Addormentata 

Mia madre mi ha lasciato il 
27 Aprile 2013 per l'eternità 
la sua vita è stata un esempio d'AMORE.


Come un uccello ferito, 
debole e agonizzante, 
stavi quel giorno.

Dio ti chiamava 
in quell'istante, 
allora seppi che ti perdevo.

Non potevo crederlo!, 
non ero preparato, 
tutto mi sembrava crudele, 
spietato, 
ingiusto!

Sentii 
che non potevo fare niente, 
percepire la morte, 
mi portò un gran dispiacere.

Sapendoti tranquilla e in pace con Dio, 
molti cercarono, 
inutilmente di calmarmi, 
tuttavia, 
la tua dolce e armoniosa voce, 
Mai!, non tornerà mai a chiamarmi!

Alla tua ultima passeggiata, 
non potevo accompagnarti.
Era troppo tardi, 
era il nostro addio.
Il fine si presentava improvvisamente, 
e in quell'istante, 
mi avvicinai, 
ti sentii fredda baciandoti, 
Eternamente addormentata!

Ricordai le nostre passeggiate, 
sentii la mancanza dei buoni momenti 
emozioni e tristezze, 
che passai nella tua compagnia, 
l'incantesimo della tua risata, 
l'energia dei tuoi occhi 
la tua dolcezza e forza, 
la tua consacrazione e allegria.

Ricordai le molte volte 
che senza paura con angoscia, 
disperazione e dolore, 
accorsi alle tue braccia, 
alla ricerca di quella consolazione, 
alla ricerca di quel valore 
alla ricerca di quel consiglio, 
alla ricerca del tuo amore.

E al sapere che la tua consolazione, 
arriverebbe sempre. 
E al sapere che il tuo consiglio 
mi aiuterebbe a vincere. 
E sapendoti al mio fianco 
pieno di parole 
tutto si risolveva, 
tutto girava a fiorire.

Oggi non stai più con me, 
stai là.
Ma quello che voglio dirti, 
magari dove sei, 
percepiscilo. 
Dove ti trovi mamma 
perché l'amore di una madre 
non si perde mai.

Niente posso fare oggi
solamente ricordarti, 
con nostalgia, 
con dolore, 
con un pò di ironia.
A te la mia grande amica.

Solo amare il tuo ricordo 
per tutta la mia vita, 
e tristemente piangere, 
quando per nostalgia 
porto alla mia mente la tua immagine 
di quel giorno 
Eternamente addormentata!




Era Mia Madre 

Fu regina piena di dolcezza, 
sempre con carezze evitò il mio pianto, 
per fallimenti, pena nascosta, 
per colpi che ci dà la vita.

Mi diede appoggio senza condizione, 
abbracciò la mia anima con tenerezza, 
mi coprì con molto amore, 
non si lamentò mai nella vita.

Oh, come la ricordo ora, 
le mie pazzie appoggiò sempre, 
curò con cotoni di tenerezza, 
i colpi, le ferite che la vita dà.

A questa grande donna, 
gli ho dedicato questi versi, 
pieni di amore fraterno, 
pieni di tristezza e poesia, 
Michela era il suo nome, era mia madre.




È l'amore, Sono innamorato 

Sono vivo a calci a morsi a palpebra 
con urla a spina smisurata 
e radice al galoppo.
Cascata di petali 
sboccata nausea 
ali e tagli in un solo volo.
E improvvisamente come il torrente brioso 
mi annodo al lago della tua immagine 
e sono pace.
È l'amore, 
Sono innamorato.




A Fuoco e Lingua 

La tua Lingua mi tocca

con precisione metodica 
il midollo dell'anima.

Ostinata spinge 
il transito feroce del tuo alito, 
lubrificando la voce della mia parola.

Vibro nella pazza 
accentuazione del tuo Silenzio 
e decifro il disordine 
della portata sinfonica 
che discorre per le tue dita.

Germoglia l'impatto cardinale 
che scopre il mio sospiro 
nelle vetrine dell'aria.

Le dimensioni arcane 
raggiungono la totale 
Attestazione del mio sangue, 
autorizzandomi penetrare 
il tuo incommensurabile sguardo.



A Mia Madre 

Con la tua costante protezione, 
delicatamente 
trapuntasti i giorni della mia vita 
dissipando una consegna incommensurabile, 
quel mimo materno che perdura.


Se credo nell'amore, 
nella tenerezza 
e adoro il bel mondo che mi annida, 
se mi fido di guarire ogni ferita, 
lo devo senza dubbio alla tua fattura.


Benché risulti un pagamento minuto 
a tutto il tuo affetto, 
le tue insonnie 
che servano queste lettere di tributo.


Non credere che ti dimentico, 
abbi consolazione 
che continua a essere il tuo albero 
questo frutto, 
mela matura che cade a terra.




Agita La Speranza 

Appetibili le impalcature futili di anemia 
stingono pene acrobatiche di seta 
e artisticamente scivolo 
per i tessuti che avvolgono 
l'avvallamento di carezze.

Accorre il pristino accordo 
imbavagliando il grido che lacera la gola;

un apice, 
una tela e un sogno 
scivola per la tua schiena.

Oso alle avventure della tua bocca, 
arrampico il cuore assetato di nostalgia 
e si accreditano nell'ombra 
un bacio 
e la coniugazione domestica 
di labbra trasgressori, 
bestemmia delle regole 
perché in ogni soglia 
si agita la speranza.




Brio Indelebile 

Distilli lentamente la tua Luce 
nell'angolo segreto delle mie parole 
e con fibre della tua lingua 
ricami il vetro delle mie acque 
che soffoca un frammento di questa inesauribile 
sensazione incendiaria.

Rifulgono pendenti i silenzi, 
zigzagando tra i miei occhi e il tuo fuoco, 
rompendo lo spazio legato dalle ore.

Alato tra le mie dita 
il vuoto svolge 
e trasforma in Lucignolo intangibile 
che sostiene l'inesorabile 
dimensione della mia anima, 
profondo sospiro di angeli e folletti.

Mi benedice la fronte 
la fiamma del tuo Alito, 
brio indelebile 
che si rivela eternamente 
tra i miei versi.