M.M.BOIARDO: ORLANDO INNAMORATO PROEMIO

MATTEO MARIA BOIARDO


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ORLANDO INNAMORATO PROEMIO
 

L'opera si suddivide in tre libri, allora:

- Libro Primo

Angelica, bellissima principessa del Catai, si presenta alla corte di Carlo Magno per chiedere aiuto contro i suoi nemici. Orlando, il migliore paladino di Francia, l'austero e saggio difensore della fede conosciuto grazie al ciclo carolingio, è un completo fallimento in amore. È infatuato così follemente della principessa, che la insegue fino al suo regno in Oriente; per difenderla abbatte il re di Tartaria Agricane che voleva costringere con la forza a sposarlo, e arriva addirittura a battersi con il cugino Rinaldo, che è stato colpito da una magia di odio per Angelica. Frattanto l'imperatore Carlo Magno è attaccato dal re indiano Gradasso, desideroso di avere la spada di Orlando e il cavallo di Rinaldo; privo dei suoi migliori guerrieri, l'imperatore è incredibilmente salvato da Astolfo, un paladino debole e simpatico. Fatto ciò, Astolfo parte per l'oriente, con l'intenzione di recuperare i cugini Orlando e Rinaldo; arrivato durante la loro lotta, si schiera dalla parte di Rinaldo, insieme ad altri eroi: la regina Marfisa e i gemelli Grifone il Bianco e Aquilante il Nero; con Angelica si schierano invece il re Sacripante, il conte Brandimarte e l'innamorata Fiordelisa. Angelica, timorosa per Rinaldo di cui è innamorata, interrompe il duello e ordina al protagonista di andare a distruggere il giardino della maga Falerina.


-Libro Secondo

Contro ogni pronostico, Orlando assolve l'impresa e addirittura salva due volte il cugino Rinaldo e gli altri amici (a cui si è aggiunto il paladino Dudone il Santo) sia dalla maga Morgana della Fortuna, sia dal re Manodante delle Isole Lontane; incontra Origille, una malvagia traditrice, di cui si innamora stupidamente. Ripetutamente imbrogliato e derubato dalla donna, finalmente la perde e torna da Angelica giusto in tempo per salvarla dalla regina Marfisa. Astolfo rimane però intrappolato dalla maga Alcina, innamorata di lui. Frattanto, Agramante, re d'Africa, decide di invadere la Francia, ma per farlo ha bisogno del giovane Ruggiero, intrappolato dall'iperprotettivo tutore, il mago Atlante. Agramante perciò invia il piccolo e subdolo ladro Brunello in Oriente, a rubare ad Angelica l'anello magico con cui Brunello libera Ruggero dal mago. Orlando e gli altri paladini ritornano in Francia con Angelica, avendo saputo che Carlo Magno deve difendersi dall'invasione di Agramante, accompagnato dal possente Rodomonte e dal giovane Ruggiero, ed aiutato da Marsilio re di Spagna, con l'invulnerabile nipote Ferraù. Malgrado il valore dei francesi, a cui si è aggiunta la paladina Bradamante sorella di Rinaldo, i Musulmani sfondano le linee cristiane sui Pirenei.


-Libro Terzo

Mandricardo, figlio di Agricane, e Gradasso giungono in Francia in cerca di vendetta. L'esercito di Carlo Magno si ritira a Parigi, dove è assediato da Agramante. Incuranti della guerra, Orlando e Rinaldo, ora colpito da una magia d'amore, continuano a inseguire Angelica. Il mago Atlante porta scompiglio ovunque, nel tentativo di recuperare Ruggiero, di cui si è innamorata, ricambiata, Bradamante; il poeta profetizza che dalla loro unione discenderà la casa degli Estensi.

 

PARAFRASI DEL PROEMIO

Signori e cavallier che ve adunati
Per odir cose dilettose e nove,
Stati attenti e quieti, ed ascoltati
La bella istoria che il mio canto muove;
E vedereti i gesti smisurati,
L’alta fatica e le mirabil prove
Che fece il franco Orlando per amore
Nel tempo di re Carlo imperatore.

Signori e cavalieri che venite intorno a me
per udire vicende piacevoli e nuove,
rimanete in silenzio ad ascoltare
la bella storia che ispira il mio canto;
E potrete così vedere le smisurate gesta,
le immense fatiche e le grandi prove di valore
che fece, per amore, il paladino francese Orlando
al tempo dell’ imperatore Carlo Magno.

Non vi par già , signor, meraviglioso
Odir cantar d’Orlando innamorato,
ché qualunque nel mondo è più orgoglioso
è da Amor vinto, al tutto subiugato;
Né forte braccio, né ardire animoso,
Né scudo o maglia, né brando affilato,
Né altra possanza può mai far diffesa
Ché al fin non sia d’Amor battuta e persa.

Signori, non vi sembri già cosa meravigliosa
l’udir che Orlando fu innamorato,
poiché anche la persona che al mondo è più valorosa
non può che essere sconfitta dall'amore, e sottomessa completamente;
Né un forte braccio, né un animo ardito,
né uno scudo e né una corazza, né una spada affilata
e neanche qualunque altra forza può  difendersi a tal punto
da non essere infine soggiogata dall'amore.

Questa novella è nota a poca gente,
Perché Turpino istesso la nascose,
Credendo fosse a quel conte valente
Esser le sue scritture dispettose,
Poi che contra ad Amor pur fu perdente
Colui che vinse tutte le altre cose;
Dico d’Orlando, il cavaliere adatto.
Non più parole ormai, veniamo al fatto.

Questa storia è poco nota alle persone,
visto che Turpino stesso la tenne nascosta
credendo che a quel valente conte, Orlando,
potesse non piacere un suo racconto scritto,
essendo stato battuto dall'amore
colui che vinse contro ogni avversario;
sto parlando di Orlando, il valoroso cavaliere.
Ma finiamola con le parole e veniamo ai fatti.

I versi sono endecasillabi  in ottave. Lo schema metrico è ABABABCC. Ci sono  tracce di latinismi .

 


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