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POESIE PER RICORRENZE

SULLA PRIMAVERA


Primavera
Di Luca Morando

Profumo dei campi e dei prati
E degli stormi di uccelli innamorati.
Tutta la natura si risveglia
E tutto diventa meraviglia.
Il contadino è pronto a seminare
La sua fede consiglia di sperare
È vero che dalla terra viene tutto
E il raccolto rappresenta il suo frutto.
Cara primavera
Dolce di giorno, profonda sera,
accarezza il vento questa pace vera.




Primavera 

Lungo un corso d'acqua che scorre quieto,
petali di rose creano impronte
via via dimenticate dal tempo silente.
Graziosi uccelli si riflettono in fuga,
bagnano frettolosi ombre di rose 
liberi in volo si specchiano sull'acqua, 
color di piume come rose vellutate.
Intenso il profumo, che scorre quieto...
Tutto si è dipinto sotto l'albero della vita
lungo un corso d'acqua che scorre quieto.
di De Simone luigi



La primavera...

Prati fioriti prati profumati
stormi di uccelli son tornati
annunciando l’arrivo della primavera
dove ogni risveglio
sarà dolce e delicato 
mentre fuori qualche goccia cade ancora
gli uccelli cantano allegri
in attesa di belle giornate
nuovi profumi per rallegrare questo mondo

ADELE BOCCABELLA




PRIMAVERA
(Acrostico)

Primavera ritorna portando
Rigogliosi incanti, nobil gesta
In tutto; amore amore, tanta gioia.
Marzo s'accosta ai cuori cantando
Ancora canzoni, nuove , sublimi.
Veri tesori sboccian con un canto!
Ed al pastore, unico color notturno,
Ridona al suo flauto l'argentino canto;
Altre canzoni pel l'amore suo lontano!

Franco Maccioni





CESARE PAVESE – Primavera

Sarà un volto chiaro.
S'apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra....
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.




Primavera

O primavera! Con quel verde d’agli
coi papaveri rossi, la cui testa
suona coi chicchi, simili a sonagli,
coi riccioluti cavoli, che sono
neri, ma buoni, e queste mie viole
gialle... ed alto, coi suoi capi
rotondi d’oro, il grande girasole
ch’è sempre pieno del ronzio dell’api.

Giovanni Pascoli





Mese di Marzo - T. Stagni

E' chiamato il mese pazzerello, ma che cosa deve
fare, messo così a cavalcioni dell'inverno e della
primavera? Or dà retta all'uno, or all'altra.
Se è l'inverno che comanda, marzo manda giù pioggia
e scatena il vento che sfoglia i fiori e strappa i
ramoscelli pieni di gemme; ma se la primavera vince,
ecco che le piante fioriscono, ecco l'aria tiepida che
allieta gli uomini e gli animali.






Marzo bello -A. Beltramelli

Ecco ecco che è arrivato marzo bello!
Le viole in mezzo al prato
escono fuori con l'ombrello.
Oh, bel marzo! Oh, marzicello!
Ti salutano le viole,
che si vestono modeste
e stan sempre sole sole
tra le fratte e le foreste.
Forse un merlo poco saggio
sogna già d'essere in maggio
e si gela una zampina fra la brina.
Ma la cincia nel suo nido
ride e dice: «Non mi fido!
Presto è ancor! La messaggiera bianca e nera
non è già sotto la gronda,
e chi ha freddo si nasconda:
non è ancora primavera ».
Chiotto chiotto le risponde un passerotto:
«Tu sei saggia e veritiera!
Marzo è bello,
ma coi guanti e con l'ombrello,
col soprabito e il cappello,
poiché porta il vento e il fiore,
e la pioggia e il raffreddore ».




Marzo -S. Di Giacomo

Marzo: nu poco chiove
E n'ato ppoco stracqua;
Torna a chiòvere, schiove,
Ride 'o sole cu ll'acqua.
Mo nu cielo celeste,
Mo n'aria cupa e nera;
Mo d'o vierno 'e tempeste,
Mo n'aria 'e primmavera.
N'auciello freddigliuso
Aspetta ch'esce 'o sole:
Ncopp'o tturreno nfuso
Suspireno 'e vviole...





PRIMAVERA

Fior che s'aprono alla vista in profumo d'amor
insieme al canto del passero è allegria nell'aria;
scorrono i ruscelli, s'aprono i fiori
vibra la terra che s'è data ad un bacio 
violento di sole inebriante ;
 laggiù l'acacia s'ubriaca di verde,
le foglie sembrano amanti bramosi d'azzurro;
profumi che inebriano come essenze celesti 
e il cuore per un attimo assapora l'infinito. 

Versi di B.Bruno, S. Trabanelli, F.Maccioni .




LA PRIMAVERA
(UGO BETTI)

Quando il cielo ritorna sereno
come l'occhio di una bambina,
la primavera si sveglia. E cammina
per le mormoranti foreste,
sfiorando appena
con la sua veste
color del sole
i bei tappeti di borracina.
Ogni filo d'erba reca un diadema,
ogni stilla trema.

Qualche gemma sboccia
un pò timorosa,
e porge la boccuccia color di rosa
per bere una goccia
di rugiada...
Nei casolari solitari
i vecchi si fanno sulla soglia
e guardano la terra
che germoglia.

La capinera prova una canzonetta
ricamata di trilli
e poi cinguetta
come una scolaretta.
I grilli
bisbigliano maliziose parole
alle margherite
vestite
di bianco. Spuntano le viole...

A notte, le raganelle
cantano la serenata per le piccole stelle.
I balconi si schiudono
perchè la notte è mite,
e qualcuno si oblia
ad ascoltare quello che voi dite
alle piccole stelle,
o raganelle
malate di melanconia! 
 



MANDORLO IN FIORE

Ohimè! che cosa è accaduto?

Il mandorlo è fiorito,

ed io nulla ho sentito,

nulla ho veduto!

S'è guernito e coronato

d'un diadema di stelle d'argento:

tutta notte ha lavorato

e sull'alba splendeva contento.

Ed  ora le sue stelle le dà al vento:

la ghirlandetta fragile e superba

la sparpaglia sull'erba

del fresco prato!

Il miracolo è compiuto:

ma io nulla ho veduto,

nulla ho sentito!

Che cosa dunque è accaduto?
 
Dov'era questo povero cuore assorto,

dov'era questo povero cuore muto,

se il mandorlo è fiorito

ed esso di nulla s'è accorto?

A. Silvio Novaro




CANZONE PRIMAVERILE
di G.Lorca
I
Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.

II
Vado pel cammino della sera,
tra i fiori dell'orto,
lasciando sulla strada
l'acqua della mia tristezza.
Sul monte solitario
un cimitero di paese
sembra un campo seminato
di semi di teschi.
E sono fioriti cipressi
come teste giganti
che con orbite vuote
e chiome verdognole
pensosi e dolenti
l'orizzonte contemplano.
Divino aprile, che vieni
carico di sole e di essenze,
colma di nidi d'oro
i teschi fioriti!




Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa.

Salvatore Quasimodo




E’ un mattino di prima primavera.
Un po’ di verde, un po’ di rosa,
un dolce profumo amaro.

Diego Valeri




Primavera vien danzando, 
vien danzando alla tua porta, 
Sai tu dirmi che ti porta? 
" ghirlandette di farfalle, 
 campanelle di viluccchi 
quali azzurre, quali gialle, 
e poi rose, a fasci e mucchi. 
  
A.S.Novaro




Maggiolata 

Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l'usignol.
Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel gli augelli;
le donne han nei capelli
rose, ne gli occhi il sol.
Tra colli, prati e monti,
di fior tutto è una trama:
canta, germoglia ed ama
l'acqua, la terra, il ciel.
(G.Carducci)






Primavera

Da i verdi umidi margini
La violetta odora,
ol mandorlo s’infiora
trillan gli uccelli a vol.
(G.Carducci da RIME NUOVE)




Primavera brilla nell'aria

Primavera d’intorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
sì che a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli, contenti, a gara insieme,
per lo libero ciel fan mille giri,
pur festeggiando il loro tempo migliore.
(G. Leopardi)




Che dice la pioggerellina di Marzo? 

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro? 

Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscirà Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo, bianche...

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro? 

Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto
(Angiolo Silvio Novaro)