LUDOVICO ARIOSTO: OCCHI MIEI BELLI,MENTRE CH'IO VI MIRO

LUDOVICO ARIOSTO


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Occhi miei belli, mentre ch'i' vi miro

Occhi miei belli, mentre ch'i' vi miro,
per dolcezza inefabil ch'io ne sento,
vola, come falcon c'ha seco il vento,
la memoria da me d'ogni martìro;

e tosto che da voi le luci giro,
amaricato resto in tal tormento
che, s'ebbi mai piacer, non lo ramento:
ne va il ricordo col primier sospiro.

Non sarei di vedervi già sì vago
s'io sentissi giovar, come la vista,
l'aver di voi nel cor sempre l'imago.

Invidia è ben se 'l guardar mio vi attrista;
e tanto più che quello ond'io m'appago
nulla a voi perde, ed a me tanto acquista.

 

Il poeta esprime la dolcezza che prova nel guardare la donna amata:la gioia di quella visione gli fa dimenticare tutte le pene sofferte per lei; quando,invece,s'allontana, col dolore e la nostalgia si dilegua anche il ricordo della gioia provata nel vederla.

Occhi belli a me cari,mentre io vi guardo estasiato per la dolcezza che mi proviene da ciò, si dilegua subito da me il ricordo di ogni pena amorosa, come un falcone che vola col favore del vento; e non appena io mi allontano da voi guardando altrove,sono afflitto da tale dolore che, se mai provai piacere nel vedervi,non lo ricordo più;il ricordo di esso va via da me, si dissolve col primo sospiro per il dolore di dovermi allontanare.

Non sarei tanto desideroso di vedervi, se io pensassi che l'avere sempre impresso nel mio cuore l'immagine di voi,potesse piacermi così come mi piace vedervi.

E' certamente cattiveria, se il mio guardarvi vi rattrista e perciò vi sottraete alla mia ammirazione, tanto più che il mio guardarvi a voi non toglie nulla e invece a me dona tanta gioia.


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