PSICOLOGIA :LE NUOVE RELAZIONI

PSICOLOGIA :  LE NUOVE RELAZIONI 

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PSICOLOGIA : LE NUOVE RELAZIONI 

 

 

DI GIORGIO BRUNO

 

LE NUOVE RELAZIONI

 

Quante tracce nella vita si seguono, unico il tema da svolgere: “Non perdersi mai, affondare pure ma non annegare”. Una rotaia interminabile, la vita. Una ruota che cammina, corre, incontra,  sosta e fugge. Due ruote che camminano insieme, per un po’, poi rallentano, si fermano, si dividono, s’allontanano  e percorrono strade diverse o immaginano di percorrerle. Una strada buia, la vita. Tutta da scoprire, a volte da inventare, da cercare e ricercare, da solo o insieme, importante “non perdersi mai”, vedere sempre la luce, quel lumicino che s’intravvede là, lontano, ma pur sempre raggiungibile, a volte così vicino da vederlo splendere dentro di sé al punto che tutto illumina, persone e cose. Sopraffatto il corpo da luce, l’anima da piccola diventa grande e s’incammina su tracce disegnate con intelligenza senza l’orgoglio di pensare di sapere ciò che è meglio per sé e consapevole di muoversi in modo diverso dal passato in ogni passo relazionale. Giunta è l’ora “di imparare ad amare in modi insoliti rispetto a quelli prima esplorati, con atteggiamenti nuovi, che più si confanno all’essenza dell’amore”, un nuovo modo di “amare” che permetterà di fare un salto di qualità a sé stessi e agli altri relazionanti aprendo nuovi scenari all’interno di nuovi legami. Cade un muro, nuovi orizzonti si spalancano deprivati dal “dubbio di essere stati vittima di relazioni fallimentari o distruttive, di maltrattamenti del proprio valore, d’una usurpazione dell’ego” e più non si butterà via quella bellezza che soltanto la vita sa donare.

 

L’amore non sa e non può ingannare e quando “prende spazio nel cuore l’inganno delle ferite emozionali” bisognerebbe prendere in considerazione la “piccolezza” dell’anima che appanna, chiude gli occhi e non permette di vedere quanto il cuore sia inaridito difronte ad un sentimento, l’amore, che invece la può soltanto elevare, può condurre l’anima ad un livello più alto da dove osservare con chiarore sé stessi e gli altri . Tutto un inganno la vita per un’anima piccola ristretta e relegata in un recinto ove non ne sa o non ne può uscire. Poverina, possibile mai che non abbia in sé gli strumenti necessari per allargare questo recinto e tirare fuori quelle sue innate potenzialità? Ci deve essere qualcosa che la impedisce, ma cosa? Senza inganno la vita per un’anima piena della bellezza dell’amore. L’armonia dei movimenti, il suono di un tempo immobile, l’immensità d’uno spazio senza porte, il tetto d’un cielo stellato, il lento passeggiar sotto la pioggia. Per la prima volta mi sono affacciato alla finestra e ho guardato in faccia l'amore. Non è fuggito, non è andato via, passeggia con me e ci guardiamo negli occhi senza paura del domani. Già, l’amore all’amore si dona senza timore alcuno e non arretra mai, nemmeno d’un passo, va avanti per la sua strada, sa che questa è la sua strada, quella per cui è nato.

 

Mi sono affacciato alla finestra stamani e ho visto passare per la prima volta l’amore. Brivido, attrazione, passione, tutto un fuoco, tappe obbligate, però, che preparano all’amore. Preparazione all’amore? Sì, la preparazione all’amore è “un lavoro interno” che pone in risalto “l’umanità dell’altro”, un lavoro per niente facile, l’amore non si sente soltanto, va vissuto e qui sorgono le difficoltà e perciò le relazioni amorose diventano conflittuali. Il fatto è che ci viene più facile o forse siamo più preparati a quel lavoro interno che “elimina l’umanità dell’altro”, un lavoro che vede prevalere quell’anima piccola che se ne frega dell’altro. Ecco allora che siamo più preparati alla violenza che all’amore, siamo più portati alla “reificazione”, a rendere l’altro un oggetto, un simbolo da distruggere piuttosto che considerare l’altro come un soggetto, una persona unica con i suoi pregi e i suoi difetti. L’amore è prima di tutto “un riparo”, una base sicura, la stessa base avvertita un tempo fra le braccia della madre e ora rivissuta nella possibilità di un progetto insieme. Tutto è vanificato se l’altro è “negato, reso una cosa (quanti di noi considerano l’altro un possesso?), svuotato” per la prevalenza nell’interno di “una minaccia “ continua, di un pericolo continuo che non permette all’amore di sorgere. Fortuna vuole che l’amore non si ferma al primo ostacolo, accetta di esporsi e di andare oltre, represso insorge e diventa ancora più forte, ha la bava alla bocca ma continua a correre, davanti ha un orizzonte nuovo. Per fortuna….

 

 

 

 
 
 
 

 

 


 


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