GUITTONE D'AREZZO: AMOR M'HA PRISO ED INCARNATO TUTTO

GUITTONE D'AREZZO


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AMOR M'HA PRISO ED INCARNATO TUTTO
* GUITTONE D’AREZZO

Amor m’ha priso ed incarnato tutto,

ed a lo core di sé posanza

e di ciascuno membro trae frutto,

4da poi che priso ha tanto di possanza.

Doglia onta e danno hame condutto,

e del mal meo mi fa aver disianza,

e del ben di lei spietat’ème ’n tutto,

8sì meve e ciascun’alma ha ’n disdegnanza.

Spessamente lo chiamo e dico: Amore,

chi t’ha dato di me tal segnoraggio,

11ch’hai conquiso meo senno e meo valore?

Eo prego che ti facie meo messaggio

e che vade davante al tuo segnore

14e d’esto convenente il facie saggio.

 

PARAFRASI

Amore mi ha preso e si è incarnato tutto (in me), e al cuore ha dato di sé vigore e da ciascun membro trae frutto, dopo che ha preso tanta forza. Mi ha condotto al dolore, disonore e danno e mi fa desiderare il mio male e del bene di lei mi è spietato in tutto, così di me e di ogni anima ne ha disprezzo. Spesso lo chiamo e dico: Amore, chi ti ha dato di me questo dominio (chi ti ha reso di me padrone)? Perché hai conquistato il mio buon senso e il mio valore? Io prego che che tu capisca il mio messaggio e che vada davanti al tuo signore e di questo fatto lo renda saggio.

 

 

BIOGRAFIA DI GUITTONE

Le poche notizie sulla vita di Guittone le apprendiamo dai suoi versi e dalle sue Lettere. Egli nacque ad Arezzo intorno al 1230 da famiglia borghese; suo padre, Viva di Michele, era tesoriere del comune aretino. Fu di parte guelfa e non si stancò mai di propagandare le proprie convinzioni politiche nella sua opera, caratterizzata dalla prosecuzione della tradizione cortese e da alcuni importanti componimenti di argomento politico, da cui si evince la notizia di un suo esilio volontario a Bologna.

La sua vita di uomo e la sua attività di poeta sono entrambe scandite da una forte cesura: una crisi spirituale che lo condurrà ad abbandonare la moglie e i tre figli, ancora in tenera età, per entrare nell'ordine dei cosiddetti frati gaudenti, e a ripudiare la sua produzione poetica amorosa per dedicarsi a una poesia d'impronta etico-religiosa. Sarà Guittone stesso a sancire questa frattura, tanto che nel canzoniere Rediano (il manoscritto di gran lunga più importante per la trasmissione della sua poesia) le liriche della prima fase portano la firma di Guittone, quelle della seconda di fra Guittone. Compose inoltre una canzone che tratta appunto della sua conversione e dei suoi nuovi interessi, Ora parrà s'eo saverò cantare, dove annuncia di essersi lasciato alle spalle la lirica d'amore per approdare a una poesia di ricerca morale e dottrinaria. L'aspetto che contraddistingue il percorso letterario di Guittone è senza dubbio l'incessante ricerca formale: sia le liriche della giovinezza sia le liriche più impegnate della maturità sono caratterizzate da una continua tensione verso una sempre nuova sperimentazione stilistica che, se rende talvolta la sua scrittura oscura e difficile, ha il gran merito di allargare di molto lo spazio poetico rispetto alla scuola siciliana e di esperire tutte le potenzialità espressive della lingua. Ben presto Guittone fu riconosciuto come un modello e un maestro da un'intera generazione di rimatori, tra cui spiccano Bonagiunta da Lucca e Chiaro Davanzati.

Non trascurabile è la sua raccolta di Lettere, che si configura come il primo epistolario della storia letteraria italiana; sono poco più di una trentina, tutte successive alla conversione e indirizzate per la maggior parte ai confratelli su questioni religiose e morali.


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