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LE PIU' BELLE POESIE DI BALDO BRUNO 6


INUTILE ATTESA
USELESS WAITING

La luna s’affacciava di tanto in tanto
con i suoi occhi tra nuvole corrucciate,
le fronde stanche dondolavano 
spinte dagli aliti arcani dell’aria
e la mia anima le ali librava
ad errar irrequieta su quegli spazi
in cerca di te, in cerca di quei sogni…
 Che inutile attesa !
Speranze annegate della fantasia
in quei refoli di vento…
ed io lì a mordermi le labbra,
ad aspettare nell’illusione
dissolta dalla tua assenza
…e lontano anche il mar
non placava le sue voci
come il mio cuore avvolto
nelle tue immagini oscurate.

di Baldo Bruno 3-4-2002
(modificata il 16-4-2013)




I MIEI SENTIERI

L’occhio del mio desiderio spazia
sulla tua bellezza sfavillante
ch’inebria il mio core fremente
e di luci e color lo sazia.

Nel sereno vagar dei miei pensieri
s’accende il tuo dolce sorriso,
lo strale penetra nei miei sentieri
illuminati da oniriche visioni
mostrando una primavera
che passa leggera 
tra le porte del cielo.

 


NOTIZIE

Le prime pagine del giornale di oggi
m'hanno offerto una cicuta.(8-9-10)




ARRIVERA' LA PIOGGIA

Anche i grandi uomini 
cedono come i rami
di una forte quercia
attaccata senza tregua
dalla folgore ostinata
d'un crudele temporale;
può oscillar la loro vita
e nessun castello
all'attacco del nemico
regger può.
E' difficole pensar 
di galleggiar sempre nel mar:
arriverà la pioggia,
presa dalla gelosia,
che ci trascinerà
nelle acque impetuose
di un aumile torrente.





EGOISMO UMANO

Voci anelanti s’innalzano
dalla terra sofferente
che, sotto la scure
d’un uomo predante,
per lenir la sua usura
cerca scampo.

Ma nel cielo umano
più d’un tuono or prorompe,
forze in collisione
gli ultimi gioielli si contendono
che del pianeta vagolante,
con le tempie bianche ormai,
pur le speranze alimentano.

Eppur è strano
che il figlio accolto
l’alba non trova,
non vede la neve
che, impavida, avanza
e copre la speranza
di aprir più in là
lo scrigno del vero tesor.

Vittima del suo egoismo
il leone con un’accigliar d’arpia
non può pensar
a chi nel futuro
non troverà più la strada
nel mucchio d’ombra.
 





POTERE

 Corsa senza sosta
per saltar con l’asta
in sì veloce moto
gli scalini del potere:
ascese immani
che abbagliano
e l’uomo rendono
in balia della sua follia
quando nessuna gioia
può liberar senza veleno.

Quante angosce,
quant’inganni e sogni turbati
per diventar
padroni dell’universo !

A non finir si va avanti
con lo sguardo di un’aquila
ma il testardo non s’accorge
che nella sua tana
n’ è padrone di se stesso
come fiamma si smarrisce
nel luminoso chiaror.
 




IMMIGRATO

  Nel pozzo senza fondo
sei finito
del mercato nero
cedendo senza scampo
ad offerte criminali.

Per migliorar
la tua vita
eri arrivato;
ma, come un bambin,
davanti a un negozio,
alla tentazion hai ceduto
scivolando in un tunnel
senza sbocco.

Non è colpa tua:
non avresti lasciato
la tua patria
per vender
prodotti contraffatti.

La colpa è di chi
con grande imbarazzo
indirizzar non t’ha saputo
permettendo la rovina
di innocenti vite umane.
 



PRESSO LA RIVA

Presso la riva del mar
si riavvicinano tutti,
chi per lavoro a mani piene
chi per riposo sotto l’incanto dell’azzurro.
Sono lì , giorno per giorno
sotto i sussurri del mare
a bagnarsi d’acqua cristallina,
senza stancarsi
senza opinioni
con l’astro lucente colmo d’allegria.
Son tutti abbronzati sotto il cielo estivo,
tutti uguali,
con lo sguardo che va il più lontano possibile
con l’onde che vengono incontro.





MAREMOTO

Sugli scogli issò l'onde l'assassino,
tutto scomparve sotto quel tumulto;
la spiaggia in un affannoso
respiro,forti le grida dell'acqua,
un intero dolore di terra sparita
nella spirale sempre più nera,
ascesero angeli al cielo
quando l'ultimo sole si calò nell'orizzonte.





ASCE

Asce,
cadono bendate,
si lagna il legno umiliato
sotto i tagli dall'avido uomo assestati,
la linfa,
affiora e cola come gocce di pianto,
un vuoto,
ma ree le sue mani sono piene
e rimbomba la voce tra le acque dello stagno
ove si riflettono ormai solo stelle
senza ombre.





FOGLIE UMIDE

Le foglie umide degli alberi
sono nell'immensa solitudine,
come un lupo morderebbero il cuore
ad ogni uomo assassino;
or la notte è su di loro
come una porta chiusa senza maniglia,
e domani la carta stampata
richiamerà l'attenzione su queste creature.
Ma sono tagliate per la carta stampata,
la loro morte.