CARDUCCI : GIUSEPPE MAZZINI

CARDUCCI:  GIUSEPPE MAZZINI

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GIUSEPPE MAZZINI     DI CARDUCCI

Giuseppe Mazzini

 

Qual da gli aridi scogli erma su 'l mare
Genova sta, marmoreo gigante,
Tal, surto in bassi dì, su 'l fluttuante
Secolo, ei grande, austero, immoto appare.

Da quelli scogli, onde Colombo infante
Nuovi pe 'l mar vedea mondi spuntare,
Egli vide nel ciel crepuscolare
Co 'l cuor di Gracco ed il pensier di Dante

La terza Italia; e con le luci fise
A lei trasse per mezzo un cimitero,
E un popol morto dietro a lui si mise.

Esule antico, al ciel mite e severo
Leva ora il volto che giammai non rise,
"Tu sol" pensando "o ideal, sei vero".

Il poeta ritrae Mazzini che grandeggia solitario rispetto agli uomini e agli avvenimenti della sua epoca, come la città di Genova domina superba sul mare circostante; e come Cristoforo Colombo immaginava l'esistenza di continenti sconosciuti, così Mazzini ha prefigurato il destino nobile dell'Italia, chiamandola alla libertà, all'unità e all'indipendenza.

Nella seconda quartina c'è una replica :dagli scogli di Genova Colombo sognava quei nuovi paesi dei quali poi sarebbe stato lo scopritore; allo stesso modo Mazzini intuì che stava per cessare la notte dell'asservimento e s'avanzava l'alba di una nuova epoca.Egli quindi fu profeta della terza Italia e con i suoi scritti ridestò nei compatrioti l'aspirazione alla libertà.

Il verso finale sancisce la nobiltà del suo animo

"Tu solo  o ideale, sei vero".



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