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Langston Hughes : ANCH’IO SONO L’AMERICA

Langston Hughes : ANCH’IO SONO L’AMERICA

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ANCH’IO SONO L’AMERICA

 

ANCH’IO SONO L’AMERICA
di Langston Hughes

Anch’io canto l’America.
Io sono il fratello più scuro.
Mi mandano a mangiare in cucina
Quando vengono ospiti,
ma io rido
e mangio bene
e divento forte.
Domani,
siederò a tavola
quando vengono gli ospiti.
Allora
Nessuno oserà
Dire di me
E poi,
vedranno come sono bello
e si vergogneranno:
anch’io sono l’America.

 

Hughes mette a fuoco un problema scottante dell’America: il contrasto tra bianchi e neri.

I neri erano considerati inferiori solo per il colore della loro pelle e non potevano mangiare o stare insieme agli altri, ciò nonostante loro consideravano questi atti come un occasione per la  crescita spirituale  dicendo che davanti a certe azioni "io rido, e mangio bene, e cresco forte".
E soprattutto è forte in loro la speranza di un futuro migliore. Se da una parte il poeta illustra la sofferenza del nero dall'altra egli dice che questa condizione non è per sempre infatti la poesia continua dicendo: "Domani siederò alla tavola quando arriverà la gente.
Nessuno oserà dire:- Mangia in cucina -" e sarà in quel momento che la gente che, ora lo tratta male lo esonera lo mette in disparte solo per il colore della sua pelle, si vergognerà delle sue azioni e capirà che anche lui è l'America.Gli americani infatti non sono tali per il colore della loro pelle...Tutti sono americani!



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