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FELICE SERINO

 


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LE POESIE DI FELICE SERINO


FELICE  SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta.
Vive a Torino.Ha pubblicato varie raccolte: da 
Il dio-boomerang del 1978 a Lacere trasparenze del 2010.
 Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono 
interessati autorevoli critici.
 E’ stato tradotto in sei lingue.
 Intensa anche la sua attività redazionale.
Tutta la sua opera è visibile on-line.
 Dal 2007 ha aperto vari blog; rilevanti quelli su
My Space e su Splinder.





UOMO TECNOLOGICO parabole di carne convertite in plusvalore - l'anima canta nell'acciaio - pensieri decapitati al dileguarsi di essenze: vuota occhiaia del giorno dilatato: coscienza che si lacera all'infinito 1994 MORTE BIANCA al paese (le donne avvolte in scialli si segnano ai lampi) hanno saputo di stefano volato dall'impalcatura come angelo senz'ali - non venire a mettere radici - scriveva al fratello minore - qui anche tu nella città di ciminiere e acciaio: qui dove mangio pane e rabbia: dove si vive in mano a volontà cieche 1980 LINEA DI MONTAGGIO lo hanno visto inginocchiarsi davanti alla centoventesima vettura: come se volesse specchiarvisi o adorare il dio-macchina: 46 anni: infarto - parole di circostanza chi deve informare la famiglia - l'attimo di sconcerto poi li risucchia il ritmo vorticante: come se nulla sia accaduto: la produzione innanzitutto 1980 SPIRALE metti la caffettiera sul gas il tempo di fare l'amore la casa un'isola nella nebbia di ieri nella testa il grido dell'officina non ti avanza tempo per buttare su carta quattro versi che ti frullano nel cervello la bimba vuol passare nel lettone sorridi per il polistirolo ritrovatosi in bocca con la torta ieri il suo compleanno trepiderai ancora una volta al ritorno davanti alla cassetta delle lettere e la moglie a dire qui facciamo i salti mortali per quadrare il bilancio il borbottìo del caffè ti alzi esci e penetri il muro di nebbia nella testa il grido stridulo d'officina a cui impigliati restano brandelli d'anima e carne d'un'altra settimana di passione stasera deporrai la croce 1980 PROLETARI 1 distinzioni di classi niente di nuovo la storia si ripete noi pendolari voi vampiri dell'industria che evadete il fisco (imboscando capitali sindona insegna) ed esponete le chiappe al solleone sulla costa azzurra o smeralda (lontani dal nostro morire - in città-vortice sangue solare innalziamo piramidi umane per l'alba di mammona) dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo di questa babele tecnocratica) averci diseredati crocifissi con bulloni a catene di montaggio 2 cieche corse cronometriche cottimi barattati con la salute pensieri accartocciati desideri condannati a morte uccidi la tua anima per otto ore sventola la tua bandiera-di-carne produci-consuma-produci per il dio-mammona per il benessere (di chi?!) sei bestia per il giogo del potere pedina in massacri calcolati 1980 Da: IL CALENDARIO DEL POPOLO – Poeti operai [numero monografico n. 730, maggio 2008] UNA SPALLIERA DI VENTO distacco farsi fragile foglia appoggiata ad una spalliera di vento D' UN PRESENTITO CHIARO D' ARMONIE d' un presentito chiaro d' armonie d' un trasognato dove vivi e scrivi -tuo credo- tua casa di mare aperto L'ALBA CHE SA DI NUOVO Per fortuna ciò che sta per nascere è il giorno. (Fernando Pessoa "Il libro dell'inquietudine") la si vive nel sangue la nottata ha uno spazio aperto l'alba che sa di nuovo al rango della luce ANAMORFOSI [ispirata da un sogno la notte del 20.11.11] come amante mordicchiare lo spazio-carne ... e i denti frantumati ... e non riconoscersi allo specchio (bambino e vecchio) MI SPECCHIO NELLA MIA TRASFORMAZIONE quando il mondo continuerà dopo di me a chi vi dirà lui non c'è più fategli uno sberleffo DEI ME STESSI l'esistere l'evanescente: un volgere altrove la vita vista come sogno di me dei me stessi NOI ANGELI sospesi nel tempo a frange del cielo noi angeli caduti mendìchi d'amore LADRO DI PAROLE [l'ispirazione della poesia] la farfalla immagine-pensiero sotto la volta del bicchiere -della cattura l'ebbrezza ma d'un solo attimo e poi il volo...- la destrezza nel carpirne la luce frangente nei colori - l'inavvertito suono AVEVO PERSO LE CHIAVI DI CASA (conversione del non più ragazzo e non ancora uomo) le formazioni delle nuvole che promettono pioggia … dai recessi una voce catartica a sovrastarmi a farmi piccolo la faccia contro il cielo mi ritrovo "assetato" ALEPH 1. nell’oltre non c’è ombra -lo sai- ombra che ti possa nascondere allo sguardo è una chiarità che t’attraversa non come qui che guardi per speculum in aenigmate 2. lì non si consultano dizionari né atlanti: sei tu la biblioteca il motore di ricerca -alfabeto voce conoscenza- : nel Tutto tu sei e tutto è te – (l’aleph del poeta cieco)* 3. è dove ti si svela ogni contrario - la vita non è prima della morte * Jorge Luis Borges CONGETTURE 1. si vive per approssimazione si sta come d'autunno... (vero ungà?) 2. o dall'origine scollàti dal cielo a vestire la morte? (... fino al fiume di luce che ci prenderà e saremo un'altra cosa...) -non questo intendevi (forse) congetture divagazioni … ma lasciami sognare un sogno che non pesa COME UN IRRADIARSI DI CIELI Amore è una parola a rischio Nelo Risi Amore è come un irradiarsi di cieli anteriori esaltazione al calor bianco o pane impastato con lacrime un lungo lungo gemito più che sospiro di vento e foglie casa del sole e delle ombre dove disarmato è il cuore MARE DENTRO riverberi maja di luce rosso schermo dietro gli occhi (te supino) in barbagli a lenti tratti le vene del mare coniughi con geometrie di gabbiani sul filo arcuato d'orizzonte questa vastità di cielo e mare dentro - le anime del mare - ... come perdersi DI UN DOVE di un dove d'un altrove striscia di luce verde la mente l'interrogarsi serpeggia si morde la coda L'OFFICINA [ispirata dalla definizione di sé di Quasimodo: "operaio di sogni"] più la insegui e più ti sfugge - l'ispirazione - farfalla multicolore o bolla di sapone che ti scoppia nelle mani puoi lasciare ti visiti quando non te l'aspetti si levi questo sole interiore in sogno o ancora nel dolce dormiveglia prima che sia giorno come un bianco palpito ... ti alzi la mattina ed è quasi un miracolo il silenzio dell'officina OLTRE IL VELO nulla si disperde la banca del cielo a custodire i fondi - bagaglio di vita dolore-amore nulla va perduto - chiusa l'ultima pagina di vita bagnato di Dio - oltre il velo - sarai al suo appello presente FRAGILE PALPITO in una selva di gridi come lepre braccata dal tuo incondizionato amore: Tu che governi i cieli "bisogno" hai di me? perché pungoli questo fragile palpito fino al sonno della morte? SI DICE DI AGOSTINO [Al Dottore della Chiesa il quale dava da "masticare" il Verbo] si dice di agostino - era forse un sogno? - gli fosse apparso un angelo-bambino che voleva raccogliere con una conchiglia tutto il mare in una buca la morale tra le righe: nulla è impossibile a Dio (prima che passasse nell'aria e fosse aureolato da giovane agostino era un dissoluto)