Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta.
Poeta,mail artista e studioso di astrologia, vive a
Torino.Ha pubblicato le raccolte:Il dio-boomerang 1978,
Frammenti dell’immagine spezzata 1981,Di nuovo l’utopia
1984,Delta & grido 1988, Idolatria di un’assenza 1994,
Fuoco dipinto 2002 e La difficile luce 2005.
Tra i numerosi riconoscimenti due primi premi assoluti
e tre premi speciali. Ha inoltre al suo attivo numerosi
articoli pubblicati di vario genere.Quasi tutta la sua
opera è visibile on-line,anche in versione e-book
e aderisce a vari Forum.
ROSA D’AMORE
letificato d’amore angelicato fiore
si schiude la rosa
fra cristalli dell’inverno
Vita in salita
vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-
incrinata azzurrità
il vetro del cuore
Michael Jackson
peterpan scatenato
i tuoi urletti i passi
incredibili
ch'erano tutto un delirio
ti hanno reso un' icona
insonne hai affidato la vita
nelle mani
di colui che per sempre ha spento
il tuo sangue elettrico
Nascosto starò nella rosa
finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia
perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore
LE TUE POESIE
sono astruse dici parlano per lo più
di cieli e affini mai di quaggiù – lo
ammetto ma ti pare siamo solo di terra e
non fatti d’infinito e di mistero o
materia dei sogni come il cuore sente?
farsi d’aria e parlare col cielo non
insegna forse a vivere in terra?
a riscattarsi da debole carne?
IO-UN ALTRO
questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte
Libro
mastica piano la morte
il libro del corpo – orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce
Quel senso di…
aspettando sempre qualcosa
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta
-dove sono “io”?-
quel senso di…
aspettandomi -
aspettando di nascere
Cuore trasparente
1.
non la doppiezza non l’apparire:
chi sei veramente è più forte di te
2.
fra cristalli dell’inverno è schiusa la rosa:
l’amore sai impollina la morte
Casa di vetro
carne fatta velo d’aria
dalla consistenza del sogno
ectoplasma o luce-
ombra che si ricrea
questa e non altro la fragile
casa del corpo di vetro
Vita-allodola trafitta
dal buco dell'ozono il tuo grido
verticale: vita-allodola trafitta
da migliaia d'aghi avvelenati -
la tua storia la descrivono cieli
innocenti tra crepe di asfalto -
palazzi di vetro che s'ergono
come templi specchiandosi
in fiumi d'ossido -
dove non ha lasciato verde
l'uomo tra sé e la sua
fine: qui leggi questa
negazione di te che arde - sottile –
[1995]
LETTERA
(frammento)
non angustiarti se non sai pregare
se preghi con la testa tra le nuvole
lo fai e bene se spandi
su foglio metafisica luce
e il soffitto ti si fa cielo
VERTIGINE DEL VUOTO
[leggendo E. M.Cioran]
sognandosi al di sopra dei precipizi
le vene cariche di notti
carpire qualche vertigine all’Abisso
LA NOTTE LATERALE
unghie crescono nella morte
il gravitare dell’ombra che
ti segue a lato - questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte
NON POSSIAMO CONCEPIRE
non possiamo concepire come
chi ci ha lasciati
in un fresco mattino di settembre
ci appaia più grande si espanda
corteggiando le stelle
questo è parte del mistero
non dover essere ma essere-di-più
in pienezza
e perché poi ti sconcerti che l’io
debba disintegrarsi con la sua
tronfia ruota-da-pavone
quest’io a cui credi appartenere?
Di Altrove
[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]
di Altrove
è lettura capovolta il mondo
chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere
così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue
San Suu Kyi
(scritta il 22.5.09)
non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione
non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte
dal suo sangue si leva alto
il grido d’innocenza
a confondere intrighi di potenti
Riempire i vuoti
riempire i tuoi vuoti di cielo
e un angelo che ti corre nelle vene
come sangue e il bianco grido
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un
sorriso ad hoc
Barabba
-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?
-non ricordo: in verità ti dico
l’Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato
ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale
AGAPE / EROS / PHILIA
imago dèi: noi chiamati
ad amare (senza essere nostri)
noi abbracciati dalla
Luce: dai tre aspetti dell’amore:
Dio madre / amante / amico
(agape / eros / philia)
l’Uno dai molti nomi:
sole – oceano - fortezza
NEL BUCO NERO DEL GRIDO
nel buco nero del grido
s’attorciglia
la spiralante
vertigine di munch
CHARLOT
(versi ispirati nel dormiveglia il 3 dic. 06)
(la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria)
l'ora si fa elettrica
nel cielo di una risata
FRAGILE FOGLIA
e nel momento del distacco
l'io si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento
VISIONE: M'INONDO' IL SOGNO
(leggendo Jung - Storia del simbolo)
(luce che cresce il grido
della mandragora
l'albero capovolto)
...fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo
vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri
coi segreti del vento la musica
delle sfere
il mio sangue confuso col cielo
della memoria
...precipitato nella vita
RIESSERCI
in noi con noi come un
riesserci
spessore davamo alle
emozioni
cercavamo lo stupore
e lo stupore era Dio *
* da un'epigrafe
L’indicibile parte di cielo
indicibile la parte di cielo
ch’è in te e ignori – dice steiner
l’uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:
basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale
RAMMENDI AZZURRI
(per il 25° anniversario di matrimonio)
in braccio al vento
questo giorno dai rammendi azzurri
LA BELLEZZA DELL’ESSERE
la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso
[riveduta – 2008]
IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]
in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi
si affaccia nel tuo sogno bagnato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi
[riveduta – 2008]
Di qua del velo
1.
onirica visione dell’eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno
2.
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma
A RITROSO
(hikikomori)
un vivere a ritroso
le spalle all’oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l’ombra e l’anima
hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di
“rapporti” virtuali chiusi nella loro stanza
fuori dal mondo.
DOVE PIOVE MUSICA
(a David Maria Turoldo)
ai confini del cuore
zona rischio lebbra
dov’è l’io
luogo-non-luogo dove
piove musica
rendimi bianco
come neve delle vette
voglio scrivere versi-preghiere
-emorragia azzurra cielo del mio sangue-
per glorificarti Signore
PER METAFORE
a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce
“partire è la vita”
(farfalla
di fumo)
foglio bianco schizzato grido
IL LATO OSCURO
e se fossi stato
dell’altro sesso in una
vita precedente
e ne avessi perso
memoria?
(ipotesi remota dici – di certo
campata in aria)-
tendendo a tralasciare
junghiane profondità
scoprire come in un test
il lato oscuro del Sé
totale la parte
inconfessata (semplicemente
naturale) – la tua percentuale -
L'ANGELO
noi lacere trasparenze
-sostanza di luce e di sangue-
a superare d'un passo la morte
solleva l'angelo un lembo di cielo
svela l'altra faccia del giorno
E TU A DIRMI
lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua follia
e tu a dirmi: Lui
-l'irrivelato-
nasconde il suo azzurro - è
lamento amoroso
VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti]
vastità di te solo
penetrata nei sensi:
nella tua fragilità
lo stupore
di sentirti un mondo
una “fibra dell’universo”
NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE
[ispirata all'alba del 19.10.2008,
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco]
negli occhi forti della luce
vive il paese innocente
-dove approdare l'anima
esausta
di vita dispersa-
(una
gomena di avemarie
porge l'angelo a riva)
WELBY
nel giorno acceso
in trattenuta vertigine avvolto
nel mantello del vento
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso
DA UN'ONDA DI SOSPIRI
da un'onda di sospiri
in sogno risalire
la morte fiorita
dal grido
di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento
Dell'indicibile essenza
dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza
solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce
QUESTO PANE
perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
“dal male trae un bene” anche se
non puoi capirlo - allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore
STEP
pensieri distesi nel mezzodì
incendiato –
sul letto una lama
di luce obliqua e nella
mente in sopore
insieme a un pezzo
di mare
il perdurare la tua immagine
di poco fa il moto
dondolante
del corpo – fatto d’aria –
TURBINE VORTICA
turbine vortica intorno al chi sono
non altro sapere che la tua
inconsistenza
- ma a un tempo
di contenere un mondo –
A CARLO ACUTIS
Morto a 15 anni di leucemia l’11.10.06
(del quale è stato avviato
l’iter per l’apertura della
Causa di Beatificazione)
ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l’altra notte in sogno
nell’apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai
-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un’infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste
UNGARETTIANA
su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata
L'INVITO
Il poeta: un vuoto
G. Seferis
e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto
parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole
la plasmi a scalpelli di luce
RI-CREARE LA BELLEZZA
A Lolek (Karol Wojtyla)
la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce
- posata sulla stoltezza
del mondo
IN LIVIDA LUCE DI CREPUSCOLO
sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire
in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *
... e
fioristi
amen
* verso di Ungaretti
BARLUME
qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace
per acquietarsi
PENTECOSTE
aleggiare dello Spirito sulla
creazione
l’Avvento: respiro
dell’Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
- un angolo
di cielo
NEL SEGRETO DEL CUORE
tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne
custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni –
le coordinate dei sogni – e
l’insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti
- che tenga lontano la morte
IN UNA GOCCIA DI LUCE
s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce