feliceserino@tiscali.it
FELICE SERINO

PER VISITATORI

LE POESIE DI FELICE SERINO

                            DAMMI UN COMMENTO


FELICE  SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta.
Vive a Torino.Ha pubblicato varie raccolte: da 
Il dio-boomerang del 1978 a Casa di mare aperto del 2012.
 Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono 
interessati autorevoli critici.
 E’ stato tradotto in sei lingue.
 Intensa anche la sua attività redazionale.
Tutta la sua opera è visibile on-line.



Deliri in buona compagnia dei saltabeccanti piccioni raccoglieva torsoli di mela tra i rifiuti e biascicava versi improbabili parto dei suoi deliri nel nosocomio conobbe una sua pari portava con sé dei versi di campana e una foto sgualcita lampi di visioni a mordere giorni di macerie poi un mattino li trovarono abbracciati le vene recise che già sorvolavano cieli sconosciuti ai mortali


Le radici del cuore [Spunto tratto da una poesia del 2005] cogliere una piccola morte nello strappo di radice dove altra ne nasce dal suo grido cogliere l'inesprimibile di questo morire che s'ingemma d'eterno


Fiore di sangue vuoi bastare a te stesso il tuo "assoluto" è polvere che abita nella bocca dei morti pazzia fare a meno di Lui quattr'ossa in croce altro non sei nella vastità di cieli ma a un tempo quel fiore di sangue del divino in te profuma e canta -urla la radice se la strappi


Sarebbe forse un cadere sarebbe forse un cadere in demenza meno devastante che questo abbuiarsi del sangue mostro della mente che come un gioco m'intrappola in un giro vizioso ed io a mordere il giorno come sfuggirgli dove nascondermi uscire da me stesso annullarmi ah trafiggetemi stelle mare avvolgimi nel tuo fresco lenzuolo oggi è un penare che non sostengo più


Nel chiuso della stanza le mosche assassine della mente nel cantare il Tuo nome nel chiuso della stanza ah più breve sia l'arco che da Te mi separa e da questo naufragio di sangue la Tua mano mi tragga


Ali di farfalle sono emerso da profondità oniriche come da abissi senza scafandro lì ho incontrato i miei morti la luna si bagnava nei loro sguardi dai sorrisi spiccavano voli improponibili farfalle ali enormi mi avvolgevano in un senso di pace mentre mi perdevo nei loro vertiginosi colori come in un quadro di kandinskij


Come in sospensione aria dolce della sera unghia di luna sovrastante la linea cielomare questo sentirsi come in sospensione un sognarsi altro da sé a dilatarsi in un ignoto spazio mentre la vita impone suoi ritmi


Oasi di verde sul lato opposto un po' d'ombra il solito giro poi la panchina il libro oasi di verde da respirare vaghezza di nuvole a riflettersi sulla pagina e i gridi dalla vicina scuola di chi anela alla libertà degli uccelli e la ragazza a fare footing tempo quattro minuti tondi e ecco da dietro l'isolato laggiù ti rispunta la maglietta rossa


Anche tu a precedermi (all'amico Flavio) anche tu a precedermi sulla via dell'Inconoscibile piena la valigia avevi di falci di luna e di balenii di vergini aneliti te ne disfacesti insieme al corpo per "vestire" una verità nuda oggi dallo scrittoio del cuore a te mi volgo e i tuoi versi mi suonano come una profezia


Forse un angelo a trascendersi in me è forse un angelo nel punto dove l'anima vibra come diapason e in un mutevole cielo d'occhi mi asseconda a snudare la bellezza da frammenti di parole e suoni qui nel mio sangue ecco si leva il fiore che non so dire Magnetici occhi ha la notte (a Hemingway) [rifacimento di una poesia del 2002] come una morte tenuta in vita questa vita compagna la bottiglia che almeno stanotte allenti quel suo morso a ricucire lo strappo infinito domani un colpo e ti adagerai nell'ombra occhi in liquido cielo capovolto


Kronos fratto il Tempo non più riflette lo specchio – esser vivo quasi una finzione sogno congelato dove si piega il cuore senza remissione


La notte laterale [rifacimento di una poesia del 2006] è il gravitare dell'ombra che ti segue a lato o l'orbitare dell'unghiuta morte questo saperti enigma vederti come in una vertigine di specchi a scalare la notte


Altra veste (rifacimento di una poesia inizio 2014) un vedermi lontano io che vesto parole di carne alfabeti di sangue da me lontanissimo ché ad altra sembianza anelo per voli su mondi ultraterreni


Sulle labbra (ad un interlocutore immaginario) come dire ferire di penna tu a dileggiare il vero intingendo nell'azzurro eludendo l'angelo poi svanirai nella luce anche tu qualcuno al tuo capezzale forse potrà leggere il verso più bello sulle labbra morenti mentre invochi la madre


Vita contromano (a James Dean) teso sul grido d'una vita contromano animo di ragazzo bruciato a perderti in un oceano di spleen brami ti visiti in sogno nel risalire dagli anni la dolce madre -profondità celestiale- le dita affusolate nei capelli


In divenire appoggiato alla spalliera d'aria del divenire tu - arcoteso futuro anteriore o tempo che ti mastica sangue del pendolo


Nell'indaco cielo del sogno a Walt Whitman (rifacimento di una poesia del 2000) nell'indaco cielo del sogno odo l'aedo cantare le tue odi con sottofondo di musica celeste mentre fluttuante nel mare d'erba del cielo tornato fanciullo ti vedo giocare coi capelli di Dio


Critici (semiseria) ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo ravvivano il grido di luce della parola sofferta concepita nelle viscere ove hanno asilo le lettere del sogno vanno con la lente fino all'intimo pertugio ti spellano rivoltano risalendo al lampo della musa dove regna la parola annunciata hanno l'aureola da edotti sotto i soli bianchi delle lampade


Eldorado aneliti annodi al tuo giorno novello ulisside voci di conchiglia echi si fondono col sangue in luce nel sogno di eldorado rammendi la tua vela stracciata


Rinverdire aria screziata d'umori anonimi in un rigurgito rinverdire dell'anima dissolta quasi nel bailamme biancore di cieli dove annegare il grido


Nuova poesia non dirmi che questa in grafia minuta è "inconsistente" come la mia "collezione di farfalle" cielo grigio si riflette negli occhi -unforgettable piove l'immagine di te attraverso il vetro mentre il marciapiede si allontana ho da dare i miei occhi a quel che passa


E' da giorni è da giorni che persiste una visione come di creatura uno scricciolo che voglia nidificarmi nella testa decido di adagiarla sul bianco della pagina-lenzuolo con la delicatezza d'una nutrice quasi ne tremo ed è un tripudio del sangue come chi trovi un tesoro


Simile alla vita simile alla vita il morire mi dici naturale ma strano se ci pensi vi si entra con uno schiaffo e se ne esce con una manata di terra con un io ridimensionato m'immagino di sparire come chi in sogno segua una successione di stanze allora uccelli vedrei uscirmi dalla testa nel becco i versi d'una vita


Il tuo detrattore come a dire quello del "tu pensa per te" l'alterego che va col lupo seguendo la pista del sangue lo stesso che ti seduce e lo sguardo svia dagli occhi forti della luce


La tua stagione (a Rimbaud) in echi d'inchiostro verde virgulto tu esploderai vergini pensieri incolli nel tuo cielo ispirati a scandire la tua stagione età dell'oro e "maledetta" Vita di mare essere circoscritto nel tuo spazio ti sta stretto assumere come l'acqua la forma del suo recipiente ti deprime aneli come la sorgente alla sua foce amalgamarti coi fondali marini conoscere l'alfabeto dei pesci gli anfratti i fatti del giorno dispute e amori coordinate d'una vita di mare in divenire le tempeste che tengano l'anima tesa sul grido come achab Nuvole vaghe le nuvole vaghe a guisa di pegaso o capra e in pacato risveglio il sangue del tuo ieri connesso alla vista del bimbo nel levarsi dei piccioni in volo davanti ai gridolini acuti e più a lato della piazza il vecchio in carrozzina tornato bambino a ricordarti l'esistere parabola di carne nel pulsare dell'universo e il conto degli anni i voli pindarici del sognare Sale la luce (a Dario Bellezza) alba d'un bianco cadmio che annega i sogni d'una notte famelica di corpi alle spalle di quest'ombra che ti pesa sugli occhi sale la luce che ti tiene avvinto all'arida ora dei vivi Un appiglio [Studiando una poesia (in questo caso propria)può venirne un'altra e forse un'altra...] giorni sui precipizi vivendo in braccio a capricci del vento ... un appiglio sarebbe il cielo a rinascere in echi d'inchiostro? L'angelo porge una gomena l'angelo porge una gomena di avemarie all'anima che approda -vela stracciata- sulla riva del cielo -dove ogni linea s'annulla Momento di estasi la felicità è in braccio al vento brucia questo tramonto in un volo… Il quadro lo vedi meglio a freddo da fuori se non preso nel vortice della sindrome di stendhal meglio che non lo stesso autore immerso e perso nella sua creazione il sangue sparpagliato nei colori D'azzurro delirio di luce d'azzurro dell'anima cerchiata di spine Da: Un lembo di cielo, 2013 Step (riveduta) pensieri distesi nell'ora canicolare … una lama di luce obliqua sul letto e nella mente in sopore –in simbiosi con lo sciabordio del mare- il perdurare il dondolio del corpo fatto d'aria da: D’UN PRESENTITO CHIARO D’ARMONIE, 2013 Nel giorno acceso nel giorno acceso (avvolto nel mantello del vento) sporgersi da una rupe di passione in un amen il ripercorrersi di stagioni di là del mare cogliere il fiore-essenza del tempo sognare d’essere quasi una finzione -la morte un paradosso Disquisizione sulla Mente grossolano errore - mi spiegavi col sorriso di chi sa - scambiare la mente col cervello: questi è del corpo- contenitore mentre la prima coi suoi azzurri echi è parte della Mente Universale che governa la terra e questo essere formica che la percorre... la mente è cielo e l'una contiene l'altro Senza carta e penna (semiseria) a tratti l'anima ora esulta ora si perde nei bui corridoi di parole dove una quartina balenante e poi indistinta vuol farsi luce ma quasi per sfida inafferrabile si fa gioca a nascondino con lui preso di sorpresa nei suoi vortici... ahi! sprovveduto poeta che non sa raccogliere in tempo un sangue vivo Per lunga aridità (drastica soluzione disincagliarsi dalla vita prenderla "per il collo") per lunga aridità creativa c'è chi si autoelimina Al nostro centro come in sogno ci desteremo in un'altra maniera * - giungeremo al nostro centro dove in eterno si brinderà col sangue della passione al desco dei martiri e dei santi -amen- * “dimensione” espressa in un verso di Pessoa Verticalità dolore non solo quello da carne-urlo animale ma sublimato negli assi della croce guardando in divenire là dove conduce Passione per la porta stretta Un déjà vu del luogo sente quasi il profumo salire dalla terra lo spirito che si piega a contemplare ...gli sembra di esserci già stato o forse l' ha sognato ... e quell’albero vetusto sopravvissuto a suo padre a fargli ombra a occultargli in parte l'ampia veduta del mare quello stesso mare che vide i suoi verdi anni e il vissuto (come in sogno) divenuto lontana memoria... Dice il Saggio sei del cielo ... ma avanti negli anni ancora non ti conosci La potatura (a Pablo Neruda) (in terra d'araucaria è luce che tarda a congedarsi il tuo poema mai finito) non rami tagli ma versi a carpire luce a quel sole d'un generoso Iddio e maturare frutti sanguigni dolcissimi come gli abbracci dei ritorni... L'escogitare (leggendo Montale) l'escogitare non è sapere nulla sappiamo altrimenti sarebbe dissoluzione (si sta come in sogno in una sala d'attesa) Divagazione sulla morte è il morire ciò che affratella - ma davanti al mistero chi non resta confuso: nessuno a farci un fischio dall'aldilà e il dubbio è che sia come un impalpabile sogno o risibile sorte esoterismo karma re- incarnazione: per nessuno c'è il nulla e la morte definitiva Canzone [ispirata a una poesia del 2006] spiove luce di stelle e in cuore echi di pace- vedermi in tutto col mio sognare il vissuto vita sognata ... spiove luce di stelle stasera guardare gli anni in cuore spogliati La visione ancora sono sogno e inizio di pensieri e sento un angelo con l'ali vellutate coprirmi... nel bianco silenzio allagato di luna mi do d'amore mia "fuga" nell’intima mia essenza sorda al mondo... Coma (esperienza di pre-morte) sta per sfociare la vita nel mare di luce - un rapido sguardo di là in un tempo sospeso: come un batter di ciglia: non era quello il Disegno Kronos fratto il Tempo non più riflette lo specchio – esser vivo quasi una finzione Sogno congelato dove si piega il cuore -senza remissione- L'Irrivelato Lui l'Irrivelato si fa trovare se provi a squarciare la maschera che indossi … così sarà come trovarti in una selva di gridi lepre braccata dal suo amore esclusivo Forgetful ti supera la luce - non ti appartieni che in parte cerchi nel sangue l’immemore tuo nome L'immagine specchiata l'uomo "affamato" grida la propria fame di senso ... finché nella luce inaccessibile -che smemora il finito- non combacerà col Sé l'immagine specchiata Il Sé l'enigma limitato il senso del chi siamo "per speculum in aenigmate" sarà il prismatico Sé –dentro- a sognarci? Ave Maria il nuovo giorno si china sull'azzurro tuo manto bagnato mi so della tua grazia - Gospodine * * in croato è la Madonna [Pola, agosto 2011 / Torino, febbraio 2013] Dedica credimi alda: a te io canto con un'ala spezzata (prendere il volo vorrei – oh sì vorrei...) sul sangue della bellezza io canto d'un presentito chiaro d'armonie Nel sangue della parola [scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi dalla morte di Alda Merini] nel sangue della parola il canto tuo del tuo amore per la vita segregata incompresa crocifissa nel sangue della parola l'azzurro canto della "follia" che sale dalle sbarre di carne dei manicomi nel sangue della parola il grido dell'innocenza violata e dei diseredati che tu amavi tanto Luce catartica uscire dalla notte con passi nuovi con occhi nuovi bagnato di Dio Questo Sogno nel momento che questo Sogno si disfa della carne che lo veste trasfigurandosi in cristalli di luce ... una nuvola di uccelli uscirà dal suo arioso cranio a glorificare il Signore da: D’un presentito chiaro d’armonie, 2013