CHIABRERA -LA VIOLETTA-

CHIABRERA


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-LA VIOLETTA-

  CHIABRERA


La violetta,
che in sull'erbetta
s'apre al mattin novella,
di', non è cosa
tutta odorosa,
tutta leggiadra e bella?
Si certamente,
ché dolcemente
ella ne spira odori;
e n'empie il petto
di bel diletto
col bel de' suoi colori.
Vaga rosseggia,
vaga biancheggia
tra l'aure mattutine,
pregio d'aprile
via piu gentile;
ma che diviene al fine'
Alli, che in brev'ora,
come l'aurora,
lunge da noi sen vola,
ecco languir,
ecco perire
la misera viola.
Tu, cui bellezza
.e giovinezza
oggi fan si superba;
soave pena,
dolce catena
di mia prigione acerba;
deh, con quel fiore,
consiglia il core
sulla tua fresca etate;
ché tanto dura
l'alta ventura
di questa tua beltate.

La canzonetta è rivolta alla donna amata, per ricordarle che la giovinezza sfiorisce presto ed ammonirla così ad essere pietosa verso l'innamorato.

Essa si basa sull’analogia tra la sorte che tocca alla bellezza della violetta, e quella che toccherà alla bellezza della donna amata. La violetta al mattino è tutta odorosa ed è bellissima con gli splendori dei suoi colori, ma la bellezza dura poco perché sfiorisce e muore ; così succederà alla sua donna amata che deve cedere alle pretese del suo innamorato.

 

Canzonetta: strofette di quinari e settenari.




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