MATTEO MARIA BOIARDO


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·                            Già vidi uscir de l'onde una matina

Già vidi uscir de l'onde una matina
il sol di ragi d'or tutto iubato,
e di tal luce in facia colorato
che ne incendeva tutta la marina;

e vidi a la rogiada matutina5
la rosa aprir d'un color sì infiamato
che ogni luntan aspetto avria stimato
che un foco ardesse ne la verde spina;

e vidi aprir a la stagion novella
la molle erbetta, sì come esser sòle
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vaga più sempre in giovenil etade;

e vidi una legiadra donna e bella
su l'erba coglier rose al primo sole
e vincer queste cose di beltade.

 

Metro: sonetto con rime che seguono lo schema ABBA, ABBA; CDE, CDE.

 

Boiardo descrive l'amata in un dolcissimo scenario naturale. la sua bellezza, più del sole, è talmente abbagliante per lui che riesce a vincere ogni altra bellezza della natura. E' una grande contemplazione dell'amata, ogni piccolo suo gesto lo affascina, come la grazia che dimostra nel raccogliere una rosa. Non si avverte una ricerca profonda dell'autore verso la propria interiorità, verso il sentimento che l'amata gli procura, più che altro si tratta di un appassionato vagheggiamento sentimentale.

 

Al mattino vidi uscire dalle onde il sole tutto circonfuso di raggi d’oro, con tanta luce che ne sembrava accesa tutta la marina.E vidi la rugiada mattutina far sbocciare la rosa rossa che chiunque avrebbe pensato ad un fuoco che ardesse nella verde spina. E vidi spuntare dal terreno la tenera erbetta sul punto di aprire le sue foglie .E vidi sul prato una donna bellissima a cogliere rose allo spuntar del sole e superare in bellezza tutte le altre cose della natura.

 

Figure retoriche : anafora e polisindeto


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