MONTALE : Ti libero la fronte dai ghiaccioli

MONTALE : Ti libero la fronte dai ghiaccioli

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Ti libero la fronte dai ghiaccioli
che raccogliesti attraverso le alte
nebulose; hai le penne lacerate
dai cicloni, ti desti a soprassalti.

Mezzodì:allunga nel riquadro il espolo
l'ombra nera, s'ostina in cielo un sole
feddoloso; e l'altre ombre che scantonano
nel vicolo non sano che sei qui.

 

Nella poesia la donna amata, trasfigurata in un angelo che reca salvezza,è giunta in visita al poeta attraversando spazi sterminati, sfidando bufere, da remote lontananze. Il miracolo dell'incontro si è compiuto e la donna riceve attenzioni e cure.A contrastare lo splendore della donna,intorno, il sole di mezzogiorno è freddo e dal riquadro della finestra si protende l'ombra nera di un nespolo.Il paesaggio è ostile,estraneo all'evento salvifico, che è ignorato da tutti gli altri uomini, serrati nell'angustia della loro indifferenza.

La donna amata che torna, come un uccello migratore che stanco ritrova il suo nido...
Le calde e amorose braccia del suo uomo che l'accolgono...

 

Un’opera fondata sul motivo dell'assenza e della privazione della donna amata, interlocutrice prediletta chiamata col nome di Clizia, giovane studentessa ebrea-americana venuta a Firenze per studiare il poeta Dante.Con lei intreccerà la storia d'amore che durerà in modo irregolare per qualche anno fino a che non ritornerà negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali.Clizia rappresenta la trascendentalità assoluta, è una creatura rarefatta e spesso lontana che si presenta attraverso bianche epifanie alate.Il componimento si apre con l'ampio movimento di una creatura provvista di ali che nel girovagare in mezzo alla bufera crea attorno alla sua fronte una corona di ghiaccioli.

 

La poesia è caratterizzata da un'apertura giambico-anapestica che deve esprime l'ampio movimento di una creatura che vola. I ghiaccioli costituiscono come una specie di corona (tra l'altro, "ghiaccio", in Inglese, si dice "ice", che richiama il vero nome di Clizia, Iris Brandais). L'unico elemento fisico è costituito dalla fronte (v. 1), alla maniera stilnovistica. Le "nebulose" sono le bufere (ci avviciniamo alla raccolta successiva, La Bufera e altro). E' mezzogiorno, eppure c'è un'ombra nera: "l'altre ombre che scantonano nel vicolo" sono gli uomini che non conoscono e non capiscono il messaggio di Clizia.

La prima quartina giambica introduce il primo volo di Clizia, ormai trasfigurata in Angelo della visitazione (v. piume). In questo volo sfida i cicloni e gli alti cieli per portare il suo messaggio salvifico a coloro che lo possono comprendere.
E' questo il mottetto esalta il mito della "donna salutifera", preposta alla salvezza degli uomini dalla solitudine ("ombre che scantonano nel vicolo") e che non conoscono ancora la possibilità del miracolo ("non sanno ancora che sei qui").

 

 



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