"Il ligio progetto dell’affanno"
di FRANCESCO SINIBALDI

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Il ligio progetto dell’affanno.


Il lento cadere dei raggi fuggitivi donava allo spensierato profilo di quel paesello ricco di prodigi tela sensazione di essere in un luogo ascetico,ove il mistero si confondeva con la profondità dei nebrosi bui provenienti dal nulla e ricolmi di magici ma assai funesti presagi;un alone di color giallino e coi contorni rimembranti le morte stagioni cingeva le siepi e le miti schiere di rose appassite con un lieve soffio di gioventù,mentre,nella zona delle quercie millenarie,si ergeva la maestosità di una cappelletta rischiarata dal perpetuo canticchiare delle note nostalgiche,divenute ora le rime di una rinnovata età di beatitudine.

Nei pressi di questa religiosa presenza,una bambina dall’occhio vispo e con le giovani guance colorate di purpureo,si inginocchiava unendo le mani in segno di riverenza e di rispetto per le immagini disegnate tra i marmi e nelle sporgenze di un tetto minuto,mentre i suoi pensieri fuggivano dalla realtà per addentrarsi nelle lucentezze di un mondo spirituale,ove vigevano principi di sana uguaglianza e concetti ispirati alla pacifica convivenza delle differenti diversità.

In quei momenti di preghiera e concentrazione pareva che,attorno a lei,tutto risplendesse con lumi d’infinito bagliore,ed anche le crude verità della vita si presentavano come circondate da un sussulto di fiducia e di costruttiva speranza,tra i palpitii di un raggio lunare e la voce soffocata di un passero canterino.E come gli occhi s’abbassavano a carpire il segreto di quei magici momenti,ella, tristemente,delirava.


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