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Nei pressi di questa religiosa presenza,una bambina dall’occhio vispo e con le giovani guance colorate di purpureo,si inginocchiava unendo le mani in segno di riverenza e di rispetto per le immagini disegnate tra i marmi e nelle sporgenze di un tetto minuto,mentre i suoi pensieri fuggivano dalla realtà per addentrarsi nelle lucentezze di un mondo spirituale,ove vigevano principi di sana uguaglianza e concetti ispirati alla pacifica convivenza delle differenti diversità.
In quei momenti di preghiera e concentrazione pareva che,attorno a lei,tutto risplendesse con lumi d’infinito bagliore,ed anche le crude verità della vita si presentavano come circondate da un sussulto di fiducia e di costruttiva speranza,tra i palpitii di un raggio lunare e la voce soffocata di un passero canterino.E come gli occhi s’abbassavano a carpire il segreto di quei magici momenti,ella, tristemente,delirava.