POESIE D'AMORE DI GRANDI POETI


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POESIE D'AMORE FAMOSE :BAUDELAIRE



CHARLES BAUDELAIRE

Il gatto Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; trattieni le unghie della zampa, e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati di metallo e d’agata. Quando le dita indugiano ad accarezzare la tua testa e il dorso elastico e la mano s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrico, vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo come il tuo, amabile bestia, profondo e freddo, taglia e fende come un dardo, e, dai piedi fino alla testa, un’aria sottile, un minaccioso profumo circolano attorno al suo corpo bruno. TI ADORO T'adoro al pari della volta notturna, o vaso di tristezza, o grande taciturna! E tanto più t'amo quanto più mi fuggi, o bella, e sembri, ornamento delle mie notti, ironicamente accumulare la distanza che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite. Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo, fiera implacabile e cruda, sino la freddezza che ti fa più bella ai miei occhi. *** PROFUMO ESOTICO Quando, a occhi chiusi, una calda sera d'autunno, respiro il profumo del tuo seno ardente, vedo scorrere rive felici che abbagliano i fuochi di un sole monotono; una pigra isola in cui la natura esprime alberi bizzarri e frutti saporosi, uomini dal corpo snello e vigoroso e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi. Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano, vedo un porto pieno d'alberi e di vele ancora affaticati dall'onda marina, mentre il profumo dei verdi tamarindi che circola nell'aria e mi gonfia le narici, si mescola nella mia anima al canto dei marinai. *** I CAPELLI O bella chioma che ti increspi in onde fino sul collo, o boccoli, o profumo acuto e denso d'abbandono, èstasi! Per popolare stasera l'alcova oscura di ricordi addormentati in questa massa di capelli, come un fazzoletto s'agita nell'aria, scuoterò la tua chioma. Vive in te, nel profondo, aromatica foresta, l'Asia languida e l'Africa cocente, tutto un mondo lontano, assente, quasi defunto. Se altri spiriti veleggiano sulla musica, il mio sul tuo profumo, o dolce amore, naviga. Laggiù dove le piante e gli uomini, di linfa pieni, a lungo gioiscono all'ardore dei climi, andrò: voi, trecce, siate l'onda che mi rapisce! Tu contieni, o mare d'ebano, un sogno abbagliante di vele, di rematori, di bandiere e antenne: un porto risonante dove l'anima a larghi sorsi può bere il profumo, il suono ed il colore; ove vascelli, nell'oro e nel marezzo scivolando, spalancano le loro vaste braccia per stringere la gloria d'un ciel puro nel quale freme l'eterno calore. Io tufferò, d'ebbrezza innamorato, in questo oceano nero ove si annida l'altro oceano il mio capo. Ritrovarvi saprà il sottile spirito sfiorato dalla carezza del rullio, o feconda accidia ed infiniti ondeggiamenti d'ozi odorosi! Dell'immenso e curvo cielo l'azzurro mi ridate, o chiome turchine, voi di tenebre distese padiglione; sugli orli vellutati dei tuoi ricci ritorti, con ardore m'inebrio degli odori insieme fusi d'olio di cocco, di catrame e muschio. A lungo, sempre, nel tuo folto crine seminerà la mia mano il rubino la perla e lo zaffiro, perché sorda tu mai sia, se ti chiama il desiderio. Non sei tu la borraccia da cui bevo a sorsi lunghi il vino del ricordo? IL SERPENTE CHE DANZA O quant’amo vedere, cara indolente, delle tue membra belle, come tremula stella rilucente, luccicare la pelle! Sulla capigliatura tua profonda dall’acri essenze asprine, odorosa marea vagabonda di onde turchine, come un bastimento che si desta al vento antelucano l’anima mia al salpare s’appresta per un cielo lontano. I tuoi occhi in cui nulla si rivela di dolce né d’amaro son due freddi gioielli, una miscela d’oro e di duro acciaro. Quando cammini cadenzatamente bella nell’espansione, si direbbe, al vederti, che un serpente danzi in cima a un bastone.