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Con il passo agile e vellutato di chi si accosta ad un evento per lui nuovo ma oberato da striscianti timori,eccoli sbucare con l’occhietto fuggente oltre una siepe ricolma di profumate rose anelanti un sonnellino ed aqquietarsi all’ombra di un giunco millenario che abbraccia il terreno con distesi e affilati ramoscelli cadenti,giungendo,sempre più impauriti, alla soglia di un uscio rinvigorito ma anche devastato per le intemperie che si scagliano di continuo su di lui sfogando l’ira dei cieli;scavalcato l’orlo arrugginito che si fascia intorno alla porta,si manifesta loro uno spazio ricolmo di fili e ragnatele intrecciate in mille modi come a formare una treccia argentata di una chioma vetusta,mentre sulle pareti,da cui pendono brandelli di carta stracciata,di tanto in tanto si notano quadretti simboleggianti paesaggi dispersi nello splendore di un fiammeggiante laghetto ed una ringhiera ascendente chiama l’animo ad esplorare quel posto perverso ed impenetrabile,ove anche le lievi folate del vento che fischia di fuori paiono fastidiosi ed ansimanti respiri umani.
Il mistero regna sovrano dove tace ciò che vive ma solamente nel fantastico ingegno di un intimorito fanciullo,e allorché tutto appare svanito nelle ombre delle più latenti sensazioni,quello è l’attimo in cui il pensiero rinasce tentando di far passare per vero ciò che non esiste o per glorioso ciò che appare sgraziato nelle forme e nei moti dell’animo.
Mentre le labbra tremano assaporando il gusto di una rinvenuta fede che li difende ora da insolite incognite,eccoli al culmine di quella marmorea scalinata che rimbomba il passo sempre più timoroso, ed al loro sguardo appannato si rivela il biancore etereo e vaneggiante di una scia ricolma di mille bagliori proveniente dallo stanzone ove in passato si era consumato il desiderio di lacerante passione,e che si posa dolcemente su di una sediola che dondola emanando un lieve sussurro di pace.
Tutto appare donato da un’inattesa magia,e mentre candide note si innalzano tra i cupoloni di quell’ambiente ora fresco,tutto d’un tratto rinascono frotte di angioletti dall’azzurrognola aureola e col capo chino a baciare il futuro,e così si dipinge nella quiete il momentaneo ristoro regalato per illuminare e render grazia a quegl’umili cuori.