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UNGARETTI: Sono una creatura

UNGARETTI:  Sono una creatura

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Sono una creatura

 

Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
cos' totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo

 

COMMENTO: il San Michele (luogo della poesia) è un monte del Carso ricordato per le sanguinose battaglie combattute durante la prima guerra mondiale, E' una zona aspra e arida. Formato da rocce porose, la pioggia non ha tempo a toccare terra che già viene assorbita dal terreno permeabilissimo. Simile all'acqua che viene immediatamente assorbita dal terreno è il pianto del poeta, un pianto senza lacrime, un dolore intimo che prosciuga l'anitna. Quasi come se la pace della morte si debba scontare con le sofferenze della vita.

ANALISI DEL TESTO: è una poesia desolata, quasi a rispecchiare il paesaggio del Carso così arido, freddo. Troppo ha sofferto il poeta e la sua anima brucia ancora ma non ha più lacrime per piangere. Il suo dolore lo possiamo paragonare a quella pietra così senza vita. Vivere è uguale a soffrire, la sofferenza è uguale solo con la morte. I versi sono brevi e la immagini ridotte all'essenziale. Questo è uno stile completamente nuovo.

RETORICA :Di grande importanza l’epanalessi ( v.1 e v.9) e l’anafora (vv.3-7) che domina quasi totalmente la prima strofa, con una sorta di climax aggettivale e ascendente. Nella parte finale vi è un numero inferiore di versi, che si riducono via via  in trisillabi .

Le strofe iniziali hanno ciascuna un termine di paragone, una specie di parallelismo in cui viene stabilita la relazione tra due realtà: da una parte la pietra dura e fredda dell’altopiano carsico , dall’altra il pianto del poeta che è come  solidificato dentro di lui.


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