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L.SINISGALLI : MONETE ROSSE

"MONETE ROSSE " DI L.SINISGALLI

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"MONETE ROSSE " DI L.SINISGALLI

 

 

Monete rosse (Sinisgalli Leonardo)

I fanciulli battono le monete rosse
contro il muro. (Cadono distanti
per terra con dolce rumore.) Gridano
a squarciagola in un fuoco di guerra.
Si scambiano motti superbi
e dolcissime ingiurie. La sera
incendia le fronti, infuria i capelli.
Sulle selci calda è come sangue.
Il piazzale torna calmo.
Una moneta battuta si posa
vicino all'altra alla misura di un palmo.
Il fanciullo preme sulla terra
la sua mano vittoriosa.

Il poeta parla di un gioco vecchio,il gioco delle monetine scagliate contro un muro.
Pure oggi viene praticato dai ragazzini per divertimento e passione. Ma come si sa volte si trasforma in una sfida, una lotta da vincere.
I volti così s'infiammano tra frasi pesanti, ma per fortuna vengono subito dimenticate.
Metro: versi liberi
Una piccola banda di ragazzi viene colta nel bel mezzo del gioco: è una sera estiva e sulla piazzetta del paese, pavimentata di selci, essi giocano a vincere lanciando delle monete facendole prima rimbalzare contro il muro.
Nel gioco sui loro volti si scatena tutta la loro infantile rabbia: urlano, si incitano, si offendono, mentre gli ultimi raggi de sole illuminano i visi rossi e i ciottoli rimandano il calore cha hanno imprigionato durante il giorno.
Poi il piazzale si svuota e come prima rinasce la calma: solo un ultimo ragazzo, un ultimo lancio azzeccato e la sua mano che in silenzio si posa sulla moneta in segno di vittoria.
Ora “quel fuoco di guerra s'è sedato, ha ceduto; ma si sono, anche, oscurate le fronti, i capelli si son fatti foschi, le selci non rosseggiano più; è sera, finita è così l'età bella, con quella vittoria di nulla"


 


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