GIUSEPPE UNGARETTI

NATALE

HOME PAGE    DIDATTICA SCUOLA    POESIE 200-900    COMMENTI POESIE FAMOSE    LETTERATURA


POESIE POCO FAMOSE 

NATALE
*

NATALE DI UNGARETTI

 

NATALE

di Giuseppe Ungaretti 1916



Non ho voglia

di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

 

 

Commento

"Natale"è una poesia composta nel Natale del 1916, durante un periodo

 di licenza che Ungaretti trascorse a Napoli presso alcuni amici. Il momento

 di tregua dalla guerra consente al poeta un attimo di respiro: l'uomo

straziato dal dolore per la morte dei compagni davanti ai suoi occhi.

 L’opera evidenzia tutta la tristezza del poeta, ancora impressionato

dalla brutalità della guerra che non risparmia nessuno, e non ha voglia

di passeggiare nelle piccole strade affollate di gente, durante

le feste natalizie. Ungaretti frantuma i versi per dare l’impressione

 di un singhiozzo.Questo ritmo crea infatti tristezza e raggela l’animo

del lettore, il che contrasta con l’immagine del caminetto, il quale

più che calore pare evocare quelle emozioni che mancano.

La poesia presenta figure retoriche come la metafora e la similitudine.

 

PARAFRASI

Non ho voglia
di andare per le strade confusionarie

piene di gente.
Sono stanco
lasciatemi solo
come un oggetto
dimenticato in un angolo.
Qui sono al caldo
sono vicino al calore del camino

e mi rilasso guardando

il movimento del fumo.

 

 

 
 


Classifica di siti - Iscrivete il vostro!