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PER POETI E VISITATORI

LA MIA BIOGRAFIA

LE POESIE DI IEZZI GIAMPIERO


SE CAMBIARE SI PUO'

Non lo escludo,
quando c'è Lui
in una stanza 
il freddo va via 
il vigore prende il fuoco 
al bruciare ci si ravviva
della sua presenza.
Il tempo cammina e 
lui muove il mondo
tutto diventa fiaba 
a piedi scalzi 
nel nome di Dio
con preghiera e 
santità religiosa.
Se cambiare si può
legno dopo legno 
quella è brace che 
tutto brucia di sentimenti 
e salda epoche sociali 
con l'emozione degli ideali
dove il singolo d'umano
alfine, conclude nell'insieme.
Solo a cenere fatta
dopo la sua morte
a fuoco spento la paura 
monta a catenaccio 
chiude il portone 
all'allegria nel mondo
di ognuno cessa la festa
a casa propria ritorna buio
il freddo in quella stanza.
La sua storia è il ricordo 
che sfiora giorno dopo giorno.
Peccato che la sua esistenza
non si rinnova di nuovo a vita
nei secoli dei secoli...





Lui, parkinson

Se c'è lui,
l'infinito è già definito
con te malato unico attore
indigesto a teatrare le sue gesta.
In corpo l'io non è più mio
in volto appare il mio sguardo d'amore è
lo specchiato suo riflesso del dolore.
Dall'esterno ricevo un evento
confuso, nel mettere la faccia 
lui frega con slancio l'emotivo, 
il corpo trema fulmina la mente 
incenerisce gli intendimenti approssima l'io 
ed è sosia che specchia 
e frappone l'oggi con il domani che
precede, prepara le orme, e stanca 
nell'incedere il cammino della vita.
Percorso nel quotidiano il fare logico è
passivo illogico che vivi percosso
protagonista una predizione 
neurologica vissuta antagonista.
Unico oggetto è il corpo il ripetibile da possedere
e spesso si è unico testimone dell'irreparabile
perché senza intendere il volere
nell'incredulità del tempo
si è rei fessi destinati dalla realtà.





OFF FENDENTE

offendente con parole sicarie 
riscatto il destino anerbato di dignità.
assicuro la vita all'incertezza della
esperienza per mangiare per non affamare
vendo a puttanate giorno per giorno
il quotidiano di emozioni della vita mia
con regolare contratto di malattia
con l'editore mio destino.
con i diritti di autore sopravvivo e
posso calmierare il mio ex- lavoro 
di collaudatore di debiti spesa
inutile a raddrizzare conti
insoluti, inconsulti, esausti
di una era da artigiano erosa
acida in condominio con
il mio socio MR Parkinson.
che sarchia pure l'aria
che respiro.



Alla salute 

Quasi da sempre mi manchi! 
Mi manchi da una vita.
Fremo dal dolore 
per rabbia se non ci sei.
Il cuore vuole sapere
freme e preme i colori
di tristezza e odio 
sui risvolti del mio viso, 
matitati con segni storti,
contornano un latitante 
sorriso con un sarcastico 
spruzzo di grigio soffuso.
L'anima mia sofferente
perenne si contorce 
per emozioni frenate, 
affogate nel sogno
di desiderio nella mente
ubriacando evanescenti pensieri
che affermano la forza delle mie membra.
Salute! ho ancora da fare poi, 
insieme andiamo via.






Colloquio 

Colloquio.
Dio, perché fai vivere
la vecchiaia solo
addosso a me
non merito tanto 
di tali attenzioni...
non merito proprio
l'andare in croce.
devo pur cuocere
a fuoco lento i sentimenti
che esarano dal suolo
del mio cuore. per provare
le misure di una non
vissuta maturità recisa
nel mentre appieno anche
a realizzar qualcosa per
ricordar
forse
era meglio prima morire
dell'andare via prima.
prima che finisca
il mio cuore che
ormai è solo cenere.




Il mio stato interessante

Lei è il mio stato interessante che saluta, 
dà sentimento e sorrisi alla giornata già 
cieca di smog carica di rabbia.
Lei accarezza con un sussurro di voce
scalda il cuore sbattuto di sangue ateo.
Lei è il vento che rivaleggia garbino 
l'imbarcato dell'amare in cerca dell'isola 
dell'amore nel mare dei sargassi.
Lei è la principessa che sfata e teneramente 
sbuccia la timidezza rossa della mela acerba
offrendo la polpa del suo frutto con
l'usufrutto del gusto fragrante nel sapore, 
il suo odore sveglia i piaceri della natura.
Lei con lui, sono due anime 
allo sbaraglio affettivo donando
spessore ad un attimo d'intenso alla
coscienza in stato di sopravvivenza.
Lei è la sbarbina, maglietta giro 
manica scarpette e bleujeans
che, nel giorno dell'amore è vita 
di femminilità proposta con 
vestigia di donna e preme d'istinto il
suo prezioso regalo con scambio di calore.





Divin contratto

La fede non basta per capire 
quando occorre comprendere 
a chi non arriva la fantasia della fede. 
Per capire nel modo giusto, 
venire da te lassù in cielo, 
è un problema per me morire. 
Alla lunga della strada corta 
ti indico il percorso per la via. 
Sia chiaro il gesto del terzo senso 
a sfondo in prospettiva 
lo esponi tu, il panorama. 
Non so il giorno e gioco 
a carte di parole in poesia ma, 
tutto è scritto da divin contratto 
come angelo io aspiro in volo al cielo 
per stare accanto a te. 
La vita mia accelera gli eventi alla morte 
platealmente con me attore arrivo in discesa. 
Con il " volo dell'angelo"?




Alla mamma mia 

Mamma, mai senza di te!
che tranquilla attendi lì vicino all'uscio 
per spalancarmi la porta del paradiso.
 Non vi è più speranza del tuo passaggio mamma, 
nella casa natia che, dalla sera alla mattina si è liberata 
con la morte della tua presenza ancora si sente .
Si, ha l'aria viziata tutta di te!
di strilli sazia insopportabilmente vuota, densa di tristezza.
Graziella come passa al volgere
 il suo anziano ingenuo viso
ancora cerca te sbirciando dietro la finestra.
Sai, i soliti eventi al sapore di te!
Ogni parola che cucio nel mio cuore 
a rammento del passato è un frammento
di ricordo illuminato dal fulminante di un fiammifero.
Stare, lì senza di te!
quella casa è un pianto che strazia il vuoto 
lasciato da te nell'anima mia
logora la vita l'ancor tendere
 al real vissuto di ampi spazi ...andati molti cattivi
per saper apprezzare già io 
da bambino quelli buoni e belli. Adesso nuova
luce mette alle stanze della casa
 tutta spalancata l'odore delle ginestre
che dal giardino, innaffiate dal pianto, 
entra infiorando copre
 e deodora la puzza di aglio malandato.
Dagli strilli ambulanti di mercanti girovaghi 
viandanti incantatori di serpenti
anche parenti a sonagli doppi con sembianze umane,
 da te accettati con sacrificio per il sacramento domenicale 
dell'invito a mangiare a tavola.
Non si poteva chiamare Pranzo
 perché tale non era per nessuno,
il normale quotidiano per noi 
privo di tovaglia era l'apparecchiare e,
loro gradassi a stomaco pieno lasciavano sulla tavola fatture
per lo stomaco da digerire.
Mamma, ricordi di te!
quando arrabbiata, aspettavi il mio arrivo ansiosamente seduta
sempre dietro quel portone di compensato finto legno dal tempo
tarlato a cartone, in attesa eri tu
 fregata dal sonno ingannatore.
Io, nell'arrivare svegliavo l'aria 
con un sorriso e tu dolce rispondevi
"Vuoi un caffe? ... è questa l'ora di arrivare".
Sicuro mamma presto arrivo da te in cielo per forza,
 dopo aver chiuso le dispute della vita su ogni fatto aperto
 ancora devo cedere la mia dignità.
Mamma, cedo perché voglio io perdere tutto!
 Per non perdere ancora te.
 





Ciao! ... a Pà 

Due grossi punti di nero ammattito duro
su carta crespata di bianco emozioni
tali quelli da una mamma invogliata
al suo bambino per scoprire e sapere
del cuore di lui attraverso par inutili
forse tratteggi e ammassi di troppi colori...
deposta la matita, pongo due
polpastrelli di dita delicato appongo
e come versi di poesia ghirigoro
ad un istante di grigio tatuato di
nubi .
Sono dense un po' sporche
offese di malinconia pronte
a fronte a versarsi di pianto
su il mio di sguardo arato
da poco scarso di sentimenti
passioni dell'anima mia che
vuole andare via
E' arrivato anche prima del previsto
al mio desiderio di andare via.
Con otto euro ho ripreso il mio abito
unico Frac di sempre fresco di 
ospite in convivio di feste 
con sacramento per altri ...ora
a estremo sacramento per me.
Si! è mio desiderio però
se annunciato è 
si deve andare via
anche se da tempo 
tutto si smobilita per
andare via dalla vita mia
alla stanca voglia
la povera tristezza dona
la cruda morte alla vita mia
dimenticate murarie opere
di fiori seccati è un rigirar coltelli.
in piaghe di vecchio giro e,
speriamo che lo sia! ...figlio 
"Se è per te! a pà ...avrai le mani stanche"
tutto finirà, tutto di buono ...
tutto di cattivo per te e
vorrai essere carne del nulla
per essere scordato dall'avvento del ricordo.
Quando sarai, vedrai e saprai ciò
che ti era di proibito .
Attendi! solo ...poco
devi attendere per sapere
di coloro che nel segno di croce
accarezzeranno le tue due mani stanche
poi capirai... chi ti ha voluto bene..." Ciao! ... a pà "