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I PROMESSI SPOSI CAP.10-13

riassunti approfonditi

Capitolo X. Geltrude viene ricevuta dal padre, che ritiene che la ribellione della figlia sia gravissima, e le impone di farsi monaca. Da questo momento la sua vita cambia: prima era rifiutata dai parenti, ora è circondata di affetto; prima era sola e prigioniera, adesso può fare tutto in libertà. Comincia la sua vita religiosa, e ogni volta che potrebbe ritirarsi non ha il coraggio di farlo. Diventa così monaca. Ma non è contenta e si dispera. Ha una relazione con un vicino, Egidio, e per nasconderla arrivano a commettere un omicidio.
Conclusa la storia della monaca di Monza, tornano in scena Lucia e Agnese, che vengono accolte da Geltrude con molta generosità. Ma don Rodrigo prepara già una vendetta.

Capitolo XI.

Don Rodrigo, attendendo con inquietudine il ritorno dei bravi, pensa alle possibili conseguenze del rapimento di Lucia, ma sa di non correre grossi rischi. Al suo ritorno, Griso annuncia il fallimento della spedizione e riceve severi rimproveri da Don Rodrigo. Dopo aver discusso dei fatti della nottata, i due concordano una strategia per scoprire se vi siano state fughe di notizie sul progetto di rapimento. Il conte Attilio viene informato dal cugino del fallito rapimento di Lucia e attribuisce la responsabilità a fra Cristoforo. I due cugini stabiliscono poi di intimorire il console del villaggio, di convincere il podestà a non intervenire, e di far pressioni sul Conte zio, affinché faccia trasferire il frate.

Il Griso si reca in paese per cercare di comprendere ciò che è successo la notte precedente. Nel villaggio c'è un fitto intrecciarsi di voci: tutti i protagonisti di quei fatti turbolenti commentano l'accaduto. Il bravo riferisce al padrone quelle voci e insieme escludono l'ipotesi di una spia interna al palazzotto. Al termine del colloquio, don Rodrigo incarica il proprio uomo di fiducia di scoprire dove si sono rifugiati Renzo e Lucia. Grazie alle chiacchiere del barocciaio, passate di bocca in bocca, il bravo è in grado di informare il suo signore che Lucia si trova a Monza. Il nobile incarica allora il sicario di proseguire là le ricerche: il Griso, che proprio in Monza è maggiormente ricercato dalla giustizia, cerca di sottrarsi, ma alla fine obbedisce agli ordini. Renzo, colmo di tristezza per la separazione da Lucia e per la partenza dal paese, procede verso Milano. Giunto alle porte della città chiede ad un passante indicazioni per raggiungere il convento cui è destinato.Entrato in città, il giovane scopre con sorpresa della farina e del pane gettati a terra. Pur con timore raccoglie tre pani. Proseguendo poi verso il centro della città, incontra parecchia gente che trasporta affannosamente pane e farina. Viene colpito dalla vista di una famigliola particolarmente impegnata nel trasporto. Il giovane comprende finalmente che è in atto una rivolta e che la gente sta dando l'assalto ai forni: la sua prima sensazione è di piacere. Renzo decide di star fuori dal tumulto e si reca al convento, ma il frate portinaio gli nega l'ingresso. Il giovane va così a curiosare tra la folla e si lascia attrarre dal tumulto.

Capitolo XII. Per colpa della carestia provocata  da raccolti scarsi, sprechi per la guerra ( successione per il Ducato di Mantova)e pressione fiscale, ci sono aumenti , soprattutto del pane, che provocano il malcontento popolare.
Il gran cancelliere spagnolo ha dato l’ordine di diminuire il prezzo provocando le proteste anche dei fornai costretti a lavorare in perdita .Così il governatore Don Gonzalo rincara il prezzo del pane mandando in bestia il popolo . Prende così avvio il tumulto di San Martino e i forni sono devastati a sacco. La massa si dirige poi verso il forno "delle grucce"  rubando pane,  denaro,  distruggendo ogni cosa. Renzo, incuriosito da tutto quel movimento, si dirige verso quella zona ascoltando i pareri  dei presenti e assistendo al falò in piazza d’ogni cosa. Arriva poi la notizia di nuovi disordini al Cordusio ove c’è gente armata a difesa.
La folla è incerta sul da farsi , è indecisa e delusa; si muove allora ,come sospinta da una forza estranea, passando sotto la statua di Filippo II, per dare l'assalto alla casa del vicario di provvisione ,  responsabile della scarsità di cibo. Renzo, si lascia coinvolgere senza volerlo dalla folla.

Capitolo XIII. La folla inferocita si dirige verso il palazzo del vicario,che aiutato dai servi, riesce a barricarsi in casa e a nascondersi in uno stanzino.Alcuni rivoltosi tentano di scardinare  la porta del vicario per  ucciderlo e tutto questo davanti ai soldati spagnoli, che fanno fanno finta di niente. Renzo, al centro del tumulto, è tra coloro che si oppongono a una giustizia sommaria. Per questo, dopo aver reagito con sdegno alle proposte sanguinarie di un vecchio, rischia il linciaggio. Dal fondo della piazza fa la sua apparizione il gran cancelliere Antonio Ferrer, il quale, forte del sostegno popolare, interviene per salvare il vicario. Nella folla si creano due fazioni, l'una favorevole e l'altra ostile all'intervento di Ferrer. Il cancelliere procede in carrozza attraverso la piazza gremita di gente. Alcuni, tra cui Renzo, si adoperano affinché egli possa avanzare, anche se con continue fermate. Ferrer promette alla folla di arrestare il vicario e di abbassare nuovamente il prezzo del pane, ma il lettore comprende che le sue promesse non verranno mantenute. Ferrer riesce infine ad entrare nel palazzo del vicario e a trarre in salvo quest'ultimo. Fattolo poi salire sulla propria carrozza, si dirige verso il "castello" continuando a blandire la folla. Scampato il pericolo di un linciaggio, Ferrer comincia a temere per le reazioni dei propri superiori, mentre il vicario, ancora molto spaventato, annuncia di volersi ritirare in un grotta.
 


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