UGO FOSCOLO: Ultime lettere di Jacopo ortis

UGO FOSCOLO: Ultime lettere di Jacopo ortis

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OPERE

L'opera "Le Ultime lettere di Jacopo Ortis" è un romanzo epistolare di Niccolò Ugo Foscolo in cui sono raccolte le lettere che Jacopo,giovane studente, inviava all'amico Lorenzo Alderani.Costui, dopo la morte dell'amico avvenuta per suicidio, le avrebbe diffuso alla stampa .

Il romanzo si ispira alla doppia delusione avuta dal Foscolo nell'amore per Isabella Roncioni che gli fu impossibile sposare(promessa in sposa d un marchese) e per la patria, ceduta da Napoleone all'Austria in seguito al Trattato di Campoformio.Fugge da Venezia e sui colli Euganei(posto incantevole)deluso dai suoi ideali di libertà e ci parla dell'amore breve e violento per Teresa Monti; ma dovrà abbandonare il suo sogno perchè Teresa è stata promessa ad un ricco possidente per risanare la situazione economica della famiglia.Jacopodeluso, finisce per suicidarsi.

Foscolo rappresenta la sua insanabile amorosa e politica irrequietezza, la «delusione storica» vissuta dalla società italiana tra Settecento e primo Ottocento e il «dramma eterno dell'uomo dominato dalla violenza e dalla paura».
Teresa , come nel Dolce Stil Novo, doveva essere la sua donna angelo,la donna che lo doveva portare all'armonia,comunque repressa dall convenzioni sociali(Teresa promessa a Odoardo).Jacopo diventa quell'eroe alfieriano che , vinto dai suoi contrasti , arriva al suicidio.


I motivi del suicidio sono praticamente due :
quello politico, con la riflessione sulle piaghe dell’Italia del tempo,
di una società che non sentiva profondamente le ragioni civili
della libertà e in cui Ortis si ritrovava solo;
quello sentimentale, dell’infelice passione con Teresa.In Jacopo
mondo ideale e realtà non coincidono, gli si rifiutano sia l’amore che la patria: di qui
si scatenerà tutto il conflitto interiore, profondamente romantico, dal quale si
libererà solo col suicidio, suicidio inteso non come gesto di
viltà ma come protesta contro i mali sociali, simbolo di lotta, testimonianza ed incitamento alla libertà.

"Le Ultime lettere di Jacopo Ortis" è il grande romanzo del FOSCOLO, continuamente rimaneggiato e ritoccato (la prima idea del romanzo chiamato inizialmente “Laura, lettere” è stata radicalmente modificata) e per questo è stato nominato come un romanzo aperto. Il protagonista è una maschera dietro la quale si cela lo stesso autore, ma soprattutto le sue concezioni di bellezza e di amore. 
Si tratta di un romanzo epistolare, una Raccolta di lettere scritte dal giovane Jacopo Ortis all’amico Lorenzo Alderani: la narrazione della vita di un personaggio che è l'alter ego del Foscolo. Esso riprende il romanzo di Goethe, "I dolori del giovane Werther", a cui Foscolo ha saputo aggiungere originalità e valore di carattere storico e politico. 
I temi principali che troviamo sono quelli propri del Foscolo: l’amore, la politica, la morte. È una protesta contro la tirannide politica, del costume e della morale borghese, ma anche contro la tirannide della vita, dominata dalla morte e dal dolore, che solo l’amore e la passione sanno rendere meno grave. 
L’intera opera verte sulle due aspetti principali:

  La passione politica, che entra in crisi dopo la delusione per il Trattato di Campoformio, con il quale crollano gli unici ideali (dopo il tramonto della fede religiosa) che davano giustificazione alla vita del Foscolo: quella libertà che viene subito negata da Napoleone spinge l’autore ad un’appassionata difesa della patria e dell’identità nazionale, un’eroica smania di azione per cambiare lo stato delle cose. La passione politica dunque col suo fallimento, mette in evidenza da un lato i rapporti negativi con il potere e dall'altro il desiderio di un'Italia che avrebbe potuto essere unificata proprio alla luce delle idee diffuse dalla Rivoluzione francese e dagli entusiasmi suscitati dalle imprese di Napoleone; il fallimento è controbilanciato dall'amor di patria, dall'elogio della virtù individuale e dalla meditazione sulla storia e sulla passata grandezza di Roma e dell'Italia.


  La passione amorosa, in un aspetto più propriamente romantico, mette in risalto le Illusioni necessarie all’uomo per alleviare il dolore delle sofferenze della vita: l’amore, la poesia, la natura, l’ideale di bellezza e armonia travolgono l’uomo nella sua razionalità, nel suo bisogno meccanicistico del vivere. Ma ecco che, così come è consapevole dell’impossibilità di ogni alternativa politica, il Foscolo si rende conto che queste “illusioni” sono rese tali dalla morte e dall’impossibilità di fuggirle.

 

Il crollo degli ideali di patria e di amore, strettamente collegati fra loro (non a caso, quando il padre di Teresa va a casa di Jacopo gli rivela di avere anche lui le stesse idee, ma purtroppo non può permettersi di dare libero sfogo ai suoi sentimenti patriottici perché le responsabilità familiari li limitano), portano Jacopo a una disperazione sempre più profonda e radicale e infine al suicidio, in un pessimismo controbilanciato dalla speranza di un mondo in cui coloro che si amano possano riunirsi per sempre: non la morte come fine di tutto, ma come passaggio.