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POESIE DI CLAUDIO CISCO

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POESIE SUL MARE

DOLCI SILENZI Dolci silenzi mi accompagnano mentre lo sguardo del mare arricchisce il cuore, libera la mente. Parole incise in un diario fanno da eco fra le onde, sembrano perdersi oltre le nuvole là dove l'orizzonte apre all'infinito. Il vento modula suoni con la luce non spegne il suo soffio, tarda a morire, si confonde in volo con ali di gabbiani. Sotto la pelle ambrata caldo scorre il sangue pulsa nelle vene e tutto si fa memoria. IL MIO MARE Ecco il mio mare! Non parlerò. Non dirò nulla. Chiuderò solo gli occhi e respirerò il suo respiro. Ecco qui il mio mare, immenso e potente, dolce e glaciale. Lo guardo lasciando volare i miei pensieri, con gli occhi seguo il suo movimento scrutando l'orizzonte. I miei sogni cercano chissà cosa. Quanta magia c'è in lui! La sua voce è un dolce richiamo. Ed io sono qui ad ascoltarla. INCANTO DI LUNA Gli occhi fissati in quel lembo di luna rilucente a fili d'acqua portano la mente a ricordare. Antichi ma vivi sono i palpiti d'amore la voce si fa lieve nel rimembrare un grido sulla pelle ricama nuove emozioni. Trame tessute su corpi nudi avvolti in lenzuola di sabbia inventano l'alba di un nuovo giorno. Onde impazzite nel mare inseguendosi cancellano ciò che la mente non riesce a fare. VELA Silenziosa e leggera ti fai sospingere dalla leggera brezza della sera. Solchi i mari sembri quasi trasparente sospesa sull'acqua. Solo un leggero fruscio accompagna il tuo viaggio nella calma del tramonto. Sei come la mia vita persa nel mare della mia solitudine. UNA SIRENA Una sirena in alto mare mi ha portato il vento, bagnata di sole, fresca d'alga marina. Una sirena che intona canzoni d'altri mondi, accorda melodie d'acque azzurre bianche di schiuma, profumate di salsedine. E' il ritmo del mare; quando le onde tuonano di rabbia nell'urlo della burrasca, nel pianto di grandine incessante. O mia sirena! femmina mediterranea dalle squame d'argento compagna d'abisso d'agili pesci e crostacei, dissipa l'inganno dei tuoi inebrianti canti, sussurrami al cuore sincere parole d'amore. Intanto echi omerici mi catturano si dibattono tragici sul fondo trascinandomi in un sepolcro senza fine. UNA BOTTIGLIA NEL MARE Quello che scrivo lo metto in una bottiglia e lo affido al mare. In fondo non mi ascolta nessuno non serve nasconderlo. Verrà trasportata dalle correnti attraverserà mari ed oceani. senza pace proprio come la mia vita. Qualcuno un giorno troverà quella bottiglia e forse in quel momento leggendo quei pensieri avrà per sempre un'emozione da ricordare. ANIMA SOLITARIA Quell'istante tra la luce del giono ed il buio della notte dove è ancora nitida la linea dell'orizzonte è magia, è incanto per la mia anima solitaria. Lentamente cancella con le sue carezze silenziose ogni traccia del giorno passato e il suo respiro si fa lieve. Quella luce rimasta ancora, rischiara le acque sento in lontananza le voci dei gabbiani arrivati per il riposo notturno. In questo momento vorrei essere con te ad ammirarti, a respirarti sotto questo cielo che brilla di stelle. SONO COME IL MARE Sono come il mare e per amore di esso voglio vivere. Puoi accarezzare le mie sponde di sabbia e farti cullare dalle mie braccia azzurre. M'immergo negli abissi risalendo tra gli scogli. Emergo tra bollicine d'acqua simili a mormorii di rosari in coro. Saltello su distese marine felice come un delfino fra la voce del vento e quella delle acque. Il sole affonda fra limpide profondità dissipando le ombre, scacciando i fantasmi. Custodisco i tesori di madreperla vivendo tra fiorite chiome di corallo. Regalo a chi mi cerca perle colorate e tempestate di conchiglie. Sono libero come il mare e come il mare voglio vivere. LA RAGAZZINA CHE GUARDA IL MARE Appoggiata al muretto la ragazzina guarda il suo mare attenta, rapita, sognante. Quel sole giallo enorme palla lucente di remoti giochi infantili saluta il giorno che muore regalando i colori più belli. Il mare dolcemente si trasfoma in adolescente poi in padre comprensivo e penetra nell'anima di quella ragazzina. PRINCIPESSA DEL MARE Eri tu la regina sullo scoglio venuta dal mare sirena dai neri capelli. Fiera e vanitosa ti lasciasti immortalare come principessa del mare. Tra quelle acque limpide e lucenti stavi quasi per asciugare quando tornò quell'onda che verso me t'aveva spinta. Così il mare t'ha ripreso catturandoti lasciandomi di te solo due squame ed un ciuffo di capelli. MISTERIOSO MARE Segni sull'acqua, note solitarie, disperse armonie come lettere d'amore, come onde svanite al rossore di un timido tramonto. Onda sull'onda voli di gabbiani che si rincorrono giocando in un unico suono, ed io che sulla riva ti attendo impercettibile richiamo d'amore. E per pochi istanti è come se la mia anima viaggiasse lontano dalla terraferma per fondersi con tutti i mari del mondo, strana sensazione che mi fa sentire come un verme attaccato ad un amo. Misterioso mare dimmi chi sei e che vuoi da me, sott'acqua ho cercato il tuo nome, dall'onda emerge il tuo viso. DONNA DEL MARE Ella appare e scompare donna ridente di bianche vesti ondulate di piedi nudi e veloci. Avanza danzando tra gli scogli addormentati blu di mare, azzurra di cielo. Sorride vela gli occhi tra le ciglia allunga le ombre sulle guance chiusa in se stessa appare profonda, misteriosa. Poi si rivela d'improvviso luce emanata dall'anima festa del cuore danza di sorrisi. Suo è il Profumo d'un sensuale richiamo cullato dal mare inebriante aroma liberato nel sole e nel vento. Avanza ondeggiando i fianchi morbidi e rotondi, dolce nei gesti infantile nei sogni. Nei ricordi antichi che prepotenti riemergono in superficie il suo ventre suona e risuona chiama e richiama si muove, sorride, libera se stesso. E' un attimo soltanto e poi di nuovo ella fugge via e si vela scompare nascondendo la sua figura oltre la linea dell'orizzonte. Sei sparita un'altra volta donna del mare tua è la pienezza e la bellezza tuo il profumo della carne e dei sensi la gioia della vita e dell'amore. . IL MARE AMANTE Dolce ed impetuoso come un'amante. Ti guardo. mi affascini. La tua voce entra nella mia mente. Mi lascio accarezzare dalle tue onde. Brividi. sulla mia pelle. Il tuo continuo movimento culla i miei pensieri. Li porta via laggiù dove l'orizzonte si confonde con il cielo. Amami finchè vorrai, amami e saprò chi sei! BREZZA MARINA Lì sul ciglio, assorto nel silenzio, ascolto il canto del vento e con mute parole dipingo il mare a mio piacimento. Mare e vento da sempre complici ed antagonisti, son la personificazione di attori e registi in uno scenario naturale straordinario. La visione è così spettacolare sortisce su me un effetto magico apocalisse interiore e meravigliosa ricostruzione oggi, come loro, anch’io sono reso immortale. Spumose onde si rincorrono in una danza perpetua per poi schiaffeggiare lo scoglio graffiandolo, umiliandolo senza pietà. Nell’impatto stille marine si posano sul viso, mi ristorano da quest'arsura opprimente. Brezza marina, ora tocca a te! inebriami col tuo potere! rendimi libero e schiavo irradiami d'infinito. Coriandoli d’acqua salata, rapiti dal celere vento fluttuano sull’azzurro tappeto andando altrove fino a dissetare sua maestà il Re Sole, immobile spettatore da sempre assoluto padrone e gran signore! Inchiodato lassù nel cielo, riscuote piacere e splendendo, a modo suo, gode! MAREE Noi siamo maree, vivi e liberi come onde i nostri pensieri a volte sommersi da potenti tempeste altre cullate da dolci zeffiri. Ma vi è qualcosa di straordinario e grande: un pensiero unico, travolgente che cerca il naufragio e non l’approdo, così fuggente e folle da essere eterno, così intenso e imprevedibile da essere amore. A TE MARE Se solo sapessi esprimere a parole il sentimento che susciti in me quando ti vedo o mio adorato mare. Quanto spettacolo nel vedere la tua calma e serenità, sei celeste e limpido come un neonato, sembri immune dalla cattiveria di questa vita. Se solo sapessi quanta pace infondi nel mio cuore selvaggio. come mi somigli quando sei agitato, vorrei avere la tua forza, impeto travolgente e implacabile che tu solo hai. Se solo sapessi rinascere e diventare delfino, per poter solcare i tuoi fondali lasciandomi travolgere dalla schiuma delle tue onde, sentirei sulla pelle le tue correnti prima calde e poi fredde. Tu sei come il mio faro nella notte più scura, il sentiero più sicuro nel maremoto della confusione, dolce pensiero di liberazione quando la solitudine attanaglia il mio cuore.. Non resta che sperare di incontrarti ogni notte nei sogni,. per dare a te o Mare quella potenza d'amore inespressa che vibra da sempre dentro di me. SOLO NOI DUE Mare, oggi ti ho incontrato di nuovo, in silenzio ho ascoltato la tua voce. Il mio sguardo spazia libero nella tua immensità, i tuoi colori sempre nuovi ai miei occhi mi hanno riempito il cuore e l'anima. Sei calmo, sereno, invitante, ho accettato la tua chiamata e mi sono immerso nelle tue acque sempre così fresche. Ogni pensiero si è allontanato, eravamo solo noi due in queste prime ore del mattino. Intorno, il nulla. NEL FARO Nel faro i nostri corpi amanti, come ombre cinesi, spaziano isocroni nel futuro infinito, scanditi lampi di luce girando nel nulla accendono desideri oscurando l'amore. L'estasi proietta lontano nel tempo costellazioni d'amore per folli amanti. E il tuo gemere risuona in me, ora, come la risacca nel mare. NON SMISI PIU' DI AMARTI Immerso nel tuo grandioso ventre popolato da anime colorate che vivono in te, mi hai accolto senza fare domande nelle tue limpide e chiare acque. Sei apparso come un’immensa madre o forse come una bambina, dalle tue onde che mi accarezzano il corpo, inerme mi lasciavo coccolare. Sono rapito ed estasiato la mente mi riporta indietro nel tempo,. alla prima volta che ti vidi quando ancora bambino mi conquistasti all’istante, provai subito per te un amore profondo. Leggiadro mi abbandonai sulla battigia, i miei occhi rivolti al cielo, catturati dal volo di gabbiani che volando in alto sembraveno rincorrersi per gioco come angeli bambini. Mare io non smisi più di amarti! CANZONI DEL MARE Fermati sulla spiaggia, ascolta la melodia del mare! Pensa che racchiusi sul fondo di esso esistono mille segreti vivono incontaminate bellezze, un mondo irreale, quasi finto, magico, inesplorato. In quei profondissimi fondali anche nell'oscurità più totale, pullula la vita d'esseri minuscoli ed enormi, strani e fantastici, creature mai viste inventate da nostro Signore che appartengono solo al mare. Ma se hai orecchie anche per udire, nel silenzio abissale degli oceani, sentirai le canzoni piu belle. note antiche di vecchi pirati, che parlano di donne e di battaglie. Canzoni un po' stonate, piene di speranze, di sopravvivenze affidate al mare, con mani seccate mai dome di pescatori appassionati che sanno di sale, stanche di fatica. Canzoni romantiche e tenere d'innamorati incollati a guardare tramonti morire e gustare felicità nascente nei cuori. Canzoni che le onde spumeggianti trasportano lontano oltre il sole e che i gabbiani scuotendo le ali disperdono nell'aria. In questa notte d'inverno ci sarà sul fondo una canzone in più. La mia voce arrivera' dolcemente a te e questo scrigno fatto di acqua salata sarà poesia per me. PARLAMI Parlami, mare!. Raccontami le tue infinite storie, fammi partecipe del tuo mondo. Ammiro la tua bellezza, mi spaventa la tua potenza, mi cattura la tua immensità. Le tue parole mi arrivano con le onde s'infrangono nella mia mente e mi fanno sognare. IL MIO SOGNO La spiaggia al tramonto. Cammino solo con me stesso, il respiro del mare accompagna il mio, il suo profumo inebria la mia mente, un gabbiano vola all'orizzonte. Mi fermo, guardo il suo volo, come vorrei poter volare anch'io andare lontano raggiungere il mio sogno e non tornare mai pìù. SOSPESO Ti guardo. seduto davanti a te, sento il tuo respiro calmo. La mia vista spazia fino all'orizzonte là dove ti unisci al cielo e i suoi colori si riflettono nelle tue acque. Starei ore ad ammirarti,. in silenzio seguo il tuo movimento, lento, continuo, le tue onde arrivano lievi. Mi avvicino, lentamente allungo una mano avverto la tua presenza sento la tua carezza. Mi sdraio sulla sabbia ad occhi chiusi ne aspetto un'altra e un'altra ancora. Mi lascio scivolare via tu mi accogli, sento il tuo abbraccio il mio corpo perde peso. Sono sospeso sopra di me l'immensità del cielo. come ritornare protetto nel grembo materno, rivivendo quegli attimi ovattati. Poi dolcemente, mi riporti a riva mi adagi sulla sabbia mi regali. le tue ultime carezze. TU CHE AMI IL MARE Tu che ami il mare e ne fai parte. Tu che voli con ali leggere e ti lasci trasportare dal vento. Le tue grida si confondono con la voce del mare. E quando sei stanco ti adagi sulle sue acque facendoti cullare. Che voglia avrei di seguirti, di volare con te e sentirmi libero! Ti regalo un mio pensiero, portalo con te. Sopra questo mare, nel vento. L'OCEANO DELL'ANIMA La felicità spesso ci raggiunge in silenzio nei momenti più impensati della nostra esistenza. Arriva come un gabbiano spinto dal vento e rimane con noi se non la turbiamo coi nostri pensieri. L'amore è come un'onda del mare che può infrangersi prima del tempo. Non sarà perduta per sempre dentro di noi, prima o poi una nuova onda raggiungerà la riva. Tutta la nostra esistenza è avvolta nel mistero proprio come la profondità del mare. Nei suoi abissi inesplorati vi è il luogo dove s'incontrano due realtà della vita: quella che riusciamo a vedere coi nostri occhi e l'altra velata dal buio. Ma nella nostra anima vive un oceano immenso, potente, sconfinato. E la nostra immaginazione diviene eternità spazia nell'infinito varcando qualunque orizzonte libera di sognare e di amare. IL RESPIRO DEL MARE Com'è bello il mare all'alba! La spiaggia deserta, l'onda che l'accarezza dolcemente, il sole all'orizzonte che nasce, l'aria ancora fresca. Passeggiare sulla riva, ascoltare il suo respiro, sentire il suo profumo così intenso. E poi fermarsi e rimanere a guardare questo immenso continuo movimento fin dove l'occhio può arrivare. Provo infinite sensazioni, il mio respiro, è il suo. Un richiamo e lentamente passo dopo passo mi ritrovo immerso nelle sue acque. Mi sento abbracciato baciato da questo liquido amante. Mille brividi percorrono il mio corpo e mi lascio trasportare, libero da ogni pensiero. Che silenzio stupendo! E' come rinascere ogni volta. L'ARTE DEL MARE Camminando sulla spiaggia s'incontrano tanti piccoli particolari che colpiscono la nostra attenzione: legni levigati dal mare, fiori sparsi qua e là usciti dal nulla, rami di alberi trasportati dalle mareggiate, opere create da questo meraviglioso ed immenso artista. Ascolta il respiro del mare, affacciati alla finestra e guarda .... Il mare gioca con gli scogli e li accarezza dolcemente oppure si abbatte su di loro con forza e li plasma a suo volere. Osserva ancora le scogliere! le onde del mare giocano con loro modellandole come le dita di un artista, con dolcezza e potenza, negli anni ricamano un merletto prezioso, regalandoci insenature, grotte bellissime. Rimani ammutolito davanti all'arte creativa del mare e sogna proprio nel punto dove lo stesso si incontra con il cielo. IL DELFINO E IL GABBIANO Volava il gabbiano nel suo pezzo di cielo dipinto di bianchi voli permeato dei dialoghi striduli intessuti di piume leggere. Nuotava il delfino nel suo giardino azzurro fatto di onde amiche scomparendo in esse e riemergendo poco più in là. Ma un giorno il gabbiano volò in un pezzo di mare e il delfino si immerse in un giardino di cielo osando sognare. E lì si incontrarono in quella terra di mezzo che è l’orizzonte, in quello spazio infinito dove si affacciano i sogni che è approdo felice di pochi. Allora il gabbiano disse al delfino: quali sono i tuoi sogni? e il delfino rispose: volare e i tuoi? il mio sogno è imparare a cavalcare le onde, rispose il gabbiano. E il gabbiano e il delfino si presero per mano e insieme divennero maestri e scolari l’uno dell’altro, scoprirono la forza di essere in due e di saper sognare. Quando venne il momento di separarsi il gabbiano disse "addio" e riprese il suo volo "addio" rispose il delfino e scomparve nel blu. Ma il suo cuore di oceano aveva messo le ali così come il cuore di aliante del gabbiano che adesso solcava i mari. Erano a conoscenza entrambi che prima o poi si sarebbero incontrati nel cielo o nel mare ormai sapevano essere mare e sapevano essere cielo e all’orizzonte potevano essere sogno. QUELLA STRANA RAGAZZA Magia di una notte di luna piena. Non riuscivo a dormire. Le tende bianche svolazzavano leggere e una chiara luce illuminava la stanza. Il respiro del mare arrivava alle mie orecchie il richiamo era troppo grande per resistere. Una figura dai lunghi capelli biondi, innamorata del suo mare veniva verso di me. Il suo sorriso era dolce i suoi occhi tristi, quella strana ragazza confidava al mare sogni e segreti sicura che mai nessuno li avrebbe rubati. Disperato io la chiamavo in quella notte di luna piena, avevo bisogno che qualcuno mi ascoltasse sognasse per me. E lei era già là a piedi scalzi, sulla sabbia umida e fresca,. si lasciava accarezzare dalle onde. I suoi occhi erano quelli del mare guardavano la luna e il suo chiarore inseguivano i suoi desideri, rincorrevano i suoi sogni. La luna era alta nel cielo, la sua luce argentea illuminava il mare. Gli occhi di quella strana ragazza seguivano il ritmo delle onde, la vedevo correre, ritornare a vivere. UN ALTRO GIORNO MUORE Il sole gioca con i colori, ogni volta sempre diversi. Come non volesse mai andare via fino all'ultimo momento i suoi raggi si specchiano nelle tue acque trasformando l'orizzonte in un una tavolozza dai mille colori. Il cielo scuro si riflette in te come in uno specchio, e tu diventi triste e il vento muove le tue onde. Un altro giorno muore dimenticato nel silenzio, solo un gabbiano sopra di te vola. QUEL MARE In quei giorni ero triste, disperatamente solo, ateo, col cuore chiuso nel ghiaccio. Per fuggire dal mondo, lontano da tutto e da tutti, mi rifugiavo lì nel solito posto sulla spiaggia in riva a quel mare. Quante volte ho pianto! volevo capire, essere amato, tornare bambino, e parlavo al mare della mia solitudine. Più volte seduto sopra quella sabbia ho provato ad alzarmi di scatto per andare incontro al mare sempre dritto fino ad annegare. Desideravo affidare a quelle acque a me così care il mio corpo, e farla finita per sempre. Ma qualcosa invisibile e forte mi ha sempre fermato proprio sul punto di farlo, oggi che sento Gesù nel cuore capisco che è stato Lui a bloccarmi. Adesso la mia vita è completamente cambiata in positivo, torno spesso in quel posto ma non mi sento più solo. Gesù è con me, sento gioia, felicità, certezza, ho dentro una ricchezza immensa non spiegabile a parole. E' una potenza d'amore, una luce infinita, e quel mare che prima mi parlava di morte o non mi rispondeva affatto, oggi comunica col linguaggio della pace. I TUOI SEGRETI L'immensità che ti porti dentro è come il mare. Non scorgo l'orizzonte del tuo essere. Cielo e acqua si fondono nella tetra nebbia della tua solitudine. Non ci sono velieri di speranze in te, e nemmeno alghe che possano attaccarsi agli scogli. Rifiuti la mia àncora di salvezza: perchè ti lasci annegare così? Preferisci naufragare nelle tue paure per poi morire nel vento e nella tempesta del tuo dolore. Non posso far nulla se non ti lasci aiutare, darei la mia vita per te. E come un marinaio sconfitto vago alla scoperta dei tuoi segreti. ANIMA INQUIETA La mia anima inquieta di naufrago Ulisse, non ha smesso di navigare; non ha porto cui fare ritorno, non ha lidi sui quali approdare, è perdutamente libera. Dolce sirena, più del tuo canto mi vince il silenzio. LE ALI DELL'ANIMA C'è un momento nell'universo in cui il cielo incontra il mare. Ed è proprio in quell'istante che le ali dell'anima iniziano a volare... LA POESIA DEL GABBIANO E' arrivata esultante la stagione del gabbiano, è tempo di migrare verso terre lontane per scoprire nuovi segreti, nuove sensazioni. Un nuovo giorno è oggi per spiccare il volo sulla superficie del mare aperto, sull'orlo dell'oceano, per volteggiare sulla cresta dell'onda. Vola nel vento gabbiano! vola più in alto che puoi! non ti fermare. La mia penna saranno le tue ali, i miei versi la tua scia. IL MARE E LA BAMBINA L'inesorabile sbattere delle onde graffia gli scogli, li scolpisce, li modella. La bambina, con la vestina gialla e il fiocco stretto in vita, ha negli occhi l'immagine del sole per l'ultima volta visto. Guarda il mare, vi proietta quell'immensa luce. E' solo un attimo e l'acqua la travolge. E dopo è solo luce luce che rischiara e scalda il mare e la bambina è solo acqua. LA SPOSA DEL MARE Il suo corpo appartiene solo al mare fedele sposa e amante del potente Nettuno. Avanza elegante tra schiere di pesci nel suo abito bianco, spuma di cristallo dal riflesso lunare. Avanza la sposa sopra le onde, cadono fiori dal cielo stellato cielo che si confonde col mare, brezze di vento alitano accanto, leggero un profumo di conchiglie si diffonde sulle coste. E' un rito la sua danza sulle acque in controluce, lontano s'ode un canto. LAGGIU' DOVE SI DISPERDEVA IL MARE. Si dirada come per incanto la nebbia che mi avvolge e s’apre d’improvviso il cielo col suo manto azzurro, torno a ritroso nel tempo in seno ai miei ricordi come alghe marine che succhiano caute mammelle di roccia. Mi rivedo di colpo adolescente quando evitavo i compagni e le feste e restavo da solo per ore ad osservare la distesa infinita del mare, una voce dentro mi ripeteva sempre: “i sogni non muoiono mai”. Cercavo la libertà, mi chiedevo se nell’universo esistesse qualcuno simile a me, immaginavo di volare via per scoprire il mondo senza ritorno, senza fermarmi come un’onda senza mai una spiaggia ed i miei occhi ragazzini curiosi e attenti, si perdevano in lontananza, laggiù dove si disperdeva il mare oltre l’orizzonte. ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE Allontana da me questo calice, Mare! non voglio berlo, non è vino ma è sporco di sangue, è salato come schiuma di mare. Allontana da me questo calice, Mare! non lasciare che io m'immerga in te sino a scomparire sott'acqua, sono ancora vivo il mio corpo inerme non giace sul tuo fondale. Allontana da me questo calice, Mare! sono solo un uomo di carne e ossa non posso vincere le tentazioni non riesco a sconfiggere forze soprannaturali, abbi pietà di me. Allontana da me questo calice, Mare! sono come Gesù nell'orto degli ulivi non posso perdermi e tu non puoi abbandonarmi ora che ne ho più bisogno. Allontana da me questo calice, Mare! trasmettimi la potenza delle tue onde la libertà del tuo orizzonte, fa' che la tua immensità riempia la mia solitudine. Aiutami!

BIBLIOGRAFIA

"Anima sepolta" (1983)
"Apocalisse mentale" (1989)
"Colei che brevemente fu e che mai in vita conobbi" (1996)
"Come sono dentro" (2004)