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Salve a tutti! Mi chiamo Daniela Magni, sono nata
il 14 settembre 1981 a Vimercate e vivo in Usmate-Velate, bellissima
località ubicata nella rinomata, verdeggiante Brianza. Sono
impiegata statale, lavoro presso un'azienda ospedaliera nell'unità
operativa della Radiologia.
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POESIE DIDANIELA MAGNI
Pioggia Primaverile Cheta plana la soave pioggia primaverile, essa ammara linda, liliale, alcunché potrebbe lederne o deturparne l'illibata sussistenza eterea; tale eccelsa leggiadria ingenera un'edenistica eufonia la cui idilliaca ambrosia permea qualsivoglia venustà siderea. Apollineo riverbero traluce sublime asservendo brumose prostrazioni avverse: ignea folgore brandisco gagliarda allorquando l'aggraziata coltre piovosa soffonde ieratica laceranti cremisi rimpianti dei quali il vessatorio, stentoreo gemito è tramutato in un'effimera, evanescente eco. Madide, roride gocce nivee aspergono ed irrorano l'ecumenica natura raggiando l'olimpica cristallina beltà maliarda. Seppur euritmici firmamenti non sfoggino cerulei barlumi ebbene il virgineo fluido che lacrima dalle sue mere, portentose volte trascende ardimentoso e plasma ineffabile tersezza ovunque. Inemendabile, inintelligibile virtù cagiona suddetta divina acqua: aitante, fulgente albore circonfonde il viscerale, linfatico nucleo dal quale sempiterna genesi ferve indefessa. Afrodisiaca pioggia primaverile oggi procrei preternale, rutilante, vivida luminescenza. Sei Tu La Mia Luce Effimera intercorre la notte, tuttavia il levantino albore protrae il suo anelato fulgore. Fronteggio dunque l'angustiata attesa germinando purchessia pensiero, essi scaturiscono mediante una primordiale genesi, diradano prette essenze soffondendo atre coltri serotine, tralucono l'illune talamo silente al fine d'assurgere un coriaceo pentagramma, tale concepimento prolifica eufoniche melodie le cui soavi note riecheggiano indefesse edulcorando l'egemonica cupezza che primeggia tronfia. L'idilliaca risonanza riverbera ormai ovunque, il suo virtuoso lindore satura persino lugubri turbamenti giacché ne irradia gli esiziali precordi. Subitaneo fiorisce l'ineluttabile quesito: donde deriva una similare leggiadria? Quale languida, mielata ambrosia sfoggia un effluvio meramente afrodisiaco? Cosa cagiona suddetto ardimentoso bagliore? Chi brandisce ieratico l'invitto dardo contro cui adombrate fallacità periscono annichilite frangendosi addentro mondate perspicuità? Tu solo ne sei l'inconfutabile, idolatrata sorgente, eccelsa luminescenza che dilaga maestosa le sue propaggini e debella lacere inquietudini senza essere lambita d'abbuiate nature insite. Ora non temo più l'attardar dell'aureo chiarore mattutino, non v'è recondita ragione per la quale contempli ansante l'ora dacché il tempo sarà cadenzato forgiando le inestimabili tue venerabili fattezze. Sei tu la mia luce. Placido Pensiero Futuro D'accanto s'erge stentoreo l'incoercibile dolore, profluvi gravidi d'asfittici rimpianti aspergono livide gradazioni, un tempo armoniose beltà laddove prosperavano illibati sogni giovanili. Nulla è pero sopravissuto, alcuna remota bramosia sfolgora l'incandescente fervore per aver plasmato i liberi, veritieri ideali così tanto vagheggiati… Nessuna ambita aspirazione è planata nel ceruleo orizzonte solcato dalla vigoria accorpata in rigogliose ed aitanti speranze. Impetuose grida gioiose prorompevano la serafica volta celeste gremendo ogni lembo con insopprimibili ardori vitalizzati da virginee frenesie, travolgenti ebbrezze, focose passioni, flautate musicalità, intrepidi valori… innumerabili vocazioni che avrei giurato in maniera incontrovertibile d'umanizzare, tutto dissolto, obliterato, comparabile ad una sommessa, evanescente eco. Rimembro leggiadre reminescenze in cui amavo cospargere liliali fogli apponendo il mio eroico, indomabile essere… ritenevo che quelle preziose candide pagine avessero una voce, sfoggiassero un'anima, indottrinassero nobili valori in base ai quali amare la vita. Malgrado i trascendentali entusiasmi saggiati orsù partorisco l'indeclinabile realtà: solo oppressivi rimorsi e grevi disinganni ho tesaurizzato; sterili pianti che nessun volto sarebbe in grado d'effigiare, fruste umiliazioni che nessuna schiena seppur corroborante potrebbe sorreggere… Vorrei assopirmi cedendo prona ad un placido sonno, la mia veneranda età agogna perpetui riposi… perché mai dovrei disfidare l'indolente quotidiano? Immersa in un'oceanica inerzia detengo come unica compagna un'imperturbabile solitudine. Stremata vacillo sovra abuliche confluenze: quale propizio giovamento trarrei sondando summenzionate vie? Perché mai dovrei disilludermi ad intraprendere rosei percorsi se l'inalienabile fato soverchia veementi furori tramutandoli in sordide apatie? Durante una concupita giacenza, mirabile compenetra l'angelico tuo avvenente volto, esso ridesta un'implacabile foga la cui irruente docilità sana le mie taglienti ferite esistenziali: profondo longanime sorriso al nuovo fiore germogliato, assaporo la madida rugiada che vaticina l'incipiente aurora, reco ammenda poiché nulla è naufragato alla deriva… il tuo intramontabile ricordo d'un recesso passato pervade virtuoso il presente cogliendo aggraziatamente l'indorato futuro. Suasiva Serenità Coltivata Ridolente fragranza delibo estasiata, rutilanti brame poetizzano il lirico avvicendarsi di prosperose stagioni, rugiadosi sogni alati evincono qualsivoglia erto scoglio imperlando suasivi panorami mediante ancestrali semplicità, ossia precipue fondamenta di madornali portenti. Odo l'altisonante riecheggiare d'amabili euritmie, esse spandono solerti l'inestirpabile ciclo riproduttivo, grazie al quale sfavillano temerari i vorticosi aneliti affinché ciascuna creatura propali solenne l'imprescindibile epistola nel cui cremisi fulcro vertono integerrime, probe dottrine d'incondizionato amore verso la vita. Miti folate maestrali stormiscono vessate gracilità fortificando la sontuosa, granitica armatura degna del più ardito, lungimirante guerriero pacifista. Mentre proferisco fascinose ambizioni, concepisco che nulla potrei osare qualora mi denudassi dell'inobliabile tua fulgente icona. Ogni colore risalta caparbiamente l'ecumenica pienezza che manifesti, le radiose, cangianti tonalità emergono intrinseche prodezze ove oppugni impervi ostacoli e scosti repentini turbamenti disseminati come caliginose nebbie funeste. Un suadente occaso delinea il fulvo orizzonte occidentale, fra brevi sospiri l'incombente vespro poserà i suoi manti e cospargerà l'atmosfera con un blu indaco, il quale evolverà la composizione turchina fucinando un indefinito nero… esso tuttavia non addentrerà nello scintillante tuo essere, non sovvertirà la miracolosa luminosità che vesti baldo. Una trascendente serenità ho coltivato, gemmerò fruttiferi, ubertosi campi nutrendoli attraverso edificanti sementi che hai catechizzato con straordinaria umiltà. Tu Rivivi In Ogni Giorno In questi giorni profondamente vacui, frastagliati d'opprimenti ore futili, implacabilmente riecheggio il tuo inebriante ricordo. Esso ritma leggiadramente inestimabili gradazioni autunnali, le cui soavi fragranze ingagliardiscono la mia florida seppur esile giovinezza, effonde fulgente albore dissipando vividi dolori repressi, partorisce inarrestabili bramosie trasparendone l'ardente natura indomita. Credevo che il tempo avrebbe smorzato qualsiasi reminescenza a te fervidamente relativa stemperando accorati sentimenti in dirompenti brezze boreali… languide convinzioni gremite di veraci contraddizioni: perennemente sferzante lo stormire d'afflosciate, caduche foglie, le quali erompono tumultuose attraverso cristalline placidità materne. Rivivo sprazzi preadolescenziali ove l'euritmia dei nostri quotidiani librava portentosamente sopra prolifici campi delibando estasianti zefiri primaverili; percepivo un prodigioso miracolo giovanile del quale eravamo ineffabili protagonisti, tuttavia il tuo essere effigiava sublimemente incoercibili sensazioni… reconditi periodi impetuosamente vivi. L'eccelso scibile che sfoggiavi, mirabile virtù di cui non ha mai peraltro esternato millanterie od iattanze allibiva i miei stati d'animo mentali apponendovi autentica stima, pretto incanto. Talvolta avanzano inesorabili angustiati frangenti: quando l'afflizione sembra soverchiare vagheggiate aspirazioni, adombrare luminescenti memorie, reprimere assiomatiche abilità, impareggiabile prosperosità, fervente frenesia giovo solcando trascendentali carezze, blandi sorrisi che m'improntasti in tenera età… indicibili libidini forgianti ammalianti mitezze. L'indomito Fato Lancinante, mestissima goccia sgorgata nella paradisiaca pubertà fu l'ineluttabile, straziante separazione, allorché due strade caratterialmente e strutturalmente divergenti s'ersero imperiose. Il tuo percorso irrefutabilmente più difficoltoso discerse doti connaturate le quali imposero, coartarono ad intraprendere cammini dissimili; francamente non avrei mai potuto sostenere austeri sforzi che avresti audacemente fronteggiato, plasmando ardui compiti in espletati traguardi. Mi parve irrazionale concepire una realtà le cui sfumature avrebbero eluso rutilanti fattezze tue inoppugnabili peculiarità, sorreggere madornali silenzi gravidi d'armoniose parole che avresti proferito in luoghi a me preclusi, contemplare venusti panorami senza poter condividere tale fenomeno naturale rifulso nell'afrodisiaco abbraccio mediante indefinibili emozioni… velavo suddette amarezze riverberando preziosi momenti fregiati con madide, adamantine speranze mai lise. Sovente vaneggiavo un nostro futuro incontro: in quale contingenza sarebbe germinato, la stagione in cui avremmo rimirato il medesimo lembo di cielo, la strada che avrebbe accolto i nostri passi poetizzati da concupiti, tumidi ideali, le metamorfosi fisiche che ci avrebbero differenziato… Ogniqualvolta degustassi fucinare la tua sovrannaturale morfologia elegiaci spasimi dilaniarono il mio flebile cuore, l'indomito fato m'interdisse la sussistenza di tangerne l'incontaminata purezza. Improvvisamente Ritornasti A Me Gli anni decorsero fugacemente, monocordi, caliginosi, dall'inestinguibile evanescenza: proruppero labili argini irrorando recessi precordi ammantati d'arenate, soffocate, brinate voluttà. Un'insopprimibile fatuità pervase l'avvicendarsi d'intense stagioni fomentando veementemente l'indomata sovreccedenza di lacrime erotte affinché il corso naturale degli eventi potesse mutare… destai inesauribilmente il destino aggrappandomi fervidamente acciocché proliferasse un'incipiente unione relativa ai nostri tragitti. In un caldo mattino estivo, cadenzato d'attenuate gesta consuetudinarie, inaspettatamente la vita procreò nell'incomparabile foggia l'avvenimento che anelai umanizzasse qualsiasi tonalità d'eufoniche stupefazioni: due rotte tangibilmente discrepanti confluirono in un consimile, celestiale orizzonte. Il passato affiorò rilevando inconfutabilmente l'attuale conformazione, compagine futura. Pochi minuti ridiedero inconcussa fulgidezza ad appartate, discoste rimembranze, fortificarono l'onda di rievocazioni mai infrantasi nonostante l'abnorme profusione d'ostici scogli, infatuarono il periplo che attorniava quella debordante scia magica… tutto germogliò spontaneamente e con incommensurabile amabilità. Fu come se il tempo avesse frantumato l'incontrastabile trascorrere dei giorni, i suoi euforici occhi raffiguravano, istoriavano sfavillanti episodi demarcati in una galvanizzante e rigogliosa primavera. Il mio corpo fu innalzato da un'integerrima libidine, improvvisamente ritornasti a me inibendo l'infausto, imperituro avanzare del tempo. Il Domani Non Tramonterà Mai Il flebile suono della sua voce, scandito da un'impercettibile dissomiglianza: oceanica melodia lussureggiante, suadente sinfonia affiorata fra musicali, pindariche beltà, romanzava pagine esistenziali sulle quali v'era disseminata doviziosa polvere; tergendole donò rinnovato vigore sopraffacendo addolorati rimpianti in flautati, piacenti effluvi, il terso candore dei suoi capelli irradiava inoltrati crepuscoli alternandoli a cangianti, fastose aurore antimeridiane. Le nostre mani s'accorparono trascendentemente delineando radicate affinità; dopo lunghi periodi comprendemmo analoghi spazi scrutandone lampanti particolarità, scorgemmo volti comuni, affabili, eravamo soliti intravedere eguali persone esclusivamente nell'ambito scolastico, profili banali ma in quegli istanti assunsero qualcosa di limpidamente eccezionale. Mi parve ieri, mi pare oggi, mi parerà domani rivivere l'effervescente entusiasmo del nostro infervorato mercoledì allorquando l'estate instradò le soprastanti calure inturgidite da rubini fermenti inficiati e repressi per nutriti anni… ora quell'egemonico sortilegio è dunque nebulizzato, ripudiato; zelante sopravviene fulminea l'improcrastinabile gioia che domani nuovamente apporrò le mie labbra concitate sulle tue olezzanti, carnicine gote. L'espugnato Viale Pacati passi percorsi assai assorta addentro lo slavato, remissivo viale: un'endemica, sacrale intersezione stradale perturbò l'imperante flemma attecchita sin dagli atavici lividori rei di quella natura morta. D'un tratto l'artica, repressiva morsa invernale si disciolse e dimorò impavida un'opulenta efflorescenza. Intravidi l'inobliterabile tua tersitudine, respirai il luculliano nettare esalato dal tuo sapido alito vitale, fiorente rigoglio s'elevò glorioso ornando venerate posture laddove intessessi gagliarda animosi passi nell'inconfessato misticismo sito in astruse emozionalità. Melodiosi canti pastorali inneggiasti ignaro, al che le versatili entità innate s'unificarono in un olimpico, niveo assolo. Ascetico nitore permeò l'espugnato viale e trasfuse l'intrisa quintessenza che perseverava nella tua proda indole dogmatica; sommuovesti il diaccio clima stagionale grazie al nostro inopinato, fiabesco incontro. La fiamma conferita a quell'inenarrabile, iridescente mattino divampa sempiterna raggiungendo confini invalicabili, razionalmente chimerici. Fremetti diversi anni, eppure ciò per cui mi strussi con vessatorie disillusioni si materializzò impulsivamente e con mera semplicità. Innocenze Fanciullesche Tu Ridesti Come rugiadose, linde, cerulee acque marine fluisti nella mia friabile adolescenza ergendo insondabili ed inintelligibili emotività, le cui vittoriane fondamenta sorreggevano aitanti fermezze. Cagionatici estatici lassi permeandoli d'olezzanti ebbrezze palpabili, essi tuttora volteggiano solenni nell'idillica aurea, tastano inemendabili magnificenze eteree discernendo l'insormontabile scia allignata grazie a strenui virgulti, rubicondi sementi, trafiggono opulente, avverse imperturbabilità. Sfociasti ieratico l'imminente avvenire surclassando folte, acrimoniose titubanze con risolute, ferree propensioni; scaturisti dardeggianti attitudini tracimando inespugnabili fortilizi, coriacee roccaforti. Prodigasti rilucenti paragrafi scolpendo tonificanti eccitabilità, fertili albe circonfuse d'eterni fulgori. Durante brumosi inverni, opachi, ermetici orizzonti sinuosi, traspare perspicua l'incandescente essenza che dissolve affrante melanconie in fatiscenti, sommessi echi. Nuovi capitoli saranno colmati sopprimendo rigurgitanti pulviscoli depositatisi lungo tortuose ed impervie ascese, saggerò succulenti aromi gemmati su nivee, sorgive innocenze fanciullesche. Libera Gioventù Effondi Sprigionasti raggianti giornate alimentandole d'incomputabili valori, diffondesti nutriti, meritori talenti rivestiti d'edificanti maturità, grondanti lungimiranze pregevoli. Talora enfatizzo quegli inesprimibili minuti che fusero, contesserono i nostri vellutati respiri: rifiorisco persino contorni superficiali, perituri, elementi sporadici, sostanzialmente marginali ai quali s'ascriverebbero esigui risalti, invece propagano sbalorditive fattibilità, prioritarie, viscerali sussistenze. Ormeggio caparbia il granitico desiderio d'accostare, concatenare le nostre vorticose folate australi, assaporare edulcorate avvenenze ormai eclissate in fecondi, rubizzi frammenti siderali. Aleggerai perpetuamente come roridi, fruttuosi, purpurei segnalibri nelle mie sgargianti prose passate, poeterai soffondendo con platinate temerarietà, solerti, risananti gocce cremisi l'odierno presente tanto effimero quanto inesplicabile: saturerai tramite l'abissale vuoto che cospargesti in commoventi, polarizzanti ricordanze un futuro pregno d'asfittiche prove adulte, le cui straripanti moltitudini sebbene sommamente erte convergeranno la nostra strepitante, epica ma soprattutto libera gioventù. Tramontane Freschezze Illegiadrisci Il tuo soave pensiero illeggiadrisce purpurei crepuscoli edulcorando lividi nembi in placide, argentine rugiade prettamente vermiglie: esso ingenera euritmiche, virginee malinconie, le quali permeano l'inesprimibile sentimento umano gemmato ed effuso con reconditi dogmi primigeni soltanto mediante trascendentali emozioni contraddistinte dall'ebbra gioventù che scaturisce indefessa delibando suasivi zampilli pregni d'afrodisiaci fremiti corporei… Ridesto rubicondi, idilliaci effluvi ogniqualvolta contemplo amena il selenitico oceano sidereo che dirada melodiosamente languide, mielate posture vespertine e deificano l'aureo, preternale fulvo albore levantino: ostenterebbe forse la più blasonata aquila reale seppur conscia delle sue virtuose, idolatrate destrezze alate un aleatorio volo qualora l'imperiosa volta celeste dissolvesse siffatta endemica sublimità? Eluderebbe dunque la maternale imposizione di trasfondere maestrali doti eteree alla congenita, aborigena stirpe novizia? Compungendo il serafico florilegio romanzato da favoleggiate, vereconde estasi blandisco angelicamente i verginali, enfi baci che mi sibilasti attingendo gagliarde, furoreggiate freschezze tramontane. Sempiterno Impeto Procrei Sempiterno impeto assurgi inconsapevole da qualsiasi appartata lontananza aleggi aggraziate rievocazioni su di te nitidamente scolpite: echeggio il loro lirico, platonico ritmato stormire, comparabile ad un'eufonica risonanza i cui vetusti sussurri propalano succulente, luculliane delizie ed evincono frondosi eufemismi lattiginosi… Gravida d'estasiati, pindarici olezzi saggio l'ineffabile, metafisico miracolo esistenziale di rimirare opalescenti tonalità autunnali le cui ingentilite coltri si riversano maestose in floride radure onde ergono detersi i selvosi panorami arcadici, ed un'opima vegetazione tramuta terrei rampolli procreando lauti virgulti proliferanti… Emulabile alla più tralucente folgore che dardeggia fervorosa sovra cilestrini firmamenti sormontando pleonastici, ridondanti turbamenti, fragorose trepidazioni acciocché possa essere forgiata l'indeclinabile, ecumenica genesi frappongo doviziosi meriggi ammantati sia da perlacee, alabastrine sfumature sia d'amaranti, voluttuosi tripudi orquando irraggio e protraggo la tua pudica, carnale parvenza. 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