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POETI STRANIERI
M.TERESA NERUDA PREVERT BOUDELAIRE


Dai il meglio di te...

Se fai il bene, ti attribuiranno 
secondi fini egoistici
non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa' il bene
L'onestà e la sincerità ti 
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto. 
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te 

(Madre Teresa di Calcutta)



L'UOMO E IL MARE 

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
 Il mare è il tuo specchio;
tu miri,nello svolgersi infinito delle sue onde,
la tua anima. Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti compiaci a tuffarti
 entro la tua propria immagine;
 tu l'abbracci con gli occhi 
e con le braccia, e il tuo cuore 
si distrae alle volte dal suo battito 
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.

Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti: 
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità
 dei tuoi abissi; mare, nessuno conosce 
le tue ricchezze segrete,
 tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

E tuttavia sono innumerevoli secoli 
che vi combattete senza pietà né rimorsi,
 talmente amate la carneficina e la morte, 
eterni lottatori, fratelli 

BODELAIRE




L'ALBATRO 

Sovente, per diletto, i marinai catturano
 degli albatri, grandi uccelli marini 
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
 il bastimento scivolante sopra gli abissi amari.
Appena li hanno deposti sulle tavole, 
questi re dell'azzurro, goffi e vergognosi,
 miseramente trascinano 
ai loro fianchi le grandi, 
candide ali, quasi fossero remi.

Com'è intrigato, incapace, 
questo viaggiatore alato!
 Lui, poco addietro così bello,
 com'è brutto e ridicolo. 
Qualcuno irrita il suo becco 
con una pipa mentre un altro,
 zoppicando, mima l'infermo che prima volava.

E il Poeta, che è avvezzo
 alle tempeste e ride dell'arciere,
 assomiglia in tutto al principe delle nubi:
 esiliato in terra, fra gli scherni, 
non può per le sue ali 
di gigante avanzare di un passo. 
 
BODELAIRE
 



SETE DI TE M'INCALZA 
(neruda)

Sete di te m'incalza nelle notti affamate. 
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. 
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. 
Sete di metallo ardente, sete di radici avide. 
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano 
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora. 


Sei piena di tutte le ombre che mi spiano. 
Mi segui come gli astri seguono la notte. 
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili. 
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci. 
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo. 
Solco per il torbido seme del mio nome. 
Esista una terra mia che non copra la tua orma. 
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove. 


Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla. 
Come poter non amarti se per questo devo amarti. 
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come. 
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa. 
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce. 
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane. 
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi. 
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci. 
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano. 
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo. 
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete. 
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco. 

***


L'AMORE 
(Neruda)

Che hai, che abbiamo, 
che ci accade? 
Ahi il nostro amore È una corda dura 
che ci lega ferendoci 
e se vogliamo 
uscire dalla nostra ferita, 
separarci, 
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna 
a dissanguarci e a bruciarci insieme. 

Che hai? Ti guardo 
e nulla trovo in te se non due occhi 
come tutti gli occhi, una bocca 
perduta tra mille bocche che baciai, più belle, 
un corpo uguale a quelli che scivolarono 
sotto il mio corpo senza lasciar memoria. 

E che vuota andavi per il mondo 
come una giara di color frumento, 
senz'aria, senza suono, senza sostanza! 
Invano cercai in te 
profondità per le mie braccia 
che scavano, senza posa, sotto la terra: 
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi, 
nulla, 
sotto il tuo duplice petto sollevato, 
appena 
una corrente d'ordine cristallino 
che non sa perché corre cantando. 
Perché, perché, perché, 
amore mio, perché? 




QUESTO AMORE 
(PREVERT)

Questo amore 
Cosi violento 
Cosi fragile 
Cosi tenero 
Cosi disperato 
Questo amore 
Bello come il giorno 
E cattivo come il tempo 
Quando il tempo è cattivo 
Questo amore cosi vero 
Questo amore cosi bello 
Cosi felice 
Cosi gaio 
E cosi beffardo 
Tremante di paura come un bambino al buio 
E cosi sicuro di sé 
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte 
Questo amore che impauriva gli altri 
Che li faceva parlare 
Che li faceva impallidire 
Questo amore spiato 
Perché noi lo spiavamo 
Perseguitato ferito calpestato 
ucciso negato dimenticato 
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito 
calpestato ucciso negato dimenticato 
Questo amore tutto intero 
Ancora cosi vivo 
E tutto soleggiato 
E tuo 
E mio 
E stato quel che è stato 
Questa cosa sempre nuova 
E che non è mai cambiata 
Vera come una pianta 
Tremante come un uccello 
Calda e viva come l'estate 
Noi possiamo tutti e due 
Andare e ritornare 
Noi possiamo dimenticare 
E quindi riaddormentarci 
Risvegliarci soffrire invecchiare 
Addormentarci ancora 
Sognare la morte 
Svegliarci sorridere e ridere 
E ringiovanire 
Il nostro amore è là 
Testardo come un asino 
Vivo come il desiderio 
Crudele come la memoria 
Sciocco come i rimpianti 
Tenero come il ricordo 
Freddo come il marmo 
Bello come il giorno 
Fragile come un bambino 
Ci guarda sorridendo 
E ci parla senza dir nulla 
E io tremante l'ascolto 
E grido 
Grido per te 
Grido per me 
Ti supplico 
Per te per me per tutti coloro che si amano 
E che si sono amati 
Sì io gli grido 
Per te per me e per tutti gli altri 
Che non conosco 
Fermati là 
Là dove sei 
Là dove sei stato altre volte 
Fermati 
Non muoverti 
Non andartene 
Noi che siamo amati 
Noi ti abbiamo dimenticato 
Tu non dimenticarci 
Non avevamo che te sulla terra 
Non lasciarci diventare gelidi 
Anche se molto lontano sempre 
E non importa dove 
Dacci un segno di vita 
Molto più tardi ai margini di un bosco 
Nella foresta della memoria 
Alzati subito 
Tendici la mano 
E salvaci. 






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