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POETI STRANIERI
POESIE DI NERUDA



Il tuo sorriso - Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.





SETE DI TE M'INCALZA 
(neruda)

Sete di te m'incalza nelle notti affamate. 
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. 
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. 
Sete di metallo ardente, sete di radici avide. 
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano 
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora. 


Sei piena di tutte le ombre che mi spiano. 
Mi segui come gli astri seguono la notte. 
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili. 
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci. 
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo. 
Solco per il torbido seme del mio nome. 
Esista una terra mia che non copra la tua orma. 
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove. 


Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla. 
Come poter non amarti se per questo devo amarti. 
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come. 
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa. 
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce. 
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane. 
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi. 
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci. 
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano. 
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo. 
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete. 
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco. 

***


L'AMORE 
(Neruda)

Che hai, che abbiamo, 
che ci accade? 
Ahi il nostro amore È una corda dura 
che ci lega ferendoci 
e se vogliamo 
uscire dalla nostra ferita, 
separarci, 
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna 
a dissanguarci e a bruciarci insieme. 

Che hai? Ti guardo 
e nulla trovo in te se non due occhi 
come tutti gli occhi, una bocca 
perduta tra mille bocche che baciai, più belle, 
un corpo uguale a quelli che scivolarono 
sotto il mio corpo senza lasciar memoria. 

E che vuota andavi per il mondo 
come una giara di color frumento, 
senz'aria, senza suono, senza sostanza! 
Invano cercai in te 
profondità per le mie braccia 
che scavano, senza posa, sotto la terra: 
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi, 
nulla, 
sotto il tuo duplice petto sollevato, 
appena 
una corrente d'ordine cristallino 
che non sa perché corre cantando. 
Perché, perché, perché, 
amore mio, perché? 





Saprai che non t'amo e che t'amo 

Saprai che non t'amo e che t'amo 
perché la vita è in due maniere, 
la parola è un'ala del silenzio, 
il fuoco ha una metà di freddo. 

Io t'amo per cominciare ad amarti, 
per ricominciare l'infinito, 
per non cessare d'amarti mai: 
per questo non t'amo ancora. 

T'amo e non t'amo come se avessi 
nelle mie mani le chiavi della gioia 
e un incerto destino sventurato. 

Il mio amore ha due vite per amarti. 
Per questo t'amo quando non t'amo 
e per questo t'amo quando t'amo. 

(P. Neruda)






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