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POESIE  DALL'OCEANIA


FAY ZWICKY (Melbourne, Australia, 1933)
CRESCERE

Quando cresco (ho solo cinquant’anni)
voglio essere montagnosa e saggia
come Marguerite Yourcenar.
Una grande sfinge di pietra
silente come un’ombra.
La bilancia perfetta
tra grazia e potenza.
Voglio essere forte abbastanza da vivere
su un’isola al largo della costa del Maine,
far inselvatichire il bel giardino,
ricevere un intervistatore.




LAMENTO D'AMORE
(anonimo polinesia)

Ma sei tu, foglia colta dall'albero dell'amore 
Dolce creatura, che sconvolgi il mio amore. 
L'occhio guarda tremando al pensiero :
Ella potrebbe ancora venire!
Chi, però, la saluterebbe col canto?
Passato è il tuo giorno, la tua immagine di lei, — 
Il cuore è rosicchiato e corroso.
In acqua profonda sono ormai immerso :
Che pena e che lotta nell'anima!
All'amore nessun mortale sfugge senza danno.
Tu: una donna estraniata, — io: un uomo estraniato, 
Bucce vuote, un cibo per porci!
Guarda le frotte di pesci alle chiuse!
Le loro pasture nei pressi della scogliera
Fluttuano di muschio ricchissimo.
Tu sei la moglie, — quello, tuo marito —
Quando si avvicina, chi lo saluterà col canto? 
Chi consolerà il suo ritorno?





DENNIS HASKELL (Australia)
PASSI

Un uomo se ne andava sui grani compatti della costa di Geraldton,
a fianco onde esitanti sulle conchiglie, il liscio
incessante senza requie Oceano Indiano.Passeggiare non ha limiti-
pensò, chiedendosi per dove proseguire – un po’ sterposo,
pensò che su queste sabbie altrimenti deserte, dai cumuli
di alghe sparse porpora e nere, le rocce dalle strane forme,
poteva camminare per sempre, nella promessa salmastra del
senzafine,
e lì conoscersi, oltre onda e acqua, oltre i grani
di sabbia, oltre le case presto buie e i canali.
Le sue impronte
sulla spiaggia s’allungavano lontano quanto un occhio può
vedere,
ricordandogli quando, bambino, s’era avventurato fin qui
e al ritorno s’era imbattuto nella traccia delle sue impronte,
le dita puntate apposta, i calcagni affondati nella sabbia scura
e pensò con piacere e sorpresa “Sono io? Sono io!”




CREDO IN TE

Credo in te, amico.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta
nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera
del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami
e speri.
Credo in te, amico,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio. 

(Poeta Australiano: Pam Brown )




ANONIMO
(Isola della Pasqua, Polinesia, Mari del Sud)

CANZONE D'AMORE

Chi è mesta? Renga a manu Hakópa! 
Un ramo del tronco di suo padre.
O, schiudi le tue palpebre, amor mio! 
Dove rimane tuo fratello, mia diletta? 
Alla festa nella Baia del Saluto 
C'incontreremo sotto le penne del tuo clan. 
A lungo ho spasimato per te.
Manda tuo fratello come mediatore del tuo amore.
Lui che ora dimora nella casa di mio padre. 
Dov'è il messaggero del nostro amore? 
Alla Festa del Legname Portato dalle Onde 
C'incontreremo per un abbraccio amoroso.




IL NOSTRO MARE

Le onde del nostro mare
sono la pace,
danno il sorriso e l'allegria;
arrivano a noi
 e noi abbiamo il cuore 
che le accoglie come fa la terra.
(Anonimo)




Il significato dell'esistenza 

Tutto esclude la lingua
che conosce il significato dell'esistenza.
Alberi, pianeti, fiumi, tempo
non conosce niente di altro. Lo esprimono
momento dopo momento come l'universo.
Anche questo sciocco di un corpo
vive in parte e
ha dignità completa
ma per libertà ignara
della mia mente di comunicazione.

(Les Murray)





ESSERE POETI IN AUSTRALIA

Essere poeti in australia
 significa vivere nella Valle dell'Eco
ed essere duro d'orecchi
significa abitare in una Galleria degli Specchi
ed essere miopi
significa fare lunghi viaggi per tornare a casa
e trovare un AFFITTASI nel giardinetto d'ingresso
 
significa ascoltare dalla finestra
e guardare nella cornetta del telefono,
a una pagina affilata parlare con le mani
uscite da scuola una lezione sola prima della fine
 
significa ricordarsi dei passeri
nel Parco Ornitologico
e della rana pescatrice
nel Mondo Marino
 
significa essere altrove o altro
in diecimila conversazioni
ritornando con un legnetto in bocca
e un'aria speranzosa
scodinzolando scuse.
 

di Bruce Dawe
poesia australiana





Mezza estate,Tobago

Vaste spiagge di sassi infuocati
Bianca calura
Un ponte,
palme gialle riarse
nella casa sonnolenta per l'estate
assopita in agosto

giorni che ho avuto
giorno che ho perso

giorni che,come figlie,
perdono le mie braccia accoglienti.

(Derek Walcott)