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Silvia Trabanelli

 

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Sono Silvia Trabanelli, abito a Ferrara...da sempre scrivo poesie....da qualche anno pubblico.
Pubblico on line...ho partecipato a concorsi...Sono stata segnalata e pubblicata su antologie.
Ho vinto anche premi, medaglie diplomi coppe...
Tento di scrivere fiabe per bambini... pubblicate..
Mi piace la musica classica jazz, celtica e.. le opere liriche.
Inoltre il teatro e tutto ciò che è arte.

 

POESIE 2 DI SILVIA TRABANELLI


SCHEGGE

Un canovaccio s'annoda.
Io giro e vago senza meta
mentre il sole illude
la terra


Le ondate dei  percorsi 
si frangono sulla mia dimora
musica che mi culla,
nel fragore della tempesta


Sogno in solitudine 
nelle notti d'inverno
delle speranze, 
delle corse nei prati
dei miei giovani anni


Addio bambina lasciata.
Più voglio vedere 
i grandi occhi a grappoli
intristire.
Addio


Ora son felice
non strapparmi 
dal sogno notte;
ritarda il venire del giorno


Guardami amami
mentre la notte
nel silenzio d'abbracci
complice, fa l'occhiolino





SOLITUDINE

Profumi di verde
nel velo sottile dell’aria

un grido infinito come l’azzurro
si  spande nel cielo
bisbiglìo di voci di foglie
danza pietrificata di tronchi
d’intorno
fervore intimo d’erbe 
sommesso
una  foglia caduta è
come il vanire d’un sogno
l’anima esulta nella pace:
io son come  l’alga
tortile  folle  verdastra nel
seno dell’onda che levita
appena un sospiro..






MACERIE

Accanto alla casa sventrata
le travi imploranti nel cielo 
pietà.
Dorme in un sonno pesante
di ruggine e morte
il carro ferrigno.
La testa pesante gli pende di lato.
Un ramo pietoso del vecchio rosaio
l'abbraccia col tralcio bruciato
ma amico.
Un vecchio paiolo riverso
su un mucchio di braccia.
Un vaso di coccio, slabbrato
in una ferita rossigna
che pare che dolga
e ciuffi qua e là di gramigna.
Nel grande silenzio c'è come 
un urlo, un crosciare di schianti
un fumido afror di calcina
alle nari
un inferno di spari.
Eppure c'è appena sommesso
un vento leggero
che passa dappresso
e ti sibila appena all'orecchio
una qualche parola maligna
repressa:
vendetta!
A morte vigliacchi:
innocenti!....
e si perde lontano
laggiù tra quegli alberi stenti
con ciuffi sparuti di foglie
sui rami annaspanti nel cielo
stracci di nubi violette.
Intorno è deserto.
Tra le rotaie di fango
insecchite
è nata l'ortica.
Da un mucchio di pietre
lievita come un sospiro profondo...
Nel cuore c'è un risucchio
e un freddo....
è l'acqua laggiù
del fiume deviato
che specchia una lama di luce gelata
nel giorno che muore




TI SENTO

ti sento dentro ogni poro della mia pelle
dentro ogni anfratto della mia anima;
ti muovi dentro di me e mi lasci stordita.
Instancabili le tue mani e la bocca
cercano la mia pelle
raccolgono  rivoli di sudore 
e il nettare di Venere.
A te avvinghiata la mia anima 
si  muove in una danza senza tempo





VOCI

odo voci d'incanto
nel mio pellegrinare notturno
Soavi armonie e soffio di Zefiro
accompagna l'arcana melodia.
E nella notte splendente di stelle
fantastiche creature m'accompagnano
mentre intorno vibra la natura,
scossa d'assordante silenzio ad ascoltare.
Il cielo urla disperato
d'improvvise nubi ottenebrato
sulla mia fronte un rivolo di sudore
fa capolino: è il risveglio
davanti a me l'alba che tinge di chiara
luce la mia stanza




SON D'ORO

Son d'oro le foglie al crepuscolo.
Il sole è tramontato.
Cammino nel bosco di foglie sommesse.
Il silenzio è solenne
e la brama d'un abbraccio
si perde nello sguardo d'un amore antico.
Da tempo ho abdicato ai colori dell'arcobaleno
la parola Amore.
Vertigine dell'immenso spazio
come un grande abbraccio,
dolente per il vuoto attorno.
Ho amato un sogno solamente
che è rimasto negli occhi glaciali
di ninfe che rigonfiano la mente di ricordi.
La notte è quasi nata
la selva all'imbrunire copre di brividi 
il mio andare.




GOCCE

Lente cadono le gocce
baciando ad una ad una le tegole della casa
baciando le foglie
che ridendo scrollano gocce di perla sull'erba
sferzate di brezza e di tiepido sole.
S'ode un canto a lenire  perdite care.
Gl'uccelli cantano e le gocce tacciono
mentre il sole fa capolino tra nembi imbronciati.
Il mio spirito rivolto ad assaporare odori,
la natura sciala colori.
I sogni chiedono rendiconto al cielo
per non essere stati ascoltati
lasciati al gelo.





LASCIATE

Lasciate  ch' io mi nutra di questi odori campestri.
Sento un' ebbrezza tatuare languidamente il mio corpo.
I miei pensieri si spandono attorno
come  campi di fiori,lì per suggerire
di dimenticare i dolori.
Espiro l'anima in tante bolle
variopinte .
 in un attimo prendono il mio respiro
e lo trasportano tra nembi delicati;
	conflitti eterni 
 chimere stanche
sepolcrali naufragi, tingono la mia anima
d'attese sterili.
 L'Aurora  ahimè tarda ad arrivare
 erro nella notte inseguendo
un sogno perduto




MONOLOGO

Il colle dell'ingfinito
è ora  fruscìo sommesso
dell'invisibile lontana galassia
il cavo d'un orecchio enorme
d'un radiotelescopio.
Al di là, torna il silenzio
immenso .
Tu sei sul pianeta
coi piedi
con le mani,con gli occhi
con l'anima.
Guardi, lo sfiori a volte con mani rapaci
per stringere inutilmente
una manciata d'acqua d'un mare immenso.
T'impasti nel moto incessante.
Corri i rischi dell'acqua
del fuoco,delle lame
delle punte dei bacilli
che levigano,mùtilano
dilaniano  gratificano,
ma....dove sei tu?
Nelle idee
nel pensiero forse?
Nei momenti del cuore
nell'inesprimibile
senza parole
dentro ?
Ma dove ?
Nel cervello.
Nella rete meravigliosa
dei neuroni che si richiamano
fremendo come polipi
con infiniti filamenti di braccia
a raccontarsi e a mettere insieme
come mosaico correttamente ricomposto
variate  sensazioni di una vita intera.
Ma quale vita, se non la tua
del tuo corpo sul tuo pianeta.
nel punto dove ti posi
dove ti muovi ,tessi i giorni e le notti ?
Come una stella nell'infinito 
ha il suo moto
come un asteroide
il suo giro
come un sole la sua ruota
come il tutto insieme...
Tu sei...il tutto.




NEBBIA

In cunicoli stretti viaggiano
i miei  pensieri.
Assaporo gocce d'un passato 
faticoso.  .
Nella nebbia cammino
mentre il sole 
nascosto, non dà armonia ai giorni.
Freddo autunno in caligine di fumo.
Strade vuote attorno
città senza fracasso.
Alberi dalle braccia sterili
come scheletri minacciosi 
guardano indifferenti le sconfitte.
Succhio il dolore come balsamo 
per le mie ferite.
Salato come sempre il pianto
lungo la gota,
scende morbido e leggero come
carezza vellutata.
Ingenua la tentazione di rinascere
senza più sconfitte, senza più
succhiare  affranta ,miserie.
 




PRIMAVERA

S'ode il canto
dell'allodola appollaiata
sui rami

libere si spiegano
le foglie in ogni ramo,
cantano di gioia

i ruscelli; s'aprono
i fiori  al dolce
vibrare delle api

l'aria odora,
mentre nel cielo
alto, l'azzurro

inneggia maestoso
alla vita
inebriando la

terra intera ;
resto muta innanzi
allo sconvolgente splendore,

in una beatitudine
che nutre il cuore
s.





 BATELLI DEL PO 

Leggeri, quasi aerei 
sospesi fra cielo e cielo 
come i sogni 
si cullano 
in seno alla rada 
attendono un'anima in pena 
che voglia 
andare lontano 
fra turbini di spume 
e di nubi 
dalla riva fangosa di sempre 
alla sponda ove attende 
nel tempio del bosco 
l'ignoto. 
Battelli 
neri come il male 
nell'incendio dei tramonti 
furiosi 
di scavare col remo 
scintille di fuoco 
rotonde nel greto del fiume. 
Battelli sereni dell'alba 
con una folata 
di brezza alla prora. 
Battelli orgogliosi 
nel vento 
coi fianchi a schiaffo dell'onde 
coi piedi artigliati 
alle tavole secche del ponte 
coi muscoli tesi 
e coi remi ad arco 
nell'acqua giallastra 
che scoppia rabbiosa. 
Battelli notturni 
che non vedo ma sento 
per uno sciabordìo 
di remo guardingo 
e indovino 
per un frantumarsi trepido di luna 
in briciole d'argento. 
Battelli senz'anima 
riversi pesanti nel fango 
del lido cui morde, perduta 
la vostra bocca 
un tempo 
piena di cielo.




PIU' STRUGGENTE

Più struggente d'un assolo  di violino
d'un pianto di bambino
struggente come un sogno perduto
ogni istante,ogni minuto
lo stare consapevole dei restanti
 spiccioli di vita.
Angoscia s'intreccia nella notte 
dei pensieri.
Vivo, com'è bello vivere.
Ripudio la morte dimora senza luce
dove raggi di sole
non  lambiscono i respiri
Un dolore umano sgorga dal cuore
un'abitudine senza tempo.
Notti infinite baceranno 
questa  terra.
Io sarò musica, 
abbracciata alla mente dell'Universo
alcun Dio sarà ad attendermi
poichè in cielo come in terra,
i poeti non sono amati.
Godo d'un privilegio tremendo
per questi tempi bui.
Ora, voglio sentire ancora cantare gli uccelli
poi, dormire,
 dimentica del dolore trasformato in spine.





I SOGNI

Che strano elemento il vento
lo sento sulla pelle 
tocco invisibile come il tempo.
Porta odori antichi,
pensieri sospesi.
Il suo soffio cerca i  tasti della mia anima
per farla cantare.
Sogni irrealizzati insanguinano il cielo.
Il vento porta via i sogni veloce come un ladro
carpisce i profumi,li trascina tra la polvere
lasciandoli senza la compagnia di melodie
gettati via senza una parola.
Sentore d'angoscia atavica
senza più contare i gioni e le stagioni :
ma non è tempo di morire.
E' tempo della gioia messaggera incantatrice.
Voglio svegliarmi un mattino
in compagnia d'un sogno
e sopravvivere al diluvio dei pensieri.





LE CASE GRANDI

La mia padana
infanzia,
è seminata di case grandi
solitarie
nella pianura
e grigie
torno le volte scure.

Vi giungono sentieri
di cielo lontano
e d'acque morte
rossi nel tramonto
e chiari nell'alba
sottili
come un taglio netto
nella terra scura.

Vi giungono in turbine di vento
echi di campane
misteriose
oltre i pioppi
in  fila 
agli orizzonti violetti.

Cigola una porta e sbatte
forte
senza una parola d'uomo
senza un muggito.





PAROLE

Nella valle lontano,s'apre
il verde cupo del bosco
sogna la molle chiarità del prato
porta come fiore , piccola casa bianca
col tetto grande di rosso vivo.
Parlo parole morte
ad una ad una
farfalle bianche chiamate dalla luce
a vibrare un momento ed uccise.
A piedi nudi cammino sulla coltre
morbida della terra;
gioia  lontana di quando  ero bambina.
Cerco l'orme affannoso sul lido del vento
che leviga le cose
rinvergina la terra antica
in primizia selvaggia
quasi un libro di fiaba 
caduto riverso sull'erba.





FUTURO

Entrando nella vita dove incominciò il respiro
mi trovai sola, così negl'anni a venire.
Futuro ha bilanciato la mia esistenza
tra foreste minacciose.
Invano cercai tane sicure,inciampai in caverne
prive di ripari.
Schianti, rami spezzati e sopra di me
il cielo privo d'azzurro.
Continuai il mio pellegrinare bevendo acqua gelata
tremai di freddo vicino a ruscelli
 come un passerotto gettato dal nido.
Gorgheggiai un pochino per non sentire
il rumore del silenzio.
Futuro aspettava in ogni angolo del bosco
non mi lasciava parlare;
sordo mi guardava
io vedevo il divenire  deserto.
Tentai un timido gorgheggio
ma in  terra d'argilla sprofondai
mentre ascoltavo come in un sogno
il cinguettìo d'un passero.
L'ascolto a lungo prima di sparire




BACIAMI

Baciami la bocca 
e rendi folle il tuo sapore
un furore ardente pièga
il mio fiore palpitante al volere
d'amore 
ebbra di te, annego nei tuoi occhi
sento tangibili le tue mani
che mi trascinano in un'onda azzurra
morendo nell'estasi in un idioma
alle origini





PIANO PIANO

Piano piano dimmi
parole buone; dimmi
che domani io

vivrò senza più paura;
benedetta sia la terra
dove tu hai tratto linfa

stringo tra le dita
il tesoro della giovinezza,
quando questa è trascorsa,

e arriva la stanchezza
dell'età matura.
Dimmi piano che udrò

i tuoi passi vicino alla
mia porta, così avrò
conforto; il dolore

stenderà le ali, volerà
via, non solo domani
ma per sempre





SETTEMBRE

dorme il vento in cespugli di sangue
fruscianti
dolce un canto
di malinconia
sulle trecce sciolte
della terra
che s'è data
a un bacio violento di sole
inebriante di rose incarnate
vago di promesse
sul labbro dischiuso
dei frutti maturi.
Caligine ambigua di sensi
vanisce
e una luce diffusa
di trasparenze che sanno
ritaglia il profilo
dei  tetti
sotto un cielo sereno.
Odore forte
di tutte le cose disfatte.
Una stilla di lagrima
freme
in nere pupille di grappoli






IL TEMPO- 2 -

Passa il tempo  uguale
come la prora d'una nave immensa
per acque morte
con appena un fluir di spume grigie
sulle tue tempie di madre.
Nel mio cuore
come il fianco del monte
che par morsicato
 da un mostro rabbioso
 nel vento notturno,
c'è una frana
di cose innocenti
perdute per sempre





NULLA SO

Scalai montagne e guadai fiumi
trovai l'indifferenza degli uomini.
Provai a percorrere a ritroso il tempo
l'indifferenza era la stessa;
rivolsi domande ai saggi 
su quali erano gl'arcani che custodivano il mondo
non ebbi risposta.
Io vagabonda solitaria,
 assetata d'acqua pura e fresca
in perenne conflitto con lo sciabordìo
d'acqua di mare, annegai la mia sete.
Umani  immersi nel loro sangue
del potere e del comando
e di riflesso la mia anima sanguina.
Son pazzi gli uomini
che non tengono conto delle grida di dolore.
Questa terra di tutti
dilaniata e sanguinante
diviene fuoco per la durezza e le sopraffazioni 
di occhi sempre chiusi




TERRA

splendeva di colori alle origini
 la terra
scèvra d'egoismi e nefandezze 
di stolti
Sospesa tra Stelle e Soli.
Ora, s'arrabatta per guadagnarsi
 equilibrio stabile.
Percorso accidentato difficile;
folle sognatrice fra spazi di sogno
perfora il vuoto intorno
Ora il suo spirito è freddo
il suo cuore  di pietra stanco.
Fantasmi d'assoluta vanità
danzano nell'oscurità del tempo.
Una bruma aleggia minacciosa
lambisce occhi ciechi
su sentieri privi di salvezza






LA ROSA

Quasi subito appassisce la rosa
eppure  è la regina dei fiori
tra piante assiepate nell’aiuola

leva il capo al cielo
quasi volesse fare una preghiera…
effimero il sogno 
gloriosa e sola

spettrale il silenzio che l’avvolge
uno zefiro leggero l ‘accarezza
la natura in un tripudio d’amore

l’accompagna nella brevità
con ali leggere 
diffondendo
attorno il profumo 
della quiete 





TEMPESTA

Soffiava forte il vento
trascinando foglie scuotendo
rami dalle braccia spoglie
 
nidi sprangati mentre la terra
sollevata diventava polvere
cadde la tempesta sulla terra,

con pene da scontare,
fino a che il fato ineludibile 
colpirà
                         
improvvisamente pianse
il cielo,crosciando lacrime 
generazionali




QUANDO

quando lascerò per sempre
questa terra
gettate al vento le mie ceneri
nessun sepolcro
per  l'anima d'un poeta.
Libera nel vento 
danzerò al ritmo d'antiche
melodie fondendomi
con l'Universo in un
 amplesso perenne.
Mercenari e politicanti
figli di scrofa
 non avrete la mia anima
non mi troverete vuota
è solo un fatto scientifico
quel che m'accade
giàmmai, sepolta la mia anima




DIMMI PIANO

Dimmi piano
una parola di pace;
sento ululare nel vento
le mille bocche degli uomini
abbarbicati alla terra
con radici di sangue.
Crosciano i fiumi
tra i macigni ribelli;
s'aggrappano ai monti
affannose le strade,
guatano le lucerne sospettose,
la tenebra.
Tende nella notte i muscoli
il cane alla guardia
ed aspetta.
Mi brucia nel petto la sete
d'una parola di pace d'amore
serena,sommessa
come il respiro stanotte
nel tuo sonno riverso
di riccioli neri.






QUESTO E' IL PORTO

questo è il porto sicuro,
 marinaio
qui non troverai tempesta
attracca riposa le membra; 
un sogno premonitore mi raccontò
d'un volto nell'oscurità
un sogno senz' angoscia.
Sarà l'approdo
non udrai più le onde ruggire,
non si frangeranno selvagge
per portarti alla deriva,
qui è l'attracco sicuro
un ventre caldo , il tuo rifugio






PRIGIONIERA

prigioniera del sonno dell'anima
da quanto non vedo
boschi incantati
profumati e pieni di colori?
Guardiano del sonno
perchè non m'hai svegliata
la notte durevole offusca la mia mente.
Non so più se è giorno o notte.
Vedo ombre danzare minacciose.
Il mio delirio al culmine della pena;
vedo  riccioli neri che un tempo
ornavano il tuo viso bruno.
Le corse nel bosco
quando tu mi rincorrevi
io fingevo in un gioco erotico
di cadere.
Segreti piaceri d'un tempo tiranno.
Ora
ho freddo, ed è piena estate.
Nel cuore un verde sentiero solitario 
quando  il mio sguardo rapito
 inseguiva nubi e alberi frondosi.
Tu alitavi  dentro me linfa d'amore.
Noi esuli erranti su prati verdi 
sotto un cielo blu cobalto.
Ora è tempo
 di contemplare la solitudine del bosco.




IL CANTO

il canto dell'allodola annucia
lo spiovere
strumenti    in armonia col
 vorticare del vento
e l'infrangersi delle onde sugli scogli
emettono suoni musicali
da parer  unica melodia  
stordita la natura innanzi 
a cotanta perfezione
ammutolisce.
Il vento investe senza far rumore
 la terra accarezzandola 
 spira una brezza
sopra il silenzio




Trama

Trama la notte sognando
il giorno di luce e di vento
chiome da spettinare
e fanciulle dalle gote vermiglie
bramose 
rose rosso fuoco e cuori da infiammare
Ho amato un sogno stanco
 io e te perennemente insieme
giorni  ore e  anni vissuti
si riempiono di noi..
Io mi perdo  come stella cadente
tra palpiti e onde di te
La notte trama tagliando  il velo sottile
che separa l'alba
piegata dal vento vibrante,scivolo
lungo i fianchi della vita
ora , perduta   dietro una lacrima




TEMPESTA


Soffiava forte il vento
trascinando foglie scuotendo
rami dalle braccia spoglie
 
nidi sprangati mentre la terra
sollevata diventava polvere
cadde la tempesta sulla terra,

con pene da   scontare, fino
a che il fato ineludibile 
colpirà
                         
improvvisamente pianse
generazionali






ANIMA VAGABONDA

Lascia ch’io beva fonte, 
nel cavo delle mani
ho fretta e  già domani
sarò di là del monte

Fonte: “ Perché non vieni coll’anfora antica
Come le donne giù dalla collina?
Perché non resti nella valle amica
almeno un poco ?‘ Forse domattina
per la tua sete, non troverai niente.
Di là dal monte è brulla la contrada
nei campi non germoglia la semente
e sarai solo tu, il sole e la strada.
Ti sovverrai di me e sarò lontana.
Se tu mi avrai raccolta nell’orciòlo
allora proverai la virtù  arcana
della mia linfa,allora, allora solo”


Amica ho già bevuto a cento fonti 
in riva al mare azzurro, sorridente
di spume bianche…  vuoi che ti racconti?
C’eran nuvole rosse giù a ponente
e vele esili,aguzze,verso il cielo
e son partita.Bevvi in mezzo al bosco
ed era un’acqua fresca come il gelo.
Eran ville e paesi.Non conosco
Il loro nome.So che c’era un alto
cipresso cupo, un casolare antico
un cielo terso del color di smalto,
un viale ombroso, un poggio aulente aprico.

Lascia ch’io beva fonte
nel cavo delle mani
ho fretta, e già domani
sarò di là dal monte.





AVREI VOLUTO

Avrei voluto essere essenziale
come ciottoli coprenti il manto
volevo cercare il male del mondo
per estirpare le radici.


Fugace breve la vita percorsa   
da ombre vaganti
ogni istante avanzano   

nuove fronde

lasciandomi sbigottita
per la gioia fugace
promesse mendaci

A crisalide mi racchiudo

nel silenzio, sento l’amaro in bocca
socchiudo il labbro per dire:
perché questa tortura?





LA MIA VOCE

La mia voce non è
oggi quella di ieri
e domani sarà un'altra
e sempre un'altra
ancora
 
come il fiume che
scivola lento abbracciando
il mare

trascinando sterpi
corrodendo il labbro
terroso della sponda

gonfiando la vena 
del fosso;  trascinerò
ricordi ad ogni tramonto

fino a quando il mare
sarà calmo  il silenzio
avvolgerà la terra
sotto l'immensa 
fissità del cielo





La mezzanotte

ha battuto l’ultimo rintocco
si è spento l’ultimo fuoco
la notte recherà
nuove gioie,
 nuovi timori
Abbraccerò la notte 
e mi farò accarezzare
seguirò in silenzio  il  volo
d’un uccello notturno
sola riposerò sull’erica 
senza inseguimento.
La notte sarà amica, coprirà
gli anni d’attesa
renderà il sorgere
del mattino
vuoto dalla  nebbia, 
senza
il rumore del pianto
senza spezzare
il mio canto




LA MIA OMBRA

seduta
 senza spostare la mia ombra
un filo invisibile
separa me dall'altra
ogni inizio e fine del giorno
ciò accade
m'illudo d'essere importante
per chi ascolta le mie
parole
Ho poche cose di cui sono certa,
ma le osservo con sospetto.
M'accade di parlare 
ed accarezzare gli stipiti 
della mia casa vuota,
mentre l'anima piange di pietà.
Prigioniera 
del mio cuore antico e sepolto



  PENSIERI

Pensieri addensati
dentro l'anima accorata.
Il freddo l'avvolge 
coi suoi silenzi di morte.

Eterna  instancabile la mia sete
più non trova acqua di sorgente.
Eppure vive in me la passione.

L'anima dentro a questo corpo stanco
soccombe alle parole vacanti.
Eppure vive in me la passione.

Addio, addio albe e tramonti
non scordatevi che vi ho amati.
Ho bevuto alla fonte di una Chimera
ora agonizzo un nome nella sera.





E' UN'ALTRA VOLTA NATALE

E' un'altra volta Natale,       
                          
la terra impazzita oramai
popolata da mostri e automi
che s'incrociano urtandosi
volti lividi emaciati.

Umanità feroce che s'uccide
senza più speranza,senza una prece.
E' Natale,nascerà un bambino
Bambini che per una notte sognano un angelo vicino.


dove nascerà ?  

Tra il fango e la guerra
o in una calda culla?
Umanità senza bontà
s'è smarrita tra sfavillii di  luci e falsi  Dei.
In cielo brilla la Cometa
tutt'attorno il manto gelato copre il silenzio.

E' nato un bambino sui marciapiedi
altri camminano senza speranza
lento il passo e il volto scavato.
Chiedono amore, a chi lo sa dare ,
infanzia negata.

E' Natale,s'addormentano i bambini
chi nelle calde culle,chi per la strada
chi con  nel cuore nessuna ninna nanna.
Quanta falsa compassione
quanti sguardi di bimbi sorridono tristezza.

E' Natale,la Cometa brilla nel cielo di stelle
bambini spingono grossi carri di Infanzia esclusa 

 che piange dentro.
Sofferenze  di bambini  
questa notte illumineranno la Cometa.





SOLITUDINE

Profumi di verde
nel velo sottile dell’aria
un grido infinito come l’azzurro
si  spande nel cielo
bisbiglìo di voci di foglie
danza pietrificata di tronchi
d’intorno
fervore intimo d’erbe 
sommesso
una  foglia caduta è
come il vanire d’un sogno
l’anima esulta nella pace:
io son come  l’alga
tortile  folle  verdastra nel
seno dell’onda che levita
appena un sospiro..





DORME

dorme il silenzio
 nel bosco frondoso
un refolo   
calzante il blu della notte
libra l'anima mia,
il corpo resta al buio
non sfugge alla prigione
in nessun luogo
berrà la luce
 il sogno si è consumato
in fuga tra le ali del vento





IO SONO

Io sono il  torrente in tumulto.
Vedo il volo di rondini felici
 migrare in cieli d'eterno
verso la spiaggia deserta
del sogno abbacinata di luce
che attende in silenzio
il dolore sommesso d'un onda.
A piedi nudi corro nella
gioia dei ricordi
cerco l'orme affannose
sul lido del vento
che leviga scogli
rinvigorisce la terra antica
Il mio cuore cigola di brezza,
lampada fumida
alla taverna del porto
che brancola cerchi di luce giallastra
sui ciottoli triti
del vicolo buio




OMBRE


Negli spazi, sù in alto
s'imbeve di nuvole bianche
leggere l'azzurro del cielo.
Meraviglie di sogni e di cose
 che desidero.
Il mio cuore,sospeso ascolta
e sogna a mezz'aria,
 mentre scendono ai miei piedi nudi
campi d'erbe gelide
fra siepi d'autunno
le cose che possiedo
st.





ONDEGGIANO

ondeggiano   frondose foglie
portando refrigerio e riparo
dalla calura estiva
una magica luce attraversa
anni lontani:
memorie deliziose
quando io piccola
scèvra di pene
 correvo incontro alla vita
ignara d'intrighi e lusinghe
occhi ridenti e puri
una piena d'amore
 mi scoppiava in  cuore.
Vie percorse nel tempo 
di speranze  e dolori.
Barlumi di luce schiarirono
i giorni soffocati 
da nubi e tempesta.
Tormenti e pianti sperimentati
assieme a vane speranze.
La morte non m'ha risparmiata.
Veglia la mia anima su me
in voli perigliosi attraverso nubi ferrigne
e strali  ineludibili






E' QUASI SERA


Oggi il sole vuol imporsi radioso
sciogliendo ogni nube coi suoi raggi dorati.
Raggi di sole fan capolino
tra foglie scintillanti
 e soffio di Zefiro,che accompagnano
il canto d'una sirena al crepuscolo;
è quasi sera
guardo il cielo
tinte dai colori ricchi di suoni e profumi
vanno ad ornare la  sua veste
 che sa di sogni incantati.
S'ode in lontananza
 il garrulo canto dell'usignolo
impregnante l'aria di melodia.
Ascolto rapita 
mentre la mia mente
libera i pensieri
lasciandoli galoppare
sulle ali del tempo.







  LUGLIO


Il giardino oppresso dall'aria
dell'afoso luglio.
Tacciono  tra le fronde gli uccelli.

Col capo reclinato per l'arsura 
invocano gocce di rugiada
i non ti scordar di me.

Si stagliano nell'azzurro cielo
stormi d'uccelli
dal volo radente il fiume
in cerca di ristoro.

Stanche dell'arsura soffocante
languiscono  le rose.

Nel cielo ora, un presagio
di tempesta.

Tempesta d'amore scioglie il mio sangue,
mentre sfiorisce e langue il mio viso

stanco d'inutili attese.
E' tempo  delle rese.




ATTESA

Domani, sussurrasti.
Si, domani risposi.
Domani staremo ancora insieme
ripetesti.

Si, potrò accarrezzarti il viso
lascerò scorrere tra i tuoi capelli
le mie dita.

Sognerò che tu m'ami ancora.
Nell'attesa
immaginerò il rumore dei tuoi passi
che s'avvicinano.

Tendo l'orecchio
giungono rumori 
che ghiacciano il cuore.

      st. 25 luglio 2010





L'ODORE

l'odore del leccio nella luce settembrina
scuote un ricordo;
trasogno leggera tra viali alberati.
Scende su me la calma della sera.
Ricordo una cucina dove da bambina
attorno ad un tavolo
ci si riuniva per la cena





CANTO

Che confusione ho nel cuore
racchiude tutti i pensieri .
Seduta sulla riva del mare
guardo il tramonto
mentre tantissimi nomi
attraversano il campo della memoria.
Il canto d'una sirena incantatrice
mentre sola inseguo un sogno.
Ferma, inchiodata al respiro del mare
mentre un vento caldo 
lambisce la mia pelle stanca.
La luna bianca fa capolino all'orrizzonte 
e questa notte 
voglio restare senza sogni incantatori.
Regalo al vento il mio cuore
per non sentirlo più tremare.
Scende il silenzio sulla sera
nuvole rosse mescolate al blu cobalto
ritagliano il  profilo  d'un gabbiano
che vola radente a spuma  di mare..
Questa notte
assieme al mare voglio vegliare
offrire canti alla nuda solitudine
e alla luna nascente
parole innocenti, di bianche conchiglie.





NON ALLONTANARTI

Sono passati gli anni
i mesi i giorni, le ore
i minuti in attesa di te.

Dovevo incontrarti amore
fiore dal fragile stelo.

Ti ho incontrato 
tra le righe della poesia
Ti ho incontrato
ogni sorgere della luna

nei sogni e nella mia mente.

Ti sei allontanato da me
tutto attorno, 
ovunque poso lo sguardo

è il gelo, il vuoto.

Mi aggiro come un animale in gabbia
senza sapere dove andare.
La via è all'imbrunire
ma sono sempre innamorata.

Amore non dimenticarmi
non allontanarti
è troppo grande  il deserto.

st. 5 giugno 2010 





LABIRINTI


labirinti dove l'uomo si perde
dove le strade confuse lasciano 
posto al deserto
 cuori lasciati
 sospesi in attese
senza più i colori 
cosa resta della vita
se non una mare di nulla?




HO FRETTA

ho fretta d'amore
ho fretta d'ascoltare canzoni
ho fretta di sentire sulla pelle
 la carezza del vento
ho fretta d'odorarti
ho fretta d' accarezzarti
di guardare un tramonto 
ammirare i suoi colori 
ho fretta, fretta di sentirti,
le tue mani su di me,
mentre il tempo s'ostina a  passare
senza tener conto di quale
torto può recare.






SCHEGGE

Un canovaccio s'annoda.
Io giro e vago senza meta
mentre il sole illude
la terra


Le ondate dei  percorsi 
si frangono sulla mia dimora
musica che mi culla,
nel fragore della tempesta


Sogno in solitudine 
nelle notti d'inverno
delle speranze, 
delle corse nei prati
dei miei giovani anni


Addio bambina lasciata.
Più voglio vedere 
i grandi occhi a grappoli
intristire.
Addio


Ora son felice
non strapparmi 
dal sogno notte;
ritarda il venire del giorno


Guardami amami
mentre la notte
nel silenzio d'abbracci
complice, fa l'occhiolino
st





RITORNERA'

Ritornerà il bel tempo.
Nell'aria, primizie di foglie.
Odori di fili d'erba
nudi  piedi sulla terra
e i fiori rifioriti.
Ci libereremo dei mali
la mitezza sorvolerà  rancori.
Ogni giorno sarà pieno
il sibillante disincanto
non renderà  vana
ogni prova di
tornare a vita nuova.
Torni la primavera
a ridare speranze
noi, della bellezza trascorsa
in silenzio osserveremo 
il grande cielo
e rideremo ancora.
Come  fragili pianticelle
alzeremo  le spalle curve
per immaginare  ali
libranti oltre
la morte
oltre
la guerra
oltre
il ruggito della belva umana.
st.




Sussurri

Questo giorno mormora,dice che
non staremo più insieme.
Nessuno saprà mai 
come le nostre anime pellegrine
si cercano senza fine.

In un mare senza orizzonte
il mio veliero in silenzio
levata l'ancora svanirà tra le onde.
Scende la sera, attorno è ovatata atmosfera.

Quante cose vorrei dirti ancora.
la luce però svanisce
restano le ombre.
Vorrei gridare ribellioni
gridare ancestrali dolori;
tendo le braccia sognando il tuo abbraccio.
Il mare del tempo rapisce le vite.

E' tempo  per me di non ascoltare più
la musica triste delle onde.
E' tempo di tornare, non so dove.
Non so cosa m'attende.

Laggiù, nell' orizzonte indefinito
radente vola il gabbiano
 verso un punto lontano
Laggiù m'attende la realtà senza te.

Ti ho sempre cercato nei miei versi
che hanno sviscerato ogni mio segreto
mettendomi nuda al cospetto del mondo.
Parole sussurrate ,verso te m'han portato;

questo mi basta.
st.







GIRA
Gira Atropo con la falce scura
cerca anime adornanti la notte.
Apetto che l'ombra scura sia spostata.
Fantasmi s'aggirano nella notte di tregenda
girando pagine di vite.
Fantasmi vestiti a festa
sfrecciano nella notte ricca di magìa.
Tento di dormire lasciando fuori orrende visioni
che al mio orrecchio
tentano di sussurrare sinistre storie.
Al bagliore d'un candela
vedo il tuo volto
t'avvicini e mi baci
restiamo insieme
fino all'alba, quando
il confine diventa un filo trasparente
e noi ci lasciamo senza promesse.





SERA SUL PO


sprofonda
in abissi di luce
la nuvola che sale
alta nel cielo
stupore di case
alle rive
con grida di bimbi
sull'acqua canòra
come rondini
 a petto radente

dorme il fiume
un sonno 
di luce grigia
di perla
e la bocca
socchiusa
sussurra appena
un fruscìo
ai salici bassi del greto






SENZA TITOLO

Un meriggio caldo d'estate.
Il sentiero ornato di pioppi
dalle cime orgogliose,
non danno frescura.
Sentiero giallo accecato dal sole
mi trascina nella calura.
Stridula  passa volando la poiana.
Cammino senza fretta ed entro nel bosco;
mi parlano i suoi abitanti estranei
al vociare del mondo.
Rami sporgenti e cinguettare d'uccelli 
proteggono il mio lento andare.
Resto in ascolto.
Mi prende la malinconia
scendono lacrime sul  volto
testimoni d'una vita di lotta.
Tu poesia,nascondi segreti di chi ti usa.
Ci sono giorni che ti cerco disperata,
tu sei lì che aspetti: racconti i destini 
e le solitudini dell'uomo.
Un alito di vento ristora la mia fronte.
E' tempo di tornare e lasciare alle spalle
la selva e le tane silvestri
è tempo di tornare al futuro che nasconde 
ogni cosa.




SERA SUL PO


sprofonda
in abissi di luce
la nuvola che sale
alta nel cielo
stupore di case
alle rive
con grida di bimbi
sull'acqua canòra
come rondini
 a petto radente

dorme il fiume
un sonno 
di luce grigia
di perla
e la bocca
socchiusa
sussurra appena
un fruscìo
ai salici bassi del greto
st.





DENTRO DI ME

Dentro di me il mare
a volto calmo a volte in tempesta.
Ricordo il giorno che t'incontrai
ricordo un sogno una chimera.
Pensai, presto io t'amerò.
Era giorno, ma io vedevo le stelle.
Ricordo il primo bacio
e la tempesta del mio mare.
Ti chiesi di farti amare
 infilasti le tue mani nel mio cuore
una promessa
germogli d'amore
 colmanti il vuoto attorno.

st.14 febbraio 2010






 QUANDO

quando lascerò per sempre
questa terra
gettate al vento le mie ceneri
nessun sepolcro
per  l'essenza d'un poeta.
Libera nel vento 
danzerò al ritmo d'antiche
melodie fondendomi
con l'Universo in un
 amplesso perenne.
Mercenari e politicanti
figli di scrofa
 non avrete la mia anima.
La morte non mi coglierà
vuota

è solo un fatto scientifico
quel che m'accade
giammai, sepolto il  mio spirito
libero e vagabondo
st.





MACERIE

Accanto alla casa sventrata
le travi imploranti nel cielo 
pietà.
Dorme in un sonno pesante
di ruggine e morte
il carro ferrigno.
La testa pesante gli pende di lato.
Un ramo pietoso del vecchio rosaio
l'abbraccia col tralcio bruciato
ma amico.
Un vecchio paiolo riverso
su un mucchio di braccia.
Un vaso di coccio, slabbrato
in una ferita rossigna
che pare che dolga
e ciuffi qua e là di gramigna.
Nel grande silenzio c'è come 
un urlo, un crosciare  di schianti
un fumido afror di calcina
alle nari
un inferno di spari.
Eppure c'è appena sommesso
un vento leggero
che passa dappresso
e ti sibila appena all'orecchio
una qualche parola maligna
repressa:
vendetta!
A morte vigliacchi:
innocenti!....
e si perde lontano
laggiù tra quegli alberi stenti
con ciuffi sparuti di foglie
sui rami annaspanti nel cielo
stracci di nubi violette.
Intorno è deserto.
Tra le rotaie di fango
insecchite
è nata l'ortica.
Da un mucchio di pietre
lievita come un sospiro profondo...
Nel cuore c'è un risucchio
e un freddo....
è l'acqua laggiù
del fiume deviato
che specchia una lama di luce gelata
nel giorno che muore
silvia trabanelli






FORESTIERA IN UN MONDO MALATO

la luna sorridente
sovrastava la casa
un raggio di luce
si posò sulla fronte 
di me derelitta a riposare.

Forestiera in un mondo malato ,
non dò fiducia ai Cesari meschini
non ho nemmeno un Dio che mi consola.
Seguo la solitudine colonna portante
di disillusioni pregnanti.
Forse solo i folli hanno la rettitudine
e il mondo li lascia soli. 





E' UN'ALTRA VOLTA NATALE

E' un'altra volta Natale,
la terra impazzita oramai
popolata da mostri e automi
che s'incrociano urtandosi
volti lividi emaciati.

Umanità feroce che s'uccide
senza più speranza,senza una prece.
E' Natale,nascerà un bambino
dove nascerà ?  

Tra il fango e la guerra
o in una calda culla?
Umanità senza bontà
s'è smarrita tra sfavillii di  luci e falsi  Dei.
In cielo brilla la Cometa
tutt'attorno il manto gelato copre il silenzio.

E' nato un bambino sui marciapiedi
altri camminano senza speranza
lento il passo e il volto scavato.
Chiedono amore, a chi lo sa dare ,
infanzia negata.

E' Natale,s'addormentano i bambini
chi nelle calde culle,chi per la strada
chi con  nel cuore nessuna ninna nanna.
Qanta falsa compassione
quanti sguardi di bimbi sorridono tristezza.

E' Natale,la Cometa brilla nel cielo di stelle
bambini spingono grossi carri di sogni infranti
scende il silenzio ,
si sente solo il battito dei loro cuori.
Infanzia esclusa  che piange dentro.
Sofferenze  di bambini  
questa notte illumineranno la cometa.

Bambini che per una notte sognano un angelo vicino.

E' un'altra volta Natale!

st. 25 nov.2009





RITORNERA'

Ritornerà il bel tempo.
Nell'aria, primizie di foglie.
Odori di fili d'erba
nudi  piedi sulla terra
e i fiori rifioriti.
Ci libereremo dei mali
la mitezza sorvolerà  rancori.
Ogni giorno sarà pieno
il sibillante disincanto
non renderà  vana
ogni prova di
tornare a vita nuova.
Torni la primavera
a ridare speranze
noi, della bellezza trascorsa
in silenzio osserveremo 
il grande cielo
e rideremo ancora.
Come  fragili pianticelle
alzeremo  le spalle curve
per immaginare  ali
libranti oltre
la morte
la guerra
il ruggito della belva umana.

st.




LA MIA VOCE

La mia voce non è
oggi quella di ieri
e domani sarà un'altra
e sempre un'altra
ancora
 
come il fiume che
scivola lento abbracciando
il mare

trascinando sterpi
corrodendo il labbro
terroso della sponda

gonfiando la vena 
del fosso;  trascinerò
ricordi ad ogni tramonto

fino a quando il mare
sarà calmo  il silenzio
avvolgerà la terra
sotto l'immensa 
fissità del cielo.

st.





 BACIAMI

Baciami la bocca 
e rendi folle il tuo sapore
una passione pièga
la mia anima 
 ebbra
d'amore 

 annego nei tuoi occhi
 tangibili le tue mani
 mi trascinano in un'onda azzurra
morendo nell'estasi in un idioma
alle origini

st.





Sorge l'alba chiara 

Sorge l'alba chiara
incisa nei colori della natura.
Tra un po' il sole sarà alto
il tuo nome non verrà pronunciato.
Il tempo avaro, non ricorda.
Dove sei ?
Ruggiscono i miei pensieri
languendo la tua assenza.

st. 





SIRENA

parole perse nel mugghiare del mare
canto di sirene squarciano il cielo
e strappano alle nuvole sogni. 
Il tramonto è arrivato
 sotto l'ala d'un gabbiano,
fa capolino la luna a bracetto delle stelle
arde il mio cuore d'infiniti desideri
oramai troppo lontani nel tempo.
Le mie parole si fan suono scolorito
ad una platea disattenta.
Il mio pensiero è rivolto a te
mentre le mie mani arano la terra
dei sogni stretti, abbracciati
affondano nell'attesa della notte.
La mia voce come canto di sirena
s'inalza per raggiungere
l'orizzonte che riflette un tempo oramai finito.
st.





Sulla strada

Sulla strada pochi
rumori
 foglie cadono
danzando

farfalle immobili
ascoltano la danza
sguardi languidi

nell'ombra dell'autunno
volti attoniti fissi
prima di cadere





OMBRE


Negli spazi sù in alto
s'imbeve di nuvole bianche
leggere l'azzurro del cielo.
Meraviglie di sogni e di cose
 che desidero.
Il mio cuore,sospeso ascolta
e sogna a mezz'aria
 mentre scendono ai miei piedi nudi
campi d'erbe gelide
fra siepi d'autunno
le cose che possiedo





Perché amo il fiume

perché amo il fiume
Non per il  riflesso tremulo 
dei pioppi
nell'acqua smorta

non per la quiete
dei campanili a specchio

c'è qualcosa di me
nel suo andar silenzioso
ineluttabile

c'è qualcosa di me
in quel suo brividire
ad ogni ala
di vento
per comporsi
più innanzi

c'è qualcosa di me
in quell'ansia del mare lontano

st.




D'INVERNO

Cadono d'inverno le foglie
sulle strade tra le nevi e il gelo.
Cadono danzanddo nell'aria
sui prati scuri, sul biancospino.
L'aria sottile e chiara sferza sorrisi di bimbi
scendendo piano mescolandosi al mare opaco.
Il volto rivolto al freddo e alle foglie attorno.
Spunta tra i tronchi riversi della radura
un ciclamino tenace sotto la neve.
Odore di muschio sotto un cielo grigio.
Un istante di tristeza improvvisamente m'assale.
Vorrei tornare bambina
 per rifugiarmi tra calde certezze.
Foglie bagnate e nel cuore parole spezzate
dove il tempo si mescola al vento.
Una nenia s'annida nella tenebra
melodìa irragiungibile , lontana;
la mia anima senza più orpelli.

st.25 ottobre 2009




IL CONTO DE GIORNI

Il conto dei giorni non trattiene il tempo.
La vita fa il suo gioco: ci sfiora la brevità.
Siamo come la polvere che vanisce ad un soffio.
Io sono il vento
 che trascina carezze soffiando
 calore d'abbracci
perduti.
Raccolgo i  miei pensieri
 ad ogni spuntar del sole
immagini racchiuse a fior di pupilla
sorrisi sugellano ricordi di giovinezza.
Bramosia di speranze di fanciulla
 eterna viandante nel mare del tempo.
st.




ANIMA VAGABONDA
             
Lascia ch’io beva fonte, 
nel cavo delle mani
ho fretta e  già domani
sarò di là del monte

Fonte: “Perché non vieni coll’anfora antica
Come le donne giù dalla collina?
Perché non resti nella valle amica
almeno un poco ?‘ Forse domattina
per la tua sete, non troverai niente.
Di là dal monte è brulla la contrada
nei campi non germoglia la semente
e sarai solo tu, il sole e la strada.
Ti sovverrai di me e sarò lontana.
Se tu mi avrai raccolta nell’orciòlo
allora proverai la virtù  arcana
della mia linfa,allora, allora solo”


Amica ho già bevuto a cento fonti 
in riva al mare azzurro, sorridente
di spume bianche…  vuoi che ti racconti?
C’eran nuvole rosse giù a ponente
e vele esili,aguzze,verso il cielo
e son partita.Bevvi in mezzo al bosco
ed era un’acqua fresca come il gelo.
Eran ville e paesi.Non conosco
Il loro nome.So che c’era un alto
cipresso cupo, un casolare antico
un cielo terso del color di smalto,
un viale ombroso, un poggio aulente aprico.

Lascia ch’io beva fonte
nel cavo delle mani
ho fretta, e già domani
sarò di là dal monte.
st,


  

              

Sorge l'alba chiara 

Sorge l'alba chiara
incisa nei colori della natura.
Tra un po' il sole sarà alto
il tuo nome non verrà pronunciato.
Il tempo avaro, non ricorda.
Dove sei ?
Ruggiscono i miei pensieri
languendo la tua assenza.





CORAZZA DI GHIACCIO

Nella mia corazza di ghiaccio
sorvolo tramonti e lusinghe d'amore.
I piedi divenuti d'argilla,
mentre il tramonto scende sulla mia fronte.
Il pensiero ritorna alla vita
che era lì, ieri.
Un senso di finito m'invade.
Non seguo più il sole
il mio cuore ridotto a un passero solitario
teme i lamenti della solitudine.
Ho riposto i colori della vita,
 gioiello troppo  prezioso per una fronte
con i segni del tempo come la mia.




APPENA TU CHIEDI


Appena tu chiedi alla morte
in silenzio di scavarti una buca ove sia
con la mano scarnita e grifagna

di buttarti un pugno di terra
in bocca per non dir parole
cattive

sugli occhi, per non veder più
miseria e dolore
nel buio del cuore si leva il

cantare d’un grillo d’un
niente e tu speri




NON LASCIARE

Questa notte c'è una stella in cielo
luminosa come un diamante.
Guarda senza proferir parola.
Sospiro bramosa un sogno.
Il cuore grida chiama un amore lontano.
Dove sei ?
Non dimenticare che ci siamo amati.
La stella continua il suo moto dimentica di noi.
Non lasciarmi il gelo nel cuore
seppur lontano, senza sapere dove
dimmi che ancora m'aspetta.
Tendimi la mano
fai luce nella memoria.





UN'ARIA FRESCA

Un'aria fresca galleggia in un mare di silenzio
tra alture brune e verdeggianti boschi .
L'occhio spalancato sull'azzurro del cielo
riflette a specchio il  profilo dei monti
riscontro perfetto
l'aereo abbraccio si perde
tra suoni di campanelle.
Invisibili fauni nell'ombra
intenti 
a sorvegliare le greggi.
Un'aria fresca
accarezza la mia fronte
mentre distesa sto
ancorata alla  terra.