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Sono Silvia Trabanelli, abito a Ferrara...da sempre
scrivo poesie....da qualche anno pubblico. La sua nuova silloge poetica "ASCOLTANDO IL VENTO" Editore Este Edition di Ferrara sarà presentata il 5 dicembre
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POESIE DI SILVIA TRABANELLI
RITORNERA'
Ritornerà il bel tempo.
Nell'aria, primizie di foglie.
Odori di fili d'erba
nudi piedi sulla terra
e i fiori rifioriti.
Ci libereremo dei mali
la mitezza sorvolerà rancori.
Ogni giorno sarà pieno
il sibillante disincanto
non renderà vana
ogni prova di
tornare a vita nuova.
Torni la primavera
a ridare speranze
noi, della bellezza trascorsa
in silenzio osserveremo
il grande cielo
e rideremo ancora.
Come fragili pianticelle
alzeremo le spalle curve
per immaginare ali
libranti oltre
la morte
la guerra
il ruggito della belva umana.
st.
LA MIA VOCE
La mia voce non è
oggi quella di ieri
e domani sarà un'altra
e sempre un'altra
ancora
come il fiume che
scivola lento abbracciando
il mare
trascinando sterpi
corrodendo il labbro
terroso della sponda
gonfiando la vena
del fosso; trascinerò
ricordi ad ogni tramonto
fino a quando il mare
sarà calmo il silenzio
avvolgerà la terra
sotto l'immensa
fissità del cielo.
st.
BACIAMI
Baciami la bocca
e rendi folle il tuo sapore
una passione pièga
la mia anima
ebbra
d'amore
annego nei tuoi occhi
tangibili le tue mani
mi trascinano in un'onda azzurra
morendo nell'estasi in un idioma
alle origini
st.
Sorge l'alba chiara
Sorge l'alba chiara
incisa nei colori della natura.
Tra un po' il sole sarà alto
il tuo nome non verrà pronunciato.
Il tempo avaro, non ricorda.
Dove sei ?
Ruggiscono i miei pensieri
languendo la tua assenza.
st.
SIRENA
parole perse nel mugghiare del mare
canto di sirene squarciano il cielo
e strappano alle nuvole sogni.
Il tramonto è arrivato
sotto l'ala d'un gabbiano,
fa capolino la luna a bracetto delle stelle
arde il mio cuore d'infiniti desideri
oramai troppo lontani nel tempo.
Le mie parole si fan suono scolorito
ad una platea disattenta.
Il mio pensiero è rivolto a te
mentre le mie mani arano la terra
dei sogni stretti, abbracciati
affondano nell'attesa della notte.
La mia voce come canto di sirena
s'inalza per raggiungere
l'orizzonte che riflette un tempo oramai finito.
st.
Sulla strada
Sulla strada pochi
rumori
foglie cadono
danzando
farfalle immobili
ascoltano la danza
sguardi languidi
nell'ombra dell'autunno
volti attoniti fissi
prima di cadere
st.
OMBRE
Negli spazi sù in alto
s'imbeve di nuvole bianche
leggere l'azzurro del cielo.
Meraviglie di sogni e di cose
che desidero.
Il mio cuore,sospeso ascolta
e sogna a mezz'aria
mentre scendono ai miei piedi nudi
campi d'erbe gelide
fra siepi d'autunno
le cose che possiedo
silvia 7 nov.2008
Perché amo il fiume
perché amo il fiume
Non per il riflesso tremulo
dei pioppi
nell'acqua smorta
non per la quiete
dei campanili a specchio
c'è qualcosa di me
nel suo andar silenzioso
ineluttabile
c'è qualcosa di me
in quel suo brividire
ad ogni ala
di vento
per comporsi
più innanzi
c'è qualcosa di me
in quell'ansia del mare lontano
st.
D'INVERNO
Cadono d'inverno le foglie
sulle strade tra le nevi e il gelo.
Cadono danzanddo nell'aria
sui prati scuri, sul biancospino.
L'aria sottile e chiara sferza sorrisi di bimbi
scendendo piano mescolandosi al mare opaco.
Il volto rivolto al freddo e alle foglie attorno.
Spunta tra i tronchi riversi della radura
un ciclamino tenace sotto la neve.
Odore di muschio sotto un cielo grigio.
Un istante di tristeza improvvisamente m'assale.
Vorrei tornare bambina
per rifugiarmi tra calde certezze.
Foglie bagnate e nel cuore parole spezzate
dove il tempo si mescola al vento.
Una nenia s'annida nella tenebra
melodìa irragiungibile , lontana;
la mia anima senza più orpelli.
st.25 ottobre 2009
IL CONTO DE GIORNI
Il conto dei giorni non trattiene il tempo.
La vita fa il suo gioco: ci sfiora la brevità.
Siamo come la polvere che vanisce ad un soffio.
Io sono il vento
che trascina carezze soffiando
calore d'abbracci
perduti.
Raccolgo i miei pensieri
ad ogni spuntar del sole
immagini racchiuse a fior di pupilla
sorrisi sugellano ricordi di giovinezza.
Bramosia di speranze di fanciulla
eterna viandante nel mare del tempo.
st.
ANIMA VAGABONDA
Lascia ch’io beva fonte,
nel cavo delle mani
ho fretta e già domani
sarò di là del monte
Fonte: “Perché non vieni coll’anfora antica
Come le donne giù dalla collina?
Perché non resti nella valle amica
almeno un poco ?‘ Forse domattina
per la tua sete, non troverai niente.
Di là dal monte è brulla la contrada
nei campi non germoglia la semente
e sarai solo tu, il sole e la strada.
Ti sovverrai di me e sarò lontana.
Se tu mi avrai raccolta nell’orciòlo
allora proverai la virtù arcana
della mia linfa,allora, allora solo”
Amica ho già bevuto a cento fonti
in riva al mare azzurro, sorridente
di spume bianche… vuoi che ti racconti?
C’eran nuvole rosse giù a ponente
e vele esili,aguzze,verso il cielo
e son partita.Bevvi in mezzo al bosco
ed era un’acqua fresca come il gelo.
Eran ville e paesi.Non conosco
Il loro nome.So che c’era un alto
cipresso cupo, un casolare antico
un cielo terso del color di smalto,
un viale ombroso, un poggio aulente aprico.
Lascia ch’io beva fonte
nel cavo delle mani
ho fretta, e già domani
sarò di là dal monte.
st,
Sorge l'alba chiara
Sorge l'alba chiara
incisa nei colori della natura.
Tra un po' il sole sarà alto
il tuo nome non verrà pronunciato.
Il tempo avaro, non ricorda.
Dove sei ?
Ruggiscono i miei pensieri
languendo la tua assenza.
st. 30 agosto 2009
CORAZZA DI GHIACCIO
Nella mia corazza di ghiaccio
sorvolo tramonti e lusinghe d'amore.
I piedi divenuti d'argilla,
mentre il tramonto scende sulla mia fronte.
Il pensiero ritorna alla vita
che era lì, ieri.
Un senso di finito m'invade.
Non seguo più il sole
il mio cuore ridotto a un passero solitario
teme i lamenti della solitudine.
Ho riposto i colori della vita,
gioiello troppo prezioso per una fronte
con i segni del tempo come la mia.
st.27 agosto 2009
APPENA TU CHIEDI
Appena tu chiedi alla morte
in silenzio di scavarti una buca ove sia
con la mano scarnita e grifagna
di buttarti un pugno di terra
in bocca per non dir parole
cattive
sugli occhi, per non veder più
miseria e dolore
nel buio del cuore si leva il
cantare d’un grillo d’un
niente e tu speri
st.
NON LASCIARE
Questa notte c'è una stella in cielo
luminosa come un diamante.
Guarda senza proferir parola.
Sospiro bramosa un sogno.
Il cuore grida chiama un amore lontano.
Dove sei ?
Non dimenticare che ci siamo amati.
La stella continua il suo moto dimentica di noi.
Non lasciarmi il gelo nel cuore
seppur lontano, senza sapere dove
dimmi che ancora m'aspetta.
Tendimi la mano
fai luce nella memoria.
st. 9 sett.2009
UN'ARIA FRESCA
Un'aria fresca galleggia in un mare di silenzio
tra alture brune e verdeggianti boschi .
L'occhio spalancato sull'azzurro del cielo
riflette a specchio il profilo dei monti
riscontro perfetto
l'aereo abbraccio si perde
tra suoni di campanelle.
Invisibili fauni nell'ombra
intenti
a sorvegliare le greggi.
Un'aria fresca
accarezza la mia fronte
mentre distesa sto
ancorata alla terra.
silvia 7 .12.2008
LASCIATE
Lasciate ch' io mi nutra d' odori campestri.
Sento un' ebbrezza tatuare languidamente il mio corpo.
I miei pensieri si spandono attorno
come campi di fiori,lì per suggerire
di dimenticare i dolori.
Espiro l'anima in tante bolle
variopinte .
in un attimo prendono il mio respiro
e lo trasportano tra nembi delicati;
conflitti eterni
chimere stanche
sepolcrali naufragi, tingono la mia anima
d'attese sterili.
L'Aurora ahimè tarda ad arrivare
erro nella notte inseguendo
un sogno perduto
st.12 giugno 2009
SON D'ORO
Son d'oro le foglie al crepuscolo.
Il sole è tramontato.
Cammino nel bosco di foglie sommesse.
Il silenzio è solenne
e la brama d'un abbraccio
si perde nello sguardo d'un amore antico.
Da tempo ho abdicato ai colori dell'arcobaleno
la parola Amore.
Vertigine dell'immenso spazio
come un grande abbraccio,
dolente per il vuoto attorno.
Ho amato un sogno solamente
che è rimasto negli occhi glaciali
di ninfe che rigonfiano la mente di ricordi.
La notte è quasi nata
la selva all'imbrunire copre di brividi
il mio andare.
silvia 14 aprile 2009
GOCCE
Lente cadono le gocce
baciando ad una ad una le tegole della casa
baciando le foglie
che ridendo scrollano gocce di perla sull'erba
sferzate di brezza e di tiepido sole.
S'ode un canto a lenire perdite care.
Gl'uccelli cantano e le gocce tacciono
mentre il sole fa capolino tra nembi imbronciati.
Il mio spirito rivolto ad assaporare odori,
la natura sciala colori.
I sogni chiedono rendiconto al cielo
per non essere stati ascoltati
lasciati al gelo.
st.28 giugno 2009
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