|
marmocchia@email.it
Sono Silvia Trabanelli, abito a Ferrara...da sempre
scrivo poesie....da qualche anno pubblico. La sua nuova silloge poetica "ASCOLTANDO IL VENTO" Editore Este Edition di Ferrara
|
POESIE DI SILVIA TRABANELLI
NON LASCIARE
Questa notte c'è una stella in cielo
luminosa come un diamante.
Guarda senza proferir parola.
Sospiro bramosa un sogno.
Il cuore grida chiama un amore lontano.
Dove sei ?
Non dimenticare che ci siamo amati.
La stella continua il suo moto dimentica di me.
Non lasciarmi il gelo nel cuore
seppur lontano, senza sapere dove
dimmi che ancora m'aspetti.
Tendimi la mano
fai luce nella memoria.
st.
NON MI CHIAMI MAI
Niente di te mi fa credere
che ti manco.
Almeno col pensiero rivolgiti a me.
Ho bisogno di stare con te,
tu sempre più lontano
non ascolti e non mi chiami mai.
st, 2o12
amarti è una follia
anche se tutto di me brucia
ed è un fuoco lento che mi fa vibrare e mi consuma.
Una malattia come una spada
conficcata nel cuore.
Non voglio guarire, non voglio medicine,
voglio morire per te.
st.
Amore perduto
Lo scorrere del tempo
lascia un segno indelebile
fra i solchi del viso
silenti emozioni
profumi immutati nella
memorie stagnanti.
Tutto si veste di colori sbiaditi,
il tuo essermi accanto
m'ha imprigionato il cuore.
sr
IL CONTO DE GIORNI
Il conto dei giorni non trattiene il tempo.
La vita fa il suo gioco: ci sfiora la brevità.
Siamo come la polvere
che vanisce ad un soffio.
Io sono il vento
che trascina carezze soffiando
calore d'abbracci
perduti.
Raccolgo miei pensieri
ad ogni spuntar del sole
immagini racchiuse a fior di pupilla
sorrisi suggellano ricordi di giovinezza.
Speranze di fanciulla
eterna viandante nel mare del tempo.
st.13 ottobre 2009
CANTO
Che confusione ho nel cuore
racchiude tutti i pensieri .
Seduta sulla riva del mare
guardo il tramonto
mentre tantissimi nomi
attraversano il campo della memoria.
Il canto d'una sirena incantatrice
mentre sola inseguo un sogno.
Ferma, inchiodata al respiro del mare
mentre un vento caldo
lambisce la mia pelle stanca.
La luna bianca fa capolino all'orrizzonte
e questa notte voglio restare
senza sogni incantatori.
Regalo al vento il mio cuore
per non sentirlo più tremare.
Scende il silenzio sulla sera
nuvole rosse mescolate all blu cobalto
ritagliano il profilo d'un gabbiano
che vola radente a spuma di mare..
Questa notte
assieme al mare voglio vegliare
offrire canti alla nuda solitudine
e alla luna nascente
parole innocenti, come bianche conchiglie.
silviat.
E' un'altra volta Natale
.
E' un'altra volta Natale,
la terra impazzita oramai
popolata da mostri e automi
che s'incrociano urtandosi
volti lividi emaciati.
.
Umanità feroce che s'uccide
senza più speranza,senza una prece.
E' Natale,nascerà un bambino
dove nascerà ?
.
Tra il fango e la guerra
o in una calda culla?
Umanità senza bontà
s'è smarrita tra sfavillii di luci e falsi Dei.
In cielo brilla la Cometa
tutt'attorno il manto gelato copre il silenzio.
.
E' nato un bambino sui marciapiedi
altri camminano senza speranza
lento il passo e il volto scavato.
Chiedono amore, a chi lo sa dare ,
infanzia negata.
.
E' Natale, s'addormentano i bambini
chi nelle calde culle, chi per la strada
chi con nel cuore nessuna ninna nanna.
Quanta falsa compassione
quanti sguardi di bimbi sorridono tristezza.
.
E' Natale, la Cometa brilla nel cielo di stelle
bambini spingono grossi carri di sogni infranti
scende il silenzio,
si sente solo il battito dei loro cuori.
Infanzia esclusa che piange dentro.
Sofferenze di bambini
questa notte illumineranno la cometa.
.
Bambini che per una notte
sognano un angelo vicino.
.
E' un'altra volta Natale!
.
st.
Lo scorrere del tempo
lascia un segno indelebile
fra i solchi del viso
silenti emozioni
profumi immutati nella
memorie stagnanti.
Tutto si veste di colori sbiaditi,
il tuo essermi accanto
m'ha imprigionato il cuore.
st.
IO MICRCOSMO
IO MICROCOSMO
IO MICROCOSMO
IO MICROCOSMO
ad una ad una
si spengono le stelle
lasciando
posto alla sorgiva alba
la terra s' illumina
e io
piccolo microcosmo
incomincio
" il mestiere di vivere "
fin dagli
albori destinata ad errare
vagabonda
tra ancestrali strali
tra
strade dai ciottoli sconnessi
st.
CASE ADDORMENTATE
Nella notte case addormentate
il silenzio ovattato dal sonno.
Il mondo coperto di nero, chiuso
oltre la porta,
la natura colorata di nulla.
Nel silente scenario affiorano
ombre vaganti, smarrite.
Vie deserte, palpiti di cuori
annaspano in barlumi di luce.
Tantissimi mattini risorgeranno
stringendo nella morsa il cuore.
Disegno un cuore nell'aria
il deserto attorno circonda la terra.
Disegno un cuore nell'aria di bitume.
Disegno la speranza , per non morire.
st.20.nov.2009 ore 8
OMBRE
Negli spazi, sù in alto
s'imbeve di nuvole bianche
leggere l'azzurro del cielo.
Meraviglie di sogni e di cose
che desidero.
Il mio cuore,sospeso ascolta
e sogna a mezz'aria,
mentre scendono ai miei piedi nudi
campi d'erbe gelide
fra siepi d'autunno
le cose che possiedo
st. 7 nov.2008
CADONO LE ILLUSIONI
Parole stonate
si muovono tirate da fili d'indifferenza.
Sul selciato della vita
calpestii di passi sempre più lontani.
Parole cadute come petali di rosa,
spine lasciate alla luce ad essicare.
Cadono le illusioni.
Un freddo inverno congela gli ultimi sogni.
...E sono vinta tra bufera e tempeste.
La vita spesso matrigna
tortura chi vuol guardare il sole.
Restano in cielo nubi crudeli
dal capo rivolto.
....Sulla terra polvere
coprente le nostre impronte.
st.
R' quasi sera
Oggi il sole vuol imporsi radioso
sciogliendo ogni nube coi suoi raggi dorati.
Raggi di sole fan capolino
tra foglie scintillanti
e soffio di Zefiro,che accompagnano
il canto d'una sirena al crepuscolo;
è quasi sera
guardo il cielo
tinte dai colori ricchi di suoni e profumi
vanno ad ornare la sua veste
che sa di sogni incantati.
S'ode in lontananza
il garrulo canto dell'usignolo
impregnante l'aria di melodia.
Ascolto rapita
mentre la mia mente
libera i pensieri
lasciandoli galoppare
sulle ali dela fantasia.
st
L'ODORE
l'odore del leccio nella luce settembrina
scuote un ricordo;
trasogno leggera tra viali alberati.
Scende su me la calma della sera.
Ricordo una cucina dove da bambina
attorno ad un tavolo
ci si riuniva per la cena
silvia trabanelli 22 luglio 2008
MI FAI PAURA
Mi fai paura tenebra
mi fa paura la tua coltre spessa
mi fa paura la non chiarezza.
Le stelle assenti fan densa la notte;
ascolto il silenzio che mi sorbisce il cuore.
M'investe un soffio di vento quasi fosse Primavera
m'accarezza i capelli toccandomi la fronte
spazzando via i miei terrori.
Spira dolcemente una brezza
la piètas per l'avversa sorte.
st. 6 gennaio 2010
Io sono il torrente in tumulto.
Vedo il volo di rondini felici
migrare in cieli d'eterno
verso la spiaggia deserta
del sogno abbacinata di luce
che attende in silenzio
il dolore sommesso d'un onda.
A piedi nudi corro nella
gioia dei ricordi
cerco l'orme affannose
sul lido del vento
che leviga scogli
rinvigorisce la terra antica
Il mio cuore cigola di brezza,
lampada fumida
alla taverna del porto
che brancola cerchi di luce giallastra
sui ciottoli triti
del vicolo buio
IL FREDDO
Il freddo pungente pizzica la pelle
il silenzio svuota l'anima.
Voglio gridare al vuoto intorno
ai paesaggi finti.
Vago nel mondo con l'occhio fisso
al selciato consumato da lacrime.
Fa tanto freddo quest'inverno.
Come un passero solitario
ho fame di briciole
di calore e profumi
di frutti succosi.
Il foglio bianco
dove scorrono lettere
come piccole larve
parole partorite dall'anima
danno sfogo alla mia fantasia.
Arriverà la Primavera ora dormiente
forse scaccerà questo freddo
e il mio corpo si sveglierà
da quest'eterno tremore.
BACIAMI
Baciami la bocca
e rendi folle il tuo sapore
una passione piega
la mia anima
ebbra
d'amore
annego nei tuoi occhi
tangibili le tue mani
mi trascinano in un'onda azzurra
morendo nell'estasi in un idioma
alle origini
st
OMBRE
Negli spazi, sù in alto
s'imbeve di nuvole bianche
leggere l'azzurro del cielo.
Meraviglie di sogni e di cose
che desidero.
Il mio cuore,sospeso ascolta
e sogna a mezz'aria,
mentre scendono ai miei piedi nudi
campi d'erbe gelide
fra siepi d'autunno
le cose che possiedo
st.
SEMBRA QUIETA
Sembra quieta la casa
mentre fuori il mondo muore.
Tempeste scuotono le genti.
Il giogo pesante.
La terra agonizza, mentre i porci
si nutrono indifferenti.
ANIMA VAGABONDA
Lascia ch’io beva fonte,
nel cavo delle mani
ho fretta e già domani
sarò di là del monte
Fonte: “ Perché non vieni coll’anfora antica
Come le donne giù dalla collina?
Perché non resti nella valle amica
almeno un poco ?‘ Forse domattina
per la tua sete, non troverai niente.
Di là dal monte è brulla la contrada
nei campi non germoglia la semente
e sarai solo tu, il sole e la strada.
Ti sovverrai di me e sarò lontana.
Se tu mi avrai raccolta nell’orciòlo
allora proverai la virtù arcana
della mia linfa,allora, allora solo”
Amica ho già bevuto a cento fonti
in riva al mare azzurro, sorridente
di spume bianche… vuoi che ti racconti?
C’eran nuvole rosse giù a ponente
e vele esili,aguzze,verso il cielo
e son partita.Bevvi in mezzo al bosco
ed era un’acqua fresca come il gelo.
Eran ville e paesi.Non conosco
Il loro nome.So che c’era un alto
cipresso cupo, un casolare antico
un cielo terso del color di smalto,
un viale ombroso, un poggio aulente aprico.
Lascia ch’io beva fonte
nel cavo delle mani
ho fretta, e già domani
sarò di là dal monte.
IL SILENZIO
Il silenzio ha un suono dolcissimo
trascina con se’ la malinconia
guarda attraverso occhi a
grappoli fissi
affreschi fatti coi sogni
e un cuore aprico
st.
UN MONDO DI DOLORI
un mondo di orrori
lontano nei tempi
un mondo pericolante
un orologio s'è fermato su lancette uguali
i numeri stretti in un abbraccio
piangono di dolore.
Arduo è sorridere
non posso cantare
mi manca la voce.
Un uccello dall'ala spezzata
non può volare.
Cadono le illusioni
cadono le speranze
cadono gl'uomini sotto il giogo.
La strada irta piena di rovi
uccide la veglia delle speranze.
st.
Sentinella
Nel cielo dell'alba le nuvole bigie
che scendono basse sull'ala del vento
con lembi disfatti,somigliano a vele
d'antichi naufragi nel mare del tempo
uno dorme, uno veglia
Nell'aspro del sasso due sacchi di cencio
due macchie di sporco, di grigio pastrano
uno dorme, uno veglia
La gota scarnita
rischiuma la barba nel mentre che trita
nuvole e pane
Si ferma !
La mano ripalpa la canna gelata....
riprende....
e il cuore rimastica nuvole e pane:
la morte, la vita la morte, la vita.
Lo scoppio rosseggia violento,feroce
e sibila sassi, brandelli sterpaglia....
non mastica più
s'accascia pian piano sull'altro che dorme
'''già l'ora del cambio?!''
Silenzio...
''Perbacco che sonno!...s'è già addormentato !''
uno dorme uno veglia.
------------
Dedicata
ai giovani in guerra.
LA MIA OMBRA
seduta
senza spostare la mia ombra
un filo invisibile
separa me dall'altra
ogni inizio e fine del giorno
ciò accade
m'illudo d'essere importante
per chi ascolta le mie
parole
Ho poche cose di cui sono certa,
ma le osservo con sospetto.
M'accade di parlare
ed accarezzare gli stipiti
della mia casa vuota,
mentre l'anima piange di pietà.
Prigioniera
del mio cuore antico e sepolto
st
APPENA TU CHIEDI
Appena tu chiedi alla morte
in silenzio di scavarti una buca ove sia
con la mano scarnita e grifagna
di buttarti un pugno di terra
in bocca per non dir parole
cattive
sugli occhi, per non veder più
miseria e dolore
nel buio del cuore si leva il
cantare d’un grillo d’un
niente e tu speri
st.
PENSIERI
Pensieri addensati
dentro l'anima accorata.
Il freddo l'avvolge
coi suoi silenzi di morte.
Eterna instancabile la mia sete
più non trova acqua di sorgente.
Eppure vive in me la passione.
L'anima dentro a questo corpo stanco
soccombe alle parole vacanti.
Eppure vive in me la passione.
Addio, addio albe e tramonti
non scordatevi che vi ho amati.
Ho bevuto alla fonte di una Chimera
ora agonizzo un nome nella sera.
st.
HO VISTO
ho visto una civetta appollaiata su un ramo
era l'imbrunire
se ne stava lì beata;
feci un fischio, lei non si mosse
i suoi occhi gialli mandavano scintille.
Attorno c'era silenzio
e aleggiava l'ombra della solitudine
st.
E' UN'ALTRA VOLTA NATALE
E' un'altra volta Natale,
la terra impazzita oramai
popolata da mostri e automi
che s'incrociano urtandosi
volti lividi emaciati.
Umanità feroce che s'uccide
senza più speranza,senza una prece.
E' Natale,nascerà un bambino
Bambini che per una notte sognano un angelo vicino.
dove nascerà ?
Tra il fango e la guerra
o in una calda culla?
Umanità senza bontà
s'è smarrita tra sfavillii di luci e falsi Dei.
In cielo brilla la Cometa
tutt'attorno il manto gelato copre il silenzio.
E' nato un bambino sui marciapiedi
altri camminano senza speranza
lento il passo e il volto scavato.
Chiedono amore, a chi lo sa dare ,
infanzia negata.
E' Natale,s'addormentano i bambini
chi nelle calde culle,chi per la strada
chi con nel cuore nessuna ninna nanna.
Quanta falsa compassione
quanti sguardi di bimbi sorridono tristezza.
E' Natale,la Cometa brilla nel cielo di stelle
bambini spingono grossi carri di Infanzia esclusa
che piange dentro.
Sofferenze di bambini
questa notte illumineranno la Cometa.
st.
SOLITUDINE
Profumi di verde
nel velo sottile dell’aria
un grido infinito come l’azzurro
si spande nel cielo
bisbiglìo di voci di foglie
danza pietrificata di tronchi
d’intorno
fervore intimo d’erbe
sommesso
una foglia caduta è
come il vanire d’un sogno
l’anima esulta nella pace:
io son come l’alga
tortile folle verdastra nel
seno dell’onda che levita
appena un sospiro..
DORME
dorme il silenzio
nel bosco frondoso
un refolo
calzante il blu della notte
libra l'anima mia,
il corpo resta al buio
non sfugge alla prigione
in nessun luogo
berrà la luce
il sogno si è consumato
in fuga tra le ali del vento
st
SEMBRA QUIETA
Sembra quieta la casa
mentre fuori il mondo muore.
Tempeste scuotono le genti.
Il giogo pesante.
La terra agonizza, mentre i porci
si nutrono indifferenti.
st.
MEMENTO
Sulla tomba aspri rovi
selve di bandiere
e fantasmi
di gloria
un dolore terreno di madre
colla medaglia tra le mani.
Le vene della terra antica
coi solchi e fili d'erba
travolti dal vomere
|