STORIA LA QUESTIONE DI FIUME(RIASSUNTO)

STORIA CONTEMPORANEA


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LA QUESTIONE DI FIUME

 

Alla fine della prima guerra mondiale l'Italia rivendicò anche la città di Fiume, che però non era presente negli accordi di Londra (gli accordi fatti dall'Italia con Francia e Inghilterra che prevedevano l'entrata in guerra dell'Italia e, in caso di vittoria, l'acquisizione di alcuni territori dell'impero austro-ungarico, le cosiddette terre irredente, in particolare). La città era rivendicata anche dalla Jugoslavia, ma era a maggioranza italiana e spingeva per l'annessione all'Italia. In questo clima si svolse l'impresa di Fiume, ovvero un colpo di mano militare organizzato da Gabriele D'Annunzio che con un manipolo di 2.600 uomini del Regio Esercito occupò la città il 12 settembre 1919 creando la Reggenza Italiana del Carnaro, in vista di una futura annessiona all'Italia. La reazione internazionale fu negativa e costrinse il governo italiano ad intervenire e a cacciare via D'Annunzio e il suo esercito con un rapido attacco militare il 24 dicembre 1920 (cosiddetto Natale di sangue). Il 12 novembre, infatti, il trattato di Rapallo con la Jugoslavia sancì la nascita dello Stato libero di Fiume, una repubblica autonoma amministrata dalla Società delle Nazioni.

La città venne infine annessa all'Italia in seguito ad un ulteriore accordo tra il governo italiano di Mussolini e la Jugoslavia nel 1924.

 

 



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