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PERIODO STORICO
Il Seicento è il secolo della
preponderanza spagnola in Europa e particolarmente in Italia, dove, tranne
qualche moto popolare suggerito dal disagio economico più che da precise
idealità politiche (Masaniello a Napoli, Giuseppe D'Alessi a Palermo)
l'atmosfera è di completa sottomissione alla Spagna, la cui influenza si fa
sentire anche in quegli Stati che non sono soggetti alla sua autorità. Solo da parte del Ducato di Savoia di
profila una politica di maggiore indipendenza e talvolta di opposizione. Gli avvenimenti europei più notevoli nella
prima metà del Seicento sono la Guerra dei Trent'anni e la Rivoluzione
inglese. La Guerra dei Trent'anni è una nuova
manifestazione delle lotte religiose, in cui, come sempre, si inseriscono
precisi moventi politici. Nel suo corso (1618-1648), essa vede schierati gli uni
contro gli altri i principali Stati dell'Europa. La conclude la pace di
Westfalia, che segna il tramonto dell'egemonia degli Asburgo, il trionfo della
Francia, il riconoscimento definitivo dell'indipendenza dell'Olanda e, sul piano
religioso, la conferma dei diritti delle confessioni extracattoliche. Ormai la Francia, anche per merito dei suoi
grandi ministri (il cardinale di Richelieu e il cardinale Mazzarino), inizia la
sua ascesa al ruolo di grande potenza, contrapponendosi in tal modo alla
preponderanza spagnola. In Inghilterra, intanto, a conclusione
della guerra civile provocata dalla limitazione dei diritti del Parlamento da
parte di Carlo I Stuart, nel 1648 la monarchia è deposta e l'anno successivo il
re viene decapitato, mentre il potere è assunto da Oliviero Cromwell col titolo
di Lord Protector. Sotto il Cromwell si ha l'Atto di
navigazione (1651), che costituisce la solenne affermazione dell'egemonia
dell'Inghilterra sui mari. Alla morte del Cromwell (1658) cui succede
per breve tempo il figlio Riccardo, il popolo inglese restaura nel 1660 la
monarchia con Carlo II Stuart. Morto quest'ultimo (1685) sale al trono Giacomo
II, sotto il quale si ha la seconda rivoluzione che vede l'avvento al potere di
Guglielmo III d'Orange, marito di Maria, figlia di Giacomo II. In questa occasione, il Parlamento inglese
fa giurare ai nuovi sovrani la Dichiarazione dei Diritti, che riconferma
le tradizionali prerogative delle due Camere e dà all'Inghilterra la fisionomia
di monarchia costituzionale che manterrà in futuro. Grandeggia, nella seconda metà del
Seicento, la figura del re di Francia Luigi XIV (1643-1715) che durante i
settantadue anni del suo regno assicura al suo Paese un incontestabile primato
in Europa. Sotto di lui l'assolutismo monarchico raggiunge il suo culmine. Per quanto riguarda l'Italia il trattato di
Cateau-Cambrèsis assegnò alla Spagna il dominio su quasi tutta l'Italia, che
fu il peggiore fra quanti essa dovette sopportare: scomparve ogni sentimento di
indipendenza e di libertà politica; il fiscalismo avvilì i sudditi e impoverì
il paese; industria e commercio decaddero, le terre furono abbandonate; la
popolazione diminuì paurosamente. Ma non meno che nel campo materiale, quel
triste governo influì su quello morale: la servitù insegnò a mentire ed
adulare, la prepotenza dei dominatori fu imitata dai signorotti italiani che
servivano vergognosamente i potenti e opprimevano i fratelli che stavano in
basso. Le leggi c'erano ma non c'era chi le
facesse rispettare, sicchè regnava l'arbitrio e la vendetta privata. Al posto
del sentimento religioso dominava l'ipocrisia. Ogni ideale era scomparso. Le pagine dei promessi Sposi del Manzoni
sono la più luminosa testimonianza di questo periodo storico.