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MONTALE: Non recidere, forbice, quel volto
PARAFRASI:Non tagliare, forbice, quel viso,ormai solo sopravvissuto che svanisce nella memoria Non far diventare lo sforzo che trattiene l’immagine del viso che mi ascolta, l’incapacità di distinguere i ricordi. Cala il gelo della lama del potatore... il colpo è secco e deciso alla cima della pianta E l’acacia abbattuta fa cadere dal legno il corpo secco della cicala Nel primo fango di novembre.
Si intrecciano due sensazioni: il dialogo del poeta con la propria memoria, in cui un volto di donna sopravvive a fatica ai duri colpi di forbice dell'oblio;
la potatura novembrina dell'acacia, che fa cadere il guscio secco di una cicala.A queste due situazioni corrispondono le due strofe della poesia.Le due strofe sono unificate da immagini metaforiche delle forbici-tempo e della potatura -oblio.
Mentre la nebbia crea una sensazione d' oblio, facendo perdere al poeta tanti ricordi,la recesione vuol far capire che Montale, nonostante la supplica, viene privato persino della donna che ama. Nel testo si fa riferimento al freddo, che assieme alla nebbia, danno un’idea di forte solitudine e debolezza. Anche l’acacia potata e il guscio di cicala che cade a terra rafforzano questo stato d’animo.
Nella seconda quartina vi è il correlativo oggettivo dell’accetta del giardiniere che recide l’acacia, determinando la caduta dello scheletro della cicala ormai privata del canto nella fanghiglia di novembre.
In Montale il simbolismo assume spesso il carattere del correlativo oggettivo, cioè di immagini capaci di rendere al lettore con la descrizione di un oggetto o di una situazione, come qui la potatura autunnale di un albero, l’intuizione e lo stato d'animo del poeta.
Le due quartine presentano anche una ricca tessitura di assonanze e rime: si segnalano le rime volto- ascolto (v1 e v 3) in assonanza con colpo (v 5) e le rime sfolla- scrolla(v2 e v 6); infine le rime al mezzo cala-cigola (v5 e v 7) e svetta belletta (v5 ev 8). Da notare le assonanze e le consonanze nell'endecasillabo iniziale, dove compare anche l’enjambement tra i vv.1 e 2 nonostante uno stacco con la virgola.
Non recidere, forbice, quel volto
Non recidere, forbice, quel volto,
solo nella memoria che si sfolla,
non far del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.
Un freddo cala... Duro il colpo svetta.
E l'acacia ferita da sé scrolla
il guscio di cicala
nella prima belletta di Novembre.
Due quartine di endecasillabi e settenari.
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