Giovanni Pascoli : ULTIMO SOGNO


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ULTIMO SOGNO  (Pascoli)

 

Da un immoto fragor di carrïaggi
ferrei, moventi verso l'infinito
tra schiocchi acuti e fremiti selvaggi...
un silenzio improvviso. Ero guarito.

Era spirato il nembo del mio male
in un alito. Un muovere di ciglia;
e vidi la mia madre al capezzale:
io la guardava senza meraviglia.

Libero!... inerte sì, forse, quand'io
le mani al petto sciogliere volessi:
ma non volevo. Udivasi un fruscio
sottile, assiduo, quasi di cipressi;

quasi d'un fiume che cercasse il mare
inesistente, in un immenso piano:
io ne seguiva il vano sussurrare,
sempre lo stesso, sempre più lontano.

 

 

Si tratta di una poesia di quattro quartine con versi  ABAB che si ripetono. Quale  è  quel sogno ultimo dell'uomo  dopo il quale si finisce di sognare? Siamo su un orizzonte, quello tra la vita e la morte, dove  al rumore  di una vita sognata  si sostituisce il silenzio. Il permanente fragore di schiocchi e fremiti, si esaurisce all'improvviso.  La corsa verso l'infinito è finita: come l'alito su una finestra che scompare, così il male si dilegua. Anche i suoni della poesia si addolciscono nella rima ciglia - meraviglia che accompagna la visione della madre, da tempo morta.
La seconda quartina è solo
contemplazione: un lento movimento delle palpebre dischiude la visione dell'estrema pietà di una madre presente al capezzale. Una Pietà quieta, non sofferente: forse un'eco dell'archetipo della ricongiunzione ai propri cari, che da sempre permea l'animo umano.

 Ma la calma della morte non ha affatto un significato negativo, l'ultimo sogno non è un  precipizio nel vuoto: ecco l'aggettivo del riscatto: Libero!

Una nuova illuminazione, con una parola quasi fanciullesca, libero dopo una corsa difficile, libero finalmente da qualsiasi affanno, persino dalla figura materna che viene contemplata ma non abbracciata, libero da ogni volontà. Al contrario, è un nuovo percorso, una vita nuova e misteriosamente indefinita: un fiume che si muove verso l'infinito, senza alcun ostacolo. L'affanno della vita precedente è annullato, ora siamo su un nuovo mondo, dove non esistono carriaggi ferrei che ci trasportano, desideri e passioni che quasi ci schiavizzano. Siamo in balia del fruscio di un fiume, così leggero che sembra un alito di vento, un suono indefinito, un sussurro misterioso e vago che si perde nell'ignoto.

 Ecco allora che siamo nell'ultimo sogno, libero dalle passioni, libero dalle figure che ci seguono fino alla solitudine estrema. E' un sogno di libertà, l'ultimo sogno dell'uomo.



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