VERSO LIBERO E L'OTTAVA


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VERSO LIBERO

Quando non è usato per indicare, come un tempo, íl verso sciolto il termine è traduzione letterale del fr. vers libre, cui qui si preferiscono i termini di "metrica libera" e "metrica liberata".L’espressione verso libero indica ,quindi, qualsiasi versoche non rispetti le regole della metrica tradizionale, ma anche,meno correttamente, qualsiasi forma metrica che mescoli alla rinfusa versi di diversa lunghezza e tipologia.Il verso libero si afferma alla fine dell’Ottocento e si diffonde alla fine del Novecento.
Poneva tre condizioni:

a) la lunghezza del verso e il suo ritmo dovevano essere dettati dall'idea poetica (sconsigliava perciò l'enjambement);
b) la rima doveva poter essere surrogata dall'assonanza e soprattutto dall'allitterazione come nuova strutturazione armonica del verso;
c) anche la strofa come il verso doveva essere modellata liberamente secondo il movimento del pensiero .


 

L'OTTAVA

Metro narrativo per eccellenza nella poesia italiana, l'ottava rima (detta anche semplicemente ottava o stanza) è una strofe di schema metrico fisso composto di otto endecasillabi, i primi sei a rima alternata e gli ultimi due a rima baciata (ABABABCC). Controversa è l'origine del metro: le piú antiche testimonianze conservate dell'uso dell'ottava sono un testo autoriale (il Filostrato di Boccaccio databile 1335). La presenza di alcune epigrafi in ottava rima presenti nel Cimitero di Pisa e anteriori al poema boccacciano potrebbero far propendere per un’altra  ipotesi. A Boccaccio si deve comunque attribuire la codifica del metro, che incontrò larga diffusione a partire già dal secolo seguente: si ricordino il Morgante del Pulci, l'Orlando innamorato del Boiardo e il Furioso dell'Ariosto, la Gerusalemme del Tasso, ma anche un poemetto come le Stanze per la giostra del Poliziano.



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