C.CISCO Contatti
CLAUDIO CISCO

Classifica di siti - Iscrivete il vostro!


Cynegi Network


vota la mia pagina


vota il mio sito

POESIE DI CLAUDIO CISCO

TUTTE LE SUE POESIE SUL MARE

gcimitero@tiscali.it

Claudio Cisco è poeta messinese nato il 1964 .
Il suo modo di scrivere è fuori da schemi. Le sue 
liriche danno risalto all'anima, a volte possente
e virile, altre dolcissima e perdutamente sola ma
 sempre viva con un disperato bisogno di comunicare.
Nella lettura si colgono senza limiti il significato
e la bellezza poetica.


CARITA'

Siede un mendico 
lungo la strada
con voce querula
tende la mano.
Passan le donne
lo sfioran gli uomini
nessuno sguardo
verso il vecchio scarno.
Eppur egli tende
più smunto il viso
sempre protesa
la mano tremante.
O perché mai
indifferente l’uomo
alla miseria resta
del proprio fratello?



VOLO

Ho aperto i miei occhi, liberato la mia mente

sfidando tutti i miei limiti, 

ho lasciato alle spalle gabbie, catene, 

labirinti, muri insormontabili, 

e quell’uomo morto ch’ero ieri

e che oggi non riconosco più, 

fino a ridere della mia disperazione del passato, 

persino la morte sembra inchinarsi

alla mia nuova voglia di vivere.

Dentro di me

l’oscurità s’è trasformata in un riverbero di luce, 

nell’anima esplode

l’incredibile forza dell’amore verso la vita.

Vedo nuovi orizzonti

distendersi davanti ai miei occhi.

Intorno a me

spazi infiniti m’invitano a raggiungerli.

Tutto è ancora da scoprire

e mi sta aspettando, 

e con l’entusiasmo di un bambino, 

m’accorgo per la prima volta, 

quanto sia meraviglioso vivere.

Non ho più paura ormai.

Solo, 

con il vento in faccia, 

apro le mie ali

e mai più mi fermerò.

Finalmente adesso volo.




LA MAGIA DI UN NUOVO GIORNO

E' ora finalmente!
quell'attimo mansueto
che segue la notte e precede il mattino
trattiene il respiro,
la natura tutta è in attesa,
il risveglio è prossimo.
La magia
che si rinnova
nell'incanto dell'alba,
canta il gallo
ambasciator di questo evento,
poi trepido silenzio e fremente compostezza.
Ed eccolo il boato
in un fragore di luci che si accendono
tutte insieme,
esplodono nel cielo,
giunge infine il sole
a battezzare il nuovo giorno.
Ed è un festoso cinguettare di uccellini,
lo schiudersi dei fiori,
la carezza della rugiada
che lieve scivola sugli steli,
la òla dell'erba che vibra
pizzicata dalle esperte dita della brezza.
E poi ancora il guizzar dei pesci giù nel fiume,
il rincorrersi di un'onda dietro l'altra,
oche che schiamazzano in girotondo,
il sapore fresco del latte appena munto,
delle uova raccolte sulla paglia,
lo sguardo di un pulcino appena
 nato con le piume in disordine.
I miei occhi sbigottiti che veloci applaudono
aprendosi e chiudendosi ritmicamente
sul mondo che nasce,
avidi e mai stanchi,
felici ancora di assistere
alla magia di un nuovo giorno.




PREGHERO'

Pregherò per chi mi ha creato
e per te che mi sei sconosciuto,
per chi nel deserto arso dal sole
brama un sorso d’acqua
e per chi nel freddo degli inverni
batte i denti esposto alla neve.
Pregherò per chi crede di cambiare
qualcosa con una guerra,
e allo stesso modo pregherò
per chi suda nella valle della vita,
mentre scuote con fatica
le zolle della propria terra.
Pregherò per chi cura le piaghe del corpo
non vedendo le ferite della propria anima,
pregherò anche quando da te
sarò cacciato, non capito
perché solo di parole sarò vestito
e di fede consolato.
Pregherò accettando
il tuo passo nel mio confine
condividendo senza spartire,
imparando a servire prima di mangiare
porgendo rispetto perché anche tu come me
non rimanga da solo ma faccia parte di un tutto.
Pregherò per chi è rinchiuso
dentro o fuori le mura,
che sia prigioniero d’ingiustizie
o per le proprie colpe,
per chi è un re e si sente povero
e per chi è povero ma si sente un re.
Pregherò per i tuoi azzardi
perché non di sola mano sarà il peccato
ma conteranno anche gli sguardi
di chi umilia con occhi e gesti,
pregherò per chi non crede
e per chi da poco ha imparato a farlo.
Pregherò senza giudicare
 perché ho peccato più di te
io che non so neanche il tuo nome,
pregherò senza limite alcuno
e ancor più per chi ha offeso
nella speranza che scopra
il valore di un perdono.
Pregherò
chiunque tu sia
alla luce del sole
o nel buio di questa notte
perché tu mi abbia al fianco
qualunque sarà la nostra sorte.




LUNGO LE STRADE DEL MONDO

Girando a lungo per le strade del mondo

ho incontrato tanta gente:

bianchi e neri, ricchi e poveri,

santi e carcerati.

Ho conosciuto servi e re,

cristiani e musulmani, suore e prostitute.

All’apparenza

mi sembravano diversi gli uni dagli altri

ma poi li ho visti piangere

tutti allo stesso modo.

Ho capito dentro di me

che esiste una sola razza: l’umanità,

un solo gesto: la solidarietà.




AD UN PASSO

La tua esile figura,
trasfigurata nello specchio dell’universo
come spicchio di luce scende dall’alto
e attraversa cieli
strati di lucide gemme.
Entra così nel giardino della mia vita
fiore rigoglioso che affonda radici
nella terra della mia carne,
mutando destinazione
orientandosi su di me.
Ed è amore
puro
asceso come in un vortice
alimentato dalla forza della speranza,
pervaso da particelle fuse di materia.
Imponente figura
regina e sovrana
giri le spalle
all’ultimo sguardo della tristezza
ormai
ad un passo dall’amore immortale.





INFANZIA LONTANA

Storia d’una infanzia lontana

ricognizione di un mondo

pietrificato nei ricordi.

È il canto della memoria

che si eleva

è profondo, sentito, cercato.

In esso

si rincorrono

gli attimi che hanno lasciato una traccia.

Rivivono anch’essi

insieme alle cose, alle persone familiari

ai sogni di più remote stagioni.

La memoria mi appare così

come immagine sovrapposta al presente

e i suoi impulsi,

ritornando dal passato,

s’intrecciano sinfonicamente,

trovano una finale armonia. 




LUCE

Quando nel buio della notte
perdutamente solo
come un bambino prego,
sento nascermi dentro una forza improvvisa
calore ed energia mi esplodono nel corpo,
ed è di nuovo LUCE nella mia anima
di nuovo LUCE dentro i miei occhi
gioia nel cuore
festa di sorrisi.
Quando invincibile
il male sembra sconfiggermi
ed ombrosi pensieri mi spingono verso la morte
una potenza positiva forte come un fuoco
scorre divampando nelle mie vene
ed è di nuovo LUCE nella mia anima
di nuovo LUCE dentro i miei occhi
pace nel cuore
libertà nella mente.
Quando con brividi di freddo
la paura mi assale
ed io credo di non farcela più
una voce intima mi infonde coraggio
pronta ad aiutarmi mi tende la mano
ed è di nuovo LUCE nella mia anima
di nuovo LUCE dentro i miei occhi
amore nel cuore
equilibrio nella mente.
Quando terrorizzato d’invecchiare e di morire
solo senza compagna e senza amore
sono schiavo del terribile pensiero
 che la mia vita non abbia senso o valore
tu cancelli di colpo questa mia agonia
la tua presenza rende preziosa la mia esistenza
ed è di nuovo LUCE nella mia anima
di nuovo LUCE dentro i miei occhi
serenità nel cuore
comunione con te attraverso la mente.
È di nuovo LUCE, LUCE e soltanto LUCE!
E spariscono le tenebre
fuggono da me fantasmi e demoni
è sconfitto il serpente.
Solo LUCE, LUCE, e per sempre LUCE.
Ed io ora so
che non smetterai mai di illuminarmi.





L'AQUILONE

Un esile ma robusto filo
ci lega l'uno all’altra
e tu mi conduci senza esitazioni,
ed io posso andare più in alto
e scorgere paesaggi sublimi.
Corri veloce
ammiro il mondo oltre la collina,
al di là delle montagne fino al mare
dove il cielo dona voce solo al mio respiro
mentre l'infinito abbraccia i miei pensieri.
Qualche nuvola all’orizzonte
accompagna il mio volo sempre più leggero
ed il vento mi sostiene l'anima
innocente e bambina in questo cielo azzurro,
più su di così io non sono stato mai.
Non so se le mie ali sono davvero forti.
o sei tu che mi incoraggi,
da quassù ogni segreto, 
ogni promessa,
sembrano più vere.
Di quella terra lontana non scorgo più nulla,
quasi fosse ormai dimenticata e perduta
qua in alto tutto sa di eternità,
sto assaporando lentamente
la magia che mi circonda.
Vorrei descriverti ogni cosa che vedo
trasferendoti le emozioni che provo
ma tu continui sempre a dirigermi,
non ho paura di volare, sai 
mi sei vicina nei pensieri.
Ora conosco i desideri del cuore 
vivono scolpiti in me
ed io volerò per sempre
e ti porterò con me ovunque
al di sopra di queste montagne,
 oltre l'orizzonte
nello spazio infinito.






MONTAGNE

Maestosi giganti addormentati
o eruttanti fuoco fra le gole,
vi osservo in silenzio 
su pendii boscosi di valli ridenti
brillare al sole come rocce ardite.
Cime svettanti che austere sfidate il cielo
incontrastate padrone dei grandi silenzi
accogliete le aquile, scrutate i mari
riconciliatevi con l’immenso.
Dolci declivi bianchi di pura neve,
inesplorati paradisi e regno di purezza,
siate finestra aperta verso l’infinito,
dove quiete e pace dànno ebbrezza.
Voi segno di grandezza vera,
espressione della potenza della natura madre,
noi al confronto tante formichine,
prede di paure e confusioni.






CASTELLO ANTICO

Il castello
sta
là,
disteso sul colle
come statua imponente.
Guarda
nebbie e fantasmi
terre ed oceani
monotoni e spettrali
nel tempo che passa.
Ricorda
lotte e tormenti
amori e passioni
nel volgere lento
dei secoli.
Fra quelle mura antiche e millenarie
trova ancora rifugio un vecchio gabbiano
ammalato e stanco
che mira da lontano
le immense acque solcate nei voli.






IL VUOTO DI UN PAGLIACCIO

Ti aspettiamo
e ora che entri in scena
indossa la tua maschera
con quel grosso sorriso stampato sul viso,
ed il trucco che ormai fa parte di te.
Nella voce e nei gesti,
un po' mimo e un po' attore
sai far tacere il tuo cuore
t'illudi di tornare bambino
dimentichi in quegl'istanti la tua tristezza.
Cadi, rialzati, ubriacati,
balla, grida, scherza
e noi saremo lì,
a guardarti, a ridere, ad applaudirti
sei un attore e come tale devi essere trattato.
Nessuno di noi in platea si domanderà chi sei,
proprio nessuno 
si preoccuperà delle tue sofferenze,
per noi sei solo un pagliaccio
una maschera e nulla più
ci interessi per come appari,
 non per quello che sei.
Quando le luci del palco si spegneranno,
tu ti troverai solo con te stesso
come sempre del resto
e l’immagine tua vera riflessa 
non potrà più far ridere.
Non sarai in grado di mentire 
e quel grosso sorriso si trasformerà in lacrima
una lacrima amara
che scenderà sul tuo viso
fino a scioglierne il trucco.
Ti auguro, caro pagliaccio
che la tua vita sia come la scena
felice e divertente
e che tolta quella maschera
non ci sia più il vuoto.


BIBLIOGRAFIA

"Anima sepolta" (1983)
"Apocalisse mentale" (1989)
"Colei che brevemente fu e che mai in vita conobbi" (1996)
"Come sono dentro" (2004)