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POESIE PER RICORRENZE


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PER LA MAMMA


MAMMA
di Giorgio Bruno

Quell'energia contagiante
che mai ti vien meno,
quell'arguzia d'intelletto
che ogni cosa sa spiegar,
quella bellezza innata
che giammai sfiorisce.
Mamma mia, sapessi
quant'è bello starti vicino 
e sentir la tua voce
più viva d'ogni cosa
che mi circonda
e gioir del suo canto.
Stasera anche la luna
lassù s'è ingelosita
e più bella vuol apparir
ma lo splendore suo lucente
proprio competere
non può con il tuo volto.
Mamma, sei tanto bella.





MAMMA
 di   SARA VIOTTO

Un prato fantastico, tutto verde 
 con dei fili d’erba gialli qua e là, 
 gli alberi ti circondano e mi parli, 
 mamma ti abbraccio forte 
 
 sento il tuo cuore vicino al mio, 
 il tuo viso si risplende nei miei occhi: 
 ci capiamo soltanto col cuore 
 e tu mi ascolti con un sorriso alle labbra. 
 
 Parliamo delle ultimissime novità 
 che durante questa bella giornata 
 non abbiamo trovato il tempo di dirci. 
 
 Sono contentissima di vederti; 
 ciao Mamma cara, ora devo andare 
 devo ritornare al mondo reale.




MAMMA

Da  piccolo non ascoltavo la tua voce,
... mi guardavi con occhi d'amore, 
e i miei... sorridenti sotto una tua carezza.

Tu Mamma  dono di vita... per sempre, 
ora che sono lontano dai tuoi sguardi... 
sento le tue parole sulla porta del mio cuore.

Ogni notte nell'universo oscuro, 
irrompe quel silenzio ... le tue preghiere.

Luigi De Simone




L'Angelo della Famiglia di C. Juranville

Vuoi sapere, bambino mio, quale fu per 
la tua mamma il più bel giorno della sua vita?
Fu quello in cui, una mattina, ella si avvicinò 
dolcemente alla tua culla e sollevò
piano piano i veli che ti coprivano.
Tu le tendesti i tuoi braccini rosa e per
la prima volta balbettasti: Mamma




Per una Mamma di Angiolo Silvio Novaro

Suonano nel tuo cuore
campane di gioia.
Il bimbo è nato
dischiuso come fiore
di rinata primavera.
Cullalo tra le braccia
stringilo dolce al cuore
sogna per lui limpidi cieli
tu che hai dato la vita
ad un germoglio d'amore.
Voce di cuore che non si rassegna
Che al fuoco acceso del suo dolore.




Preghiera alla Madre  di Umberto Saba

Madre che ho fatto 
soffrire
(cantava un merlo alla finestra,il giorno 
abbassava, sì acuta era la pena
che morte a entrambi io mi invocavo)
madre
ieri in tomba obliata, oggi rinata 
presenza,
che dal fondo dilaga quasi vena
d’ acqua, cui dura forza reprimeva,
e una mano le toglie abile o incauta
l’ impedimento;
presaga gioia io sento
il tuo ritorno, madre mia che ho fatto,
come un buon figlio amoroso, soffrire.
Pacificata in me ripeti antichi
moniti vani. E il tuo soggiorno un verde 
giardino io penso, ove con te riprendere
può a conversare l’ anima fanciulla,
inebriatasi del tuo mesto viso,
sì che l’ ali vi perda come al lume 
una farfalla. E’ un sogno
un mesto sogno; ed io lo so. Ma giungere
vorrei dove sei giunta, entrare dove 
tu sei entrata
—ho tanta
gioia e tanta stanchezza!—
farmi, o madre,
come una macchia della terra nata,
che in sé la terra riassorbe ed annulla. 




A Mia Madre 

Con la tua costante protezione, 
delicatamente 
trapuntasti i giorni della mia vita 
dissipando una consegna incommensurabile, 
quel mimo materno che perdura.


Se credo nell'amore, 
nella tenerezza 
e adoro il bel mondo che mi annida, 
se mi fido di guarire ogni ferita, 
lo devo senza dubbio alla tua fattura.


Benché risulti un pagamento minuto 
a tutto il tuo affetto, 
le tue insonnie 
che servano queste lettere di tributo.


Non credere che ti dimentico, 
abbi consolazione 
che continua a essere il tuo albero 
questo frutto, 
mela matura che cade a terra.
(Maurizio Trapasso)





LETTERA ALLA MADRE 
di Salvatore Quasimodo

"Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
 il Naviglio urta confusamente sulle dighe, 
gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve;
 non sono triste nel Nord: non sono in pace con me,
 ma non aspetto perdono da nessuno,
 molti mi devono lacrime da uomo a uomo.
 So che non stai bene, che vivi come
 tutte le madri dei poeti, povera e giusta
 nella misura d'amore per i figli lontani. 
Oggi sono io che ti scrivo." - Finalmente, dirai, 
due parole di quel ragazzo che fuggì di notte 
con un mantello corto e alcuni versi in tasca. 
Povero, così pronto di cuore lo uccideranno
 un giorno in qualche luogo. - "Certo, ricordo, fu 
da quel grigio scalo di treni lenti che portavano
 mandorle e arance, alla foce dell'Imera,
 il fiume pieno di gazze, di sale, d'eucalyptus. 
Ma ora ti ringrazio, questo voglio, ell'ironia che hai
 messo sul mio labbro, mite come la tua. 
Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori. 
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
 per tutti quelli che come te aspettano, 
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
 non toccare l'orologio in cucina che batte sopra
 il muro tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
 del suo quadrante, su quei fiori dipinti: 
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
 Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
 morte di pudore. Addio, cara, addio, 
mia dolcissima mater."




Le Mani della Madre
di Rilke

Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta. 




A MIA MADRE 
Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant'anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d'Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei...
dal sacrificio mio ringiovanita! 
 
 De Amicis 



Cara Madre

Riveder l’infanzia
da un punto agognato,
a suo tempo.
Uno splendore affascina,
comprende.
Ho sentito il cuore pieno
ed ogni mio senso
godere, riaversi, riprendersi,
il tempo che è stato.
La spensieratezza s’è spalancata
ora che i trent’anni l’hanno oscurata.
Il sole, la casa caduta,
i canti speciosi di uccelli da ruscello,
le salite tra i rovi,
l’acqua che m’ha bagnata,
il profumo di mia madre:
oggi questo ho rincontrato.

Francesca Mazzitello





FESTA DELLA MAMMA
(di Giuliana Marinetti) 

Per te, mamma,quante rose 
in questo giorno doneranno, 
i figli tuoi! 
Rose, rose e.... 
tante spine. 
Tu, grande mamma, 
che a volte, 
cèli il pianto 
in un sorriso, 
quanta beltà, 
in fondo 
agli occhi tuoi! 
E mentre,grata, 
le rose accetterai, 
cuore di mamma, 
tutto tu, perdonerai! 






A MIA MADRE – Eugenio Montale 


Ora che il coro delle coturnici 

ti blandisce dal sonno eterno, rotta 

felice schiera in fuga verso i clivi 

vendemmiati del Mesco, or che la lotta 

dei viventi più infuria, se tu cedi 

come un’ombra la spoglia 

(e non è un’ombra, 

o gentile, non è ciò che tu credi) 

chi ti proteggerà? La strada sgombra 

non è una via, solo due mani, un volto, 

quelle mani, quel volto, il gesto di una 

vita che non è un’altra ma se stessa, 

solo questo ti pone nell’esilio 

folto d’anime e voci in cui tu vivi. 

E la domanda che tu lasci è anch’essa 

un gesto tuo, all’ombra delle croci. 


***



Sempre mi dicevi:
”Perché non mi dedichi una poesia?”
Io non ti rispondevo.
Tu abbassavi lo sguardo
e ti arrendevi.


Ora che non ci sei più
il mio cuore ti parla così:
dolce era il tuo viso,
i tuoi occhi sempre scrutavano i miei
perché tanta era la voglia
di sapere se io ti amavo


Sempre sfuggivo da questa tua muta domanda.
Ora che tu sei fuggita per sempre da me,
sono io che ti parlo
e tu resti muta.

Adesso sono io che abbasso lo sguardo
e sottovoce ti dico
Mamma ti voglio bene:
perdonami.


Maria Rosaria Di Lella







FESTA DELLA MAMMA

Per te, mamma,quante rose
in questo giorno doneranno,
i figli tuoi!
Rose, rose e....
tante spine.
Tu, grande mamma,
che a volte,
celi il pianto
in un sorriso,
quanta beltà,
in fondo 
agli occhi tuoi!
E mentre,grata,
le rose accetterai,
cuore di mamma, 
tutto tu, perdonerai!

(Giuliana Marinetti)




Mamma

il tuo figlio nel giovane grembo porti,
un maestoso inchino
ora devo davanti a te 
che  sei tempio e spazio 
creante della vita
perchè donarla saprai
con tanta gioia ed immensa 
meraviglia!
(Marco Pellacani)





PER LA MAMMA 

Queste mie mani che sanno accarezzare 
e alla tua festa sanno cogliere anche un fiore, 
hanno un difetto: 

quello di lasciare le loro impronte 
su tutto ciò che vanno a toccare. 
Rallegrati però che sto crescendo 
e i segni sui muri e sulle sedie, 
saranno presto un ricordo solamente. 
Perciò oggi ti regalo le mie impronte, 
perchè tu possa ricordarti un giorno lontano 
come erano piccoline le mie mani 
al tempo in cui cercavano le tue. 



____________ 

Dolce mamma 


La tua dolcezza mamma è 
Una cosa che riempie il cuore. 
Mamma, sei così dolce 
Che, come una stella, illumini il mio cammino. 
Mamma, quando mi accarezzi sento 
Fruscio nel cuore 
Come di ruscello 
Che scorre fra i boschi. 
Mamma il tuo sorriso è più bello di una rosa 
Che non smette mai di profumare. 
Mamma, la dolcezza che mi dai 
È come un cielo che si apre 
E non si chiude mai. 
Ti voglio tanto bene 
E non smetterò di volertene mai. 




A mia madre 

E il cuore quando d'un ultimo battito 
avrà fatto cadere il muro d'ombra 
per condurmi, Madre, sino al Signore, 
come una volta mi darai la mano. 
In ginocchio, decisa, 
Sarai una statua davanti all'eterno, 
come già ti vedeva 
quando eri ancora in vita. 
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Alzerai tremante le vecchie braccia, 
come quando spirasti 
dicendo: Mio Dio, eccomi. 
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E solo quando m'avrà perdonato, 
ti verrà desiderio di guardarmi. 
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Ricorderai d'avermi atteso tanto, 
e avrai negli occhi un rapido sospiro. 

Giuseppe Ungaretti 



***

Festa della mamma 


Ho pregato un poeta di farmi una poesia 
con tanti auguri per te, 
mammina mia; 
ma il poeta ha risposto 
che il verso non gli viene, 
così ti dico solo: 

Ti voglio tanto bene! 


***

“… Tu sei di tua madre lo specchio, 
ed ella in te rivive 
il dolce aprile del fior 
dei suoi anni…” 

William Shakespeare 

***


“… Don… don e mi dicono Dormi! 
Mi cantano Dormi! Sussurrano 
Dormi! Bisbigliano Dormi! 
Là, voci di tenebra azzurra… 
Mi sembrano canti di culla, 
che fanno ch’io torni com’era… 
sentivo mia madre… poi nulla 
sul far della sera” 

Giovanni Pascoli 


***

“… Come non è che sera, 
madre, d 'un solo dì ? 
Me la miravo accanto 
esile sì, ma bella: 
pallida sì, ma tanto 
giovane! una sorella! 
bionda così com'era 
quando da noi partì.” 

Giovanni Pascoli 

***


ORA NEL VENTO 

di luciano somma 

Nell’oceano 

Dei tuoi desideri repressi 

Navigava il tuo credo di madre 

Per istinto felina e protettiva . 

“Donna partorirai con gran dolore “ 

e lo sapevi quando , per vocazione , 

sentivi dentro al tuo ventre 

i palpiti e gli spasimi 

e tu stringevi i denti 

senza un lamento piena d’emozione . 

Poi ad uno ad uno , col passar degli anni, 

ti lasciarono sola per andare 

in una terra dove il pane è duro 

a fare i vu’ cumprà o gli accattoni 

ma tu non lo sapevi . 

Nell’ultimo sospiro li chiamasti 

Come un appello antico , una preghiera , 

e in quel momento 

non tutti li vedesti al capezzale . 

ora madre senza confini , senza più desideri 

tu certamente ascolti 

echi dei vu’ cumprà , di quei tuoi figli , 

nel vento , nell’azzurro , nella pace 

dei tuoi incomunicabili silenzi… 


LUCIANO SOMMA 




DEDICATA ALLA MAMMA

Mamma, 
Tu sei fortezza, 
Tu sei sicurezza, Tu sei…tutto per me. 
Non sei tempo che passa, non sei vento che soffia. 
Tu sei il mio sostegno, 
mi coccoli, 
mi stringi forte, forte 
e non mi lasci più. Sei rosa che sboccia 
nel giardino incantato del mio cuore. 
Tu sei soltanto una cosa: la mia mamma.