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SAN MAURIZIO

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VITA DI SAN MAURIZIO

 

Tutto ciò che sappiamo di San Maurizio lo riceviamo da Sant’Eucherio di Lione che trascrisse la Passione del Santo, ricavandola da racconti orali ricevuti da San Teodoro (o Teodulo) di Octodurum, primo vescovo del Vallese nel IV secolo.

San Maurizio nasce in Egitto da una famiglia pagana, nei pressi della città di Tebe, intorno all’anno 250.

Della sua giovinezza non sappiamo nulla, tranne che abbracciò ben presto la carriera militare e divenne un soldato di valore, tanto da diventare “primicerius”, l’attuale grado di Colonnello. Successivamente fu messo a capo della Legione Tebea, una legione formata da un centinaio di uomini (anche se la leggenda ne riporta 6.666), uomini scelti e di valore, guardati con timore dai nemici e con rispetto dai superiori.

 

San Maurizio e i santi Compagni

 

La divina Provvidenza però, aveva per Maurizio e i suoi compagni disegni ben più grandi!

Per un inverno furono inviati a Gerusalemme e qui, Maurizio, venne a contatto con la comunità cristiana locale.

Conobbe il Cristo e lo riconobbe come suo Signore, dopo notti insonni e lunghe conversazioni col vescovo locale San Zambda e successivamente ricevette il battesimo.

L’ardore del neofita fece scaturire in Maurizio la missionarietà apostolica. Divenne così veicolo di grazia per i suoi compagni, tanto da convertire tutta la Legione alla fede cristiana.

Questa fede però, venne messa ben presto a dura prova!

 

L’imperatore Massimiano Erucleo chiamò la Legione in Svizzera per nuovi e gravosi incarichi e la Legione da Gerusalemme, partì alla volta delle Alpi.

Durante il tragitto si fermarono a Roma e qui ricevettero la Santa Cresima dal Papa San Marcellino.

Ripartirono verso la Svizzera e tanti sono i miracoli che si narrano del loro passaggio in alcuni paesi del settentrione.

 

Giunti al cospetto dell’Imperatore, sulle rive del Rodano, l’antica Octodurum nella valle di Agaunum, l’odierna Saint Maurice, ricevettero l’ordine di sopprimere una rivolta, fomentata da un gruppo di Galli nella contrada Bagaudi.

Prima però, per propiziare il successo della spedizione, dovevano compiere un sacrificio pagano.

 

 

Cappella del Verolliez - Luogo del Martirio di San Maurizio

 

All’adunata mattutina la Legione non si presentò e Maurizio inviò una lettera all’imperatore, spiegando il motivo della loro assenza:

 

«Imperatore, noi siamo soldati, ma nello stesso tempo ci gloriamo di confessarlo altamente, siamo servi di Dio. A te dobbiamo il servizio delle armi, a Lui l’omaggio di una vita innocente. Tu ci paghi il soldo delle nostre fatiche; Lui ci ha fatto passare dal niente alla vita. Non abbiamo nessun diritto, obbedendoti, o Imperatore, di rinnegare Iddio, nostro Creatore, nostro e, che tu lo voglia o no, anche tuo. Non ridurci ad offenderlo e ci troverai come sempre pronti a seguire i tuoi ordini. Al contrario, sappi che ubbidiremo a Lui piuttosto che a te.

 

Abbiamo veduto cadere sotto la spada i compagni delle nostre fatiche e dei nostri pericoli, siamo stati arrossati dal loro sangue. Tuttavia non abbiamo pianto la morte, la crudele uccisione die quei beati fratelli; non abbiamo neppure compianto la loro sorte; al contrario, li abbiamo felicitati della loro fortuna, abbiamo accompagnato il loro sacrificio con slanci di gioia, perchè trovati degni di soffrire per il loro Signore, per il loro Dio.

 

Per quel che ci riguarda personalmente, non siamo ribelli gettati nella rivolta dall’imperiosa necessità di vivere, non siamo armati contro di te dalla disperazione, così facile nel pericolo. Siamo armati e non resistiamo. Amiamo morire piuttosto che dare la morte; perire innocenti che vivere colpevoli. Per questo emana decreti, ordina tutto ciò che vuoi, impiega il fuoco, i supplizi, la spada: non ci spaventano. Siamo pronti a soffrire ogni cosa ed a morire. Siamo cristiani e non possiamo perseguitare i cristiani.»

 

Ampolla del Sangue di San Maurizio raccolto da San Martino

 

L’imperatore furente chiese a Maurizio di tornare sui suoi passi ma davanti ad un ennesimo rifiuto, ordino la decimazione della legione.

La decimazione consisteva nella fustigazione comune e ogni 10 persone, una decapitazione.

Tutti furono irremovibili e Maurizio cadde tra i primi, incitando i compagni a versare il sangue per amore di Cristo.

Devoto illustre di San Maurizio fu San Martino di Torus che rinvenne il corpo del Santo.

All’arrivo di Martino ad Agaunum, la terra nella quale era sepolto San Maurizio cominciò a trasudare sangue, indicandone così il luogo in cui giaceva.

Questo sangue fu raccolto da Martino e distribuito in varie chiese d’Europa.

Ecco perchè oggi è così ampio il culto verso il nostro Santo!

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