PETRARCA : Io son s stanco sotto 'l fascio antico

PETRARCA : Io son s stanco sotto 'l fascio antico

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Io son s stanco sotto 'l fascio antico

Io son s stanco sotto 'l fascio antico

 

Io son s stanco sotto 'l fascio antico
de le mie colpe et de l'usanza ria
ch'i' temo forte di mancar tra via,
et di cader in man del mio nemico.

Ben venne a dilivrarmi un grande amico
per somma et ineffabil cortesia;
poi vol fuor de la veduta mia,
s ch'a mirarlo indarno m'affatico.

Ma la sua voce anchor qua gi rimbomba:
O voi che travagliate, ecco 'l camino;
venite a me, se 'l passo altri non serra.

Qual gratia, qual amore, o qual destino
mi dar penne in guisa di colomba,
ch'i' mi riposi, et levimi da terra?

 

 

Petrarca riconosce le sue colpe e manifesta il desiderio di staccarsi dalle cose terrene.

Denuncia la stanchezza di vivere nella lacerazione tra l'amore di Dio e l'amore per le cose terrene, tema portante di tutta la sua  produzione , al punto tale che il poeta dispera della salvezza e teme di cadere in preda del demonio.

 Petrarca sa bene che la sua liberazione Cristo, ma la sua misericordia non pi per lui una presenza, cosicch la fede stessa causa di una fatica vana. Rimane la parola di Ges e la prima terzina ne fa eco: O voi che siete affaticati e oppressi venite a me e io vi ristorer , ed ora lui si sforza di tornare a guardarlo, ossia di ritrovarlo. Qui la certezza incrinata dal dubbio che qualcuno intralci il cammino. I versi finali sembrano acquietare il tormento: Chi , quale grazia divina gli dar ali di colomba per volare e trovare riposo?

 

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