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Silvestro I fu il trentatreesimo vescovo di Roma e Papa dal 314. La sua data di nascita è ignota, si sa solo che era figlio di Rufino, di origini romane, e di una certa Giusta. Dopo la morte di papa Milziade Silvestro fu consacrato vescovo di Roma, posizione che occupò per più di venti anni, nel periodo di passaggio tra le persecuzioni cristiane e la venuta dell'imperatore Costantino.

 

Fu il primo papa ad affrontare un cambiamento epocale: Roma si trasformava da città pagana in città cristiana. Le leggende, tramandate attraverso l’opera “Vita beati Sylvestri” (comparsa presso le Chiese orientali), l’opera "Constitutum Sylvestri" (un resoconto di un supposto sinodo romano) e la "Donatio Constantini", narrano che ebbe rapporti molto stretti con il primo imperatore cristiano, dopo essere stato perseguitato perchè cristiano battezzò l’imperatore Costantino, ebbe i diritti garantiti e organizzò il primo sinodo di 275 vescovi a Roma.

 

           

Tutti questi eventi però, come il racconto della malattia della lebbra di Costantino, sono stati confutati in quanto sono state trovate prove che l’imperatore ricevette i sacramenti ad opera di Eusebio, vescovo della città di Nicomedia. Per quanto riguarda la Donazione di Costantino, si tratterebbe sempre di un falso, anche se le informazioni sono state tratte da un documento molto antico.

 

E’ invece vero che Silvestro I prese parte ai negoziati sull'Arianesimo e sul Concilio di Nicea del 325. Fu il primo concilio ecumenico, indetto per combattere l'eresia di Ario sulla natura divina di Gesù. Il concilio stabilì la natura divina di Cristo. Il pontefice inviò i suoi legati al primo concilio ecumenico, non si sa però di certo se Costantino avesse concordato in anticipo con Silvestro la convocazione del concilio, né se, oltre alle firme dei suoi legati in calce ai documenti conciliari, ci fosse una espressa conferma papale alle deliberazioni.

                       

Silvestro incoraggiò e sostenne la costruzione di grandi basiliche nella città di Roma, in particolare su suggerimento del papa fondò la basilica di San Pietro sul Colle Vaticano, dove si trovavano i resti di un tempio dedicato al dio Apollo, e dove fu tumulato, in un sarcofago di bronzo, il corpo del martire cristiano e primo papa della chiesa di Roma, l’apostolo Pietro.

 

Sempre per merito di Silvestro furono fondate, vicino all’ex palazzo imperiale dove viveva il papa, la Basilica ed il Battistero del Laterano, la Basilica del palazzo Sessoriano, la Basilica di San Paolo fuori le mura e un numero elevato di chiese cimiteriali nel luoghi di martirio dei cristiani, fece anche costruire, presso le catacombe di Priscilla sulla Via Salaria una chiesa cimiteriale, ritrovata verso la fine dell’800, dove fu sepolto come da suo desiderio.

 

Alla sua morte papa Paolo I lo fece traslare nella chiesa di San Silvestro in Capite. I suoi resti furono ritrovati nel 1596 e vennero pietosamente ricomposti sotto l’altare maggiore. Secondo altre fonti invece fu traslato a Nonantola (MO). La sua ricorrenza si festeggia il 31 dicembre in quanto secondo il Depositio episcoporum, l’elenco dei giorni della sepoltura dei vescovi di Roma, questo è il giorno della sua sepoltura, anche se la Chiesa cristiana ortodossa e le chiese cattoliche orientali lo celebrano il 2 gennaio.

 

San Silvestro era anche il patrono di un ordine cavalleresco chiamato Milizia Aurata, detta anche “dello Speron d’Oro”, fondato seconda la tradizione dall’Imperatore Costantino in persona. Nel corso dei secoli furono apportati cambiamenti e nell’ambito di una vasta riforma nel 1841 dalla Milizia Aurata fu separato l’Ordine di San Silvestro Papa con un proprio statuto e proprie decorazioni. La Santa Sede disciplina tre ordini: l’Ordine Piano, il più elevato di rango, quello di San Gregorio Magno e quello di San Silvestro.

 
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