STORIA LA BOMBA ATOMICA(RIASSUNTO)

STORIA CONTEMPORANEA


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LA BOMBA ATOMICA

 

Nel deserto si Jornada del Muerto, presso Alamogordo nel Nuovo Messico, alle cinque e mezzo del mattino esplode la prima bomba atomica della storia, realizzata nell'ambito del " Progetto Manhattan" diretto da Oppenheimer. Fermi lancia in aria alcuni pezzetti di carta e dallo spostamento che ricevono dall'onda d'urto, calcola a mente la violenza dell'esplosione; 17 mila tonnellate di tritolo. Una potenza finora mai raggiunta, destinata a cambiare la storia, a trasformare il mondo.

Meno di un mese più tardi, il 6 Agosto, la prima bomba atomica usata in guerra sarà fatta esplodere dagli Stati Uniti sulla città giapponese di Hiroshima provocando 186.940 morti; il 9 Agosto su quella di Nagasaki (102275 morti). Nel primo caso si tratta di una bomba all'uranio, nel secondo, al plutonio.

L'Urss realizzerà la sua prima bomba atomica il 22 Settembre 1949. La prima Bomba-H o bomba a fusione, che utilizza idrogeno per ottenere una fusione nucleare, sarà fatta esplodere dagli Stati Uniti il primo Novembre 1952, sull'atollo di Eniqetok (isole Marshall) nel Pacifico, a opera di un gruppo di fisici diretti dall'ungherese-americano Edward Teller.

 

 

APPROFONDIMENTI

 

L’uso delle bombe nucleari è dovuta a numerosi scienziati e a una catena di successive scoperte, iniziate da Enrico Fermi nel 1934.

Alcuni studiosi tedeschi, per evitare le persecuzioni naziste, si erano trasferiti negli Stati Uniti. Pure in Italia la politica razziale del regime fascista aveva costretto all'esilio molti intellettuali e scienziati, fra questi, il fisico E. Fermi, sposato con un'ebrea, che approfittando del viaggio in Svezia per ritirare il premio Nobel (1938), cercò rifugiò negli Stati Uniti.

Qui si venne a realizzare una comunità di scienziati d'altissimo livello che mise a disposizione del governo le proprie conoscenze in materia di scienza applicata all'industria bellica e alla guerra.

Un altro fisico tedesco emigrato, il 2 agosto 1939, Albert Einstein, indirizzò una lettera al presidente Roosevelt con la quale lo informava della possibilità di costruire un nuovo tipo di bomba basata sulla fissione nucleare. Con la partecipazione  in guerra degli Stati Uniti nel dicembre del 1941, prese avvio il programma nucleare denominato "Progetto Manhattan".

Fu dato l’incarico del progetto  al generale Leslie Richard Groves; ciò significava che i militari ne avrebbero controllato pienamente lo sviluppo. Groves venne affiancato dallo scienziato Julius Robert Oppenheimer. Il centro segreto di ricerca fu posto a Los Alamos (Nuovo Messico).

Gli studi sulla bomba iniziarono nel marzo 1943 : gli scienziati lavorarono nel timore di essere preceduti dai tedeschi, timore in gran parte infondato, come testimoniavano alcuni documenti nazisti caduti in mano alleata nel novembre del 1944, i quali rivelarono il ritardo dei colleghi tedeschi impegnati nei loro studi sulla bomba. Di fronte al mutato scenario bellico e scientifico che si presentò nel 1945, gli scienziati cominciarono a dubitare dell'utilità dell'impresa, anche in considerazione del tracollo militare giapponese.

 

Dopo la dipartita di Roosevelt il 12 aprile 1945, spettava al successore Harry Truman la decisione dell'impiego della bomba. Questi formò un comitato di assistenza presieduto da Henry Lewis Stimson, affiancato da un sottocomitato consultivo composto dai maggiori responsabili del "progetto Manhattan". A giugno  del 1945 il comitato suggerì al Presidente di sganciare la nuova arma su una città giapponese per colpire installazioni militari, circondate da edifici danneggiabili onde verificarne gli effetti.

L’ultimo colloquio avvenne il 15 e il 16 giugno . Alla fine di una  lunga discussione  si delinearono tre posizioni: la prima suggeriva di investire nell'energia nucleare, di ridurre al minimo il segreto su tali tipi di studi e di intraprendere una politica internazionale di controllo degli armamenti; il secondo rapporto consigliava di proseguire nel "Progetto Manhattan"; la terza posizione, sostenuta da Fermi, Lawrence ed Oppenheimer, riteneva corretta la decisione di impiegare la bomba a scopi militari soltanto in mancanza di alternative.

Gli scienziati, conosciuti gli orientamenti della Casa Bianca, inviarono nel giugno del 1945 un memorandum a Truman nel quale si deprecava l'uso della bomba a scopi militari, uso che, per giunta, non trovava giustificazione nemmeno nella motivazione dell'accorciamento della guerra, in un momento in cui non esisteva neppure il pericolo dell'atomica tedesca. A parere degli scienziati era necessario porre attenzione alle conseguenze sociali e nei rapporti internazionali che lo sgancio della bomba sul Giappone avrebbe determinato, preoccupazione condivisa, tra i tanti firmatari del memorandum, da Einstein e da Niels Bohr.

 

Tutto era pronto per la prima prova atomica della storia il 16 luglio 1945  : nel deserto del Nuovo Messico, a 100 chilometri di Alamagordo, collocata alla sommità di una torre d'acciaio, a 30 metri di altezza, si trovava la bomba pronta ad esplodere. Contrari all'impiego della bomba su Hiroshima, gli scienziati rimasero sconvolti di fronte alla sua replica su Nagasaki; enorme fu il loro disagio morale ed intellettuale nel constatare i risultati del proprio brillante lavoro utilizzati senza valida giustificazione militare. Oppenheimer (che venne poi accusato di filocomunismo), Einstein e Fermi rettificarono la loro originaria visione della scienza, neutrale rispetto alle decisioni politiche e militari. Gli scienziati hanno detto: "Noi scienziati, il cui tragico destino è stato quello di aiutare a costruire i mezzi di distruzione più raccapriccianti ed efficienti, dobbiamo considerare come nostro dovere solenne e supremo fare tutto ciò che è in nostro potere per impedire che queste armi siano usate per gli scopi brutali per i quali sono state inventate". apocalittico, liberò un'energia pari a 22 mila tonnellate equivalenti di tritolo. Stimson comunicò via telegrafo la riuscita dell'esperimento a Truman, impegnato nella Conferenza di Potsdam; il Presidente ne fu così entusiasta che ne ordinò lo sgancio in Giappone.



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