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GIOVANNI PASCOLI: ROSA DI MACCHIA

GIOVANNI PASCOLI


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POESIE POCO FAMOSE 

ROSA DI MACCHIA
*

 

Rosa di macchia

 

Rosa di macchia, che dall'irta rama

ridi non vista a quella montanina,

che stornellando passa e che ti chiama

rosa canina;

 

se sottil mano i fiori tuoi non coglie,

non ti dolere della tua fortuna:

le invidïate rose centofoglie

colgano a una

 

a una: al freddo sibilar del vento

che l'arse foglie a una a una stacca,

irto il rosaio dondolerà lento

senza una bacca;

 

ma tu di bacche brillerai nel lutto

del grigio inverno; al rifiorir dell'anno

i fiori nuovi a qualche vizzo frutto

sorrideranno:

 

e te, col tempo, stupirà cresciuta

quella che all'alba svolta già leggiera

col suo stornello, e risalirà muta,

forse, una sera.

 

 

Nella raccolta Myricae vengono evidenziati i temi principali della natura, della morte, del poeta, dell’orfano, e in ogni poesia ricorre almeno uno di essi.

In “Rosa di macchia” assistiamo alla contrapposizione tra una rosa centofoglie, che, colta da una montanina, lascerà il rosaio spoglio, e una rosa canina, ignorata, che brillerà di bacche “nel lutto/ del grigio inverno”. A questa immagine si aggiunge la riflessione sulla ragazzina che prima passava “stornellando” e che “risalirà muta,/ forse, una sera”, simbolo dei giorni giovanili che la vita spegnerà.

Spesso l’ispirazione per le poesie inerenti il tema della morte è l’esperienza personale, in quanto dal momento della morte del padre, Pascoli si sentì “per tutta la vita bloccato sulla figura fantasmatica del padre assente e latente...

 

 

Figure:

-v2, v16, v17   personificazione

-v3 , v6  enyambement

-v5 , v 13   anastrofe

 
 


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